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Intervista a Nino Sutera
Eliana Petix: Dottor Sutera, lei coordina una rete che mette al centro il "Genius Loci". Se dovessimo tradurre questo termine in un linguaggio operativo per un amministratore locale, come lo definirebbe?
Nino Sutera: Lo definirei come l'insieme delle specificità irriproducibili di un territorio. Non è un concetto astratto: è l'incrocio tra geologia, storia e saper fare umano. Per un amministratore, il Genius Loci è l'asset strategico su cui costruire lo sviluppo economico. È ciò che impedisce a un borgo di diventare una copia sbiadita di un altro luogo.
Eliana Petix: Lei ha strutturato il modello delle De.Co. (Denominazioni Comunali) come un vero e proprio protocollo di sviluppo rurale. Qual è la differenza tra una De.Co. intesa come "bollino" con disciplinari commissioni e regolamennti e il suo metodo?
Nino Sutera: La differenza sta nel processo. Spesso si pensa alla De.Co. come a una semplice etichetta per un prodotto, mutuando le regole dei marchi UE.( disciplinari commissioni e regolamenti ) Nel nostro modello, Borghi GeniusLoci De.Co. è uno strumento di governance territoriale. Non è un atto burocratico tecnocrate come sono i marchi UE Serve a censire, promuovere non solo il prodotto agricolo, ma anche una ricetta, un saper fare artigianale o una tradizione legata a un luogo. È il "Born in quel comune" che diventa certificazione di origine e di valore culturale. Insomma distinguersi per non estinguersi.
Eliana Petix: Parliamo della Banca del Genius Loci. È un progetto che punta a capitalizzare i saperi. Come funziona tecnicamente?
Nino Sutera: È un archivio dei beni immateriali. In economia parliamo spesso di capitale fisico o finanziario, ma i borghi possiedono un enorme "capitale di conoscenza" che rischia di andare disperso con il cambio generazionale. La Banca serve a depositare queste memorie: tecniche di coltivazione, metodi di trasformazione, storie locali. Una volta messi in sicurezza questi dati, diventano la base per creare nuovi servizi turistici e nuove opportunità imprenditoriali.
Eliana Petix: Mettere a sistema centinaia di piccoli comuni attraverso la Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci non è semplice. Qual è l'obiettivo finale di questa cooperazione?
Nino Sutera: L'obiettivo è la massa critica. Un piccolo comune, pur avendo un prodotto straordinario, fatica a interloquire con i grandi mercati o con i flussi turistici internazionali. La Rete permette di condividere buone pratiche e di presentarsi uniti sotto un'unica visione: quella dell'unicità territoriale garantita. Passiamo dalla competizione tra vicini alla cooperazione tra territori affini. Dobbiamo aggiungere anche, che l'obiettivo non è trasformare i prodotti identitari, artigianali in prodotti industriali, ma di salvaguardarne il genius loci
Eliana Petix: Lo spopolamento dei borghi è il grande tema di questi anni. In che modo la valorizzazione dell'identità locale può offrire soluzioni concrete ai giovani?
Nino Sutera: Creando attrattività economica. Se diamo valore a ciò che è locale, quel prodotto o quel servizio non deve più competere sul prezzo al ribasso dei mercati globali, ma sulla sua unicità. Questo apre spazi per startup agricole, per il turismo esperienziale e per la rigenerazione urbana. Il giovane non deve più "scappare" per trovare lavoro, ma può diventare un innovatore che utilizza le tecnologie moderne per promuovere il genius loci del suo borgo.
Sintesi Tecnica del Modello GeniusLoci De.Co.
| Pilastro | Funzione Operativa |
| Censimento | Identificazione dei giacimenti culturali e produttivi del territorio. |
| Delibera DeCo. | Avvio del percorso culturale del Borgo |
| Banca del Genius Loci | Catalogazione del capitale immateriale e dei saperi identitari |
| Rete Nazionale | Piattaforma di scambio e promozione collettiva dei Borghi. |
