lunedì 30 giugno 2025

Borghi GeniusLoci DeCo

  L’obiettivo  del percorso  punta sul fascino della fascia tricolore*, attraverso  la De.Co. (Denominazione Comunale) un atto politico nelle prerogative del Sindaco per valorizzare l’immenso giacimento ElaioEnoGastronomico  del  territorio amministrato .   

La De.Co. (Denominazione Comunale) nasce da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così affermava: - Attraverso la De.Co. il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità, rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale e, soprattutto, un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.   

Al fine di valorizzare i prodotti identitari e i loro territori meritevoli della Denominazione Comunale (De.Co.), la Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. è un’iniziativa rivolta ai Comuni che hanno adottato il percorso per la De.Co. o che hanno i requisiti per farlo.   

Esaltare la nozione di identità nei prodotti del territorio, siano essi pietanze, dolci, saperi, eventi o lavori artigianali è l’obiettivo per cui nasce l’associazione “Borghi Genius Loci De.Co.”, come una nuova opportunità per recuperare e valorizzare le specificità locali, quali espressioni identitarie dei luoghi di provenienza.  

 Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico che, se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.

Luigi Veronelli, enologo, gastronomo e scrittore lombardo, a cui si deve l’ideazione delle De.Co., ha rappresentato, e rappresenta ancora, il rinascimento dell’ ElaioEnoGastronomia italiana in tutte le sue espressioni; ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori e dei prodotti identitari.

Il suo impegno è stato una lezione di dedizione, onestà intellettuale e sana partigianeria.

Divenendo l’antesignano della sovranità alimentare, Veronelli ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.

È in questo scenario che 20 anni addietro è stato ideato il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.. Un percorso culturale che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.


 La De.Co. è un prodotto del territorio (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, ecc.), con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie. Deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica, capace di muovere un target di viaggiatori, che la letteratura internazionale definisce “foodies”, viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.

Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario, per diventare esperienza sociale e storica.

Ogni cibo coinvolge immediatamente quattro sensi: vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente l’espressione di una terra tocca anche l’udito e la mente, perché si racconta e racconta quel luogo con la sua storia e le sue tradizioni.

Quando arriva nel piatto, quel cibo ha detto tante cose e quando lo si assapora diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo.  

 Il termine genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito, l’anima di un luogo e caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali, culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione oltre all’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia.

Il “Genius Loci” è definito da Luigi Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima e cultura produttiva.


È, pertanto, quell’unicum che caratterizza  quella particolare atmosfera che rende un posto speciale agli occhi del visitatore: l’ effetto Genius Loci, ossia  la capacità di un territorio di produrre, grazie al saper fare dell’uomo, l’anima del territorio nella quale si riconosce, in modo permanente, la singolarità ed il valore del luogo stesso. 

Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi, di eccezionalità e di unicità.

Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale di un pensiero innovativo, volto alla difesa delle peculiarità territoriali.

Bisogna dire, infine, che non è un percorso per tutti e non tutti i Comuni hanno i requisiti necessari.

Per garantire la sostenibilità del percorso per ottenere la Denominazione Comunale di un prodotto, occorrono dei principi inderogabili e non barattabili: la storicità, l’unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso a burocrazia zero.

Il  percorso “Borgo Genius Loci De.Co.” si configura, quindi, come un’irrinunciabile opportunità per recuperare e valorizzare le specificità locali, espressione dei luoghi di provenienza e la Rete dei Borghi Genius Loci De.Co. ne ottimizza i risultati

https://www.youtube.com/watch?v=oMJzupSW2OE 

 In sintesi:

Cos'è un Borgo Genius Loci De.Co.?

Un Borgo Genius Loci De.Co. è molto più di un semplice paese. È un luogo dove storia, cultura, tradizioni e prodotti locali si intrecciano in un'unica, inconfondibile identità. Il termine "genius loci" (spirito del luogo) evoca l'anima profonda di un posto, il suo carattere unico e irripetibile. 


Perché sono così importanti?

 

  • Salvaguardia delle tradizioni: I Borghi Genius Loci De.Co. contribuiscono a preservare le antiche usanze, i saperi artigianali e le ricette tramandate di generazione in generazione.
  • Sviluppo sostenibile: Promuovendo un turismo lento e di qualità, questi borghi favoriscono uno sviluppo economico rispettoso dell'ambiente e delle comunità locali.
  • Valorizzazione del territorio: Ogni borgo ha una storia da raccontare e un patrimonio culturale da tutelare. I progetti De.Co. aiutano a valorizzare questi aspetti, rendendoli un'attrazione per visitatori da tutto il mondo.

