martedì 30 settembre 2025

Tony Rocchetta “Custode dell’identità territoriale” nel percorso dei Borghi De.Co.

 Daniela  Torcia


C’è un filo invisibile che lega le comunità alla loro storia, un filo fatto di memorie, tradizioni, sapori e racconti che non si lasciano cancellare dal tempo. È lo stesso filo che i Borghi GeniusLoci De.Co. provano a intrecciare con pazienza e visione, restituendo ai territori il valore della loro unicità. In questo cammino di riscoperta e salvaguardia dell’identità, si inserisce il riconoscimento di Custode dell’identità territoriale conferito a Tony Rocchetta, una figura capace di trasformare l’amore per la propria terra in azione concreta, in impegno quotidiano e in testimonianza viva.


 

“Lavorare sulle radici non significa guardare al passato con nostalgia, ma costruire strumenti di identità e sviluppo – ha dichiarato l’assessore Callea –. La nostra comunità diventa protagonista di un progetto unico, capace di valorizzare cultura, tradizioni e prodotti locali in chiave contemporanea”.

La cerimonia di consegna ha rappresentato molto più di un atto formale: è stata un momento di condivisione collettiva, in cui la comunità si è stretta attorno a uno dei suoi interpreti più autentici. Rocchetta, con la sua sensibilità e la sua dedizione, incarna alla perfezione lo spirito del progetto voluto dal Dott. Nino Sutera, ideologo dei Borghi GeniusLoci De.Co., che da anni porta avanti un percorso volto a riconoscere e valorizzare i patrimoni immateriali delle comunità locali.


 

Il titolo di Custode dell’identità territoriale , ha affermato Nino Sutera, non è un semplice riconoscimento personale: rappresenta piuttosto una responsabilità condivisa, un patto con la memoria collettiva che richiede cura, rispetto e capacità di trasmissione. Rocchetta, infatti, è stato scelto per la sua capacità di raccontare e far rivivere quei tratti distintivi che fanno di un borgo non solo un luogo fisico, ma un universo di valori e simboli.

“Un traguardo che non appartiene solo a me, ma all’intera comunità – ha dichiarato Rocchetta – perché custodire le nostre radici significa dare futuro alle prossime generazioni”.

Un esempio emblematico del suo impegno è il lavoro appassionato dedicato al recupero del grano antico “chiattulidda” di Licata, una varietà che rischiava di scomparire e che oggi torna a vivere grazie alla sua tenacia. Questo antico frumento non è soltanto una risorsa agricola, ma un pezzo di memoria collettiva: racchiude nei suoi chicchi la storia di un territorio, la fatica dei contadini, la sapienza delle generazioni che lo hanno coltivato e trasformato in pane, pasta e identità.

Rocchetta ha compreso che difendere un grano antico significa difendere la biodiversità, l’economia locale e, soprattutto, la cultura materiale di una comunità. Il recupero della chiattulidda diventa così un simbolo della sua missione di custode: preservare ciò che rischia di perdersi e ridonarlo alle generazioni future come patrimonio vivo e attuale.

 


I Borghi GeniusLoci De.Co.  conclude Nino Sutera,  nascono proprio con questa finalità: sottrarre alla dimenticanza le tradizioni, i prodotti identitari, le storie locali e restituirle a chi oggi abita quei luoghi e a chi, domani, vorrà conoscerli e amarli. Nel solco del pensiero di Luigi Veronelli, che per primo intuì l’importanza di legare la denominazione comunale   (De.Co.) all’identità territoriale

È in questo contesto che il percorso dei Custodi assume un valore speciale. Essi sono chiamati a proteggere un bene che non si tocca, ma che si vive: il senso di appartenenza, la memoria delle comunità, la cultura popolare che affiora nei canti, nei proverbi, nelle feste, nella cucina e nei gesti della quotidianità. Tony Rocchetta, con la sua costanza e la sua passione, ha dimostrato che custodire significa anche innovare, cioè trovare linguaggi contemporanei per raccontare ciò che appartiene al passato, rendendolo vivo e fruibile anche per le nuove generazioni.

