sabato 22 marzo 2025

Appello a favore di una scuola che nutra l’individuo e il pianeta

 La Rete Nazionale dei Borghi De.Co. ha condiviso e aderito all'appello  di Foodinsider

Appello al MIM: MENSA E CIBO A SCUOLA

Appello a favore di una scuola che nutra l’individuo e il pianeta

Le nuove Indicazioni 2025 per la Scuola dell’Infanzia e il Primo Ciclo di Istruzione, recentemente pubblicate, non contemplano il tema del cibo e della ristorazione scolastica, un aspetto di fondamentale importanza per la crescita e il benessere dei bambini. Per questo abbiamo scritto  l’appello mensa e cibo a scuola indirizzato al Ministero dell’Istruzione e del Merito per integrare una parte importante del percorso didattico.

Riteniamo che l’alimentazione scolastica non sia solo una questione nutrizionale, ma anche educativa e culturale. Per questo, abbiamo avviato una riflessione condivisa tra esperti di ristorazione scolastica, pediatria, pedagogia e agricoltura sostenibile, politiche del cibo, sfociata nell’appello a cui hanno aderito già molte associazioni e reti, mentre altre sono in procinto di farlo. Chiediamo che queste tematiche vengano integrate nelle nuove Indicazioni 2025, affinché la mensa scolastica sia riconosciuta come parte integrante del percorso formativo.

MENSA E CIBO A SCUOLA

Egregi membri del Ministero dell’Istruzione e del Merito,

Con riferimento alle Nuove Indicazioni 2025 Scuola dell’infanzia e Primo ciclo di istruzione pubblicate in data 11.3.2025, ci permettiamo di sottoporre alla Vostra attenzione un tema, ora assente dal documento, che riteniamo indispensabile inserire poiché fondamentale tanto per il benessere e lo sviluppo integrale dei bambini e delle bambine, quanto per l’ambiente: la mensa scolastica.

Il momento del pasto, infatti, non è solo un atto nutrizionale, ma una vera e propria opportunità educativa, specie nel nostro paese, la cui forza culturale ed economica si gioca anche intorno all’importanza della propria cultura alimentare. È in mensa che i bambini imparano a nutrirsi correttamente e a conoscere nuovi alimenti, a socializzare, a rispettare le regole di convivio, a sviluppare consapevolezza di sé e del proprio corpo e a coltivare un rapporto sano e equilibrato con il cibo. L’educazione alimentare è parte integrante della crescita psicologica, fisica e sociale di ogni bambino e bambina. E se la scuola ha la responsabilità di proporla trasversalmente in ogni disciplina, il pasto è senza dubbio il momento in cui lo sforzo educativo trova concreta attuazione. La mensa scolastica non può essere esclusa dalle Indicazioni.

La mensa scolastica non è solo un luogo di apprendimento individuale: è anche un punto di connessione tra la scuola, la comunità e il territorio. Il cibo che arriva nel piatto è il risultato di un processo articolato, che richiede competenze specifiche, strategie mirate e un costante dialogo tra tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni ai produttori locali, dalle famiglie agli educatori. Un menù scolastico buono non è solo nutrizionalmente equilibrato, ma anche sostenibile e radicato nella realtà locale. La mensa può e deve diventare uno spazio in cui i bambini non solo si nutrono, ma entrano in relazione con il territorio che li circonda, scoprendo i prodotti locali, il valore della stagionalità e il significato di una filiera corta e sostenibile.

Sottovalutare la funzione educativa del pasto scolastico è un rischio che non si può correre in un paese che serve ogni giorno più di 2 milioni di pasti e in questo servizio investe somme e sforzi organizzativi ragguardevoli che hanno anche lo scopo di migliorare le abitudini alimentari della popolazione e dunque prevenire obesità, diabete e altre malattie legate ad abitudini scorrette. Esiste oggi un numero crescente di Comuni, di Scuole, di Insegnanti e di Famiglie impegnate nel miglioramento della ristorazione scolastica: è una strada vincente, che genera cultura, salute e rispetto per l’ambiente.

La mensa, è bene ribadirlo, è ‘tempo scuola’ ed è parte integrante del processo educativo. Vi chiediamo quindi di prendere in considerazione l’integrazione di questo tempo delle Nuove Indicazioni 2025, riconoscendo il suo valore formativo e pedagogico.

