lunedì 29 giugno 2026

Villarosa, si lavora alla patrimonializzazione della Banca GeniusLoci DeCo filiale di Villarosa.

 Adele de Santis


Celebrata l'Audizione Pubblica, si lavora già alla patrimonializzazione della Banca GeniusLoci DeCo filiale di Villarosa. 

L’Audizione ha seguito un percorso articolato e rigoroso,  culminando nei momenti formali di maggiore intensità: la proclamazione ufficiale, la sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e la consegna della Bandiera del Borgo De.Co., segni tangibili dell’ingresso di Villarosa in una rete nazionale che riconosce nei borghi i veri presìdi della cultura italiana.

Particolarmente significativa la consegna del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” alla comunità di Villarosa, quale attestazione del ruolo attivo svolto nella salvaguardia e nella trasmissione del proprio patrimonio culturale


 Ma che cos'è la "Banca"? 


Ne parliamo con Nino Sutera Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo.

Dottor Sutera, partiamo da una provocazione. In un’epoca di crisi finanziarie e algoritmi bancari, voi fondate la "Banca del GeniusLoci DeCo". Ma qui non si parla di euro. Cosa si deposita nei vostri caveau?

«È esattamente così. La nostra Banca non custodisce né oro né valuta corrente, perché abbiamo capito che la vera ricchezza dei nostri borghi è altrove. Il nostro capitale è costituito dal patrimonio materiale e immateriale: una ricetta che rischia di sparire, la tecnica di un artigiano, un seme antico salvato dall’oblio, o quella leggenda che i vecchi raccontano ancora in piazza. Il nostro "tasso di interesse" non è una percentuale monetaria, ma il grado di felicità pubblica e la persistenza di un racconto tramandato. Il Genius Loci è l'anima del luogo: se lo perdi, il borgo diventa un guscio vuoto. Luigi Veronelli ideologo delle De.Co. ha definito il “genius loci”: “l’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”.»

 Lei scrive, lo "Spread" della Banca GeniusLoci De.Co. richiede di abbandonare le logiche puramente finanziarie per abbracciare quelle dell'economia dell'autenticità, in che senso ?

«In questo contesto, lo spread non è un differenziale di rischio di insolvenza, ma un differenziale di valore identitario. È la distanza incolmabile tra un territorio che "consuma" il proprio patrimonio e una comunità che lo "abita" e lo rigenera.

Lo Spread della Banca GeniusLoci è il valore aggiunto che scaturisce dalla capacità di un Comune di trasformare la propria eredità storica e culturale in un asset non replicabile.

Mentre lo spread finanziario misura la paura dei mercati, lo spread De.Co. misura la resistenza di una comunità alla standardizzazione. Più i requisiti sono alti, più lo spread è elevato, aumentando il "rating" di dignità e prestigio del territorio.

Nello Statuto lei parla di un cambio di paradigma: dal "Tipico" all' "Identitario". Qual è la differenza sostanziale?

«Questa è la nostra battaglia culturale. Il "tipico" è diventato un concetto inflazionato, spesso legato a marchi industriali o a produzioni diffuse che si ripetono. L’identitario, invece, è ciò che appartiene solo a quel luogo, frutto di un microclima, di una storia e di una comunità specifica. Un prodotto tipico può essere ottimo ma "senza anima". Un prodotto DeCo (Denominazione Comunale) porta con sé il Genius Loci. Noi non vendiamo cibo, offriamo un’esperienza multisensoriale dove la tavola diventa uno spazio narrativo.»

La struttura della Banca è curiosa: il Sindaco è il "Presidente" e la ProLoco la "Direzione Generale". Che ruoli hanno in questa visione?

«Il Sindaco non deve agire come un mero amministratore, ma come il Custode dell'Identità Territoriale. È il garante politico della sovranità del borgo. Il Presidente della ProLoco, invece, è il motore della comunità: coordina la "tesoreria dei volontari" e gestisce l’accoglienza. È il ponte tra l'istituzione e la piazza. Insieme, proteggono il perimetro dei saperi locali dalle speculazioni commerciali.»

Chi sono gli "Azionisti" di questa banca?

