lunedì 29 giugno 2026

Sintesi delle attività di comunicazione Villarosa Borgo GeniusLoci deCo

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https://reteborghideco.blogspot.com/2026/04/villarosa-borgo-geniusloci-deco.html

 

https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2026/06/villarosa-borgo-geniusloci-decodall.html

 

https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2026/06/villarosa-borgo-geniusloci-deco.html

 

https://www.ennalive.it/villarosa-audizione-pubblica-per-la-de-co-del-pane-di-san-giuseppe/

 

https://ilcaffequotidiano.online/villarosa-e-il-borgo-genius-loci-de-co-il-26-giugno/

 

https://www.vivienna.it/2026/06/26/villarosa-al-via-laudizione-pubblica-borgo-geniusloci-de-co/

 

https://www.initaly.it/en/articolo/villarosa-avvia-l-audizione-pubblica-borgo-genius-loci-de-co-per-23223  

 

https://www.piazzaindiretta.it/2026/06/28/villarosa-ottiene-la-de-co-per-il-pane-di-san-giuseppe-entra-nella-rete-nazionale-borghi-genius-loci/

 

https://siciliadagustare.com/villarosa-ha-il-riconoscimento-di-denominazione-comunale-del-pane-di-san-giuseppe/  

 

https://www.dedalomultimedia.org/sezioni/comuni/35399-villarosa-ottiene-il-riconoscimento-de-co-per-il-pane-di-san-giuseppe.html

 

https://www.start-news.it/2026/06/29/villarosa-ottiene-il-marchio-deco-per-il-pane-di-san-giuseppe/

 

https://ennapress.it/villarosa-al-via-il-percorso-per-il-riconoscimento-di-identita-territoriale/

 

https://www.piazzaindiretta.it/2026/06/26/villarosa-punta-al-riconoscimento-di-borgo-genius-loci-audizione-pubblica-per-il-pane-di-san-giuseppe/

 

https://reteborghideco.blogspot.com/2026/06/villarosa-tra-i-borghi-geniusloci-deco.html



La patrimonializzazione della Banca GeniusLoci DeCo

 Adele de Santis


Dall'Audizione Pubblica   alla patrimonializzazione della Banca GeniusLoci DeCo  

L’Audizione segue un percorso articolato e rigoroso,  culminando nei momenti formali di maggiore intensità: la proclamazione ufficiale, la sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e la consegna della Bandiera del Borgo De.Co., segni tangibili dell’ingresso di un comune nella  rete nazionale che riconosce nei borghi i veri presìdi della cultura italiana, così come  nell’Atlante del Cibo Locale che ne rafforza il valore quale simbolo identitario e strumento di narrazione territoriale.

Particolarmente significativa il conferimento  del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” e di Ambasciatore dell'Identità Territoriale   quale attestazione del ruolo attivo svolto nella salvaguardia e nella trasmissione del proprio patrimonio culturale, che precede la nascita della banca del GeniusLoci DeCo


 Ma che cos'è la "Banca"? 


Ne parliamo con Nino Sutera Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo.

Dottor Sutera, partiamo da una provocazione. In un’epoca di crisi finanziarie e algoritmi bancari, voi fondate la "Banca del GeniusLoci DeCo". Ma qui non si parla di euro. Cosa si deposita nei vostri caveau?

«È esattamente così. La nostra Banca non custodisce né oro né valuta corrente, perché abbiamo capito che la vera ricchezza dei nostri borghi è altrove. Il nostro capitale è costituito dal patrimonio materiale e immateriale: una ricetta che rischia di sparire, la tecnica di un artigiano, un seme antico salvato dall’oblio, o quella leggenda che i vecchi raccontano ancora in piazza. Il nostro "tasso di interesse" non è una percentuale monetaria, ma il grado di felicità pubblica e la persistenza di un racconto tramandato. Il Genius Loci è l'anima del luogo: se lo perdi, il borgo diventa un guscio vuoto. Luigi Veronelli ideologo delle De.Co. ha definito il “genius loci”: “l’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”.»