Durante la cerimonia, le parole che hanno accompagnato la consegna del riconoscimento hanno richiamato proprio il concetto di “genius loci”, quello spirito del luogo che non è mai astratto, ma incarnato da persone che lo vivono, lo interpretano e lo tramandano. Rocchetta diventa così un ponte tra la storia e il futuro, tra le radici e le nuove sfide, tra la memoria e la narrazione.

Il riconoscimento a Tony Rocchetta non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova tappa: i Custodi dell’identità territoriale sono figure chiamate a collaborare, a fare rete, a condividere esperienze affinché il progetto dei Borghi GeniusLoci De.Co. diventi sempre più una mappa emozionale dei territori italiani. Una mappa capace di guidare non solo i turisti, ma soprattutto le comunità stesse, che in questo percorso possono riconoscersi e ritrovare la propria fierezza.

La consegna del riconoscimento è stata dunque anche un invito: quello a non smettere mai di custodire, a continuare a intrecciare passato e presente, a fare della cultura locale non una reliquia da museo, ma un motore di sviluppo sociale ed economico. Perché i Borghi non sono cartoline, ma luoghi di vita, dove l’identità diventa risorsa e la memoria diventa futuro.

Con questo gesto simbolico e concreto al tempo stesso, il percorso dei Borghi GeniusLoci De.Co. si arricchisce di una nuova storia, quella di Tony Rocchetta, che entra a far parte della comunità dei Custodi. Un riconoscimento che celebra non solo l’uomo, ma soprattutto l’idea che la vera ricchezza di un territorio risiede nella sua capacità di ricordare e di raccontarsi, senza mai smarrire il proprio spirito originario.


 

domenica 28 settembre 2025

Strumenti a confronto: Slow food e Borghi GeniusLoci DeCo


 

La differenza tra  strumenti

Ci sono diversi strumenti di promozione e valorizzazione degli elementi identitari  di una Comunità,  tutti straordinari ma con caratteristiche diverse. Vediamoli.

-    I marchi di tutela UE nelle prerogative dei Consorzi di tutela

-   i presidi slow food   di proprietà dell' associazione  slow food di torino

I PAT  elenco dei prodotti iscritti nei registri del MISAF

- Le DeCo denominazione Comunale, animate dal fascino della fascia tricolore, è unico strumento nelle prerogative dei Sindaci. 

Questo secondo la letteratura scientifica consolidata, anche perchè i consorzi di tutela non tollerano interferenze, il MISAF ha le sue regole, slow food ha i suoi protocolli, i Sindaci di regola non vogliono perdere il ruolo   primario nei confronti dei cittadini. Sono diversi anche nel funzionamento: per partecipare ai consorzi di tutela, si paga una quota d'ingresso e una annuale, stessa cosa per associarsi a slow food, per la DeCo mentre è un'azione pubblica di interesse pubblica e collettiva, e come tale di servizio pubblico(non esiste una quota d'ingresso ne tanto meno una quota annuale da pagare, chiaramente)

Abstract
Il contributo analizza il  confronto tra Slow Food e il modello della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., (2013) evidenziandone convergenze e differenze nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale. L’attenzione si concentra sul ruolo dei sindaci e sulle prerogative amministrative comunali quali leve per la valorizzazione dell’identità territoriale.

 Introduzione
Negli ultimi decenni, il paradigma dello sviluppo rurale ha progressivamente superato un approccio meramente produttivistico per orientarsi verso modelli integrati fondati su identità, sostenibilità e partecipazione comunitaria. In tale contesto, emergono due esperienze significative: da un lato Slow Food, quale strumento di valorizzazione economica; dall’altro il sistema delle Denominazioni Comunali (De.Co.) reinterpretato nel percorso dei Borghi GeniusLoci, quale strumento di governance locale, per valorizzare gli elementi identitari della comunità amministrata. I due percorsi non si incrociano mai, Slow  food mette sotto i riflettori un prodotto "presidio"  la vision e mission dei Borghi  GeniusLoci  DeCo mette al centro l'intero territorio amministrato

