martedì 29 settembre 2026

Il Cibo è Identità

 

 

Il Riscatto dei Borghi e il Ruolo dei Sindaci nella Giornata Mondiale dell'Alimentazione

 

Ogni 16 ottobre, la Giornata Mondiale dell'Alimentazione impone una riflessione profonda sul futuro del nostro pianeta. Tra gli echi dei vertici internazionali e le analisi sui mercati globalizzati, rischia tuttavia di sfuggire la dimensione più autentica e cruciale del problema: il legame viscerale tra l'uomo, la terra e la comunità. È proprio nei solchi di questa riflessione che la Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo colloca il proprio manifesto politico e culturale, riaffermando un principio cardine: non esiste sovranità né sostenibilità alimentare senza la tutela delle identità locali.

 


Nelle piazze e nei municipi dell’Italia delle aree interne, il cibo non è mai stato una semplice risorsa merceologica. È storia stratificata, paesaggio modellato dalle mani dei contadini, patrimonio immateriale condiviso, memoria vivente. Custodire questo patrimonio non significa rifugiarsi nel folklore, ma attuare una precisa strategia di resistenza economica e culturale contro l'omologazione dei consumi.

 



Il Sindaco: Custode Politico della Memoria dei luoghi

In questo scenario, la figura del Sindaco assume un ruolo politico e istituzionale rivoluzionario. Il Primo Cittadino non è soltanto l'amministratore dei servizi primari, ma il custode civile della memoria immateriale e dell'agroalimentare del proprio territorio. È colui che, attraverso lo strumento della Denominazione Comunale (DeCo), esercita una vera e propria sovranità culturale sul patrimonio agro-pastorale e gastronomico del borgo.

Attraverso la formalizzazione di una DeCo, il Sindaco traccia un confine etico e culturale all'omologazione:

  • Autentica la storia: Mappa e registra saperi, ricette, cultivar e prodotti tradizionali che rischiano l'estinzione.

  • Difende la comunità: Offre ai piccoli produttori locali uno scudo identitario che restituisce valore economico e dignità al lavoro agricolo.

  • Salva il paesaggio: Riconosce che dietro ogni sapore c'è la tutela del suolo, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la vitalità delle aree interne.

L'atto con cui una Giunta o un Consiglio Comunale iscrive un prodotto nella Banca del GeniusLoci  DeCo non è una mera formalità burocratica, ma un patto sociale tra la municipalità e la propria terra.

 


La Vision e la Mission della Rete GeniusLoci DeCo

La Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo nasce proprio per connettere queste energie locali in una visione sistemica. La sua mission proietta la filosofia del Genius Loci — lo spirito profondo e irripetibile di un luogo — nella contemporaneità delle sfide globali dell'alimentazione.

  1. Dai banchi di scuola alle tavole della comunità: Trasformare il cibo locale in uno strumento di educazione civica, alimentare e ambientale per le nuove generazioni, affinché riapprezzino la lentezza, la stagionalità e la biodiversità.

  2. Contro lo spopolamento dei borghi: Dimostrare che la valorizzazione dei prodotti della terra e dell'artigianato agroalimentare può creare micro-economie sostenibili, capaci di trattenere i giovani nei territori d'origine.

  3. Il "Prezzo Sorgente" e la dignità del lavoro: Riprendendo l'insegnamento di Luigi Veronelli, restituire centralità al produttore, contrastando le speculazioni della grande distribuzione che impoveriscono chi coltiva e appiattiscono il gusto dei consumatori.

 


Un Messaggio dal Cuore dell'Italia Municipale

Nella Giornata Mondiale dell'Alimentazione, la lezione che proviene dai Borghi GeniusLoci DeCo è chiara: la fame di futuro si combatte riscoprendo il valore delle radici. Nutrire il pianeta non significa uniformare le diete, ma preservare la straordinaria varietà delle culture locali.