Inoltre, è fondamentale che venga valorizzato il ruolo del cibo non solo come nutrimento, ma come strumento educativo per sensibilizzare i bambini e le bambine (e dunque le loro famiglie) a scelte consapevoli, al rispetto della biodiversità, alla sostenibilità e alla cultura alimentare. Per questo riteniamo fondamentale che le Nuove Indicazioni 2025 riconoscano la mensa scolastica come parte integrante del percorso educativo e della costruzione di una cittadinanza consapevole, attraverso le seguenti azioni:

1.⁠ ⁠Riconoscere il tempo trascorso in mensa come parte integrante dell’attività educativa, in linea con gli obiettivi di sviluppo dei bambini e delle bambine e inserire tale argomento all’interno del documento.

2.⁠ ⁠Sostenere l’importanza dell’educazione alimentare, promuovendo un approccio integrato che coinvolga insegnanti, educatori, famiglie e professionisti del settore, valorizzando attività e competenze che mettano in primo piano le esperienze concrete (attività laboratoriali, orti scolastici, uscite presso fattorie didattiche nel territorio per comprendere le filiere alimentari…).

3.⁠ ⁠Investire nella formazione specifica per il personale scolastico affinché possa affrontare il momento del pasto come un’opportunità educativa.

La scuola non è un’entità isolata, ma un organismo vivo che dialoga con la società in cui è inserita. Riconoscere il valore della mensa scolastica significa riconoscere il valore di una scuola che educa non solo con le parole, ma anche con le scelte quotidiane, costruendo un legame concreto tra i bambini, il cibo e il territorio in cui crescono.

Con fiducia e speranza, confidiamo in un Vostro positivo riscontro.

Il Comitato Direttivo di Foodinsider

Osservatorio nazionale indipendente mense scolastiche

Martedì, 18  marzo 2025

De.Co. Quelli …ladri di biciclette

 


 

Ricevo diverse email  inerenti le De.Co.  chiaramente, anche se con un po’ di ritardo, cerco di rispondere a tutti o quasi…..

Singolare è l’ultima che ho letto, in questi giorni, che merita di essere condivisa, anche perché  sono stato invitato   a raccontare ….. dei "ladri di biciclette ". 

                    Recentemente durante un evento internazionale a Caltanissetta, sono stato invitato a tenete una relazione sulle De.Co.  Ho ricevuto un'email  da parte di un'attenta partecipante, che  mi ha scritto "Dott. Sutera ho seguito il suo interessante intervento, ha citato 10 volte Luigi Veronelli, attribuendogli di merito di aver creato le De.Co. (sò benissimo che è vero)  Nel mio comune nella delibera di giunta, non c'è traccia di Veronelli, per essere precisi do quasi 3 anni non c'è neanche traccia della De.Co. Le chiedo come è mai possibile.?"Perchè circola così tanta ignoranza in materia?                       ...ecco a voi la risposta.

 Gentilissima  Angela, lei deve essere una molto attenta ai contenuti e alla forma,  ha perfettamente ragione non si può scrivere di   De.Co. senza mai citare chi l'ha ideate,  ignorando inoltre  chi da oltre 20 anni,   ha diffuso l'idea di Veronelli.    

Certo potremmo scrivere anche di chi, si inventa un percorso fai da te,più volte sanzionato dal MISAF, senza ne testa ne coda, così, ispirato dalla filosofia del taglia e incolla, ma di questi al sorgere del sole si volatilizzano come la brina di primavera.    Ed è proprio in un taglia e incolla che è scomparso il nome di chi li ha ideate Luigi Veronelli.

Veronelli, Gino per gli amici , è stato un gastronomo, giornalista, editore, conduttore televisivo, filosofo e anarchico italiano. Viene ricordato come una delle figure centrali nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico italiano. 

Ideò le De.Co. 

 Antesignano di espressioni e punti di vista che poi sono entrati nell'uso comune e protagonista di caparbie battaglie per la preservazione delle diversità nel campo della produzione agricola e alimentare, attraverso la creazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali), le battaglie a fianco delle amministrazioni locali, l'appoggio ai produttori al dettaglio. 

Veronelli, ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’ElaioEnoGastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori e dei loro prodotti identitari, una lezione di dedizione, onestà intellettuale e sana partigianeria che fa di lui l’antesignano della sovranità alimentare. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli, tra le sue battaglie: “con la trasparenza del prezzo sorgente, il consumatore verrebbe messo in grado di valutare il tipo di ricarico applicato dal rivenditore, e da questo la sua onestà”.

