giovedì 27 luglio 2023

TUTTIBRUT

 

Torna “TUTTIBRUT”: la serata dedicata alle bollicine del vulcano attivo più alto d’Europa

Nuova edizione per “TUTTIBRUT”l’appuntamento di Zash che per il quinto anno consecutivo riunirà le case spumantistiche etnee: in tutto 24 cantine e oltre 43 referenze troveranno un abbinamento d’autore con i piatti dello Chef Giuseppe Raciti

- L’agrumeto con vista sulla cima dell’Etna sarà lo sfondo della quinta edizione di “TUTTIBRUT” in programma giovedì 27 luglio e atteso come l’evento estivo più stimolante della spumantistica etnea durante il quale ogni anno è possibile scoprire nuove produzioni e degustare millesimi rari ed introvabili.

«L’iniziativa TUTTIBRUT è nata per la celebrare l’estate e l’alta qualità degli spumanti etnei - racconta Carla Maugeri, architetto e fondatrice di Zash insieme alla famiglia - un connubio perfetto che è un inno alla vita grazie al brio delle bollicine e alla straordinaria atmosfera che si crea tra le stelle, il profilo del vulcano e il giardino d’agrumi in notturna».

Ancora una volta a firmare il menù della serata è Giuseppe Raciti, Chef 1 stella Michelin da Zash, che stavolta si confronterà con le 24 case vinicole etnee e le oltre 43 referenze riunite per la serata dall’Head Sommelier di Zash Alessandro Mancuso.

«La logica di degustazione è una proposta libera, organizzata in un percorso per versanti con le diverse tipologie - anticipa Mancuso - spumanti da Carricante e da Nerello Mascalese saranno a disposizione con i sommelier AIS tra i banchi d’assaggio: bollicine blanc de noirs e blanc de blancs verranno spiegate alla mescita dai professionisti della sommellerie e dagli stessi produttori presenti personalmente alla serata che porteranno anche referenze non reperibili sul mercato».

L’iniziativa piace al Consorzio Etna DOC che manifesta sostegno e apprezzamento attraverso le parole del Presidente Francesco Cambria. «Le bollicine a marchio Etna DOC sono un piccolo ma significativo segmento nella produzione del vulcano che ha ormai superato un imbottigliato di oltre 5.000.000 di pezzi. Appuntamenti come questo rafforzano l’appeal e divulgano le peculiarità dei nostri spumanti anche a livello locale, un dato positivo per queste etichette di prestigio che sono sempre più riconosciute e scelte dal pubblico e dalla ristorazione di alto profilo».

Ecco tutte le cantine partecipanti: Al-Cantara, Antichi Vinai, Benanti, Cantine di Nessuno, Cantine Russo, Cottanera, De Bartoli Etna, Destro, Duca Di Salaparuta, Firriato, Fischetti, Gambino, Gumina, I Suoli, Murgo, Nicosia, Nuzzella, Palmento Costanzo, Planeta, Azienda Agricola Siciliano, Terrazze dell
’Etna, Tenute Orestiadi - La Gelsomina, Tenute Mannino di Plachi, Tornatore.

terza edizione dela manifestazione “Profumo di Zagara"

 

           E’ giunta alla terza edizione la manifestazione “Profumo di Zagara: a Scocca!”, curata dalla Proloco Carruba Asp che ha riscosso il meritato successo di pubblico, arricchito dalla presenza di ospiti illustri e di spessore tra cui il maestro pasticcere cav. Franco Patanè, il dirigente dell’Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura di Catania (IPA)  dott. Giovanni Sutera ed il Presidente provinciale UNPLI Catania sig. Giuseppe Sanfilippo.







 

                La presenza dei sindaci di Giarre e Riposto, il dott. Leonardo Cantarella ed il dott. Davide Vasta, quella del coordinatore provinciale del partito Fratelli d’Italia-Catania, in rappresentanza dell’ARS, dott. Alberto Cardillo, ha conferito all’evento l’ufficialità ed ha sottolineato che le istituzioni tengono a legittimare pratiche di promozione del turismo locale che facciano da traino all’economia locale. La manifestazione si è svolta nei giorni dal 14 al 16 luglio, in cui si sono susseguiti momenti di cultura, canti, balli e percorsi enogastronomici a tema. Essa vide la luce, per la prima volta, circa 40 anni fa quando, la devozione di un illustre cittadino carruboto, il sig. Pippo Licciardello volle dare risalto alla scocca dei limoni, una specialità tipica dei ‘giardini’ sparsi nell’hinterland.






