venerdì 28 novembre 2025

Rete Nazionale Borghi Genius Loci DeCo

 



1. Introduzione

Il progetto nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo rappresenta un modello innovativo di valorizzazione territoriale fondato sul riconoscimento dell’identità locale come risorsa strategica per lo sviluppo. L’iniziativa trae origine da una tradizione culturale che affonda le proprie radici nel pensiero di Luigi Veronelli e che, in epoca contemporanea, ha trovato nel Dott. Nino Sutera uno dei principali promotori e sistematizzatori. L’idea del genius loci — inteso come complesso di valori materiali e immateriali che connotano un luogo — viene assunta come dimensione generativa capace di orientare processi di rigenerazione sociale, economica e culturale dei borghi italiani.
In questo quadro, le Denominazioni Comunali  (De.Co.) costituiscono lo strumento operativo attraverso cui ogni comunità locale può identificare, tutelare e promuovere i propri patrimoni identitari, definendo un perimetro istituzionale che integra cultura, paesaggio, saperi tradizionali e sistemi produttivi agroalimentari. La rete dei Borghi Genius Loci DeCo nasce così come ecosistema collaborativo, volto a mettere in relazione amministrazioni pubbliche, imprese agricole, attori culturali, istituzioni accademiche e organizzazioni della società civile.


2. Contesto

L’Italia è caratterizzata da una straordinaria ricchezza di piccoli comuni e borghi rurali, spesso localizzati in aree interne soggette a fenomeni di marginalizzazione, spopolamento e contrazione dei servizi essenziali. Tuttavia, tali territori custodiscono una densità culturale unica, costituita da patrimoni agricoli, tecniche artigianali, tradizioni enogastronomiche e paesaggi storici che rappresentano un valore strategico per le politiche contemporanee dello sviluppo sostenibile.
Negli ultimi anni, il quadro normativo nazionale ed europeo ha posto crescente attenzione al ruolo delle identità locali e delle filiere alimentari come leve per la competitività territoriale. Le strategie comunitarie (Green Deal, Farm to Fork) e le politiche nazionali per le aree interne convergono nella promozione di modelli produttivi sostenibili, basati sull’economia di prossimità, sulle filiere corte e sulla valorizzazione dei paesaggi rurali. Parallelamente, la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) regionale indica la necessità di coniugare innovazione, cultura e agroalimentare, promuovendo progetti capaci di innescare processi di diversificazione economica e valorizzazione dei patrimoni identitari.
In tale cornice, i Borghi Genius Loci DeCo assumono il ruolo di infrastruttura culturale e socioeconomica, finalizzata alla messa in rete delle risorse territoriali e alla definizione di modelli di governance partecipata del sistema locale del cibo. L’approccio si collega alle più avanzate teorie di place-based development, alle logiche di co-produzione dei servizi e alla costruzione di comunità resilienti, riconoscendo nelle pratiche agricole tradizionali e nelle memorie alimentari elementi chiave della modernità rurale.



3. Obiettivi

La rete dei Borghi Genius Loci DeCo opera secondo un insieme articolato di obiettivi, che integrano dimensioni socio-culturali, economiche, ambientali e istituzionali.

3.1. Valorizzazione del patrimonio identitario

L’obiettivo primario consiste nel riconoscere, documentare e promuovere i patrimoni locali — prodotti agroalimentari, tecniche di trasformazione, ritualità comunitarie, paesaggi agrari — elevandoli a beni collettivi. Le De.Co. rappresentano strumenti di certificazione culturale piuttosto che commerciale, orientati a preservare la diversità bio-culturale e a costruire una narrazione condivisa dell’identità locale.

3.2. Rigenerazione sociale ed economica delle aree rurali

Il progetto mira a contrastare lo spopolamento attraverso la creazione di nuove opportunità economiche nei piccoli borghi. Ciò avviene mediante l’attivazione di filiere territoriali, il sostegno alla microimprenditorialità agricola e artigianale, lo sviluppo del turismo esperienziale e la valorizzazione dell’agricoltura multifunzionale.