«Tutti coloro che hanno un talento da conferire. Gli agricoltori e gli artigiani sono i nostri "Caveau viventi". Ma abbiamo anche azionisti non residenti: scrittori, giornalisti, chef e operatori culturali. Li chiamiamo "Alchimisti" e "Narratori". Il loro compito è coniare il linguaggio del Genius Loci, trasformando i depositi di memoria in valore percepibile dal mondo esterno. È un azionariato basato sulle competenze, non sul conto in banca.»

Un punto centrale del vostro Statuto riguarda i giovani, definiti "Sentinelle del Futuro". Come si evita che i borghi diventino dei musei statici?

«Consideriamo i giovani il nostro "Fondo di Garanzia". La Banca finanzia il passaggio generazionale. Quando un "vecchio saggio" insegna un'arte antica a un ragazzo, sta compiendo un investimento ad alto rendimento sociale. Per questo abbiamo istituito il premio "Radici & Ali" all'interno del Premio TERR@. Vogliamo che i giovani siano eredi attivi: devono avere le radici ben piantate nella storia, ma le ali per tradurre quei saperi nei linguaggi tecnologici di oggi. Il borgo non è un museo, è un giacimento di energia.»

C’è un articolo dello Statuto che recita: "Il Genius Loci non si vende, si abita". È un monito contro il turismo di massa?

«Assolutamente. È la nostra Clausola di Autenticità. Rifiutiamo qualsiasi operazione che trasformi l'identità in folklore commerciale per turisti distratti. Il nostro obiettivo è il "viaggiatore dello spirito", colui che cerca la verità storica e la dignità del lavoro. Chi viene nei Borghi GeniusLoci DeCo deve percepire l'anima del luogo, non comprare un souvenir fatto in serie, magari prodotto a qualche migliaio di chilometri di distanza»

Ogni anno presenterete un bilancio. Cosa dobbiamo aspettarci di leggere?

«Non troverete colonne di entrate e uscite finanziarie, ma una "Mappa del GeniusLoci rigenerato". Misureremo quanta identità abbiamo salvato, quanti giovani sono rimasti a lavorare nel territorio e quanto è aumentato il benessere relazionale della comunità. Questo è il vero dividendo che la nostra Banca distribuisce ogni giorno.»

Nino Sutera chiude l'intervista con un sorriso: "In fondo, siamo solo dei "banchieri" che preferiscono il profumo del pane appena sfornato e il racconto di un contadino ai grafici di borsa. E mi creda, il nostro capitale non svaluta mai".

 A proposito è per quanto riguarda l’accesso? Come si entra in questa banca? Qual è il PIN?

   Dimenticate la plastica e le app. Il nostro PIN è un codice analogico, quello che i nostri anziani usavano nei campi. Si compone di tre fattori di autenticazione: guardarsi negli occhi, una stretta di mano e un abbraccio.

 Sembra un linguaggio poco "bancario"

      Infatti, ma è il più sicuro al mondo.

Guardarsi negli occhi è la nostra biometria: se non c’è trasparenza e sincerità, l’operazione fallisce subito.La stretta di mano è lo smart contract contadino: vale più di mille firme burocratiche perché mette in gioco l’onore dell’uomo. L’abbraccio è il sigillo finale: è la coesione di una comunità che decide di proteggere un bene collettivo, assicurandosi che il vantaggio vada a tutti e mai a una singola azienda.

 





domenica 28 giugno 2026

Villarosa, si lavora già al prossimo step, la patrimonializzazione della Banca del GeniusLoci DeCo filiale di Villarosa

 

Villarosa celebra il   riconoscimento DeCo  e la consacrazione del Genius Loci come patrimonio identitario permanente

 

Villarosa consolida il proprio profilo identitario attraverso il riconoscimento del Pane di San Giuseppe, una produzione che si distingue nel panorama regionale per una caratteristica straordinaria: non è limitata ai giorni di festa dedicati al Patriarca, ma viene realizzata quotidianamente, ininterrottamente, da circa 250 anni. Una continuità che trasforma un prodotto della tradizione in un vero e proprio presidio culturale, capace di raccontare la storia, il lavoro e la memoria collettiva della comunità.