 Lei scrive, lo "Spread" della Banca GeniusLoci De.Co. richiede di abbandonare le logiche puramente finanziarie per abbracciare quelle dell'economia dell'autenticità, in che senso ?

«In questo contesto, lo spread non è un differenziale di rischio di insolvenza, ma un differenziale di valore identitario. È la distanza incolmabile tra un territorio che "consuma" il proprio patrimonio e una comunità che lo "abita" e lo rigenera.

Lo Spread della Banca GeniusLoci è il valore aggiunto che scaturisce dalla capacità di un Comune di trasformare la propria eredità storica e culturale in un asset non replicabile.

Mentre lo spread finanziario misura la paura dei mercati, lo spread De.Co. misura la resistenza di una comunità alla standardizzazione. Più i requisiti sono alti, più lo spread è elevato, aumentando il "rating" di dignità e prestigio del territorio.

Nello Statuto lei parla di un cambio di paradigma: dal "Tipico" all' "Identitario". Qual è la differenza sostanziale?

«Questa è la nostra battaglia culturale. Il "tipico" è diventato un concetto inflazionato, spesso legato a marchi industriali o a produzioni diffuse che si ripetono. L’identitario, invece, è ciò che appartiene solo a quel luogo, frutto di un microclima, di una storia e di una comunità specifica. Un prodotto tipico può essere ottimo ma "senza anima". Un prodotto DeCo (Denominazione Comunale) porta con sé il Genius Loci. Noi non vendiamo cibo, offriamo un’esperienza multisensoriale dove la tavola diventa uno spazio narrativo.»

La struttura della Banca è curiosa: il Sindaco è il "Presidente" e la ProLoco la "Direzione Generale". Che ruoli hanno in questa visione?

«Il Sindaco non deve agire come un mero amministratore, ma come il Custode dell'Identità Territoriale. È il garante politico della sovranità del borgo. Il Presidente della ProLoco, invece, è il motore della comunità: coordina la "tesoreria dei volontari" e gestisce l’accoglienza. È il ponte tra l'istituzione e la piazza. Insieme, proteggono il perimetro dei saperi locali dalle speculazioni commerciali.»

Chi sono gli "Azionisti" di questa banca?

«Tutti coloro che hanno un talento da conferire. Gli agricoltori e gli artigiani sono i nostri "Caveau viventi". Ma abbiamo anche azionisti non residenti: scrittori, giornalisti, chef e operatori culturali. Li chiamiamo "Alchimisti" e "Narratori". Il loro compito è coniare il linguaggio del Genius Loci, trasformando i depositi di memoria in valore percepibile dal mondo esterno. È un azionariato basato sulle competenze, non sul conto in banca.»

Un punto centrale del vostro Statuto riguarda i giovani, definiti "Sentinelle del Futuro". Come si evita che i borghi diventino dei musei statici?

«Consideriamo i giovani il nostro "Fondo di Garanzia". La Banca finanzia il passaggio generazionale. Quando un "vecchio saggio" insegna un'arte antica a un ragazzo, sta compiendo un investimento ad alto rendimento sociale. Per questo abbiamo istituito il premio "Radici & Ali" all'interno del Premio TERR@. Vogliamo che i giovani siano eredi attivi: devono avere le radici ben piantate nella storia, ma le ali per tradurre quei saperi nei linguaggi tecnologici di oggi. Il borgo non è un museo, è un giacimento di energia.»

C’è un articolo dello Statuto che recita: "Il Genius Loci non si vende, si abita". È un monito contro il turismo di massa?

«Assolutamente. È la nostra Clausola di Autenticità. Rifiutiamo qualsiasi operazione che trasformi l'identità in folklore commerciale per turisti distratti. Il nostro obiettivo è il "viaggiatore dello spirito", colui che cerca la verità storica e la dignità del lavoro. Chi viene nei Borghi GeniusLoci DeCo deve percepire l'anima del luogo, non comprare un souvenir fatto in serie, magari prodotto a qualche migliaio di chilometri di distanza»

Ogni anno presenterete un bilancio. Cosa dobbiamo aspettarci di leggere?