3.3. Rafforzamento del sistema locale del cibo

La rete intende costruire modelli di governance alimentare capaci di integrare produzione, distribuzione, trasformazione e consumo. L’obiettivo è creare ecosistemi alimentari sostenibili, fondati sulla qualità delle materie prime, sulla riduzione delle distanze tra produttori e consumatori e sulla promozione della dieta mediterranea come patrimonio culturale e nutrizionale.

3.4. Innovazione, ricerca e networking territoriale

La dimensione innovativa riguarda lo sviluppo di modelli replicabili, l’attivazione di partenariati istituzionali, l’integrazione tra tradizione e tecnologie digitali, e la creazione di laboratori territoriali in cui università, enti locali e imprese collaborano per sperimentare nuove pratiche di sviluppo rurale.

3.5. Comunicazione culturale e diplomazia del territorio

La rete si propone di costruire una narrazione nazionale dei borghi, capace di restituire il valore delle comunità rurali all’interno delle politiche culturali e turistiche. La divulgazione rappresenta un vettore strategico per rafforzare l’immagine dei territori e promuovere i saperi tradizionali a livello nazionale e internazionale.




4. Risultati raggiunti

I risultati ottenuti dalla Rete dei Borghi Genius Loci DeCo testimoniano la solidità del modello e la sua capacità di produrre impatti misurabili sulle comunità locali.

4.1. Costruzione della rete nazionale

È stata costituita una rete di borghi e amministrazioni comunali che condividono un approccio unitario alla tutela dell’identità territoriale. Tale rete rappresenta oggi un laboratorio nazionale di buone pratiche in cui convergono competenze agricole, culturali e amministrative.



4.2. Mappatura delle filiere identitarie

Sono stati realizzati censimenti e studi dedicati alle produzioni De.Co., alle tecniche produttive, ai paesaggi rurali e alle tradizioni comunitarie. Questo lavoro ha permesso di definire i primi atlanti territoriali dell’identità, con ricadute nella pianificazione locale e nella progettazione culturale.

4.3. Attivazione di iniziative territoriali

Festival, percorsi del gusto, giornate della memoria alimentare, eventi culturali e attività formative hanno contribuito a rafforzare la partecipazione comunitaria, promuovendo un nuovo protagonismo delle aree rurali.

4.4. Sviluppo di progetti pilota

In numerosi borghi sono state avviate sperimentazioni legate a:

  • rigenerazione urbana e paesaggistica,

  • sostegno alle imprese agricole,

  • valorizzazione del patrimonio agroalimentare locale,

  • turismo lento e reti di ospitalità diffusa.

4.5. Partenariati istituzionali e accademici

Collaborazioni con università, centri di ricerca, istituti agrari e associazioni culturali hanno consentito di elaborare metodologie di analisi e intervento ad alto valore scientifico, integrando ricerca e azione territoriale.




5. Attività

Le attività promosse dalla rete si articolano in cinque macro-aree funzionali.

5.1. Ricerca, documentazione e analisi

La rete ha avviato attività sistematiche di studio che comprendono:

  • inventariazione dei patrimoni identitari,

  • analisi delle dinamiche socioeconomiche rurali,

  • produzione di schede tecniche e dossier,

  • monitoraggio delle pratiche culturali legate al sistema locale del cibo.

5.2. Attività culturali e divulgative

Sono promossi eventi, festival, mostre, progetti educativi e iniziative pubbliche volte alla trasmissione dei saperi. Queste attività hanno l’obiettivo di rafforzare il capitale sociale e la consapevolezza identitaria delle comunità.

5.3. Progetti territoriali integrati

Le progettualità locali coinvolgono interventi di rigenerazione urbana, recupero delle tradizioni agricole, implementazione di reti di impresa, sviluppo del turismo rurale e creazione di percorsi identitari.

5.4. Formazione e capacity building

Attraverso seminari, laboratori e percorsi di formazione, la rete sostiene la crescita delle competenze in ambito agroalimentare, culturale e amministrativo, favorendo la diffusione di metodologie partecipative e di pratiche di innovazione sociale.

5.5. Comunicazione e promozione

La rete utilizza piattaforme digitali, pubblicazioni scientifiche, prodotti multimediali e campagne territoriali per diffondere i risultati delle attività e promuovere una narrazione condivisa del patrimonio rurale.