 

Su questa unicità il Comune di Villarosa ha adottato il percorso della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo un percorso strutturato di Denominazione Comunale (De.Co.), fortemente voluto dall’assessore alle Attività Produttive Michelangelo Taravella e sviluppato nell’arco di oltre un anno. Un iter articolato, scandito da momenti di approfondimento tecnico, coinvolgimento della comunità e valorizzazione delle competenze locali, che ha raggiunto il suo compimento lo scorso 26 giugno con l’audizione pubblica conclusiva.

Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti istituzionali, esperti del settore e protagonisti del tessuto associativo. Tra questi, il Sindaco Costanza, l’assessore Taravella, Nino Sutera Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi DeCo il presidente del Libero Consorzio Comunale Piero Capizzi, Nino Algoziono, medico veterinario Paolo Cancilleri,  il presidente provinciale CNA Valentino Savoca, Walter Cricri dell’Istituto Nazionale Assaggiatori Pane – recentemente impegnato in un corso di formazione per assaggiatori – Francesca Cerami di IDIMED e il parroco della Chiesa Madre, don Tino Regalbuto, che ha impartito la benedizione al pane prima dell’avvio dei lavori.

Un saluto istituzionale è stato portato dalla presidente del Consiglio comunale, Lorena Pignato, a nome dell’intero consesso civico, e dall’assessore Alberto Di Nicolò, a conferma della piena condivisione politica e amministrativa del percorso.

Nel suo intervento, il sindaco ha evidenziato il valore trasformativo del progetto: inizialmente poco conosciuto nei suoi contenuti, il percorso Genius Loci De.Co. si è rivelato uno strumento strategico per rafforzare il legame tra comunità e territorio. Il riconoscimento, infatti, non si esaurisce nella prospettiva economica, ma assume una valenza più profonda, legata alla tutela dell’identità locale. In questo senso, il Pane di San Giuseppe diventa simbolo concreto della cultura del grano e della relazione storica tra la popolazione villarosana e la propria terra.

 Sulla stessa linea, Piero Capizzi ha sottolineato l’importanza del riconoscimento De.Co. come leva integrata di sviluppo economico e valorizzazione identitaria.

Determinante, nel percorso, il contributo di Nino Sutera, che ha accompagnato e validato l’intero iter, evidenziandone la qualità metodologica e partecipativa: “L’audizione pubblica rappresenta il momento più autentico del processo De.Co., perché restituisce centralità alla comunità. Villarosa ha dimostrato una capacità organizzativa esemplare, coinvolgendo in maniera concreta il mondo dell’associazionismo locale. È questo il vero significato del Genius Loci: un’identità condivisa che diventa progetto”.

Presente anche la CNA, con il presidente provinciale Valentino Savoca, che ha assicurato un costante supporto tecnico e consulenziale, in particolare attraverso il coinvolgimento diretto dei panificatori locali, attori fondamentali per la qualità e la continuità produttiva.

L’audizione è stata arricchita da momenti culturali di forte impatto: l’esibizione del gruppo folkloristico dell’associazione Bellarosa, che ha proposto letture dedicate alla storia della comunità, e la rappresentazione teatrale “Col sudore della Fonte. Canto del lavoro e della Libertà”, a cura della compagnia dell’Arpa di Calascibetta, con la regia di Filippa Ilardo, che ha restituito in chiave artistica il valore del lavoro e della memoria.  Tra gli elementi identitari emersi con forza, il Pane di San Giuseppe si è imposto come caso emblematico: non solo espressione gastronomica, ma manifestazione viva di una comunità che si riconosce nelle proprie tradizioni e le trasmette come patrimonio condiviso. La sua presenza nell’Atlante del Cibo Locale ne rafforza il valore quale simbolo identitario e strumento di narrazione territoriale.

L’Audizione ha seguito un percorso articolato e rigoroso,  culminando nei momenti formali di maggiore intensità: la proclamazione ufficiale, la sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e la consegna della Bandiera del Borgo De.Co., segni tangibili dell’ingresso di Villarosa in una rete nazionale che riconosce nei borghi i veri presìdi della cultura italiana.

Particolarmente significativa la consegna del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” alla comunità di Villarosa, quale attestazione del ruolo attivo svolto nella salvaguardia e nella trasmissione del proprio patrimonio culturale

L’esperienza di Villarosa si propone oggi come modello avanzato di governance territoriale, capace di integrare partecipazione civica, visione strategica e strumenti operativi. Un laboratorio che dimostra come i territori possano tornare protagonisti, non inseguendo modelli esterni, ma costruendo sviluppo a partire dalla propria identità.




