 Già nel lontano 1956 Luigi (Gino) Veronelli scriveva “L’agricoltura e il turismo sono le armi migliori per lo sviluppo e l’affermazione della nostra Italia”. Un’idea decisamente controcorrente considerando il pieno boom economico, ossia quel veloce sviluppo industriale che trasformò l’Italia, il suo modo di vivere, le abitudini, anche alimentari, della popolazione e modificò per sempre l’aspetto delle città, del paesaggio, delle campagne. Anni dopo, Veronelli è tornato sull’argomento precisando che “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”.

“Come io ammiro Picasso perché lo riconosco, così posso apprezzare un vino o qualsiasi altra cosa che viene dalla terra, se la riconosco. Trovo che questo sia un recupero di civiltà, di intelligenza e di libertà estremamente importante. Per questo non mi piacciono i prodotti tipici. Sono diventati un marchio commerciale. Non mi piacciono le tradizioni imbalsamate.  Ma voglio sapere dove nasce un prodotto. Mi fido dell’autocertificazione del produttore che mi spiega come è fatto il suo vino o i suoi ortaggi”.

Veronelli in questo come in tanti altri temi, è stato un intellettuale a tutto campo, ricco di intuizioni, uno straordinario personaggio ricco di umanità e di contraddizioni, capace di vedere lontano. I suoi pensieri sul turismo e sull’agricoltura, infatti, hanno del pionieristico se collocati nel contesto storico in cui sono stati enunciati.  Ma d’altra parte il suo grande fascino era dovuto al fatto che nella sua vita non hai mai smesso di  essere curioso e attento a cogliere le novità, nel rispetto delle identità territoriali.

Questo per dirvi che tutti coloro i quali si appropriano dell'idea di altri sono dei semplici ....."ladri di biciclette". Non meriterebbero attenzione alcuna, ma scriverò al Sindaco invitandolo a  stare attento... "alle biciclette" e ai "ladri di idee altrui"!Per alcuni le De.Co. sono nati sotto il "cavolo"!!! 

                                                                                  cordialmente

martedì 11 marzo 2025

De.Co. Quelli ........delle proposte stravaganti

 

Rispondiamo quest’oggi a una singolare email, o quando meno il racconto è molto …singolare.

Mi scrive la Dott.ssa XW  consigliere comunale di minoranza del comune di .... sul percorso della denominazione comunale nel suo comune.


ecco il testo

Egregio Dottore, nel mio comune qualche anno addietro è stata fatta la  De.Co. per essere precisi 4 anni addietro stessa maggioranza, ma la consiliatura precedente.

Ora la maggioranza ha istituto la commissione per rivedere il regolamento visto che quello precedente  non ha prodotto nulla di interessante.

In commissione la presidente ha proposto di   cambiare l’acronimo da DeCo a DE.C.O. motivando la proposta… "così facendo le DE.C.O  intese come denominazione comunale d’origine, somiglieranno  molto alle DOC  denominazione d’origine controllata dei vini,  e per i consumatori sarà più facile ricordarlo, inoltre propongo di aggiungere che i produttori dovranno costituirsi in consorzio, con oneri a loro  carico".

Propongo anche di estendere la Denominazione  d’origine comunale a tutti prodotti del territorio, come prodotti del comune DE.C.O. con l'obbligo di rispettare il nostro disciplinare, pena sanzioni pesantissime, altrimenti come l'altra volta nessuno la utilizza.

Questa in sintesi la prima proposta.

Vediamo il secondo intervento, Un altro consigliere, sempre della maggioranza propone, visto che siamo chiamati ad apportare delle modifiche,  proporrei di aggiungere l’accento sulla O, diventerebbero così DE.C.O’ con  la seguente motivazione, come sapete nella città vicina di ……..  stanno aprendo un iper mercato DE.CO’, se noi riusciamo ad agganciarci a questa sigla De.Cò  per i consumatori sarà più facile ricordarsi delle nostre de.cò. Anch'io penso che le aziende debbono essere obbligate a rispettare il nostro disciplinare pena la chiusura per sei mesi dell'attività

Si sono susseguiti interventi di altri consiglieri della maggioranza a sostegno delle proposte, e di dissenso dei consiglieri di minoranza

…e altre considerazioni secondarie.

Ora qual è il problema, l’email della consigliera (se pur ho verificato che in effetti è consigliere comunale a ….)  mi sembrava molto fantasiosa, o meglio la realtà visto il contenuto dell’email superava la fantasia.