«Non troverete colonne di entrate e uscite finanziarie, ma una "Mappa del GeniusLoci rigenerato". Misureremo quanta identità abbiamo salvato, quanti giovani sono rimasti a lavorare nel territorio e quanto è aumentato il benessere relazionale della comunità. Questo è il vero dividendo che la nostra Banca distribuisce ogni giorno.»

Nino Sutera chiude l'intervista con un sorriso: "In fondo, siamo solo dei "banchieri" che preferiscono il profumo del pane appena sfornato e il racconto di un contadino ai grafici di borsa. E mi creda, il nostro capitale non svaluta mai".

 A proposito è per quanto riguarda l’accesso? Come si entra in questa banca? Qual è il PIN?

   Dimenticate la plastica e le app. Il nostro PIN è un codice analogico, quello che i nostri anziani usavano nei campi. Si compone di tre fattori di autenticazione: guardarsi negli occhi, una stretta di mano e un abbraccio.

 Sembra un linguaggio poco "bancario"

      Infatti, ma è il più sicuro al mondo.

Guardarsi negli occhi è la nostra biometria: se non c’è trasparenza e sincerità, l’operazione fallisce subito.La stretta di mano è lo smart contract contadino: vale più di mille firme burocratiche perché mette in gioco l’onore dell’uomo. L’abbraccio è il sigillo finale: è la coesione di una comunità che decide di proteggere un bene collettivo, assicurandosi che il vantaggio vada a tutti e mai a una singola azienda.

 






domenica 28 giugno 2026

Villarosa, celebra il riconoscimento DeCo e la consacrazione del Genius Loci come patrimonio identitario permanente

 Vera Picassi

Villarosa consolida il proprio profilo identitario attraverso il riconoscimento del Pane di San Giuseppe, una produzione che si distingue nel panorama regionale per una caratteristica straordinaria: non è limitata ai giorni di festa dedicati al Patriarca, ma viene realizzata quotidianamente, ininterrottamente, da circa 250 anni. Una continuità che trasforma un prodotto della tradizione in un vero e proprio presidio culturale, capace di raccontare la storia, il lavoro e la memoria collettiva della comunità.




 


 

Su questa unicità il Comune di Villarosa ha adottato il percorso della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo un percorso strutturato di Denominazione Comunale (De.Co.), fortemente voluto dall’assessore alle Attività Produttive Michelangelo Taravella e sviluppato nell’arco di oltre un anno. Un iter articolato, scandito da momenti di approfondimento tecnico, coinvolgimento della comunità e valorizzazione delle competenze locali, che ha raggiunto il suo compimento lo scorso 26 giugno con l’audizione pubblica conclusiva.

Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti istituzionali, esperti del settore e protagonisti del tessuto associativo. Tra questi, il Sindaco Costanza, l’assessore Taravella, Nino Sutera Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi DeCo il presidente del Libero Consorzio Comunale Piero Capizzi, Nino Algoziono, medico veterinario Paolo Cancilleri,  il presidente provinciale CNA Valentino Savoca, Walter Cricri dell’Istituto Nazionale Assaggiatori Pane – recentemente impegnato in un corso di formazione per assaggiatori – Francesca Cerami di IDIMED e il parroco della Chiesa Madre, don Tino Regalbuto, che ha impartito la benedizione al pane prima dell’avvio dei lavori.

Un saluto istituzionale è stato portato dalla presidente del Consiglio comunale, Lorena Pignato, a nome dell’intero consesso civico, e dall’assessore Alberto Di Nicolò, a conferma della piena condivisione politica e amministrativa del percorso.

Nel suo intervento, il sindaco ha evidenziato il valore trasformativo del progetto: inizialmente poco conosciuto nei suoi contenuti, il percorso Genius Loci De.Co. si è rivelato uno strumento strategico per rafforzare il legame tra comunità e territorio. Il riconoscimento, infatti, non si esaurisce nella prospettiva economica, ma assume una valenza più profonda, legata alla tutela dell’identità locale. In questo senso, il Pane di San Giuseppe diventa simbolo concreto della cultura del grano e della relazione storica tra la popolazione villarosana e la propria terra.