 

Perché è importante la Rete dei Borghi Genius Loci De.Co.?

  • Salvaguardia delle tradizioni: I Borghi Genius Loci De.Co. contribuiscono a preservare le antiche usanze, i saperi artigianali e le ricette, tramandate di generazione in generazione.
  • Sviluppo sostenibile: Promuovendo un turismo lento e di qualità, questi borghi favoriscono uno sviluppo economico rispettoso dell'ambiente e delle comunità locali.
  • Valorizzazione del territorio: Ogni borgo ha una storia da raccontare, un patrimonio culturale da tutelare e i progetti De.Co. aiutano a valorizzare questi aspetti, rendendoli un'attrazione per visitatori da tutto il mondo.

Coloro che, con passione e dedizione, promuovono e valorizzano le caratteristiche uniche di un luogo sono custodi delle tradizioni, promotori dei prodotti identitari e locali e narratori delle storie che hanno forgiato un territorio.

In sostanza, sono ambasciatori di un'eredità culturale, che va preservata e tramandata alle future generazioni. Possono, quindi, essere definiti i Custodi dell’identità Territoriale e, pertanto, sono gli attori principali del percorso Borghi GeniusLoci De.Co., elaborato dalla Libera Università Rurale dei Saperi&Sapori Onlus

 

Il ruolo dei Custodi dell’identità Territoriale è cruciale per:

·         Preservare il patrimonio culturale: Tramandare tradizioni, dialetti, ricette, mestieri antichi e storie locali, feste popolari, evitando che vadano perdute nel tempo.

·         Valorizzare le produzioni locali: Promuovere i prodotti identitari, sostenere i produttori locali e far conoscere le eccellenze del giacimento enogastronomico   di un territorio.

·         Aumentare l'attrattiva turistica: Rendere un luogo più interessante agli occhi dei visitatori, offrendo loro esperienze autentiche e indimenticabili.

·         Rafforzare il senso di comunità: Creare un legame più profondo tra le persone e il territorio in cui vivono, favorendo lo sviluppo di un senso di appartenenza.

·         Il paesaggio: Salvaguardare l'ambiente naturale, i paesaggi rurali, i borghi antichi e i centri storici.

Perché è così importante essere custodi dell'identità territoriale?

Preservare l'identità territoriale è fondamentale per:

·         Rafforzare il senso di appartenenza: L'identità territoriale fornisce alle persone un senso di appartenenza a una comunità e un legame con il proprio passato.

·         Promuovere lo sviluppo sostenibile: Valorizzando le risorse locali e le tradizioni, si contribuisce a creare un modello di sviluppo economico più equo e sostenibile.

·         Aumentare l'attrattiva turistica: I luoghi che conservano la propria identità sono più attraenti per i turisti, che cercano esperienze autentiche e originali.

·         Contrastare l'omologazione: La tutela dell'identità territoriale aiuta a contrastare l'omologazione culturale e a preservare la diversità dei luoghi.

 


Esempi di Custodi dell'Identità Territoriale:

 

·         Sindaci: Mettono in atto politiche di valorizzazione del territorio e di tutela del patrimonio culturale, per tramandarlo alle generazioni future.

·         Cuochi e pasticcieri: Raccontano e salvaguardano la storia e le tradizioni culinarie di un territorio.

·         Scrittori, poeti  e giornalisti: Celebrano la bellezza di un luogo attraverso le loro inestimabile opere.

·         Associazioni culturali: Organizzano eventi e manifestazioni per promuovere le tradizioni locali.

·         Agricoltori e allevatori: Coltivano e allevano con metodi tradizionali e/o biologici rispettando l'ambiente.

·         Artigiani: Mantengono vive le antiche tecniche artigianali locali.

 

Come diventare Custode dell'Identità Territoriale?

Ognuno di noi può contribuire a valorizzare il proprio territorio in molti modi:

·         Condividere le proprie conoscenze: Raccontare le storie della propria famiglia, le tradizioni del proprio paese, le ricette della nonna.

·         Acquistare prodotti locali: Sostener l'economia locale e contribuire alla salvaguardia delle tradizioni alimentari.

·         Sostenere le imprese locali: Acquistando prodotti   identitari e locali e frequentando le botteghe artigiane.

·         Partecipare alla vita della comunità: Aderire a associazioni culturali, partecipare a eventi locali e collaborare con le istituzioni.

·         Promuovere il proprio territorio sui social media: Condividere foto, video e storie che raccontino la bellezza del proprio luogo.