Ho chiesto quindi di inviarmi la copia del verbale della commissione. In effetti il resoconto della Dott.ssa Consigliera comunale è puntuale e preciso.

Gentilissima Dott.ssa  consigliera comunale, li lasci lavorare non disturbi i "legislatori comunali", mi inviti qualche mese prima delle prossime elezioni comunali, che faremo un confronto pubblico. Di fronte a tante, per  così dire, perle di saggezza, contenute nelle proposte dei “legislatori” del comune di ... non so proprio cosa rispondere. Una cosa però la puntualizzo Luigi Veronelli riferendosi alla sua creatura “la De.Co.”  parlava di una  semplice delibera comunale” … semplice semplice, e detestava chi si adoperava per trasformarli in au'atto meramente burocratico, inerte e freddo  

 Una proposta singolare, destinata  “a fare scuola” perchè la citerò spesso  come modello alla rovescia, di chi fa dell'improvvisazione il suo modus operandi.


lunedì 10 marzo 2025

Cianciana, Borgo GeniusLoci De.Co.


            La Denominazione Comunale (De.Co.) è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che afferma il suo primato nel territorio, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro.



Al fine di valorizzare i prodotti identitari e i loro territori meritevoli della Denominazione Comunale (De.Co.), la Rete dei Borghi Genius Loci De.Co. è un’iniziativa rivolta ai Comuni che hanno adottato il percorso per la De.Co. o che hanno i requisiti per farlo.

Esaltare la nozione di identità nei prodotti del territorio, siano essi pietanze, dolci, saperi, eventi o lavori artigianali è l’obiettivo per cui nasce la Rete “Borghi Genius Loci De.Co.”, come una nuova opportunità per recuperare e valorizzare le specificità locali, quali espressioni identitarie dei luoghi di provenienza.

Luigi Veronelli, enologo, gastronomo e scrittore lombardo, a cui si deve l’ideazione delle De.Co., ha rappresentato, e rappresenta ancora, il rinascimento dell’ElaioEnoGastronomia italiana in tutte le sue espressioni; ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori e dei prodotti identitari.


Divenendo l’antesignano della sovranità alimentare, Veronelli ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.

La De.Co. è un prodotto del territorio (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, ecc.), con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicà e caratteristiche identitarie. Deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica, capace di muovere un target di viaggiatori, che la letteratura internazionale definisce “foodies”, viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.

Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario, per diventare esperienza sociale e storica.


Ogni cibo coinvolge immediatamente quattro sensi: vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente l’espressione di una terra tocca anche l’udito e la mente, perché si racconta e racconta quel luogo con la sua storia e le sue tradizioni.

Quando arriva nel piatto, quel cibo ha detto tante cose e quando lo si assapora diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo.

Il termine genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito, l’anima di un luogo e caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali, culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione oltre all’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia.

Il “Genius Loci” è definito da Luigi Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima e cultura produttiva.


È, pertanto, quell’unicum che caratterizza quella particolare atmosfera che rende un posto speciale agli occhi del visitatore: l’effetto Genius Loci, ossia la capacità di un territorio di produrre, grazie al saper fare dell’uomo, l’anima del territorio nella quale si riconosce, in modo permanente, la singolarità ed il valore del luogo stesso.

Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi, di eccezionalità e di unicà.

Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo Genius Loci De.Co. all’interno di un percorso culturale di un pensiero innovativo, volto alla difesa delle peculiarità territoriali.

Bisogna dire, infine, che non è un percorso per tutti e non tutti i Comuni hanno i requisiti necessari.


Per garantire la sostenibilità del percorso per ottenere la Denominazione Comunale di un prodotto, occorrono dei principi inderogabili e non barattabili: la storicità, l’unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso a burocrazia zero.

Il percorso “Borgo Genius Loci De.Co.” si configura, quindi, come un’irrinunciabile opportunità per recuperare e valorizzare le specificità locali, espressione dei luoghi di provenienza e la Rete dei Borghi Genius Loci De.Co. ne ottimizza i risultati.


 La Rete dei Borghi Genius Loci De.Co. è divenuta un punto di riferimento per i Comuni italiani, offrendo strumenti concreti per il recupero delle tradizioni e per la promozione delle identità territoriali.

La sua visione ha portato all’istituzione di percorsi formativi e iniziative culturali che mirano a sensibilizzare le comunità locali sull’importanza del patrimonio materiale e immateriale del loro territorio. Attraverso la collaborazione con amministrazioni locali, produttori e associazioni culturali, Sutera ha dato vita a una piattaforma che celebra la bellezza, la storia e la ricchezza dei borghi italiani.