 Sulla stessa linea, Piero Capizzi ha sottolineato l’importanza del riconoscimento De.Co. come leva integrata di sviluppo economico e valorizzazione identitaria.

Determinante, nel percorso, il contributo di Nino Sutera, che ha accompagnato e validato l’intero iter, evidenziandone la qualità metodologica e partecipativa: “L’audizione pubblica rappresenta il momento più autentico del processo De.Co., perché restituisce centralità alla comunità. Villarosa ha dimostrato una capacità organizzativa esemplare, coinvolgendo in maniera concreta il mondo dell’associazionismo locale. È questo il vero significato del Genius Loci: un’identità condivisa che diventa progetto”.

Presente anche la CNA, con il presidente provinciale Valentino Savoca, che ha assicurato un costante supporto tecnico e consulenziale, in particolare attraverso il coinvolgimento diretto dei panificatori locali, attori fondamentali per la qualità e la continuità produttiva.

L’audizione è stata arricchita da momenti culturali di forte impatto: l’esibizione del gruppo folkloristico dell’associazione Bellarosa, che ha proposto letture dedicate alla storia della comunità, e la rappresentazione teatrale “Col sudore della Fonte. Canto del lavoro e della Libertà”, a cura della compagnia dell’Arpa di Calascibetta, con la regia di Filippa Ilardo, che ha restituito in chiave artistica il valore del lavoro e della memoria.  Tra gli elementi identitari emersi con forza, il Pane di San Giuseppe si è imposto come caso emblematico: non solo espressione gastronomica, ma manifestazione viva di una comunità che si riconosce nelle proprie tradizioni e le trasmette come patrimonio condiviso. La sua presenza nell’Atlante del Cibo Locale ne rafforza il valore quale simbolo identitario e strumento di narrazione territoriale.

L’Audizione ha seguito un percorso articolato e rigoroso,  culminando nei momenti formali di maggiore intensità: la proclamazione ufficiale, la sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e la consegna della Bandiera del Borgo De.Co., segni tangibili dell’ingresso di Villarosa in una rete nazionale che riconosce nei borghi i veri presìdi della cultura italiana.

Particolarmente significativa la consegna del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” alla comunità di Villarosa, quale attestazione del ruolo attivo svolto nella salvaguardia e nella trasmissione del proprio patrimonio culturale

L’esperienza di Villarosa si propone oggi come modello avanzato di governance territoriale, capace di integrare partecipazione civica, visione strategica e strumenti operativi. Un laboratorio che dimostra come i territori possano tornare protagonisti, non inseguendo modelli esterni, ma costruendo sviluppo a partire dalla propria identità.



























  

venerdì 26 giugno 2026

Villarosa tra i Borghi GeniusLoci DeCo

 Daniela  Volo

Si lavora già al prossimo step, la patrimonializzazione della Banca del GeniusLoci DeCo filiale di Villarosa


 


Villarosa si afferma laboratorio   del Genius Loci De.Co.: partecipazione, visione e governance identitaria al centro dell’Audizione Pubblica

Villarosa, 26 giugno – Un passaggio politico e culturale di rilievo nazionale ha preso forma a Villarosa con l’Audizione Pubblica “Borgo GeniusLoci De.Co.”, che ha registrato una partecipazione ampia e qualificata, confermando la crescente attenzione verso i modelli di sviluppo fondati sull’identità territoriale.

Promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Costanza, su impulso dell’Assessore Michelangelo Taravella, l'adozione del percorso della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo ha rappresentato molto più di un momento istituzionale: si è configurata come un processo strutturato di costruzione collettiva, capace di mettere in relazione istituzioni, comunità e competenze specialistiche in una prospettiva di lungo periodo.

Ad aprire i lavori è stata la moderatrice Francesca Cerami, che ha richiamato il valore dinamico della tradizione come elemento generativo e non statico, introducendo il concetto di Genius Loci quale sintesi viva del rapporto tra territorio, cultura e comunità. Un filo conduttore che ha orientato l’intero confronto, evidenziando come l’identità non sia un dato immobile, ma una risorsa strategica da governare.