 

martedì 25 novembre 2025

Borghi DeCo “legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”

Aley Tangi

Diffidate dalle imitazioni

La DeCo non è un marchetto commerciale, sbagliano coloro i quali pensano che possa essere un bollino da sbandierare sui prodotti, ai   fini commerciali. Insieme a questi,  sbagliano anche coloro i quali pensano di poter fare la concorrenza a percorsi consolidati dal tempo (40 anni)e internazionalmente riconosciuti, come per esempio i presìdi di slow food   


  

Il Borgo GeniusLoci De.Co. è un percorso culturale, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., in altre parole, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono territorio–tradizioni–tipicità– (intesa come specificità)-tracciabilità e trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. In estrema sintesi, un percorso culturale per la salvaguardia e la promozione dell’identità territoriale, esaltando la nozione di identità nei prodotti del territorio, siano essi pietanze, dolci, saperi, eventi o lavori artigianali. Illuminante, al riguardo, la definizione che Luigi Veronelli  ideologo delle Denominazione Comunali (De.Co.), ha dato del genius loci:  “E’ da intendere come l’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”.

PARTECIPA AL PERCORSO


      In pratica, la De.Co. Borghi Genius Loci è un atto politico nelle prerogative del sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente e una progettualità riferita al futuro. In una simile ottica, acquistano particolare rilievo l’artigianato e il turismo enogastronomico. Se ben congegnato e gestito, quest’ultimo costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale. In particolare, per le piccole comunità rurali, che nei prodotti alimentari e nei piatti tipici e identitari hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. Le De.Co. nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: “Attraverso la De.Co. il prodotto del territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.

        La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo. Si tratta, essenzialmente, di un percorso culturale intimamente legato alla dimensione locale. Ecco perché, al francese “terroir”, si preferisce il latino “genius loci”. Espressione che sintetizza un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile, dove territorio, tradizioni, tipicità, tracciabilità e trasparenza: ecco le 5 t” protagoniste del percorso “Borghi Genius Loci De.Co.”. Un modello in cui gli elementi essenziali di relazionalità rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con e per il territorio.


Ecco uno degli obiettivi del Genius Loci che, nelle arti e non solo, rappresenta concettualmente uno spirito percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi e irripetibili certi momenti. Non solo: esso è presente anche nelle immagini, nei colori, nei sapori, nei profumi e negli elementi paesaggistici. Non è azzardato affermare che le persone respirano l’essenza di un luogo e di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. In ciascuno affiora sempre l’attaccamento ai luoghi d’infanzia, ai ricordi, agli affetti, ai dolci e ai piatti della tradizione familiare. Ecco che l’obiettivo è dunque recuperare l’identità di un luogo, proprio attraverso le prelibatezze storiche e le espressioni tipiche del territorio. Senza dimenticare la valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali, per ottimizzarne la competitività.

Per garantire la sostenibilità del percorso, occorrono dei principi inderogabili e non barattabili. In primis, la storicità e l’unicità l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e un tasso di burocrazia pari allo zero. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo Genius Loci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo, volto alla difesa delle singolarità territoriali. In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni e i regolamenti mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo quali DOP, IGP, DOC, sono perfettamente inutili e controproducenti. Occorre specificare che non è un percorso per tutti: non sempre, infatti, i Comuni hanno i requisiti necessari per essere inseriti tra i Borghi Genius Loci De.Co.





domenica 23 novembre 2025

Indovina chi viene a cena,

 

 da stasera in tv la nuova edizione: le anticipazioni

Sabrina Giannini torna in prima serata su Rai 3 e pone domande importanti sulle nostre abitudini alimentari


Dalla sua nascita, "Indovina chi viene a cena" osserva il nostro rapporto con il cibo, dove nessun dettaglio è troppo piccolo e nessuna domanda è inutile. Sabrina Giannini porta avanti un giornalismo che non si accontenta della superficie e che, anzi, proprio dalla tavola parte per raccontare il nostro tempo, le abitudini e le fragilità. Per la prima puntata stagionale, in onda sabato 22 novembre alle 21.25 su Rai 3, riparte da due territori che sembrano custodire un segreto antico: la Sardegna e il Cilento.