·         Organizzare eventi: Creare occasioni di incontro e scambio per far conoscere le tradizioni locali.

·         Tramandare le tradizioni: Condividere le proprie conoscenze e le proprie esperienze con le nuove generazioni.

·         Diffondere la conoscenza del territorio: Parlare del proprio luogo di origine con orgoglio e promuoverlo all'esterno. 

 

Perché è importante essere Custodi dell'identità territoriale?

In un mondo sempre più globalizzato e omologato, preservare l'identità di un luogo significa:

·         Avere un'identità forte: Un territorio con una forte identità è più resiliente di fronte ai cambiamenti e alle sfide del futuro.

·         Offrire un'esperienza unica: I turisti sono sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e originali.

·         Creare un futuro migliore: Valorizzare il patrimonio culturale significa investire nel futuro delle nuove generazioni.

 

In conclusione,  i percorsi, come Borghi Genius Loci De.Co.  sono un esempio concreto di come sia possibile valorizzare l'identità di un luogo attraverso la promozione dei prodotti locali e delle tradizioni.

 



 RICHIEDI INFORMAZIONI 

 

a Licata l’Agriteatro Didattico.

   Tony Rocchetta  è nato con la passione di tramandare  e custodire le tradizioni, un autodidatta dalle idee molto chiare, lo dimostrano i risultati che ha raggiunto. Il    teatro agricolo è una sua creatura, l'unico del suo genere.

 Un teatro in cui raccontare  gesti agricoli  e casalinghi, di tradizioni e dialetto, attraverso un percorso completo dalla Terra alla Tavola. 

E' già solo per questo meriterebbe il prestigioso riconoscimento di 

"Custode dell'Identità Territoriale" 

del percorso dei Borghi GeniusLoci DeCo. 

 


Un connubio perfetto tra racconto e valorizzazione del territorio con attività didattica con attrezzi antichi (Crivu-Maidda-scannaturi-munnuddru etc) rappresentando il ciclo produttivo del grano di cui Tony, simbolo di Licata attraverso il recupero e reintroduzione della Chiattulidda, varietà di grano autoctono licatese, ne è diventato custode.
Un luogo di cultura in cui affrontare tematiche importanti ,con uno studio sulla Sostenibilità e tutela della Biodiversità, attraverso convegni ,ricerca e comunicazione.
Un ritorno al passato a 360 gradi e non solo, lavorazioni artigianali, mani in pasta con saperi e sapori perduti, attività ecologiche, prevenzione e informazioni alimentari.
Un luogo sociale dove fare vincere il territorio, insieme a collaborazioni di aziende sostenibili e associazioni in un racconto unico.







 Un viaggio dalla terra alla tavola: tradizione, sapori e memoria.

Una giornata all’insegna della tradizione, della cultura e della sostenibilità ha preso vita ieri tra i campi del Food Camp e l’Agriteatro Didattico, grazie all’iniziativa promossa da La Via del Grano in collaborazione con l’Istituto Paritario Sandro Pertini, la sociologa Jessica Sciascia, l’esperta di tradizioni gastronomiche Lidia Liotta e l’agricoltore custode Tony Rocchetta.

L’evento ha rappresentato un vero e proprio viaggio sensoriale e didattico, che ha portato studenti e partecipanti a immergersi nelle radici dell’agricoltura siciliana, dalla coltivazione del grano antico alla creazione di un piatto tradizionale, esaltando la filiera corta e la biodiversità agroalimentare.

Dalla terra alle mani: il racconto della tradizione

Il percorso ha avuto inizio presso il Food Camp, campo sperimentale che ospita oltre dieci varietà di grani antichi siciliani. Qui, gli studenti hanno potuto approfondire l’importanza della conservazione del germoplasma, scoprendo le fasi fenologiche del grano e osservando da vicino la fase di levata, un momento cruciale della crescita della pianta.

Successivamente, il gruppo si è spostato tra i monti per raccogliere finocchietto selvatico, ingrediente principe della cucina siciliana, sotto la guida esperta di Nonno Bartolomeo, custode di una tradizione che da cinque generazioni valorizza le conserve e le erbe officinali della nostra terra.

Un momento fondamentale dell’esperienza è stato il contributo dell’azienda agricola di Giacomo Mantia, che ha donato due varietà eccezionali di pomodori – il Datterino e il Piccadilly – coltivati con metodi naturali e arricchiti dalle peculiarità dei terreni locali e dell’acqua salmastra, elementi che ne conferiscono un’eccezionale dolcezza.