In questo contesto, il contributo di Nino Sutera, Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., ha rappresentato uno dei momenti più qualificanti dell’incontro. Sutera ha delineato con chiarezza il valore politico-amministrativo della Denominazione Comunale (De.Co.), sottraendola a letture riduttive e riconducendola alla sua natura originaria: uno strumento di sovranità territoriale. Nel suo intervento, ha evidenziato come la De.Co. consenta ai Comuni di esercitare pienamente il proprio ruolo nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio identitario, trasformando saperi e tradizioni in leve concrete di sviluppo sostenibile.

Sutera ha inoltre ribadito la funzione strategica della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., intesa non come struttura centralizzata, ma come sistema cooperativo tra territori, capace di connettere esperienze locali mantenendone intatta l’unicità. Una visione che trova nella Banca del GeniusLoci De.Co. la sua infrastruttura operativa più avanzata.

Proprio la Banca del GeniusLoci De.Co. è stata al centro dell’Audizione: un dispositivo innovativo di censimento, archiviazione e valorizzazione del capitale identitario, che supera la dimensione simbolica per assumere un ruolo concreto nelle politiche di sviluppo. Attraverso questo strumento, il patrimonio immateriale – fatto di pratiche, produzioni, saperi e relazioni – viene riconosciuto come asset strategico, capace di generare valore economico e coesione sociale.

Tra gli elementi identitari emersi con forza, il Pane di San Giuseppe si è imposto come caso emblematico: non solo espressione gastronomica, ma manifestazione viva di una comunità che si riconosce nelle proprie tradizioni e le trasmette come patrimonio condiviso. La sua presenza nell’Atlante del Cibo Locale ne rafforza il valore quale simbolo identitario e strumento di narrazione territoriale.

L’Audizione ha seguito un percorso articolato e rigoroso,  culminando nei momenti formali di maggiore intensità: la proclamazione ufficiale, la sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e la consegna della Bandiera del Borgo De.Co., segni tangibili dell’ingresso di Villarosa in una rete nazionale che riconosce nei borghi i veri presìdi della cultura italiana.

Particolarmente significativa la consegna del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” alla comunità di Villarosa, quale attestazione del ruolo attivo svolto nella salvaguardia e nella trasmissione del proprio patrimonio culturale

L’esperienza di Villarosa si propone oggi come modello avanzato di governance territoriale, capace di integrare partecipazione civica, visione strategica e strumenti operativi. Un laboratorio che dimostra come i territori possano tornare protagonisti, non inseguendo modelli esterni, ma costruendo sviluppo a partire dalla propria identità.


















Villarosa al via l’Audizione Pubblica “Borgo GeniusLoci De.Co.” per affermare sovranità culturale e sviluppo dei territori

 

Daniela Volo

Villarosa, 26 giugno – Non un semplice evento, ma una scelta politica chiara e determinata: il Comune di Villarosa si prepara all’Audizione Pubblica “Borgo GeniusLoci De.Co.”, in programma venerdì 26 giugno, segnando un passaggio decisivo nel percorso di riaffermazione dell’identità territoriale come leva strategica di sviluppo.

L’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Costanza, su impulso dell’Assessore Michelangelo Taravella, rappresenta un atto concreto di indirizzo politico: riportare il territorio al centro delle politiche pubbliche, sottraendolo ai processi di omologazione e restituendogli dignità, riconoscibilità e capacità di autodeterminazione.

L’Audizione Pubblica vedrà la partecipazione di autorevoli relatori, tra cui rappresentanti istituzionali, accademici e professionisti  Tra questi, il Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., Nino Sutera, che  illustrerà il valore strategico del percorso De.Co. come strumento di sovranità culturale e sviluppo sostenibile, capace di restituire centralità ai territori e alle comunità locali.


 

In questo quadro, la Denominazione Comunale (De.Co.) non è un marchio decorativo, ma uno strumento di governo. È l’espressione diretta delle prerogative del Comune, un atto di sovranità amministrativa con cui si certifica e si tutela il legame inscindibile tra comunità, cultura e produzione locale. Villarosa sceglie così di non subire modelli esterni, ma di costruire il proprio futuro partendo dalle radici.