I Borghi Genius Loci De.Co. non sono solo un’iniziativa di tutela e valorizzazione, ma anche un modello di sviluppo sostenibile. Grazie al turismo enogastronomico, questi borghi attraggono visitatori da tutto il mondo, generando un’economia locale fiorente e sostenibile.

L’opera di Luigi Veronelli  rappresenta un esempio di come la valorizzazione delle specificità locali possa diventare un motore di sviluppo culturale, sociale ed economico. Grazie al loro impegno, i Borghi Genius Loci De.Co. sono oggi un simbolo di identità e orgoglio per l’Italia.

               

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domenica 9 marzo 2025

De.Co. Quelli che............"degli stratagemmi"

 

.....La mia uva è DECO' 

Ricevo diverse email  inerenti le De.Co.  chiaramente, anche se con un po’ di ritardo, cerco di rispondere a tutti o quasi…..
Singolare è l’ultima che ho letto, che merita di essere condivisa.



Egreg. Dott Sutera, la seguo da diverso tempo, riconosco e condivido  molte delle cose che Lei asserisce. Ma veda lei secondo me  è troppo  integralista, a volte anche un pò filosofo Attribuisce alla De.Co. un valore che non hanno. Pensa davvero  che il consumatore medio sappia la differenza tra la de.co e la doc, l’igp, dop, stg, ect? Il consumatore medio ha l’esigenza, che i media hanno esasperato troppo, che un prodotto necessariamente debba  essere associato a qualche acronimo, a una dop, oppure ad una igt, oppure a una de.c.o. come dire si tranquillizza sapere che la mia uva e DECO' E’ io, come alcuni produttori che utilizziamo questo stratagemma, infondo siamo  soddisfatti ,ci aiuta a vendere meglio, senza sottostare ai tecnicismi previsti dalle regole comunitarie,  e dei costi per esempio del Consorzio, che minaccia di depennarci da soci. Ma noi del consorzio che c'è frega con il nostro marchio DECO' vendiamo lo stesso. Qualcuno ci può forse impedire di utilizzare l’acronimo che vogliamo? Infondo il comune ha istituita la de.c.o. con una commissione di esperti, approvato un disciplinare consono alle aspettative dei produttori, in perfetta regola d’arte. .....abbiamo anche il marchio. Mia nipote, appena laureata in agraria, sostiene proprio, come fa lei, che in Europa, non è possibile invadere campi già normati dalle regole EU                             Ma si sa, i giovani debbono crescere e fare esperienza.
Com’è che ho risposto? Veda, Sig XY  ( produttore di uva da tavola e amministratore locale) quindi risposta doppia, di sicuro sua  nipote si è meritata la Laurea, complimenti a Lei.!! L’  ascolti di più, perché i suoi “stratagemmi” prima o poi  le porteranno solo guai.
Se proprio vuole un consiglio,  la invito a leggere quest  articolo,
 
 Continui a seguirci, anzi consigli il blog anche ai suoi amici. 

Cordialmente

p.s non sono integralista, ma semplicemente conosco, come tanti  le regole, se c'è ancora gente che confonde i prodotti tipici per prodotti identitari, il problema non è mio, ma di chi non sa. Se poi è il Sindaco a fare confusione, in effetti un problema c'è!!!

giovedì 6 marzo 2025

Le “Giacche bianche” alla consegna del Guinness World Records per il Cannolo più lungo del mondo

Marcella Sardo

 

La cerimonia di consegna del record mondiale è stata vissuta come una grande festa

 

          Nella splendida cornice del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta vestito a festa e con il bianco delle divise di pasticceri, cuochi e operatori della ristorazione, si è svolta la cerimonia di consegna di ben due record mondiali entrati di diritto nel Guinness World Records ed attualmente imbattuti. Si tratta di quello registrato nella vicina città di Mazzarino, con il torrone più lungo del mondo realizzato il 18 settembre 2019 con 1004 metri di lunghezza (ecco il link ufficiale che sancisce il primato https://www.guinnessworldrecords.com/world-records/longest-nougat )

E dell’altro vissuto a Caltanissetta l’11 settembre del 2022 con il cannolo più lungo del mondo con ben 21 metri e 43 ( ecco il link ufficiale che sancisce il primato https://www.guinnessworldrecords.com/world-records/710532-longest-cannolo )