Dalla lavorazione del grano alla tavola: la riscoperta del gusto autentico

Il viaggio si è concluso all’Agriteatro Didattico, dove gli studenti hanno assistito alla lavorazione artigianale del grano antico, dalla molitura a pietra alla trafilatura al bronzo, fino alla lenta essiccazione della pasta. Qui, hanno potuto comprendere il valore delle tecniche tradizionali che permettono di conservare intatte le proprietà organolettiche e nutritive delle materie prime.

Guidati da mani esperte, i partecipanti hanno infine realizzato un piatto che racconta l’identità culinaria siciliana: la tagliatella sabbiata, una rivisitazione della storica pasta alla milanisa.

Un piatto che esprime tutta l’essenza del nostro territorio grazie a ingredienti semplici ma ricchi di storia:
Sugo al finocchietto selvatico, preparato con un blend di pomodori secondo le antiche tecniche di conservazione delle nonne (burnìa).
Base mollicata tostata, arricchita con alici e ricotta salata, per una texture croccante e un sapore deciso.
Tagliatelle di grano antico Chiattulidda, impastate e lavorate al momento con i ragazzi, per un’esperienza diretta con la tradizione.
Un tocco finale di ricotta salata locale, che ha esaltato ulteriormente il sapore e la genuinità del piatto.

Un’esperienza educativa e sensoriale per il futuro della nostra terra

L’evento non è stato solo un laboratorio culinario, ma un vero e proprio atto di tutela del patrimonio agroalimentare siciliano. Attraverso il racconto delle tradizioni, il contatto diretto con la terra e la valorizzazione delle eccellenze locali, i giovani hanno potuto riscoprire il significato profondo del cibo: non solo nutrimento, ma identità, memoria e sostenibilità.

“Questo viaggio dalla terra alla tavola ci ha permesso di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza di preservare le nostre radici, di valorizzare i prodotti autentici e di rispettare il territorio” – ha dichiarato Tony Rocchetta, agricoltore custode e promotore dell’iniziativa.

“Eventi come questi sono essenziali per creare consapevolezza e per far comprendere che il cibo non è solo un prodotto finale, ma il risultato di un processo lungo, fatto di passione, lavoro e amore per la terra” – ha aggiunto Jessica Sciascia, sociologa e coordinatrice del progetto.

Grazie alla collaborazione tra aziende, istituzioni scolastiche ed esperti del settore, La Via del Grano continua a essere un modello di valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze, promuovendo un turismo esperienziale autentico e sostenibile che lega il passato al futuro.



"QS SICILIA"

Periodicamente si alimenta la discussione sui marchi e i marchi non marchi. Qual'è la differenza?   i primi sono tutti  qui strumenti tecnocrati, previste dall'UE per tutelare le produzioni agroalimentari, e che godono di visibilità e finanziamenti adeguati,  i secondi mentre sono tutti quelli non riconosciuti dall'UE, ma che si avvalgono della cassetta degli attrezzi dei marchi ufficiali (Regolamenti, commissioni e disciplinari), e spesso  hanno la visibilità e annebbiata  dalla confusine, ma sopratutto non hanno diritto a finanziamenti come i marchi UE.   Ma non è  questo che voglio  rappresentarvi   
Vi presento mentre un marchio riconosciuto dall'UE (la Sicilia è una delle poche regioni che ha avuto questo privilegio) Sicilia Qualità Sicura,     che mira  a dare certezza al consumatore circa la provenienza, la tracciabilità e la sicurezza alimentare dei prodotti,   ma anche a proteggere i prodotti siciliani da alterazioni, sofisticazioni e potenziali truffe.

Uno strumento che consente alle aziende di qualificare ulteriormente  le produzioni, destinato a tracciare una linea di demarcazione, tra la tanta approssimazione circolante, e il rispetto delle norme a difesa dei consumatori, ma anche a tutela del mondo produttivo.
Se uno legge la legge intravede sia il pensiero di Veronelli che di Pietrini,  se pur il legislatore non li cita mai.