L’Audizione Pubblica si configura come uno spazio istituzionale aperto, ma al tempo stesso rigoroso, in cui il confronto tra amministratori, esperti e cittadini diventa metodo di costruzione delle politiche territoriali. Non una passerella, ma un laboratorio di governance identitaria, dove il sapere diffuso si traduce in visione strategica.

Elemento cardine dell’iniziativa sarà la presentazione della Banca del GeniusLoci De.Co., una infrastruttura culturale e operativa che supera la logica simbolica per entrare nella dimensione strutturale: un sistema organizzato di censimento, tutela e valorizzazione del capitale identitario. Un archivio vivo che trasforma tradizioni, saperi e produzioni locali in asset strategici per lo sviluppo sostenibile.

In questo contesto, il Pane di San Giuseppe assume un valore paradigmatico: non solo prodotto identitario, ma simbolo di una comunità che resiste, si riconosce e si rigenera. Un patrimonio già riconosciuto nell’Atlante del Cibo Locale che oggi diventa leva concreta di narrazione e posizionamento territoriale.

Il programma prevede momenti formali di alto valore istituzionale: dalla presentazione del percorso alla discussione pubblica, fino alla proclamazione ufficiale, con la consegna del riconoscimento alla laboriosa comunità di Villarosa di “ Custode dell’Identità Territoriale” alla sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e alla consegna della Bandiera del Borgo De.Co., simbolo tangibile di appartenenza a una visione condivisa.

In un tempo in cui i territori rischiano di diventare marginali, Villarosa compie una scelta controcorrente: investire sull’identità non come nostalgia, ma come infrastruttura del futuro. È una sfida politica e culturale che parla non solo alla comunità locale, ma all’intero sistema dei borghi italiani.

 





 

 

martedì 16 giugno 2026

Verso l’Audizione Pubblica di Villarosa del 26 giugno

Alex Di Franco 

Intervista a Nino Sutera, Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo

Nino Sutera è tra i principali promotori in Italia della valorizzazione delle identità territoriali. Ideologo del modello dei Borghi Genius Loci De.Co., ha sviluppato un approccio culturale e operativo che mette al centro il patrimonio immateriale dei territori: tradizioni, saperi, memoria e relazioni. Il suo lavoro si colloca all’incrocio tra sviluppo locale, antropologia culturale ed economia civile, con l’obiettivo di restituire ai borghi un ruolo attivo e consapevole nel contesto contemporaneo.



 

Un borgo che diventa laboratorio di futuro

 

Dott. Sutera, il prossimo 26 giugno Villarosa ospiterà l’Audizione Pubblica per il Borgo GeniusLoci De.Co. Che significato ha questo appuntamento?

L’Audizione Pubblica non è un evento formale, ma un passaggio fondativo. È il momento in cui una comunità prende parola su sé stessa. A Villarosa si compie un atto culturale e politico insieme: si riconosce che l’identità non è folklore, ma una risorsa strategica. Questo appuntamento rappresenta un processo di ascolto e condivisione, aperto a cittadini, istituzioni e portatori di sapere locale  


Perché proprio Villarosa? Cosa rende questo borgo emblematico?

Intanto Villarosa, deve per forza di cose avere amministratori lungimiranti, non conosco personalmente ne il Sindaco, ne l’Assessore  Taravella che mi ha contattato.   Si sono fidati a distanza, si è vero gli ho fornito gli strumenti, ma hanno compreso che rappresenta  un occasione e un'opportunità. Villarosa è un caso emblematico perché dimostra che anche un piccolo centro può diventare un laboratorio avanzato di sviluppo territoriale. Qui c’è una comunità viva, consapevole, che ha già saputo valorizzare elementi identitari forti, come il Pane di San Giuseppe, riconosciuto come patrimonio culturale locale  Non si parte da zero: si parte da una memoria viva che diventa progetto. Sono contento di vivere assieme a loro questo momento di condivisione collettiva, con la partecipazione di tanti portatori di interessi

Quindi parliamo anche di sviluppo economico, non solo culturale?