La cerimonia di consegna condotta dal past president Ristoworld Italy Marcello Proietto di Silvestro, coadiuvato da Gina Aloisio e Cosimo Lorina, si è aperta con i saluti istituzionali di Walter Tesauro, sindaco di Caltanissetta, Domenico Faraci, sindaco di Mazzarino, Guido Delpopolo Carciopolo, assessore attività produttive di Caltanissetta. Spazio per i saluti anche a Robert Sherman e Luigi Li Veli, che hanno lavorato instancabilmente per il riconoscimento dei due record. Assessorato regionale del turismo dello sport e dello spettacolo della Regione Sicilia, Sac Società Aeroporto Catania e la rivista Pasticceria Internazionale, i partners della kermesse di Caltanissetta.

Fra gli interventi quello di Lillo Defraia, detentore del record del cannolo di Caltanissetta, Salvatore e Maurizio Bongiovanni, (Bongiovanni Srl) detentore del Record di Mazzarino, Anna Martano, affermata scrittrice e Prefetto per la Sicilia dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia, madrina della manifestazione dell’11 settembre 2022, che ha recentemente inserito in una tesi di laurea sulla pasticceria conventuale un chiaro riferimento storico e bibliografico alla Spina Santa di Caltanissetta, Andrea Finocchiaro, fondatore di Ristoworld Italy e Nino Sutera, coordinatore Rete dei Borghi Geniusloci DeCo che ha tenuto una lectio magistralis su “Cannolo di Caltanissetta: dal guinness alla denominazione comunale” e consegnato successivamente alcuniriconoscimenti “Custode dell’identità territoriale”.








“Sono stato onorato di poter ricevere, a nome della città di Caltanissetta, il riconoscimento di un’impresa eccellente compiuta da una squadra di pasticceri che hanno reso onore a un dolce tipico delle nostra città – ha dichiarato il sindaco Walter Tesauro -. Il Cannolo può diventare un’importante volano di sviluppo economico, culturale e turistico e noi, come amministrazione, abbiamo il dovere di cogliere questa opportunità soprattutto in questo anno in cui la nostra vicina


Agrigento è sotto i riflettori come Capitale della Cultura. Viviamo in una terra meravigliosa e ricca di cultura. Un piccolo gioiello pronto ad accogliere turisti e noi faremo di tutto ciò che è di nostra competenza per favorire questo indotto supportando viaggiatori e operatori economici”.

 

“Sono felicissimo di condividere con tutte le giacche bianche e i colleghi delle diverse associazioni questi importanti traguardi che dimostrano come la crescita e lo sviluppo del territorio partono dalla conoscenza e rivalutazione della tradizione. A noi il compito di trasferirla alle nuove generazioni” ha commentato il maestro Lillo Defraia, anima e motore dei record mondiali.

 

Nel corso della serata spazio anche alla consegna del Premio Ofelia a Rosario Giunta per meriti professionali, consegnato dal presidente Ristoworld Italy Claudio Leocata e del Premio Gogol “Ambasciatore del Sorriso” (era presente l’ideatore del premio Mauro Todaro) all’artista nisseno Corrado Sillitti che si è esibito sul palco in musica e poesia.


martedì 4 marzo 2025

Municipi Rurali, in difesa delle comunità

 

I Municipi 𝐚 𝐟𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐫𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐫𝐢𝐧𝐞𝐫𝐢𝐞

Il Sindaco di Vittoria, in qualità di Presidente della Rete dei Municipi Rurali, ha inviato un appello ai Sindaci italiani affinché sostengano la mobilitazione del Consiglio Unitario della Mobilitazione 2025.

Il Coordinamento del Consiglio Unitario sta lavorando sul territorio per stimolare consigli comunali e sindaci a offrire spazi di confronto per agricoltori e pescatori.

 L'invito è rivolto solo ai comuni che ritengono che

 il mondo rurale merita maggiore attenzione

 


Cari Sindaci,

in questi tempi difficili, il nostro Paese si trova ad affrontare una crisi che sta colpendo in modo devastante il comparto agricolo e della pesca. I nostri agricoltori e pescatori, pilastri fondamentali della nostra economia e della nostra tradizione, stanno lottando contro un insieme di sfide che minacciano non solo la loro sopravvivenza, ma anche quella delle comunità locali che dipendono da loro.