Indovina chi viene a cena: le anticipazioni del 22 novembre 2025

La conduttrice e giornalista Sabrina Giannini percorre i territori della Sardegna e del Cilento, luoghi in cui la longevità non è un’eccezione ma un tratto distintivo della comunità. Spirito di osservazione a parte, il programma accende i riflettori della critica sui cambiamenti in atto e si chiede: se i centenari di queste regioni sono stati per anni un esempio mondiale di invecchiamento in salute, cosa sta succedendo alle generazioni più giovani? Come stanno reagendo i figli e i nipoti di chi ha sfidato il tempo? La risposta, purtroppo, non è rassicurante.

Il cibo ultraprocessato è ormai onnipresente in ogni angolo del pianeta e si insinua silenziosamente nella quotidianità e lascia tracce più profonde di quanto immaginiamo. Non si tratta più soltanto di salute o di alimentazione, ma quell’invasione industriale comincia a influire addirittura sull’espressione dei geni, modificando il futuro biologico dei discendenti dei centenari. Ci si chiede, allora, quanto conta davvero l’eredità genetica e quanto, invece, lo stile di vita quotidiano.


Il programma indaga sulle vite, le abitudini e i corpi di chi vive questa transizione; e in tal modo scopriamo perché a 40 e 60 anni il nostro organismo cambia ritmo, e perché ignorare questi segnali può avere conseguenze serie. Si parla anche dei famosi farmaci antidiabetici usati come dimagranti, oggi sulla bocca di tutti, e dell’illusione di soluzioni rapide; e si spiega perché dopo aver superato una certa soglia di sovrappeso è così difficile tornare indietro.

Il paradosso è un po' inquietante: prevenire sarebbe facile, attuare la prevenzione molto meno. La giornalista, insieme all’epidemiologo Franco Berrino, scardina miti e abitudini radicate e mostrs come un modello di vita equilibrato potrebbe evitare molti dei mali più diffusi. Un modello semplice, efficace, ma spesso oscurato da informazioni distorte e da messaggi ambigui che arrivano anche da chi, teoricamente, dovrebbe proteggerci


 

sabato 22 novembre 2025

Borghi GeniusLoci De.Co. Da un’iniziativa ad un metodo


                   
Circuito dei Borghi Genius Loci De.Co.: ecco obiettivi e come farne parte

Le De.Co. (Denominazioni Comunali) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: “Attraverso la De.Co. il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.  




   Chiediamo a Nino Sutera,     Che cos’è un  Borgo  GeniusLoci De.Co.?
E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF  XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO 
Qual è la mission?     Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.
Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.

Qual è la differenza rispetto agli altri strumenti?   «La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
 Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli  ideologo delle De.Co.  ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.  
Qual è la vision?  La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.
Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.

In conclusione  Dr  Sutera quali sono  i contenuti Genius Loci?
L’ effetto GeniusLoci   è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.
Mentre i contenuti innovativi sono:  l’originalità, dal latino oriri, derivare, non solo da un punto di vista topografico, ma culturale, vuol dire non distorcere la voce  del territorio di provenienza.
La naturalità, produrre senza interventi estranei all’azione del territorio.
L’Identità  dal latino Idem, uguale che non cambia nel tempo, quindi facilmente riconoscibile, perché è il senso del luogo.
Infine  la specificità, nel significato dato da Max Weber nel 1919 di qualcosa facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche originali (un dolce, un piatto, un evento una tradizione)

Infine, quali sono i requisiti che i comuni debbono possedere per far parte del circuito dei Borghi GeniusLoci De.Co.?
 Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.   
In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono perfettamente inutili e controproducenti.


 Bisogna dire infine,   che non è un percorso per tutti, ne tanto meno tutti i Comuni hanno i requisiti necessari per essere inseriti tra i Borghi GeniusLoci De.Co.

venerdì 21 novembre 2025

Il cibo è un diritto umano per tutti! Garantire sistemi alimentari sani, giusti e sostenibili

La Rete Nazionale dei Borghi   DeCo insieme a 160 associazioni europee ha aderito all'Iniziativa 

" Il cibo è un diritto umano per tutti! " 