I Sindaci della Rete si erigono così ad avamposto di una nuova consapevolezza. Guardare al 16 ottobre attraverso gli occhi di un borgo significa ricordare al mondo che il cibo ha un'anima, un nome, un volto e un luogo d'origine. Proteggere il Genius Loci di una ricetta o di una coltivazione autoctona significa garantire che le generazioni future possano continuare a nutrirsi non solo di calorie, ma di storia, bellezza e libertà.




 

sabato 26 settembre 2026

Le DeCo e i disseminatori d' approssimazione

            NinoSutera

Coordinatore Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo


 

" Poco ci vuole è spuntano come i funghi, i cappellini con la scritta DECO', oppure i  portachiavi, le borse per la spesa,ect"  



"Diffidate di chi "rubando" "la cassetta degli attrezzi" dei marchi di tutela,(disciplinare,regolamento e commissione)  li applica alla De.Co giusto per alimentare confusione, più volte sanzionati dall'EU e dal MIPAF L'esempio più calzante per rendere bene l'idea è come colui il quale si reca dall'ortopedico è questi lo visita con gli strumenti del ginecologo
" Così pure diffidate che fa finta di non sapere che le DeCo sono nate per opera di Luigi Veronelli e non è un prodotto tecnocrate elaborato da qualche   "sapientone". 
Sono queste alcune  delle discriminanti per comprendere la bontà e la buona fede del percorso DeCo.

 


La differenza la fà la conoscenza, non l'arte "del taglia e incolla" dei neofiti della materia. Contro costoro, chi conosce la storia delle DeCo è obbligato a non girarsi dall'altra parte. E' una battaglia contro il qualunquismo e l'approssimazione, oltre a rende merito a chi ha immaginato una vision e una mission totalmente opposta.  
 

In un tempo in cui la comunicazione corre veloce, non mancano i “disseminatori di approssimazione”: figure che, più o meno consapevolmente, alimentano confusione su temi complessi come quello delle De.Co. Più che inutili, potremmo definirli “diversamente utili”, se non altro perché vengono puntualmente smentiti da atti ufficiali e da chi conosce la sostanziale differenza tra tutela e promozione, tra prodotto tipico, tradizionale e identitario.

L’approssimazione, intesa come improvvisazione, rappresenta oggi un modello operativo superato, relegato semmai ai neofiti. Per questo è necessario diffidare di chi continua a utilizzare impropriamente la “cassetta degli attrezzi” dei marchi di tutela – disciplinari, regolamenti e commissioni – strumenti più volte oggetto di rilievi da parte dell’Unione Europea e del MIPAAF, quando applicati fuori dal loro corretto ambito.

  

È proprio su questo punto che si genera l’equivoco più frequente: assimilare la De.Co. a marchi di qualità come DOP o IGP. Una lettura errata, più volte chiarita già a partire dal 2004 dal Ministero delle Politiche Agricole, che ha evidenziato come solo i sistemi comunitari possano certificare il legame tra prodotto e origine geografica attraverso disciplinari formali.

 

 In giro, ci sono tanti modelli di DECO  alcuni che sconfinano nei marchi di tutela, altri che vorrebbero occupare lo spazio dei PAT, altri ancora puramente inventate, tutti insieme  si sono meritate l'appellativo di "farlocche" 

 

 

 Contro le DeCo così dette "farlocche" già  da tempo 

si sono 

espressi l'UE  il MIPAF  

 Già nel lontano 2004, ma anche in seguito il MIPAF ha abbondantemente esternato la sua posizione in merito, di conseguenza molti comuni hanno adottato provvedimenti conseguenziali. Incomprensibile è il fatto che   ancora qualcuno li ignora

Altre amministrazioni, poche, puntano sulle così dette "deco farlocche", certi che nel comune nessuno sa cosa sono le DECO 














mercoledì 23 settembre 2026

Licata avvia il percorso per la DeCo

 