Gli effetti di eventi climatici estremi, l’aumento dei costi di produzione, le difficoltà legate al mercato e la concorrenza globale, mettono in ginocchio settori vitali per la nostra sicurezza alimentare e per la preservazione delle tradizioni culturali e territoriali. La pesca e l’agricoltura infatti sono settori che non solo forniscono cibo, ma preservano il nostro paesaggio e le nostre tradizioni, mantenendo vive le radici di tanti territori italiani.

È per questo che oggi facciamo un appello alla Vostra solidarietà e al Vostro impegno. Come Sindaci, rappresentanti delle nostre comunità, siamo chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere i nostri concittadini e difendere un comparto che, nonostante le difficoltà, continua a contribuire alla nostra economia e identità nazionale.

In questo momento, fin dal 28 gennaio 2025, vi sono in corso mobilitazioni degli agricoltori e dei pescatori per denunciare le crisi e per chiedere misure straordinarie per invertire la tendenza e salvare le piccole e medie imprese produttive tanto importanti per il Paese e la tenuta dei nostri territori e delle nostre comunità.

Vi invio il documento di convocazione della mobilitazione prodotto dal Consiglio Unitario della Mobilitazione cui come comune abbiamo espresso l’adesione con delibera e il testo stesso della delibera che abbiamo adottato come Comune di Vittoria in cui annunciamo la partecipazione alla manifestazione a Roma (che si terrà il 19 marzo 2025) e che vi invitiamo ad adottare con atti simili in modo da sostenerne le ragioni e il percorso.

Vi invio, anche, la lettera aperta proposta dalla Rete dei Municipi Rurali al Presidente della Repubblica ed alle massime cariche del Governo Nazionale per sollecitarli ad intervenire su cui è in corso una petizione popolare con raccolte firme online e ai banchetti che il Consiglio Unitario sta predisponendo

In particolare Vi chiediamo di esprimere con un atto deliberativo:

1.    l’adesione formale alla richiesta di dichiarazione dello “stato di crisi socio-economica del settore”;

Vi esortiamo a farVi, assieme a noi, promotori di politiche locali e regionali a sostegno dell’agricoltura e della pesca, chiedendo alla Regione e al Governo misure concrete per aiuti anche mettendo in campo aiuti economici immediati per fronteggiare i danni legati ai cambiamenti climatici, alle perdite di raccolti e all’aumento dei costi di produzione
e perché si dispieghino misure di sostegno a livello comunale e regionale per gli operatori agricoli, zootecnici e della pesca oltre che a sollecitare la messa in campo di piani di formazione e innovazione, per migliorare la competitività e la sostenibilità dei settori agricolo e della pesca.

Confidando sulla Vostra responsabilità di amministratori, Vi prego, di inviare la delibera (e/o gli atti che vorrete assumere) all’indirizzo sindacopresidente@municipirurali.it in modo che se ne possa avere pubblica contezza pubblicandola e inviarla per conoscenza alle Regioni ed al Governo.

Vi auguro buon lavoro e vi do conto che sarà nostra premura di inviarVi le coordinate operative e le modalità di partecipazione della Manifestazione Nazionale a Roma del 19 marzo che, fin d’ora, prevede la partecipazione dei sindaci. Degli amministratori e dei consiglieri dei Comuni che avranno adottato gli atti deliberativi. In quella sede, fra l’altro, verrà avanzata una proposta di dare stabilità alla Rete dei Sindaci e dei Comuni in Difesa delle Aree rurali e delle Comunità di Marineria in modo da poter sviluppare una iniziativa costante a tutela delle nostre comunità oltre che del diritto al cibo ed al territorio per tutti i cittadini.

Con fiducia.

On.le. Prof. Francesco Aiello
Sindaco Presidente della Rete dei Municipi Rurali

ISTRUZIONI OPERATIVE PER LA MOBILITAZIONE DEI SINDACI A SOSTEGNO DELLE INIZIATIVE DEL CONSIGLIO UNITARIO

 

Il gruppo di Coordinamento del Consiglio Unitario raccoglie le segnalazioni dei territori e, di concerto con la Rete dei Municipi Rurali:

 

invia ai Comuni una pec di invito a partecipare alla Campagna indicando i contatti con i referenti territoriali

invia ai sindaci la Documentazione che viene allegata insieme all’invito firmato dal Sindaco Presidente della Rete dei Municipi Rurali e i riferimenti utili per approfondire i temi

raccoglie le delibere e gli atti istituzionali prodotti ed adottati dai Comuni e/o da altri Enti territoriali (Consorzi di Comuni, Province, ecc..)