              Successivamente, l’associazione turistica Carruba-Praiola, che ebbe tra gli altri quale presidente il dott. Sebastiano Costanzo, attuale socio fondatore e tesoriere della Proloco di Carruba, ottenne il riconoscimento di manifestazione culturale iscritta all’Albo regionale, portandola ai vecchi fasti che tutti i ‘carruboti’ ricordano con nostalgia. Tre anni fa si palesò la necessità che ci fosse un’associazione alle spalle che potesse patrocinarla degnamente, ed ecco che, dall’idea e dall’impegno dell’attuale presidente Sig.ra Adelaide Russo, che ha voluto riprendere la manifestazione, nacque la proloco di Carruba.

Lo scopo della manifestazione “Profumo di Zagara: a Scocca” è culturale, di promozione sociale e rilancio economico. L’idea è quella di creare una rete di servizi che possa mettere in contatto gli operatori di mercato, dare impulso ed incoraggiare i proprietari a riqualificare i loro ‘giardini’ con la coltivazione del limone dell’Etna che ha ottenuto nel 2020 da parte dell'Unione Europea l'iscrizione nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP). In questo contesto a dare un’impronta culturale sulla coltivazione dei limoni nella tradizione locale è intervenuta  la  dott.ssa Cinzia Oliveri, agronoma e fitopatologa, che porta avanti diversi progetti di ricerca innovativi, attualmente Responsabile scientifico del Progetto ‘Novarancia’, finanziato dal bando Psr 2014-2022, Sottomisura 16.1. La dott.ssa Oliveri ha presentato un excursus storico della coltivazione dei limoni attraverso immagini d’epoca, parlando dei periodi d’oro degli anni ’70, quando dalla stazione ferroviaria di Giarre  e di Acireale partivano migliaia di “vagoni” di limoni verso il nord Italia e l’estero (Germania, Russia..). Un raffronto tra limonicoltura tradizionale e quella moderna ha consentito alla dott.ssa di evidenziare vantaggi e svantaggi di entrambi i sistemi. Il territorio etneo è tradizionalmente vocato alla coltura del limone per le particolari condizioni pedoclimatiche.
Le caratteristiche organolettiche del frutto sono fortemente influenzate dalla vicinanza del Mar Jonio, dalla presenza dell’Etna, e dal tipo di terreno. La denominazione “Limoni dell'Etna” viene attribuita solo ai limoni coltivati secondo il “Disciplinare di produzione”, riservandola alle due cultivar  ‘Femminello’ con  i suoi cloni e ‘Monachello’, e comprendendo le diverse produzioni annuali (Primofiore, Bianchetto o maiolino e Verdello). A conclusione della presentazione, la dott.ssa Oliveri invita gli agricoltori e gli enti rappresentanti il territorio, a promuovere la biodiversità con le pratiche agronomiche locali, con i suoi limoni unici e di pregio, e a favorire l'aggregazione, concentrando l'offerta del prodotto. Occorre superare la frammentazione del nostro sistema produttivo perché ‘da soli non si va da nessuna parte’.

La Proloco si inserisce in questo contesto quale mediatrice attiva – promotrice di un processo che, nell’ottica della conservazione delle tradizioni locali e qualificazione delle stesse, agevola l’inclusione di queste nel panorama globale turistico e sociale, in un circuito di turismo speculare che ormai punta sulle potenzialità naturali del territorio. Ingrediente indispensabile per far crescere questa manifestazione è senz’altro la proficua sinergia che si è già instaurata con i cittadini che hanno a cuore la crescita culturale, sociale ed anche economica dei luoghi in cui vivono e dove vogliono far crescere i loro figli.

A dare un’impronta alle tradizioni, l’intervento dell’illustre maestro pasticcere Franco Patanè che ha proposto e mostrato  la famosa ‘Nivarata al limone’, metodo artigianale storico di preparazione della granita al limone.

A chiusura della manifestazione, la premiazione di n.3 scocche di limoni selezionate sulla base dei requisiti del numero dei frutti, del peso e dell’uniformità. Infine i saluti del dott. Sutera (IPA di Catania), che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, nella consapevolezza che queste manifestazioni potranno contribuire a dare dinamismo al nostro comparto limonicolo per accrescere la competitività del settore. 