Buon cibo per tutti

Adesione (e promozione) dell'Iniziativa Cittadina Europea sul Diritto al cibo

C O N D I V I D I A M O  

  VISION  e   MISSION

o    Sancire il diritto al cibo nelle leggi e nelle politiche dell’UE

o   Sostieni i contadini e l'agroecologia

o   Garantire prezzi equi e diete sane

o   Rafforzare il benessere degli animali

o   Contrastare la concentrazione terriera e i monopoli di mercato

o   Vietare la speculazione sulle materie prime agricole e alimentari

 




Obiettivi:

Almeno un quinto della popolazione europea non ha accesso a un'alimentazione adeguata. I sistemi alimentari industriali aggravano l'insicurezza alimentare, il cambiamento climatico, l'inquinamento, la perdita di biodiversità, lo sfruttamento del lavoro e la sofferenza degli animali. L'UE deve garantire il diritto al cibo in modo sistemico e promuovere sistemi alimentari sani, giusti, umani e sostenibili per le generazioni presenti e future.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario proporre o modificare atti giuridici dell'UE in questi settori:

•         Sistemi alimentari equi e governance democratica

•         Sostegno alle iniziative nazionali di protezione sociale

•         Riconoscere che i prodotti agricoli e alimentari non sono merci ordinarie.

•         Sostegno all'agroecologia contadina e ai sistemi alimentari territoriali

•         Lotta alla concentrazione dei terreni agricoli

•         Sostegno ai sistemi di sementi contadini

•         Regolamentazione rigorosa degli OGM, compresi quelli ottenuti con nuove tecniche genomiche

•         Gestione sostenibile dell'acqua

•         Rafforzamento del benessere degli animali

•         Sostegno al consumo di frutta e verdura e regolamentazione dei prodotti alimentari ultra-lavorati

•         Approvvigionamento alimentare sostenibile

•         Etichettatura significativa degli alimenti

•         Stop agli sprechi alimentari

•         Rafforzamento del diritto al cibo nei Paesi terzi

Chiediamo all'UE di rendere il diritto al cibo una realtà e di integrarlo nel quadro giuridico dell'UE che ha un impatto sul diritto al cibo nell'UE e all'estero.



 Chiediamo alla Commissione europea (CE) di trasformare il diritto al cibo in realtà. Il diritto all'alimentazione è riconosciuto nei trattati internazionali ratificati da tutti i Paesi dell'UE. È garantito quando tutti hanno un accesso dignitoso a un'alimentazione adeguata su base sostenibile. Si realizza sistematicamente garantendo l'accesso alle risorse produttive, a un salario o a un reddito dignitoso e alle politiche sociali.

Esortiamo la CE a:

1.  Promuovere un regolamento sui sistemi alimentari sostenibili ed equi basati sul diritto al cibo.

2.  Creare un Consiglio alimentare dell'UE per coordinare l'azione, dando priorità alle voci dei meno rappresentati e tenendo conto delle disuguaglianze nell'accesso alle risorse e al potere di mercato.

3.  Proporre una direttiva volta a sostenere le iniziative nazionali di protezione sociale, in particolare per quanto riguarda la sicurezza sociale per il cibo, la cooperazione tra gli Stati membri e l'adozione di indicatori comuni di insicurezza alimentare e di attuazione del diritto al cibo.

4.   Riconoscere che i prodotti agricoli e alimentari non sono merci ordinarie, proponendo regolamenti volti a (i) tutelare un reddito dignitoso per i contadini e altri produttori alimentari su piccola scala e salari dignitosi per i lavoratori delle catene alimentari, (ii) consentire l'accesso ad alimenti sani, sostenibili e a prezzi accessibili per tutti, anche attraverso riduzioni dell'IVA, (iii) ridurre il potere di mercato delle grandi aziende in tutte le fasi delle catene alimentari e (iv) promuovere i mercati alimentari locali e regionali. Proporre una modifica della MiFiD II per vietare qualsiasi forma di speculazione sui prodotti agricoli e alimentari.

5.   Nella futura Politica agricola comune, aumentare considerevolmente il sostegno ai piccoli produttori, ai sistemi alimentari territoriali, al lavoro dignitoso, all'agricoltura biologica e all'agroecologia contadina. Rilanciare un regolamento per ridurre ulteriormente l'uso di pesticidi sintetici, fertilizzanti chimici e antimicrobici per gli animali da allevamento e l'acquacoltura.