  

venerdì 26 giugno 2026

Villarosa al via l’Audizione Pubblica “Borgo GeniusLoci De.Co.” per affermare sovranità culturale e sviluppo dei territori

 

Daniela Volo

Villarosa, 26 giugno – Non un semplice evento, ma una scelta politica chiara e determinata: il Comune di Villarosa si prepara all’Audizione Pubblica “Borgo GeniusLoci De.Co.”, in programma venerdì 26 giugno, segnando un passaggio decisivo nel percorso di riaffermazione dell’identità territoriale come leva strategica di sviluppo.

L’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Costanza, su impulso dell’Assessore Michelangelo Taravella, rappresenta un atto concreto di indirizzo politico: riportare il territorio al centro delle politiche pubbliche, sottraendolo ai processi di omologazione e restituendogli dignità, riconoscibilità e capacità di autodeterminazione.

L’Audizione Pubblica vedrà la partecipazione di autorevoli relatori, tra cui rappresentanti istituzionali, accademici e professionisti  Tra questi, il Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., Nino Sutera, che  illustrerà il valore strategico del percorso De.Co. come strumento di sovranità culturale e sviluppo sostenibile, capace di restituire centralità ai territori e alle comunità locali.


 

In questo quadro, la Denominazione Comunale (De.Co.) non è un marchio decorativo, ma uno strumento di governo. È l’espressione diretta delle prerogative del Comune, un atto di sovranità amministrativa con cui si certifica e si tutela il legame inscindibile tra comunità, cultura e produzione locale. Villarosa sceglie così di non subire modelli esterni, ma di costruire il proprio futuro partendo dalle radici.

L’Audizione Pubblica si configura come uno spazio istituzionale aperto, ma al tempo stesso rigoroso, in cui il confronto tra amministratori, esperti e cittadini diventa metodo di costruzione delle politiche territoriali. Non una passerella, ma un laboratorio di governance identitaria, dove il sapere diffuso si traduce in visione strategica.

Elemento cardine dell’iniziativa sarà la presentazione della Banca del GeniusLoci De.Co., una infrastruttura culturale e operativa che supera la logica simbolica per entrare nella dimensione strutturale: un sistema organizzato di censimento, tutela e valorizzazione del capitale identitario. Un archivio vivo che trasforma tradizioni, saperi e produzioni locali in asset strategici per lo sviluppo sostenibile.

In questo contesto, il Pane di San Giuseppe assume un valore paradigmatico: non solo prodotto identitario, ma simbolo di una comunità che resiste, si riconosce e si rigenera. Un patrimonio già riconosciuto nell’Atlante del Cibo Locale che oggi diventa leva concreta di narrazione e posizionamento territoriale.

Il programma prevede momenti formali di alto valore istituzionale: dalla presentazione del percorso alla discussione pubblica, fino alla proclamazione ufficiale, con la consegna del riconoscimento alla laboriosa comunità di Villarosa di “ Custode dell’Identità Territoriale” alla sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e alla consegna della Bandiera del Borgo De.Co., simbolo tangibile di appartenenza a una visione condivisa.

In un tempo in cui i territori rischiano di diventare marginali, Villarosa compie una scelta controcorrente: investire sull’identità non come nostalgia, ma come infrastruttura del futuro. È una sfida politica e culturale che parla non solo alla comunità locale, ma all’intero sistema dei borghi italiani.

 





 

 

lunedì 22 giugno 2026

Borghi GeniusLoci De.Co.: dalla memoria collettiva alla patrimonializzazione identitaria

 

La differenza tra la sagra e la patrimonializzazione identitaria dei luoghi

Il modello di governance dei Borghi GeniusLoci De.Co. (Denominazione Comunale) non rappresenta una semplice strategia di marketing territoriale, ma una vera e propria rivoluzione culturale e istituzionale. Al centro di questa visione si colloca la volontà di trasformare il patrimonio latente dei piccoli comuni in valore civico, sociale ed economico staccandosi radicalmente dalle logiche del consumo effimero.


