venerdì 1 maggio 2026

Strategie per la Valorizzazione dei Borghi e delle De.Co.

 


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  Intervista a Nino Sutera 


Eliana Petix: Dottor Sutera, lei coordina una rete che mette al centro il "Genius Loci". Se dovessimo tradurre questo termine in un linguaggio operativo per un amministratore locale, come lo definirebbe?

Nino Sutera: Lo definirei come l'insieme delle specificità irriproducibili di un territorio. Non è un concetto astratto: è l'incrocio tra geologia, storia e saper fare umano. Per un amministratore, il Genius Loci è l'asset strategico su cui costruire lo sviluppo economico. È ciò che impedisce a un borgo di diventare una copia sbiadita di un altro luogo.

Eliana Petix: Lei ha strutturato il modello delle De.Co. (Denominazioni Comunali) come un vero e proprio protocollo di sviluppo rurale. Qual è la differenza tra una De.Co. intesa come "bollino"  con disciplinari commissioni e regolamennti e il suo metodo?

Nino Sutera: La differenza sta nel processo. Spesso si pensa alla De.Co. come a una semplice etichetta per un prodotto, mutuando le regole dei marchi UE.(  disciplinari commissioni e regolamenti ) Nel nostro modello,   Borghi GeniusLoci De.Co. è uno strumento di governance territoriale. Non è un atto burocratico tecnocrate come sono i marchi UE  Serve a censire,   promuovere non solo il prodotto agricolo, ma anche una ricetta, un saper fare artigianale o una tradizione legata a un luogo. È il "Born in quel comune" che diventa certificazione di origine e di valore culturale. Insomma distinguersi per non estinguersi.

Eliana Petix: Parliamo della Banca del Genius Loci. È un progetto che punta a capitalizzare i saperi. Come funziona tecnicamente?

Nino Sutera: È un archivio dei beni immateriali. In economia parliamo spesso di capitale fisico o finanziario, ma i borghi possiedono un enorme "capitale di conoscenza" che rischia di andare disperso con il cambio generazionale. La Banca serve a depositare queste memorie: tecniche di coltivazione, metodi di trasformazione, storie locali. Una volta messi in sicurezza questi dati, diventano la base per creare nuovi servizi turistici e nuove opportunità imprenditoriali.

Eliana Petix: Mettere a sistema centinaia di piccoli comuni attraverso la Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci non è semplice. Qual è l'obiettivo finale di questa cooperazione?

Nino Sutera: L'obiettivo è la massa critica. Un piccolo comune, pur avendo un prodotto straordinario, fatica a interloquire con i grandi mercati o con i flussi turistici internazionali. La Rete permette di condividere buone pratiche e di presentarsi uniti sotto un'unica visione: quella dell'unicità territoriale garantita. Passiamo dalla competizione tra vicini alla cooperazione tra territori affini. Dobbiamo aggiungere anche, che l'obiettivo non è trasformare i prodotti identitari, artigianali in prodotti industriali, ma di salvaguardarne il genius loci

Eliana Petix: Lo spopolamento dei borghi è il grande tema di questi anni. In che modo la valorizzazione dell'identità locale può offrire soluzioni concrete ai giovani?

Nino Sutera: Creando attrattività economica. Se diamo valore a ciò che è locale, quel prodotto o quel servizio non deve più competere sul prezzo al ribasso dei mercati globali, ma sulla sua unicità. Questo apre spazi per startup agricole, per il turismo esperienziale e per la rigenerazione urbana. Il giovane non deve più "scappare" per trovare lavoro, ma può diventare un innovatore che utilizza le tecnologie moderne per promuovere  il genius loci  del suo borgo.


Sintesi Tecnica del Modello GeniusLoci De.Co.

PilastroFunzione Operativa
CensimentoIdentificazione dei giacimenti culturali e produttivi del territorio.
Delibera DeCo. Avvio del percorso culturale del Borgo
Banca del Genius LociCatalogazione del capitale immateriale e dei saperi  identitari
Rete NazionalePiattaforma di scambio e promozione collettiva dei Borghi.