 Slow Food: un modello di proprietà di slow food
Fondato sui principi del “buono, pulito e giusto”, Slow Food promuove la tutela della biodiversità  , operando attraverso presìdi, comunità del cibo   La sua azione si colloca prevalentemente  contribuendo a orientare comportamenti di consumo e a influenzare indirettamente le politiche pubbliche¹. Un percorso che appartiene solo a slow food

  La De.Co. Borghi GeniusLoci come atto politico dei Sindaci lungimiranti   
Diversamente, la Denominazione Comunale (De.Co.), nella visione originaria di Luigi Veronelli, si configura come atto pubblico attraverso cui il Comune riconosce un prodotto, una tradizione o un sapere come espressione identitaria della comunità locale².
Nel quadro normativo italiano, tale strumento trova fondamento nelle competenze attribuite agli enti locali dal Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico degli Enti Locali), che riconosce ai Comuni autonomia statutaria e regolamentare (artt. 3 e 7) e la possibilità di promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio³. La regia appartiene ai Sindaci

 Differenze e complementarità tra i due modelli
La distinzione principale tra Slow Food e il modello De.Co. GeniusLoci risiede nella natura degli strumenti adottati:
– Slow Food opera esclusivamente con gli strumenti  in uso e diretti da slow food;
– la De.Co. rappresenta uno strumento politico  attivato dal sindaco quale autorità locale.

Nel modello GeniusLoci, il Sindaco assume un ruolo centrale quale “custode istituzionale” dell’identità territoriale, esercitando una funzione politica che si traduce in atti amministrativi (delibere, regolamenti, registri identitari). Tale funzione si inserisce nelle prerogative di cui all’art. 50 TUEL, che attribuisce al sindaco la rappresentanza della comunità e la responsabilità dell’amministrazione locale⁵.

 Innovazione del modello Borghi GeniusLoci De.Co.
Il percorso dei Borghi GeniusLoci introduce un approccio sistemico alla valorizzazione territoriale, fondato su strumenti operativi quali:
– la “Banca del GeniusLoci De.Co.”, quale archivio identitario;
– il Manifesto dei Valori;
– la scheda scientifica del Genius Loci.
- premio annuale TERR@
- Atlante del cibo locale
ect



Tali strumenti consentono di trasformare il riconoscimento simbolico in leva di sviluppo locale, integrando dimensioni culturali, turistiche e produttive in un ecosistema coerente. In questo senso, la De.Co. si configura non come marchio di qualità assimilabile a DOP o IGP (disciplinati dal diritto dell’Unione europea), ma come dispositivo identitario e narrativo a scala comunale⁶.

 Conclusioni
Il confronto tra Slow Food e la Rete dei Borghi GeniusLoci De.Co. evidenzia che i due strumenti non sono concorrenziali ma  complementari: il primo opera su indicazioni dell'Associazione Slow Food; il secondo  attua il percorso di politiche pubbliche, nelle prerogative dei Sindaci, per valorizzare il territorio nel suo insieme  
La valorizzazione dell’identità territoriale emerge così come funzione politica pienamente esercitabile dai sindaci, nel rispetto delle competenze normative vigenti. La sfida futura risiede nell’integrazione di queste due dimensioni, al fine di costruire modelli di sviluppo rurale sostenibili, partecipati e radicati nelle specificità locali.


Note

  1. Cfr. Petrini, C., Buono, pulito e giusto, Torino, Einaudi, 2005.
  2. Veronelli, L., Il pensiero gastronomico, Milano, varie edizioni.
  3. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), artt. 3, 7..
  4. Regolamento (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.
  5. Cfr. Sutera A  I Borghi GeniusLoci DeCo 2013

 

 

venerdì 26 settembre 2025

Presentato l'inno VAI ITALIA

 

La cucina italiana è candidata all’Unesco come patrimonio immateriale   

Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario e diventa esperienza totale. In questo modo coinvolge immediatamente i quatto sensi, vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente ancorato ad un territorio tocca anche l’udito, perché si racconta e racconta il territorio. Quando arriva nel piatto, quel cibo ti ha detto tante cose e quando lo assapori diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo. Il termine genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito, l’anima di un luogo è caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali, culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione e l’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia. 

