venerdì 16 gennaio 2026

La raviola di ravanusa e il totomè elementi identitari di una comunità

                                                                                             NinoSutera

 I prodotti tipici sono tutelati da disciplinari e mirano a riproducibilità e valore commerciale, mentre i prodotti identitari incarnano il genius loci, sono patrimonio culturale della comunità e trovano nella De.Co. lo strumento di riconoscimento e narrazione territoriale, ideate nell’ambito della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo




Definizione: Prodotti tipici

  • Cosa sono: produzioni agroalimentari riconosciute per caratteristiche legate a un territorio e spesso tutelate da disciplinari (DOP, IGP, STG, PAT).
  • Carattere principale: normativo e riproducibile: chi rispetta il disciplinare può produrli; l’obiettivo è la tutela commerciale e la tracciabilità.

Definizione: Prodotti identitari

  • Cosa sono: elementi materiali e immateriali (piatti, dolci, saperi, feste, mestieri) che rappresentano l’identità collettiva di un borgo o comunità.
  • Carattere principale: culturale e non sempre codificato; il valore risiede nella memoria, nella pratica e nel legame con il luogo, non nella sola certificazione tecnica.

Tabella comparativa

Criterio

Prodotti Tipici

Prodotti Identitari

Riconoscimento

Normativo (DOP/IGP/PAT)

Rete Nazionale dei Borghi DeCo

Natura

Agroalimentare

Agroalimentare; artigianale; rituale

Riproducibilità

Alta (disciplinare)

Bassa (contesto-specifico)

Finalità

Commerciale, export

Identitaria, culturale, turistica

Controllo

Enti certificatori

Comune; comunità; rete locale

Valore

Economico

Simbolico / antropologico

 


Richiamo alla filosofia Borghi Genius Loci De.Co.

  • Origine e spirito: la De.Co. nasce dall’idea di Luigi Veronelli: il prodotto del territorio acquista identità se riconosciuto dalla comunità; la Rete Borghi Genius Loci De.Co. promuove questo approccio come percorso culturale e di marketing narrativo.
  • Approccio operativo: si valorizzano unicità, memoria, relazioni tra uomo-ambiente-clima-cultura produttiva, non solo la mera standardizzazione produttiva.




UN VIDEO STRAORDINARIO di Mirco Mannino

 Analisi  storica


1. La Raviola di Ravanusa: La Regina del Carnevale

·         Le Origini Storiche: Come gran parte della pasticceria dell'entroterra agrigentino, la Raviola affonda le radici nella dominazione Araba (IX-XI secolo), periodo in cui vennero introdotti la canna da zucchero e l'arte della frittura in olio. Tuttavia, la sua forma attuale è frutto della sapienza delle "monache di clausura" e delle massaie locali che, nel tempo, hanno perfezionato l'equilibrio tra la sfoglia croccante e il cuore morbido di ricotta.

·         Caratteristiche Tecniche: Si distingue per una sfoglia sottile a base di farina di grano duro,  . Il ripieno è rigorosamente di ricotta di pecora freschissima, lavorata con zucchero e talvolta un pizzico di cannella o gocce di cioccolato.

·          

2. Il Totomè: L'Enigma del Nome e la Tecnica della "Polentina"

Se la Raviola è la struttura, il Totomè è l'anima ludica del Carnevale ravanusano.

·         L'Etimologia: Il nome "Totomè" è unico e avvolto nel mistero. Alcuni studiosi locali suggeriscono una derivazione onomatopeica o dialettale, legata alla forma tondeggiante e alla rapidità di consumo ("uno tira l'altro"). Altre ipotesi, più suggestive, lo collegano a radici mediorientali per via della somiglianza con alcune frittelle persiane al miele.

·         La Peculiarità Produttiva: Ciò che rende il Totomè tecnicamente interessante è l'impasto. Non è una semplice pastella, ma una "polentina" cotta: farina, acqua, latte, zucchero e scorza di limone vengono mescolati sul fuoco fino a ottenere un panetto sodo che si stacca dalle pareti della pentola. Solo dopo il raffreddamento si incorporano le uova.

·         Il Servizio: Una volta fritti, i Totomè assumono una consistenza alveolata e leggera. Vengono tradizionalmente passati nel miele caldo o spolverati con zucchero a velo, diventando il simbolo della "grassezza" alimentare che precede la Quaresima.


 


Il Contesto Culturale

Ravanusa è stata inserita dal Ministero della Cultura tra i 52 Carnevali Storici d'Italia. In questo contesto, la Raviola e il Totomè non sono semplici dolci, ma veri e propri strumenti di marketing territoriale. La "Sagra della Raviola e del Totomè" (che si svolge solitamente a febbraio) attira migliaia di visitatori, confermando come la gastronomia sia il collante della memoria collettiva del paese, fondato ufficialmente nel 1616 ma con radici millenarie sul Monte Saraceno.

La raviola di Ravanusa e il totomè sono due dolci che raccontano, meglio di qualunque documento, la storia contadina, rituale e identitaria di Ravanusa. Entrambi affondano le radici nel Carnevale storico ravanusano — oggi riconosciuto tra i 52 Carnevali storici d’Italia — e rappresentano un patrimonio gastronomico che unisce povertà di ingredienti, ingegno e simbolismo.
 

🎭 Origini storiche: il Carnevale ravanusano come matrice culturale

Il Carnevale di Ravanusa è un evento profondamente radicato nella vita agricola del paese.
La raviola e il totomè nascono come dolci poveri, preparati con ingredienti facilmente reperibili nelle case contadine: farina, acqua, latte, ricotta, miele.