 

mercoledì 29 aprile 2026

Il Manifesto del Riscatto Territoriale

 



 NinoSutera

 

 Identità, DeCo e la Banca del GeniusLoci


  Il Fondamento: La Bellezza come Capitale Sociale

Secondo Renzo Piano, la bellezza è il più grande asset italiano, un "consommé di cultura" generato da millenni di scambi tra civiltà. Eppure, questo immenso capitale viene spesso trascurato. Riconoscere il valore del nostro paesaggio antropizzato non è solo un esercizio estetico, ma un dovere di riconoscenza verso la storia. Investire nella bellezza significa smettere di trattare il territorio come una merce e iniziare a gestirlo come un’eredità vivente.




  L’Equivoco della "Tipicità": Anima vs Commercio

Esiste una differenza abissale tra un prodotto "tipico" e un prodotto "identitario".

  • Il Prodotto Identitario: È figlio del Genius Loci. Richiede ingredienti esclusivamente autoctoni e una narrazione (storia o leggenda) che lo leghi indissolubilmente alle sue radici.

  • Il Prodotto Commerciale: Spesso è un simulacro. Il caso del cannolo siciliano o del panettone lombardo, è emblematico: celebrato come tipico, viene spesso realizzato con materie prime globalizzate. Un dolce "buono" ovunque, da Trapani a Trieste, ma privo di spirito. Senza l'ingrediente locale, il prodotto perde la sua "anima" e diventa un bene di consumo generalista e commerciale


 La Banca del GeniusLoci De.Co.

In questo scenario di erosione culturale, è nata la Banca del GeniusLoci De.Co., l'istituzione preposta alla salvaguardia del "capitale immateriale" dei borghi.

👁️ Vision

Essere il custode universale dell'unicità italiana, proteggendo la diversità culturale dalla standardizzazione della globalizzazione. Immaginiamo un futuro in cui ogni piccolo borgo sia consapevole del proprio valore inestimabile e dove l'economia locale prosperi grazie alla protezione della propria integrità storica e produttiva.

🎯 Mission

Censire, catalogare e blindare i saperi, i sapori e le tradizioni che costituiscono l'essenza di un luogo. La Banca si pone l’obiettivo di:

  • Mappare l'identità: Attraverso i 12 step del format, identificare i comuni che possiedono i requisiti per essere "Borghi GeniusLoci".

  • "Certificare l'autenticità": Garantire che il prodotto De.Co. sia fedele a ingredienti e lavorazioni autoctone.

  • Supportare la politica locale: Fornire ai Sindaci gli strumenti culturali per esercitare la propria sovranità sul territorio attraverso atti amministrativi mirati.


 


  La De.Co. come Atto di Sovranità Politica

La Denominazione Comunale (De.Co.), nata dall'intuizione di Luigi Veronelli, non è un orpello burocratico né un marchio tecnocratico (come DOP, DOC o IGP ect).ne ancora meno un bollino da sventolare ai solo neofiti.

  • È un atto politico: Il Sindaco rivendica l'identità del proprio territorio, trasformando un "sapere" o un "piatto" in un asset strategico.

  • È attrazione turistica: Si rivolge ai foodies e ai viaggiatori colti che cercano l'unicità e non la copia conforme.

  • È resistenza: Mentre i regolamenti europei si concentrano sulla qualità normativa, la De.Co. si concentra sull'unicità dell'identità, l'unica vera forza capace di resistere alle dinamiche del prezzo più basso.




  Verso una Nuova Economia Rurale

Il mercato globale ha trasformato i beni agricoli in "commodities" (merci di scambio). L'Italia ha perso ettari di grano locale per importare materie prime cariche di glifosato e micotossine solo perché più "competitive" sul prezzo.

Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co. inverte questa rotta:

  1. Valorizzazione del Valore d'Uso: Il cibo torna a essere nutrimento e cultura, non solo scambio economico.

  2. Sostenibilità Etica: Storicità, unicità e burocrazia zero per proteggere l'interesse collettivo.

  3. Il Mito della Ruralità: Trasformare la quotidianità dei borghi in una "favola vera", un'esperienza autentica che il turista sceglie attivamente.

In conclusione: Identificare il Genius Loci non è semplice; richiede studio, ascolto e una progettualità che guardi al futuro partendo dal passato. La Banca del GeniusLoci è il garante di questo processo, affinché la bellezza e l'identità tornino a essere la moneta più forte del nostro Paese.