 Coerente alle prescrizioni di cui agli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013,  (2006/C 319/01)potranno beneficiare di interventi finanziari dall’U.E.
Dopo un percorso lungo e laborioso QS Sicilia rappresenta,   una novità assoluta. E’ un marchio riconosciuto a livello europeo,  “Qualità Sicura Sicilia”. Fino ad oggi i prodotti DOC,DOP, IGT e tutti gli altri prodotti siciliani di qualità avevano dei riferimenti di ambito territoriale limitato. Attraverso il QS Sicilia il consumatore potrà conoscere con esattezza la provenienza del prodotto ed avere certezza che è stato realizzato con procedimenti controllati e rispondenti a precisi disciplinari adottati dalla Regione Siciliana e controllati da enti certificatori. Il marchio QS Sicilia è un marchio collettivo di proprietà esclusiva della Regione Siciliana e potrà essere attribuito gratuitamente a singoli produttori ed a soggetti collettivi che ne facciano richiesta e che si attengano ai disciplinari definiti dalla Regione per le singole categorie di prodotti. Il QS Sicilia sarà attribuito automaticamente ai prodotti già certificati (DOC,DOP,IGP, etc) e ai prodotti del sistema integrato mentre verrà verificato caso per caso per le altre tipologie di prodotto.
 L’obiettivo è quello di tutelare i prodotti agricoli e alimentari con un elevato standard qualitativo controllato, attuare azioni di informazione ai consumatori sulla provenienza e sulla qualità dei prodotti agroalimentari certificati e promuovere e sostenere il marketing di questi prodotti.
Il marchio, di proprietà della Regione Siciliana, può essere concesso in uso a tutti gli operatori dell’Unione Europea – iscritti nel registro delle imprese delle Camere di commercio o presso organismi analoghi di altri stati membri dell’Ue – che ne facciano richiesta all’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea.
Le categorie per le quali si potranno utilizzare il marchio sono:
-          farine e preparati fatti di cereali, pane, pasticceria e confetteria, gelati, zucchero, miele, sciroppo di melassa, lievito,   aceto, salse (condimenti), spezie;
-          granaglie e prodotti agricoli, orticoli e forestali non compresi in altre classi, animali vivi, frutta e ortaggi freschi, sementi, piante e fiori naturali, alimenti per gli animali, malto;
-          bevande alcoliche (escluse le birre)
-          servizi di ristorazione (alimentazione);
In particolare, si potrà usare il marchio “Qualità Sicura Sicilia” per i prodotti agricoli e alimentari regolati da sistemi di qualità riconosciuti dell’Ue (Dop, Igp, Stg, Bio) e per il vino e le bevande spiritose; per i prodotti agricoli e alimentari certificati sulla base dello standard definito dalle norme tecniche di produzione integrata; per i prodotti agricolo-zootecnici e alimentari ottenuti aderendo a specifiche norme di produzione che mirano al conseguimento di un elevato livello qualitativo del processo produttivo; per i servizi di ristorazione per la somministrazione di questi prodotti.
 In ogni caso, i prodotti devono risultare liberi da Ogm, devono rispettare le norme su sicurezza e igiene ed essere normati da un disciplinare di produzione, da un regolamento, da un ente certificatore esterno e da una commissione  in materia.


giovedì 26 giugno 2025

“Sapori, Colori e Pellicole”: arte e cultura si incontrano al Teatro Re Grillo di Licata


Il Teatro Re Grillo di Licata, 26 e 27 giugno 2025, fa da cornice a “Sapori, Colori e Pellicole”, una manifestazione culturale che vuol essere un vero e proprio viaggio emozionale e sensoriale attraverso i paesaggi della città agrigentina. L’evento, organizzato dall’associazione Himera Movie APS, unisce in un’unica esperienza arte culinaria, poesia, fotografia e cinematografia.

 


Il Programma dell’Evento

La manifestazione si articola in due giornate ricche di contenuti:


26 giugno 2025 – ore 18,30 L’inaugurazione di una mostra nel foyer del Teatro Re Grillo vedrà come madrina la Annamaria Milano, già giornalista ed esperta del settore. Tra gli ospiti d’eccezione: Elio Cassarino, direttore artistico del Festival di Cinepoesia “Versi di Luce”, il regista GianLuca Ciotta e don Leopoldo Argento.



27 giugno 2025 – ore 20,00 La giornata conclusiva prevede un talk show culturale condotto dal giornalista Angelo Augusto, che vedrà la partecipazione di illustri personalità del mondo accademico e artistico:

Francesco Pira – docente di Sociologia all’Università di Messina, saggista e giornalista

Serafino Buono – psicologo e psicoterapeuta, professore di Psicologia clinica all’Università Kore di Enna e direttore dell’UOC di Psicologia dell’IRCCS Oasi di Troina

Carlo Mastroeni – avvocato cassazionista del Foro di Messina e cofondatore del Parco Letterario Salvatore Quasimodo di Roccalumera

Armando Sorce – scrittore, cantautore e studioso delle tradizioni popolari siciliane

Nino Sutera – Rete Nazionale Borghi Genius Loci DeCo

Pino Pullella – regista e scrittore siciliano

Vincenzo La Cognata – chef e regista

A conclusione della serata, sarà proiettato il cortometraggio “À Milanisa”, opera che arricchirà il percorso visivo e narrativo dell’evento.