La cucina italiana rappresenta un vero e proprio mosaico di tradizioni che riflette la diversità bioculturale del Paese e si basa sul comune denominatore di concepire il momento della preparazione e del consumo dei pasti come un’occasione di condivisione e al tempo stesso di confronto.



La  Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., IDIMED  e altri,  sostengono  la Candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell'Umanità promossa dal Governo,  insieme a quanti sono impegnati e dedicati alla divulgazione culturale, all’educazione alimentare, alla formazione e alla promozione del territorio, in Italia e all’estero. Con un obiettivo chiaro: tutelare e valorizzare la cultura alimentare e i prodotti agroalimentari di qualità, ponendo particolare attenzione al patrimonio identitario delle produzioni agroalimentari  

PARTECIPA

La candidatura della cucina italiana all’Unesco ha trovato la sua voce ufficiale in una canzone che porta la firma di due protagonisti della musica leggera: Al Bano Carrisi e Mogol. Insieme a cinquanta bambini dei cori di Caivano e dell’Antoniano di Bologna, i due artisti hanno inciso un brano pensato per accompagnare il percorso verso il riconoscimento internazionale. L’atteso verdetto arriverà a dicembre a Nuova Delhi, ma già da settimane si moltiplicano le iniziative di sostegno.

VAI ITALIA

Perché la cucina italiana è candidata all’Unesco come patrimonio immateriale

La proposta di inserire la cucina italiana nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità è stata ufficialmente lanciata nel marzo 2023 dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.






La cucina italiana è un patrimonio fatto di conoscenze, gesti quotidiani e pratiche sociali che vanno oltre il semplice cucinare, per questo motivo preparare un piatto e condividerlo diventa un modo per
 tramandare la memoria familiare, rinsaldare i legami e creare comunità. Ogni territorio contribuisce con le proprie tradizioni, offre un patrimonio che tutela la biodiversità, valorizza la stagionalità degli ingredienti e invita a dare nuova vita agli avanzi, trasformandoli in cultura condivisa.

Oggi questo patrimonio riguarda circa 60 milioni di italiani nel Paese e oltre 80 milioni di connazionali e discendenti all’estero e a essi si aggiungono milioni di stranieri che vedono nello stile alimentare italiano un modello di convivialità e benessere.

Quando sarà presentato l’inno di Al Bano e Mogol per la candidatura

Per accompagnare la candidatura Unesco è nato un brano musicale intitolato ‘Vai Italia’: il testo di Mogol, musicato da Oscar Prudente, è stato inciso da Al Bano insieme ai bambini dei cori di Caivano e dell’Antoniano.

 Il progetto ha l’obiettivo di ricordare che la cucina è linguaggio universale, capace di unire generazioni e territori attraverso il valore condiviso del cibo.

In una intervista al ‘Corriere della Sera’, Al Bano, a ridosso dell’imminente debutto dell’inno, ha dichiarato: “dal punto di vista culinario il nostro Paese non è secondo a nessuno. Ai fornelli facciamo i fuochi pirotecnici”.

Ha aggiunto che per lui è impossibile scegliere un solo piatto preferito, perché “Ogni regione ha sei o sette specialità che possono essere definite incredibili“.   


mercoledì 24 settembre 2025

“Si dice Belìce – Futtitinni”: la travel comedy che racconta il territorio

 


Hanno riscosso un grande successo di visualizzazioni gli episodi della travel comedy “Si dice Belìce – Futtitinni”, una serie di quattro mini video per il web prodotta da Uni.ca s.r.l. e G.A.L. Valle del Belìce per raccontare, con un linguaggio nuovo e leggero, il Belìce di oggi.


 

La simpatica serie ha esordito il 1° settembre con il primo episodio dedicato al comune di Montevago, per poi fare tappa al Palazzo del Gattopardo di Santa Margherita di Belìce, giungere al Castello Grifeo di Partanna e concludersi nella suggestiva Riserva naturale Foce del fiume Belìce.