La Giunta Comunale di Licata, presieduta dal Sindaco Angelo Balsamo, ha formalmente approvato la delibera N° 202 del 22/09/2026  per l'avvio del percorso culturale per la  DeCo. (Denominazione Comunale) La decisione segna una tappa fondamentale per la promozione del patrimonio immateriale e identitario della città, ponendo le basi per la salvaguardia e il rilancio delle produzioni identitarie e delle tradizioni storiche del territorio.  L'idea era già emersa nel corso di un evento di promozione culturale organizzato proprio dall'Amministrazione comunale  sui prodotti identitari     LINK



  «Licata possiede un patrimonio straordinario di saperi, ricette della tradizione marittima e contadina, ed eccellenze agroalimentari che meritano di essere protetti e valorizzati con strumenti concreti» dichiara il Sindaco Angelo Balsamo. «L'adesione a questo circuito nazionale e l'avvio dell'iter della De.Co. rappresentano una scelta strategica mirata a costruire un vero e proprio brand di destinazione. Vogliamo sostenere i nostri produttori, i nostri ristoratori e le nostre maestranze, trasformando le nostre tipicità identitaria in un potente fattore di attrattività turistica ed economica.»

  La decisione dell’Amministrazione non è un mero adempimento tecnico: è una scelta di governo locale che mette al centro la comunità, i custodi della tradizione e le opportunità di sviluppo sostenibile legate all’enogastronomia e alla cultura del territorio.

La misura si inserisce nel più ampio quadro della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci DeCo dedicate alla tutela delle identità locali: la partecipazione alla Rete permette infatti di inserire Licata in percorsi di scambio, formazione e promozione a livello nazionale. In questo senso, la posizione espressa da Nino Sutera Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi DeCo, la Denominazione Comunale nasce come atto politico-culturale: è il Sindaco insieme alla Comunità che censisce, tutela e restituisce valore al patrimonio materiale e immateriale locale. Non è una DOP né un’etichetta commerciale; è invece il biglietto d’identità antropologico di un luogo — una ricetta, un saper fare, una festa, un mestiere — che racconta chi siamo e da dove veniamo. Quando la De.Co. è autentica, trasforma la memoria collettiva in attrazione culturale e turistica, capace di parlare a viaggiatori sensibili che cercano storie e sapori veri. La vera componente d’innovazione del modello si articola su cinque pilastri relazionali: Territorio, Tradizione, Tipicità (intesa come specificità assoluta), Tracciabilità e Trasparenza. Questi elementi mirano a destrutturare la retorica dell’omologazione per restituire centralità al saper fare umano. L’effetto Genius Loci si sostanzia proprio nella capacità di una comunità di produrre valore permanente attraverso la consapevolezza della propria singolarità. I contenuti cardine del format richiamano concetti precisi: l’originalità, intesa nell’accezione etimologica latina di derivazione culturale che non distorce la voce della terra d’origine; la naturalità, intesa come produzione priva di interventi estranei all'azione del territorio; l’identità, come permanenza nel tempo di un senso del luogo riconoscibile; e la specificità, mutuata dalla lezione sociologica di Max Weber del 1919, come unicità chiaramente individuabile per le sue caratteristiche originarie.

Obiettivi principali

  • Tutelare e documentare le pratiche, le ricette e le produzioni locali a rischio di dispersione.

  • Sostenere produttori, ristoratori e artigiani locali attraverso iniziative di promozione, formazione e accesso a reti di mercato.

  • Rafforzare l’attrattività turistica responsabile del territorio, promuovendo esperienze autentiche basate su cultura e sapori locali.

  • Costruire governance partecipata che coinvolga amministrazione, associazioni, Pro Loco, operatori economici e istituzioni accademiche.

Il percorso per la  DeCo è un percorso culturale della città. Nei prossimi giorni si lavora ad organizzare l'audizione pubblica di presentazione alla città




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