Pubblica nella pagina dedicata l’elenco degli Enti che hanno aderito

Informa i diversi Comuni interessati dello sviluppo delle iniziative

Promuove iniziative di divulgazione e diffusione

 

https://coapi.sovranitalimentare.it/download/delibera-del-comune-di-vittoria/

 






 


Lillo Defraia, Custode dell'Identità Territoriale

 NinoSutera

           Ci sono incontri casuali, uno dei tanti, che per chi gira di lungo e largo la penisola, a volte difficilmente riesce a ricordare luogo e occasione, sia perché sono proprio tanti, sia perché a volte la memoria fa brutti scherzi. Poi ci sono gli incontri destinati a essere ricordati a lungo. Ho avuto il privilegio di incontrare Lillo Defraia qualche anno fa in occasione dell’evento internazionale Guinness World Record, sapientemente ideato e voluto da Lillo, artefice del record, insieme a un'ottima squadra, sul cannolo più lungo del mondo, che per intere settimane ha occupato le pagine di giornali e le trasmissioni di tv internazionali.

          Recentemente, in occasione dell’evento dedicato a Caltanissetta, si è tenuta la cerimonia di consegna di ben due record mondiali. In quella occasione, al Maestro Lillo Defraia ho avuto il privilegio di conferire il riconoscimento di "Custode dell’Identità Territoriale” del percorso Borghi GeniusLoci De.Co. Durante il mio intervento, ho citato in diverse occasioni Luigi Veronelli, Gino per gli amici, gastronomo, giornalista, editore, conduttore televisivo, filosofo e anarchico italiano. Viene ricordato come una delle figure centrali nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico italiano, ideatore delle De.Co. 



         È bene sottolineare che alla fine del mio intervento, Lillo si avvicina e mi dice: “Sai, io ho conosciuto Veronelli, sono stato suo ospite e poi è stato mio ospite a Caltanissetta.” Qualche giorno dopo ricevo le foto del loro incontro.   





 







 

              Insomma,  se pur non programmato abbiamo  ricordato  Veronelli,  che  ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’ElaioEnoGastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori e dei loro prodotti identitari, una lezione di dedizione, onestà intellettuale e sana partigianeria che fa di lui l’antesignano della sovranità alimentare. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli, tra le sue battaglie: “con la trasparenza del prezzo sorgente, il consumatore verrebbe messo in grado di valutare il tipo di ricarico applicato dal rivenditore, e da questo la sua onestà”.

             Insomma una giornata di emozioni, destinata a sedimentarsi nella memoria, che non capita a tutti, ne tutti i giorni.

               Ascoltare Lillo è come ascoltare uno che conosci da sempre,  la sua vita, l’amore per la città in cui è nato e la passione per la pasticceria che dura da quasi 60 anni, l’insegnamento ai giovani e un messaggio da trasmettere a quanti vogliono intraprendere lo stesso percorso: ‹‹lavora con passione e la fatica quotidiana non sarà un sacrificio››.

Questo e altro ancora Gabriella Gallo, poetessa che del maestro condivide i natali si trova  nel libro “Il dono di un talento”, racconto autobiografico del maestro pasticcere  

Cavaliere al merito del Lavoro della Repubblica Italiana per il suo impegno a favore della produzione dolciaria nissena e vice presidente dell’associazione chef, pastrychef, arte bianca academy, gluten free Italia Malta, Defraia ha voluto mettere nero su bianco la propria storia iniziata nel giorno del Corpus Domini di sessantacinque anni fa che gli ha regalato tante emozioni come l’incontro con papa Giovanni Paolo II e con Papa Francesco e con i Capi di Stato che si sono susseguiti negli ultimi anni. Sperimentatore e ricercatore di antiche ricette, ha voluto che nella copertina del suo libro fosse riprodotta l’immagine di uno dei due dolci da lui stesso riportati alla luce quando sembravano ormai dimenticati: le Spine Sante che insieme alle Crocette furono creati dalle suore Benedettine del monastero di Santa Croce di Caltanissetta che li utilizzavano per omaggiare gli ospiti importanti che si recavano in visita al Convento e per la festa del Santissimo Crocifisso che si svolge in Settembre. Rappresentano le spine della corona di Cristo e la croce di Cristo e furono prodotte fino a inizio ‘900. La ricetta era stata dimenticata fino a quando il maestro Defraia ne ha scoperto e rielaborato la composizione degli ingredienti originale.

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