Dal sisma del ’68 a un’identità nuova

L’obiettivo della produzione è stato, fin dall’inizio, quello di superare la narrazione del Belìce come “terra ferita dal sisma del 1968”, per restituire l’immagine di un territorio che oggi offre percorsi turistici, culturali, naturalistici ed enogastronomici di grande pregio. Qui il turista trova comunità laboriose, accoglienti e fortemente legate alla tradizione, immerse in un paesaggio incontaminato e autentico.

Non è un caso che il titolo giochi sulla corretta pronuncia del nome della valle: “Belìce”, dall’arabo Belìch, con accento grave sulla i. L’ironia nasce anche da questo equivoco, alimentato negli anni dai tanti giornalisti che raccontarono la tragedia del terremoto.

Natura autentica e ospitalità sincera

Nell’ultimo episodio, un turista milanese si trova di fronte a binari sui quali non passa più un treno ma che oggi ospitano un inaspettato percorso naturalistico. Pochi passi e si apre la meraviglia di un mare incontaminato, con le dune sabbiose della spiaggia di Giache Bianche.
Il racconto scorre tra battute leggere e paesaggi che parlano da soli: una natura senza artifici, che non ha bisogno di scenografie costruite. È proprio questa semplicità acerba, libera da orpelli, a rappresentare la vera forza del Belìce.

  L'identità il valore aggiunto della Valle

La serie non si limita a descrivere luoghi e panorami: mette al centro anche le prelibatezze identitarie che definiscono il Genius Loci dei borghi visitati.
Ecco allora le siringate di Santa Margherita di Belìce, dolce amato dalla principessa Filangeri, le cassatedde di Montevago, con la loro doppia sfoglia   e il ripieno profumato, e la cipolla di Partanna, regina degli orti locali.

 https://reteborghideco.blogspot.com/.../cassatedda... 

https://reteborghideco.blogspot.com/.../partanna-avvio...

 https://reteborghideco.blogspot.com/2025/09/santa-margherita-di-belice-borgo-deco.html

 https://reteborghideco.blogspot.com/2025/08/a-santa-margherita-di-belice-la-sicilia.html

Questi prodotti sono valorizzati, salvaguardati e tramandati  dalla  De.Co. – Denominazione Comunale  strumenti nati da un’intuizione di Luigi Veronelli e  attualizzati grazie al percorso culturale dei Borghi GeniusLoci De.Co..
La De.Co. non è  un marchio di qualità: è un atto di riconoscimento identitario. Attraverso di essa, un Comune dichiara che un certo prodotto, una ricetta o una tradizione appartengono profondamente al territorio, diventandone simbolo e memoria viva.

Con il percorso dei Borghi  De.Co.  percorso adottato dai comuni di Santa Margherita di Belice, Montevago e Partanna, e tanti altri,  questa logica viene ampliata: non solo il singolo prodotto, ma l’intero borgo — con i suoi sapori, i suoi riti, le sue storie — diventa patrimonio condiviso, marchio collettivo di identità e leva di sviluppo sostenibile.

Il Belìce come laboratorio di identità

Il progetto “Si dice Belìce – Futtitinni” dimostra come un racconto moderno e leggero possa intrecciarsi con la profondità della memoria e dell’identità territoriale.  

Il Belìce, un tempo ricordato solo per la sua ferita, oggi si presenta come territorio autentico, sincero, resiliente, capace di trasformare le sue cicatrici in energia creativa.
E lo fa mettendo in rete natura, storia, gastronomia e spirito dei borghi, dimostrando che la vera ricchezza non sta nel costruire artifici turistici, ma nel riconoscere e custodire ciò che già c’è.


 PRIMO EPISODIO https://galvalledelbelice.it/news/si-dice-belice-futtitinni/

martedì 23 settembre 2025

Convegno “Le Radici del Futuro”


📍 Castel Sant’Angelo, Licata
📅 Sabato 27 Settembre 2025
⏰ Ore 19:00 – 20:30
Il convegno Le Radici del Futuro nasce come momento di incontro e di riflessione collettiva sul valore delle tradizioni agricole, culturali e identitarie del territorio, con uno sguardo rivolto all’innovazione, alla ricerca e alle nuove prospettive di sostenibilità.