 

La Vision: Il Borgo come Laboratorio di Sovranità Culturale

La vision dei Borghi GeniusLoci De.Co. proietta le comunità locali oltre la dicotomia tra isolamento e omologazione globale. L'obiettivo è codificare e proteggere lo "spirito del luogo" ( Genius\Loci ), inteso come l'intreccio irripetibile di storia, paesaggio, saperi e biodiversità agrifood.

Non si tratta di musealizzare il passato, ma di applicare l'intuizione di Luigi Veronelli: dare centralità politica e giuridica all'identità locale tramite lo strumento amministrativo della De.Co. Il borgo diventa così un modello di resilienza, capace di dialogare con la modernità senza perdere la propria matrice antropologica.

La Mission: Il Percorso in Tre Fasi

La mission operativa si sviluppa attraverso un processo rigoroso e partecipativo, volto a strutturare la tutela del patrimonio immateriale e materiale.

[Audizione Pubblica] 
[Patrimonializzazione] [Banca del GeniusLoci]

1. L’Audizione Pubblica: La Democrazia Partecipativa

Il punto di partenza è l'Audizione Pubblica. La nascita di una De.Co. non cala mai dall'alto: è la comunità stessa — formata da agricoltori, artigiani, storici locali e cittadini — che si riunisce per testimoniare l'origine e la specificità di una risorsa. Questa fase rappresenta un atto di democrazia partecipativa in cui la memoria orale e documentale viene raccolta, validata e formalizzata, sottraendola all'oblio.

2. La Patrimonializzazione degli elementi identitari

I dati emersi dall'audizione confluiscono  nella De.Co. Questo passaggio segna la transizione dalla pura sussistenza storica alla patrimonializzazione. Il prodotto, la ricetta, il sapere artigianale o la varietà autoctona acquisiscono uno status ufficiale. Diventano beni immateriali collettivi, protetti che tutela la biodiversità contro la standardizzazione industriale e le derive genetiche.

3. La Banca del GeniusLoci De.Co.

Il coronamento di questa infrastruttura immateriale è la Banca del GeniusLoci De.Co., un deposito simbolico e operativo dei valori territoriali. A differenza degli istituti finanziari tradizionali, la Banca del GeniusLoci non capitalizza denaro, ma competenze, tempo e saperi. I "benefattori" della banca sono i custodi dell'identità che mettono a disposizione il proprio know-how per formare le nuove generazioni, garantendo il passaggio generazionale e la sostenibilità dei borghi. Il Sindaco e l'amministrazione ne diventano i garanti istituzionali.

La differenza sostanziale con le sagre  

È necessario tracciare un confine netto tra il modello dei Borghi GeniusLoci De.Co. e il fenomeno delle sagre, troppo spesso ridotte a meri eventi gastronomici commerciali, che poco hanno a che vedere con il local e molto con il global

Caratteristica

Modello Borghi GeniusLoci De.Co.

Sagre  

Orizzonte Temporale

Permanente e strutturale (Governance a lungo termine).

Temporaneo ed episodico  

Origine delle Materie Prime

Rigorosamente locale, tracciabile e legata alla biodiversità del borgo.

Spesso slegata dal territorio; uso di prodotti commerciali o industriali standardizzati.

Obiettivo Principale

Autodeterminazione culturale, coesione sociale e prezzo sorgente.

Intrattenimento, consumo di massa  e poca valorizzazione dell'identità

Strumento Giuridico

Delibera comunale + percorso culturale 

Autorizzazione temporanea di pubblica sicurezza e commercio.

Mentre la sagra rischia frequentemente di banalizzare il prodotto — trasformando l'identità in folklore a uso e consumo del turista mordi-e-fuggi — la De.Co. opera una bonifica culturale. Essa restituisce dignità economica ai produttori attraverso concetti come il prezzo sorgente, che garantisce la giusta remunerazione del lavoro agricolo e artigianale alla base del prodotto identitario.

I Borghi GeniusLoci De.Co. dimostrano che l'alternativa alla standardizzazione globale esiste ed è fondata sul diritto delle comunità locali di governare il proprio patrimonio. Attraverso il rigore dell'audizione pubblica, la stabilità della patrimonializzazione e la visione etica della Banca del GeniusLoci, Al premio annuale TERR@, e tanti altri step,  il borgo smette di essere periferia geografica e diventa centro propulsore di una nuova economia civile e identitaria.