 

 

sabato 15 luglio 2023

De.Co. dalla Rete alla sentenza n. 75/2023

 NinoSutera


La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 75 del 2023, ha chiarito in modo netto la natura delle Denominazioni Comunali (De.Co.): non sono strumenti di certificazione tecnica né marchi di mercato, ma atti pubblici volti alla valorizzazione culturale, identitaria e territoriale. La pronuncia sottolinea la necessità di rispettare la ripartizione delle competenze tra Stato, Regioni ed enti locali e di evitare sovrapposizioni con i regimi di tutela agroalimentare (DOP, IGP, STG). Le De.Co. trovano così la loro legittimazione nella funzione di tutela della memoria collettiva e nella promozione della storia e delle pratiche locali.



Radice culturale e matrice veronelliana

Questa lettura restituisce alle De.Co. la prospettiva originaria proposta da Luigi Veronelli: un atto comunitario, leggero e partecipato, pensato per fissare nel presente frammenti di storia materiale e immateriale — ricette, riti, mestieri, saperi — senza trasformarli in prodotti mercificati. La De.Co. diventa un gesto di autodeterminazione culturale: un riconoscimento pubblico che racconta chi è una comunità e cosa custodisce.



La Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co.

La Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co., nata per recuperare e diffondere questa impostazione, opera come piattaforma di connessione tra borghi che intendono valorizzare il proprio Genius Loci — lo spirito del luogo — attraverso pratiche condivise. Il progetto privilegia la narrazione partecipata, la custodia collettiva dei patrimoni immateriali e la messa in rete dei saperi locali, offrendo strumenti snelli per far emergere storie senza appesantirle con burocrazia o logiche commerciali.

Missione della Rete

Missione: promuovere la tutela e la trasmissione delle identità locali come risorsa culturale e sociale, rafforzando la capacità delle comunità di raccontarsi e di prendersi cura del proprio patrimonio immateriale.

  • Custodia partecipata: attivare processi inclusivi che coinvolgano cittadini, associazioni, scuole e amministrazioni nella raccolta e nella conservazione di memorie, pratiche e saperi.

  • Racconto condiviso: costruire narrazioni che mettano in luce relazioni tra persone, luoghi e pratiche, trasformando la conoscenza locale in patrimonio accessibile.

  • Sostegno alla resilienza territoriale: favorire iniziative che rafforzino il tessuto sociale e la capacità dei borghi di rigenerarsi senza cedere all’omologazione commerciale.

  • Formazione e scambio: offrire percorsi formativi e piattaforme di scambio per valorizzare competenze artigiane, gastronomiche e culturali.



Visione della Rete

Visione: una rete diffusa di borghi che, attraverso la De.Co. intesa come atto culturale, costruisce un modello di sviluppo locale fondato sulla memoria, sulla partecipazione e sulla cura del territorio.

  • Identità come bene comune: considerare l’identità locale non come risorsa da sfruttare, ma come patrimonio collettivo da proteggere e rigenerare.

  • Economia della cura: promuovere forme di sviluppo che valorizzino relazioni e pratiche locali, generando valore sociale prima che commerciale.

  • Rete come infrastruttura culturale: trasformare la connessione tra borghi in una infrastruttura di conoscenza, capace di moltiplicare esperienze, progetti e buone pratiche.

  • Futuro sostenibile e inclusivo: immaginare borghi vivi, attrattivi per chi cerca autenticità e partecipazione, non per chi cerca solo prodotti tipici.

Comunicazione e impegno pratico

La Rete comunica la De.Co. come mappa emotiva: segnala dove si trova una storia, chi la custodisce e perché merita attenzione. Le azioni concrete includono archivi digitali di memorie, percorsi esperienziali, festival tematici, laboratori intergenerazionali e protocolli di collaborazione tra amministrazioni. L’obiettivo è trasformare l’interesse per la tipicità in un incontro con comunità che raccontano il proprio passato e lo rinnovano con pratiche condivise.

Invito all’azione

Difendere la De.Co. significa difendere la capacità delle comunità di parlare di sé. La sentenza n. 75/2023 e il progetto GeniusLoci indicano una strada chiara: usare la De.Co. per tessere relazioni, custodire memorie e costruire un futuro che valorizzi l’unicità dei borghi senza ridurla a etichetta commerciale. La Rete è pronta a sostenere amministrazioni e comunità in questo percorso di cura, narrazione e rigenerazione.



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