L’obiettivo del percorso punta sul fascino della fascia tricolore, attraverso la De.Co. (Denominazione Comunale) un atto politico nelle prerogative del Sindaco per valorizzare l’immenso patrimonio materiale del giacimento ElaioEnoGastronomico ed immateriale del territorio amministrato .
Il Direttore della Banca è infatti proprio il Sindaco.
La Banca del GeniusLoci nasce da un bisogno profondo: quello
di non perdere ciò che ci rende unici. In un tempo in cui tutto sembra scorrere
troppo in fretta, in cui i luoghi rischiano di assomigliarsi e le storie di
confondersi, la comunità sceglie di fermarsi e di ascoltare. Ascoltare le voci
che vengono da lontano, i racconti che hanno attraversato generazioni, i gesti
che hanno costruito il carattere di un territorio. È da questo ascolto che
prende forma la Banca del GeniusLoci, un luogo che non conserva soltanto
ricordi, ma custodisce l’anima stessa di un borgo.
All’interno della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci
De.Co., questa Banca diventa un cuore pulsante, un nodo di una trama più grande
che unisce comunità diverse, ognuna con il proprio respiro, la propria luce, la
propria storia. Ogni borgo porta con sé un frammento di identità, e insieme
questi frammenti compongono un mosaico straordinario: l’Italia dei luoghi veri,
delle tradizioni vive, delle memorie che non vogliono essere dimenticate. La
Banca del GeniusLoci è il modo in cui il borgo— come tanti altri borghi —
sceglie di raccontarsi, di riconoscersi, di ritrovarsi.
La sua forza non sta solo nella raccolta delle memorie, ma
nella capacità di trasformarle. Una fotografia ingiallita diventa un racconto;
una voce registrata diventa un podcast; un ricordo diventa un percorso
narrativo che attraversa vigne, strade, piazze, case. La memoria non è più un
oggetto fragile da proteggere, ma una materia viva da condividere. È un ponte
tra chi c’era e chi verrà, tra chi ha vissuto un’epoca e chi la scoprirà
attraverso le parole degli altri.
Il viaggio della Banca del GeniusLoci si sviluppa in tre
anni, come un cammino che cresce insieme alla comunità. Il primo anno è quello
delle radici: si entra nelle case, si ascoltano gli anziani, si raccolgono
fotografie, lettere, oggetti che raccontano la vita di un tempo. È un anno
fatto di emozioni, di incontri, di scoperte inattese. Il secondo anno è quello
delle storie: le memorie diventano narrazioni, si trasformano in mostre, video,
podcast, percorsi tematici che parlano del vino, del mare, della cooperazione,
delle feste popolari. È l’anno in cui il borgo impara a raccontarsi con una voce nuova, più
consapevole e più fiera. Il terzo anno è quello del futuro: nasce l’Atlante del
GeniusLoci, si organizza un Festival dedicato all’identità locale, i percorsi
narrativi diventano parte dell’offerta turistica, la comunità si apre al
dialogo con altri borghi della Rete nazionale.
In questo processo, la Banca del GeniusLoci diventa un luogo
di incontro. Un luogo dove le generazioni si parlano, dove i giovani scoprono
il valore delle storie dei loro nonni, dove gli anziani ritrovano dignità e
ascolto, dove le famiglie riconoscono radici comuni. È un luogo che appartiene
a tutti, perché tutti hanno qualcosa da donare: una foto, un ricordo, un
aneddoto, un oggetto che ha attraversato il tempo. Ogni contributo è un atto
d’amore verso il proprio territorio.
La Banca del GeniusLoci è anche un atto di resistenza
culturale. Resistenza contro l’omologazione, contro la perdita di identità,
contro l’idea che i piccoli borghi siano destinati a scomparire. È un modo per
dire che il borgo — come tanti altri luoghi — ha una storia che merita di
essere raccontata, una voce che merita di essere ascoltata, un futuro che
merita di essere costruito. È un invito a guardare il territorio con occhi
nuovi, a scoprire la bellezza nascosta nei dettagli, nei gesti, nei silenzi.
All’interno della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci
De.Co., la Banca diventa un esempio, un modello, un contributo prezioso a un
progetto più grande: quello di costruire un’Italia che non dimentica, che
valorizza le proprie differenze, che fa della memoria un motore di sviluppo.
Ogni borgo porta la sua storia, e insieme queste storie diventano un patrimonio
comune, un’eredità da proteggere e da condividere.
La Banca del GeniusLoci non è un progetto amministrativo: è
un atto di comunità. È un modo per dire che il passato non è un peso, ma una
radice; che il presente non è un passaggio, ma un’occasione; che il futuro non
è un’incognita, ma una promessa. È un invito a partecipare, a contribuire, a
sentirsi parte di un racconto che appartiene a tutti.


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