6.  Proporre una direttiva per ridurre la concentrazione di terreni agricoli, sia nell'UE che all'estero, e per facilitare il ricambio generazionale e la parità di genere nell'accesso alla terra.

7.  Proporre un regolamento per sostenere l'autonomia dei sistemi sementieri contadini, l'agrobiodiversità e le sementi adatte alla produzione biologica o a quella con bassi input chimici di sintesi.

8.  Ritirare la proposta di deregolamentare le nuove tecniche genomiche (NGT) o, in alternativa, garantire sulla base di un regolamento un livello di protezione comparabile all'introduzione di OGM ottenuti con NGT rispetto alla legislazione attualmente in vigore, in particolare includendo l'obbligo di autorizzazione per tutti i tipi di NGT, la tracciabilità e l'etichettatura, e il divieto di brevetto per la riproduzione classica e per gli OGM ottenuti con NGT in assenza di pubblicazione dei processi che consentono di distinguerli da qualsiasi altro organismo. Sostenere la conoscenza scientifica indipendente per attuare i principi di tracciabilità, analisi del rischio e precauzione, anche per le NGT vecchie e nuove.

9.   Proporre una direttiva per una gestione sostenibile dell'acqua nella produzione agricola e per una pesca sostenibile.

10.  Proporre un regolamento che rafforzi gli standard di benessere degli animali, comprese le richieste della End the Cage Age ECI, e che introduca misure concrete per ridurre la produzione e il consumo di prodotti animali industriali, fornendo al contempo un adeguato sostegno agli agricoltori nella fase di transizione.

11.    Proporre una direttiva volta a promuovere diete sane e sostenibili, a sostenere un maggiore consumo di frutta e verdura e a regolamentare il consumo e la commercializzazione di alimenti e bevande ultra-lavorati per ridurre le malattie non trasmissibili e l'obesità correlate.


12.   Proporre un regolamento sugli acquisti alimentari sostenibili, che imponga agli Stati membri di garantire a tutti i bambini delle scuole pubbliche l'accesso a pasti scolastici sani, nutrienti, sostenibili e a prezzi accessibili, anche attraverso pasti gratuiti, e che dia alle autorità una maggiore autonomia nello sviluppo di sistemi alimentari locali.

13.    Proporre un regolamento per riformare e armonizzare l'etichettatura degli alimenti, al fine di aumentare le informazioni ai consumatori sulla qualità nutrizionale, l'origine geografica, i metodi di produzione, gli standard sociali e le sostanze potenzialmente nocive. Inoltre, il regolamento dovrebbe disciplinare la pubblicità dei prodotti il cui consumo deve essere limitato, in particolare per i bambini.

14.    Riconoscere la natura strutturale della perdita e dello spreco di cibo e adottare a tal fine una direttiva che contenga misure normative e politiche adeguate e obiettivi obbligatori di riduzione in tutte le catene alimentari.

15.   Modificare le proposte Omnibus della Commissione o, in alternativa, la direttiva CSDD per tutelare il diritto al cibo e mantenere gli obblighi di diligenza lungo l'intera catena alimentare.

16.   In considerazione delle attività internazionali dell'UE e della coerenza delle politiche per lo sviluppo, invitiamo la Commissione a presentare proposte finalizzate all'adozione di atti giuridici nelle seguenti aree:

(i)                  Autorizzazione ad avviare i negoziati necessari per subordinare tutti gli accordi commerciali esistenti e futuri alla necessità di tutelare il diritto all'alimentazione;

(ii)                 un regolamento che vieti l'esportazione o l'importazione di prodotti agricoli a prezzi che abbiano un impatto negativo sull'agricoltura contadina; e

(iii)               Un regolamento che vieta l'esportazione nei Paesi terzi di pesticidi sintetici e fertilizzanti chimici vietati in Europa.

Disposizioni dei trattati considerate rilevanti dal gruppo di organizzatori per l'azione proposta:

Articoli 2, 3, 21 del Trattato sull'Unione Europea, articoli 8, 11, 13, 38-44, 50, 101, 102, 104, 106,

108, 113, 114, 153, 156, 168, 169, 191, 192, 207, 208, 212, 352 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e il Protocollo n. 27.


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