Al centro dell’iniziativa, il grano antico Chiattulidda, simbolo di resilienza e appartenenza, che diventa metafora di comunità, memoria e futuro condiviso.
Durante la serata sarà proiettato il video Chiattulidda Licatisi, seguito dalla testimonianza di Tony Rocchetta, agricoltore custode del grano.
Il programma si articolerà in temi e prospettive, con il contributo di ospiti qualificati:
🔹 Coordinamento e Reti
Nino Sutera – Coordinatore Rete Nazionale Borghi Genius Loci DeCo
🔹 Ricerca e Innovazione
Alessandra La Penna – Designer e ricercatrice, co-founder di South Digital Art
Presenta Asabya, servizio per la digitalizzazione e informatizzazione nel settore agricolo.
🔹 Esperienze e Territorio
Sebastiano Blangiforti – Stazione Sperimentale Granicoltura Sicilia (con contributo video)
Arch. Salvatore Scuto – Carta Comuni Custodi Macchia Mediterranea
Dott. Giuseppe Cacciola – Segretario AssoCEA Messina APS
🔹 Tradizione e Produzione
Tano Sammartino – Molino Crisafulli
Intervento su Il progetto Chiattulidda e la molitura del grano.
🔹 Creatività e Didattica
Arianna Oddo – Docente di Tecnologia della Carta, Accademia di Belle Arti Palermo
Condivisione di esperienze di ricerca artistica con fibre vegetali e materiali naturali.
Anna Rita Gangarossa – Dirigente scolastico, referente FAI Scuola Agrigento
Presentazione del progetto La Via del Grano con supporto di slide.
La moderazione è affidata a Vera Cantavenera, che guiderà i lavori e accompagnerà i partecipanti in questo percorso tra storia, cultura e innovazione.
Conclusione del convegno:
Consegna del premio Custode dell’Identità Territoriale a Tony Rocchetta, a cura di Nino Sutera.



Nino Sutera, coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi De.Co.sarà protagonista del convegno “Le radici del futuro”, al quale parteciperanno numerosi ospiti. In questa occasione, avrà anche l’onore di consegnare a Tony Rocchetta il riconoscimento di “Custode dell’identità territoriale”, un titolo che celebra l’impegno di chi difende e valorizza la memoria collettiva di una comunità.

Le Denominazioni Comunali (De.Co.) nascono da un’intuizione visionaria di Luigi Veronelli, che già negli anni ’90 le concepì non come un semplice marchio di qualità, ma come un atto politico e culturale. Per Veronelli, ogni pane, vino o ricetta era molto più di un prodotto: era identità vivente di un popolo, specchio fedele del paesaggio e delle sue tradizioni.

Con l’esperienza dei Borghi Genius Loci De.Co., questa visione trova compimento e rinnovamento. Qui la De.Co. diventa percorso partecipativo, che unisce comunità, produttori, istituzioni e cittadini in un progetto comune. Al centro c’è il Genius Loci, il legame profondo fra uomo, ambiente, clima e cultura: un patrimonio immateriale da custodire e trasmettere come bene collettivo, antidoto all’omologazione della globalizzazione.

Il risultato è un vero e proprio laboratorio culturale e territoriale, che oggi rappresenta un modello per i borghi italiani. Una strada che intreccia storia e memoria con le sfide dello sviluppo sostenibile, trasformando ogni borgo in custode attivo della propria identità e delle proprie radici.




venerdì 19 settembre 2025

IGP e Borghi GeniusLoci DeCo per ottimizzare il place branding

 


  Nino Sutera

coordinatore Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo

         

Il confronto tra il percorso Borghi GeniusLoci DeCo    e l'iter per il riconoscimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta)    non sono strumenti in concorrenza, ma di due sistemi di valorizzazione distinti che agiscono su livelli normativi, operativi e concettuali differenti.