 


Un Importante Progetto Sociale

L’occasione sarà anche il momento per presentare un’iniziativa di grande valore sociale promossa da Himera Movie: un percorso gratuito di corsi inclusivi destinato a ragazzi disabili e normodotati, che prenderà avvio nel mese di ottobre. Il progetto coinvolgerà professionisti, artisti, videomaker, giornalisti, pittori e musicisti, offrendo esperienze formative attraverso discipline innovative come teatroterapia, pittura-terapia e chitarra nella musicoterapia.

 

Le iscrizioni sono gratuite e aperte a tutti i ragazzi della città di Licata, rappresentando un’opportunità preziosa per favorire l’integrazione e l’espressione artistica.


Informazioni Pratiche

Quando: 26-27 giugno 2025, ore 18:30 Dove: Teatro Re Grillo, Licata Ingresso: Gratuito

 

“Sapori, Colori e Pellicole” si presenta come un evento che va oltre la semplice mostra, proponendosi come un’esperienza multisensoriale dove ogni immagine racconta una storia di bellezza silenziosa e passione autentica, celebrando l’unione tra arte culinaria, poesia, fotografia e cinematografia in un unico respiro culturale.





XX Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”

 

 



Il XX Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” assegnato agli scrittori Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice

La cerimonia di conferimento il 2 agosto a Santa Margherita di Belìce con l’attrice Violante Placido, il regista Tom Shankland e l’attrice Roberta Procida (serie Netflix “Il Gattopardo”), il tenore Piero Mazzocchetti.

Il XX Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” viene assegnato quest’anno agli scrittori Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice per l’opera “Operazione Gattopardo. Come Visconti trasformò un romanzo di destra in un successo di sinistra” edita da Feltrinelli.

Un saggio brillante e innovativo che racconta la genesi e le sfide del capolavoro viscontiano, e che rinnova il legame profondo tra letteratura, cinema e memoria. Un libro edito da Feltrinelli in occasione dei 70 anni della Casa Editrice, a cui si deve la pubblicazione del romanzo di Tomasi “Il Gattopardo” nel 1958, che ha scelto di pubblicare quest’anno tre libri dedicati all’Autore del Gattopardo (Ruggero Cappuccio, La principessa di Lampedusa; Bernardina Rago, Il Gattopardo a guardia del muro; insieme all’opera di Anile e Giannice).

Sullo sfondo dei due fondamentali anniversari che ricorrono nel 2025, il centenario della nascita di Andrea Camilleri e il cinquantenario della pubblicazione di “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo, il XX Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa intende omaggiare l’Autore del Gattopardo attraverso gli editori Feltrinelli e Sellerio.

Proprio Silvano Nigro, Presidente della Giuria del Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”, ha scritto tutti i risvolti di copertina dei libri Sellerio di Andrea Camilleri. L’Editore Sellerio si è inoltre segnalato per la tempestiva proposta di opere di Tomasi di Lampedusa e di studi sull’autore del Gattopardo: Andrea Vitello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (prima biografia di Tomasi); Caterina Cadorna, Un matrimonio epistolare. Corrispondenza tra Giuseppe Tomasi e Alessandra Wolf von Stomersee; Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Lezioni su Stendhal; Giacchino Lanza Tomasi, I luoghi del Gattopardo; Gioacchino Lanza Tomasi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Una biografia per immagini; Giacchino Lanza Tomasi, Lampedusa e la Spagna; Salvatore Silvano Nigro, Il Principe fulvo (fortemente voluto da Elvira Sellerio e editorialmente realizzato da Antonio Sellerio).

Durante la proclamazione dei vincitori 2025 avvenuta nell’ambito di una Conferenza stampa nella Sala Mattarella di Palazzo dei Normanni a Palermo, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, è stato anche presentato il “Festival del Gattopardo”, che si terrà dal 16 al 18 luglio e dall’1 al 3 agosto a Santa Margherita di Belìce, in provincia di Agrigento; con un programma intenso e coinvolgente e tre importanti appuntamenti da non perdere.