Durante il Carnevale — periodo di abbondanza simbolica prima della Quaresima — le famiglie ravanusane friggevano questi dolci per celebrare:

  • la fine dell’inverno,
  • la fertilità dei campi,
  • la condivisione comunitaria,
  • la sospensione delle regole, tipica del Carnevale.

Oggi questi dolci sono protagonisti della Sagra della Raviola e del Totomè, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Ravanusa  


🍩 La Raviola di Ravanusa

Identità, storia e simbolismo

La raviola ravanusana è un dolce fritto ripieno di ricotta zuccherata.
È diffusa in tutta la Sicilia, ma la versione di Ravanusa è considerata una delle più antiche e caratteristiche, grazie alla tradizione delle maestranze locali e alla qualità della ricotta prodotta nel territorio agrigentino.

Perché è così importante?

  • Era il dolce delle feste contadine, preparato soprattutto a Carnevale.
  • La ricotta, alimento “bianco”, era simbolo di purezza e rinascita.
  • La frittura rappresentava l’abbondanza e la sospensione delle restrizioni alimentari.
  • La forma “a mezzaluna” richiama antichi simboli di fertilità.

Caratteristiche distintive

  • Impasto semplice (farina, acqua, strutto o olio).
  • Ripieno di ricotta locale, spesso aromatizzata con cannella o scorza di limone.
  • Frittura in olio caldo.
  • Spolverata finale di zucchero.

 


🍯 Il Totomè

Un dolce arcaico, quasi rituale

Il totomè è una frittella dolce, morbida, irregolare, ricoperta di miele caldo o zucchero a velo.
È un dolce ancora più povero della raviola, probabilmente più antico, perché non richiede latticini o ripieni.

Origini e significato

  • Nasce come dolce “di casa”, preparato con ciò che c’era: farina, acqua, latte, uova.
  • Il miele — prodotto tipico delle campagne siciliane — aveva un valore propiziatorio: richiamava la dolcezza e la prosperità.
  • Era tipico delle famiglie meno abbienti, che non potevano permettersi la ricotta.

Caratteristiche

  • Pastella morbida.
  • Frittura veloce.
  • Copertura di miele o zucchero a velo.
  • Consumato caldo, spesso appena fatto.

 


🧭 Confronto storico-gastronomico

Aspetto

Raviola di Ravanusa

Totomè

Origine

Tradizione contadina, legata alle maestranze locali

Dolce povero, probabilmente più antico

Periodo tipico

Carnevale

Carnevale

Ingredienti chiave

Ricotta locale

Miele o zucchero

Simbolismo

Fertilità, rinascita, abbondanza

Prosperità, dolcezza, semplicità

Tecnica

Frittura + ripieno

Frittura di pastella

Funzione sociale

Dolce “ricco” delle feste

Dolce “povero” ma condiviso


🧪 Interpretazione antropologica

La coppia raviola–totomè rappresenta perfettamente la struttura sociale della Ravanusa contadina:

  • La raviola era il dolce delle famiglie che avevano accesso alla ricotta fresca.
  • Il totomè era il dolce universale, accessibile a tutti.

Insieme, raccontano un Carnevale che univa ricchi e poveri, adulti e bambini, in un’unica festa comunitaria.


📌 Conclusione

La raviola di Ravanusa e il totomè non sono semplici dolci:
sono documenti viventi della storia gastronomica e sociale del paese.
Raccontano un mondo agricolo fatto di riti, condivisione, ingegno e identità.
Oggi, grazie alla Sagra e al Carnevale storico, queste tradizioni continuano a vivere e a essere tramandate.

 


📜 Cronologia storica dettagliata

🏛XIX secolo – Le origini contadine

  • Nelle campagne ravanusane, durante il periodo invernale, le famiglie contadine preparavano dolci semplici con ingredienti poveri: farina, acqua, latte, miele.
  • Nasce così il totomè, una frittella dolce irregolare, simbolo di convivialità e di “abbondanza rituale” prima della Quaresima.
  • Parallelamente, nelle famiglie che allevavano ovini e caprini, si diffonde la raviola ripiena di ricotta, considerata un dolce più “ricco”.

🎭 Fine Ottocento – Inizio Novecento – Il Carnevale come rito comunitario

  • Il Carnevale di Ravanusa diventa il momento dell’anno in cui questi dolci assumono un ruolo centrale.
  • Le famiglie preparano raviola e totomè in grandi quantità per offrirli a vicini, bambini e partecipanti alle feste di piazza.
  • La raviola, con la sua forma a mezzaluna, viene associata alla fertilità dei campi.

🪅 Anni ’50–’70 – La tradizione si consolida

  • Con la crescita economica del dopoguerra, la ricotta diventa più accessibile e la raviola si diffonde maggiormente.
  • Il totomè rimane il dolce “di casa”, preparato soprattutto dalle nonne.
  • Le feste di Carnevale si arricchiscono di carri allegorici e gruppi mascherati, ma i due dolci restano un simbolo identitario.

🧺 Anni ’80–2000 – Le maestranze locali

  • Le pasticcerie e le famiglie ravanusane perfezionano la tecnica della raviola, rendendola un prodotto riconoscibile e apprezzato anche fuori dal paese.
  • Il totomè continua a essere un dolce domestico, tramandato oralmente.

🏅 2023–2024 – Riconoscimento ufficiale

  • Il Carnevale di Ravanusa viene inserito dal Ministero della Cultura tra i 52 Carnevali Storici d’Italia  
  • Nel 2024 nasce la prima Sagra della Raviola e del Totomè, organizzata dal Comune e dalla Pro Loco, per valorizzare il patrimonio gastronomico locale  
  • I due dolci diventano simboli ufficiali del Carnevale ravanusano.

 


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