 


Quadro Comparativo Sinottico

Ambito di Confronto

Marchio IGP  

Format Borghi GeniusLoci DeCo

Natura Giuridica

Marchio di qualità dell'Unione Europea (Reg. UE 2024/1143).

 Prerogative del Sindaco per valorizzare il patrimonio    materiale e  immateriale locale.

Oggetto della Tutela

Il prodotto agroalimentare e la sua filiera economico-commerciale.

L'identità del borgo (Genius Loci), la sua memoria e le sue narrazioni comunitarie.

Ambito Geografico

Areale delimitato dal disciplinare europeo di produzione.

Il territorio comunale   inteso come "Comunità di Eredità" (Convenzione di Faro).

Ente di Controllo

Organismo di certificazione terzo (autorizzato dal MASAF) e Consorzio di Tutela, e Associazione dei produttori

La Banca del GeniusLoci DeCo presieduta dal Sindaco.

Focus Operativo

Garanzia standardizzata di qualità commerciale per i mercati esteri e nazionali.

Sviluppo del turismo relazionale, della cultura locale e del senso di appartenenza. Ridefinizione della vivacità economica con l'incentivo alla produzione di prodotti autoctoni 

Strumenti

Regolamento, commissione, disciplinare

Banca del GeniusLoci DeCo, Premio annuale Terr@,atlante del cibo locale, ambasciatori, custodi, sentinelle,leader&leader, ect,ect 





Analisi Dettagliata delle Differenze


1. Riconoscimento Economico-Commerciale (IGP) vs. Valore Socio-Culturale (GeniusLoci DeCo)

·         Prodotto IGP: Tutela la ricetta dal punto di vista merceologico. Garantisce al consumatore che   sia stato prodotto nell'area geografica delimitata, secondo un disciplinare codificato. L'obiettivo principale è la difesa da contraffazioni e l'espansione nei canali distributivi nazionali ed esteri.

·         Borghi GeniusLoci DeCo: Non certifica una merce, ma la storia della comunità. Nel format Borghi GeniusLoci, il   prodotto è espressione del Genius Loci, legata alle maestranze locali, ai racconti popolari e all'evoluzione sociale e architettonica del borgo .


2. Rispetto dei Vincoli Europei e Costituzionali

·         L'IGP si colloca pienamente nell'alveo della normativa comunitaria (DOP/IGP) per la tutela dell'origine e della concorrenza di mercato.

·         Il format GeniusLoci DeCo rispetta le competenze comunitarie e la Sentenza della Corte Costituzionale n. 75/2023.  adottando la De.Co. tramite il modello GeniusLoci, non crea un "marchio di qualità parallelo" (cosa vietata alla pubblica amministrazione locale), ma esercita la propria competenza promozionale censendo il  prodotto e le sue variazioni storiche come bene immateriale comunale (in sintonia con la Convenzione UNESCO del 2003).


3. Rigidità del Disciplinare vs. Inclusività della Tradizione

·         Rigidità dell'IGP: Il disciplinare IGP fissa parametri fisici, chimici e ricettari rigidi e vincolanti per ottenere il logo europeo. I produttori che non rientrano in quei precisi requisiti dimensionali o produttivi restano esclusi dal marchio.


·         Flessibilità inclusiva della De.Co.: La De.Co. gestita tramite il modello culturale dei Borghi GeniusLoci permette di accogliere anche le varianti artigianali storiche, le ricette familiari, le varianti stagionali o le forme tradizionali che potrebbero non rientrare nel disciplinare rigido dell'IGP.


La Sinergia Ideale per il Territorio  

L'approccio più efficace per il Comune non è la scelta alternativa tra i due percorsi, ma la loro integrazione sistemica:

1.     L'IGP è il motore di sviluppo economico della filiera   proteggendo il prodotto nel mercato globale e sostenendo le imprese  locali.

2.     Il format Borghi GeniusLoci DeCo è la cornice strategica che valorizza insieme ad altre risorse uniche  per fare place branding. Evita che un prodotto diventi un bene decontestualizzato e trasforma il consumatore in un visitatore consapevole che si reca in un territorio per vivere l'esperienza della sua "Comunità di Eredità".

 


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