Venerdì 1 agosto il Premio “L’Officina del Racconto”: una serata dedicata alla premiazione delle giovani narratrici e dei giovani narratori di diversi Comuni della Valle del Belìce, condotta da Nino Graziano Luca, per dare voce al territorio e costruire futuro. La premiazione sarà preceduta dai tavoli interattivi “Sullo stesso tavolo le nostre storie” dal 16 al 18 luglio.

Il primo tavolo è dedicato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa (con le autrici Bernardina Rago e il suo “Il Gattopardo a guardia del muro. Storia di un giallo letterario nella Germania socialista” Ed. Feltrinelli; Maria Antonietta Ferraloro con “Il Gattopardo spiegato a mia Figlia” Ed. La nuova frontiera Junior; Isabella Crescimanno di Capodarso con “Memorie” Edizione i quaderni dell’almagesto collana diretta di Aurelio Pes. Publisicula; e le ospitanti Daniela Bonavia, M. Margherita Cacioppo, Gabriella Scaturro, Veronica Pecoraino).

Il secondo tavolo interattivo è dedicato ad Elsa Morante (con le autrici Rosita Manuguerra e il suo “Malanima” Ed. Feltrinelli; Eleonora Chiavetta con “Musicamare” Ed. Calibano editore; Marilena Monti con “Tutta colpa di una mosca” Ed. Antipodes; e gli ospitanti Rosario Marco Atria, M. Margherita Cacioppo, Clelia Lombardo).

Il terzo tavolo interattivo è dedicato a Danilo Dolci (con gli autori e le autrici Accursio Soldano e il suo “Viaggio in Sicilia di Alberto Caerio” Ed. Leucotea; Gabriella Vicari con “Sostanza è luce” Ed. Il Convivio editore; Salvatore Maurici con “Bandiere Tradite” Ed. La casa di Anna e Gaspare; e gli ospitanti Joseph Cacioppo, Gianluca Cangemi, Margherita Ingoglia).

A conclusione di ogni tavolo interattivo si ascolterà il contributo attivo delle locali offerti dalle cantine del territorio. Fanno parte della Giuria dell’Officina del Racconto: la Docente e Musicologa Angela Balistreri, la Docente e Scrittrice Clelia Lombardo, il Divulgatore Culturale David Camporeale, l’Archeologa e Docente Francesca Oliveri, il Presidente della Rete Museale e Naturale Belicina Giuseppe Maiorana, l’Architetto Luisa La Colla, la Scrittrice e Giornalista Margherita Ingoglia.

Sabato 2 agosto la Cerimonia di conferimento del XX Premio Letterario Internazionale “G. Tomasi di Lampedusa” in Piazza Matteotti, con ospiti d’eccezione: l’attrice Violante Placido, che interpreterà brani tratti dall’opera vincitrice; il regista Tom Shankland e l’attrice Roberta Procida, protagonisti della nuova serie Netflix “Il Gattopardo”; e il tenore Piero Mazzocchetti, che offrirà un omaggio musicale alla nostra terra. La serata sarà condotta da Nino Graziano Luca.

Domenica 3 agosto è in programma la Serata Enogastronomica dedicata a “La Cucina del Gattopardo”, un momento prezioso di convivialità che vedrà nuovamente la collaborazione del Maestro Nicola Fiasconaro, già vincitore del Premio come eccellenza siciliana nel mondo, con il suo straordinario “Trionfo di Gola del Gattopardo”. Durante la serata una brigata di pasticcerie del territorio, formata da lady chef realizzeranno una mega “cassata siciliana” insieme a mini “trionfi di gola” da far degustare al pubblico. La tavola del Gattopardo ha ottenuto il riconoscimento di Ambasciatrice dell’Identità Territoriale. Un riconoscimento legato al percorso culturale “Borghi Genius Loci De.Co.”, che valorizza i luoghi e le tradizioni di specifici territori.

Il Festival del Gattopardo è interamente organizzato dal Comune di Santa Margherita di Belìce, con la collaborazione scientifica e culturale dell’Istituzione “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” coordinata dall’Arch. Margo Margherita Cacioppo. La città è stata luogo di ispirazione dell’opera letteraria italiana più tradotta del ‘900: “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa. Santa Margherita è stata per Tomasi luogo di residenza estiva per gran parte della sua infanzia; nella formazione umana e culturale dell’autore la città è stata una realtà fondante a cui attingerà non solo tutta la sua letteratura ma anche la trasposizione cinematografica di Luchino Visconti, che renderà il romanzo, e quindi i luoghi ad esso legati, famosi in tutto il mondo.

La manifestazione oggi è riconosciuta tra i “Grandi Eventi” della Regione Siciliana, inserita nella Rete dei Festival Letterari 2025 e accompagnata da un importante dato: +32% di presenze turistiche nel primo semestre dell’anno. A ciò si aggiunge il prestigioso riconoscimento ministeriale di “Città che legge”, conferito a Santa Margherita di Belìce dal Centro per il Libro e la Lettura del MiC.

Il Premio viene assegnato ogni anno ad un’opera di narrativa di un autore italiano o straniero vivente, che contiene temi legati alla cultura e all’identità euro-mediterranea e costituisce occasione di richiamo turistico che attraverso uno spettacolo di livello internazionale e altre manifestazioni culturali ad esso collegate, attrae migliaia di spettatori, visitatori, intellettuali, fotografi e registi. Registra un grande coinvolgimento dei media provenienti da tutto il territorio nazionale ed internazionale.

Frutto di un’intuizione di Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dello scrittore, il Premio nasce come evento identitario di Santa Margherita di Belice nel 2003 e diventa in pochi anni uno dei premi letterari più autorevoli del panorama culturale italiano e del Mediterraneo. Forte di una giuria autorevolissima che ha visto avvicendarsi nel tempo personalità come Gioacchino Lanza Tomasi, Silvano Nigro, Maria Luisa Spaziani, Natale Tedesco, Antonio Di Grado, Mercedes Monmany, Giorgio Ficara, Salvatore Ferlita, è uno dei più noti e ambìti in Europa ed ha avuto il merito di premiare opere ed autori alcuni dei quali sono successivamente stati insigniti del Nobel per la letteratura. Dal 2024 la direzione scientifica è assunta da Giuseppe Lanza Tomasi, figlio del compianto Gioacchino scomparso il 10 maggio 2023.

Alla bellezza del paesaggio di Santa Margherita di Belìce, all’evoluzione della sua semantica e alle declinazioni moderne della sua tutela, è dedicata una sezione del Festival del Gattopardo. Sia nei “Racconti d’infanzia”, che nel romanzo “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa sono presenti ampie e memorabili descrizioni del paesaggio di Santa Margherita; rintracciabili, in particolare, nel contrasto descritto dal Tomasi nel Gattopardo “tra la mollezza lasciva delle ville e la crudezza dell’ambiente agrario”.

Quella di Santa Margherita è una civiltà contadina che non ha conosciuto processi di industrializzazione selvaggia. Il paesaggio è sostanzialmente rimasto intonso dentro la sua icona agraria ed oggi rappresenta una preziosa ricchezza fonte di reddito, da interpretare come sintesi di natura e cultura, dentro le trasformazioni imposte dalla conversione ecologica.

Il legame di Santa Margherita con Tomasi di Lampedusa è duplice: oltre alla citazione riportata dai Ricordi d’Infanzia (“La preferita era Santa Margherita nella quale si passavano lunghi mesi anche d’inverno. Essa era una delle più belle case di campagna che io abbia mai visto”) nel romanzo, al di là dei luoghi fisici che hanno i contorni sfumati tipici di una proiezione estetica, Santa Margherita è elettivamente “Luogo del Gattopardo” nel senso che lo sguardo del Tomasi sul mondo è perfettamente riconoscibile nella storia della municipalità. È riconoscibile in alcuni luoghi iconici nei quali si intreccia il tracciato storico con quello letterario (Palazzo Cutò Filangeri, residenza estiva dello scrittore, che si configura come Casa-Museo ed ospita un piccolo Museo del Gattopardo con la copia del manoscritto del Tomasi; il Parco del Gattopardo; il Teatro Sant’Alessandro, dove Tomasi adolescente assisteva alle opere delle compagnie dell’epoca). È riconoscibile anche nella storia delle terre e nelle trasformazioni che hanno attraversato la cultura contadina, la questione meridionale e l’economia agricola; nelle originali tradizioni enogastronomiche identitarie, in molteplici valori immateriali rimasti anch’essi sepolti dalle macerie del primo terremoto del dopoguerra.

La sezione dedicata al paesaggio all’interno del Festival del Gattopardo sarà curata dal Prof. Giuseppe Barbera, esperto paesaggista, in un incontro con Giorgio Galletti (che ha diretto per la Soprintendenza di Firenze i lavori architettonici e paesaggistici nei giardini di Boboli e delle principali ville medicee) e Manlio Speciale (curatore dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo). Mezz’ora di confronto, accompagnato dalle fotografie di Margherita Bianca e di altri fotografi ben accreditati, che avviano un percorso che accompagnerà nel tempo il futuro del Premio Letterario








 

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