Assolutamente sì. L’identità territoriale non è nostalgia, è economia.
La De.Co. e il modello GeniusLoci costruiscono filiere corte, rafforzano il senso di appartenenza e generano nuove opportunità. È un modello che lega cultura, agricoltura, turismo e comunità.

Il punto è semplice: o i territori diventano consapevoli di ciò che sono, oppure diventano intercambiabili. Se pur va detto che non tutti i comuni hanno voglia di recuperare la propria identità.


Qual è il valore dell’Audizione Pubblica nel percorso complessivo?

È un passaggio decisivo. Nel modello GeniusLoci De.Co., l’audizione è uno spazio democratico dove la comunità costruisce la propria narrazione e contribuisce alla governance identitaria.
Non si cala un progetto dall’alto: si costruisce insieme. È questo che rende il modello replicabile e credibile . Per questo ogni Audizione è diversa dall’altra.


Villarosa può diventare un modello per altri territori?

Non solo può: deve.
L’esperienza di Villarosa ha un valore nazionale perché dimostra che esiste una via alternativa allo sviluppo standardizzato. Un modello che parte dal basso, dalla comunità, e che può essere replicato in tanti borghi italiani  

Se funziona qui, può funzionare ovunque ci sia identità e volontà.


Intanto il Pane di San Giuseppe è stato iscritto nell’Atlante del cibo locale, di che cosa si tratta?

 Il progetto OnFood Atlas,   si pone l’obiettivo di creare un modello replicabile di Atlanti del Cibo locali, con l’intenzione di analizzare, mappare e analizzare il sistema alimentare. Si rendono così visibili i modi in cui il cibo viene prodotto, distribuito e consumato nei territori. Nel concreto, l’Atlante è uno strumento di raccolta ed analisi dei dati che vengono aggregati attorno a offerta alimentare; industria di trasformazione; agricoltura urbana; povertà alimentare; acquisti pubblici sani, ecologici e solidali; cibo e salute; economia circolare; formazione e ricerca; turismo ed enogastronomia; consumi alimentari. In questo progetto, tramite FirstLife, si vuole realizzare una mappatura partecipativa dei vari Food System analizzati dagli Atlanti Locali. Questo permetterà di coinvolgere, in prima persona, chi si occupa di cibo nei vari territori, realizzando un modello di crowdmapping che associ il social networking e il Volunteered geographic information. Un modo per rendere visibile, sotto una lente anche narrativa, le attrici e gli attori del sistema alimentare, garantendo la possibilità di interagire interattivamente con diversi stakeholders.

 

Il percorso Borghi GeniusLoci DeCo è un percorso culturale, c’è lo può illustrare in sintesi?

Il format Borghi GeniusLoci DeCo è un cammino, si camminiamo tutti insieme,  se pur va detto che  il format è registrato a tutela della proprietà intellettuale

Non un progetto da compilare, ma un percorso culturale che accompagna i Comuni a ritrovare la propria voce, a riconoscere ciò che li rende unici, a trasformare la memoria in futuro. È un viaggio in 12 step, ognuno dei quali apre una porta: sulla storia, sulla comunità, sui saperi, sui gesti, sulle produzioni, sulle narrazioni che abitano il borgo.

È un metodo che non cala dall’alto: ascolta, osserva, ricuce.

Parte dalla ricerca preliminare, attraversa il coinvolgimento della comunità, arriva alla definizione dell’identità distintiva e alla sua formalizzazione attraverso la De.Co. Ogni passaggio è un atto di riconoscimento: il Comune si guarda allo specchio e scopre che il suo valore non è un’etichetta, ma un ecosistema culturale fatto di persone, luoghi, riti, paesaggi, prodotti, memorie.

I 12 step non sono una procedura burocratica: sono una drammaturgia del territorio.

Danno ordine a ciò che spesso esiste in forma dispersa: storie non raccontate, tradizioni non nominate, saperi custoditi in silenzio. Li raccolgono, li interpretano, li restituiscono alla comunità come patrimonio condiviso.

Il format è questo:

un metodo che diventa racconto, un racconto che diventa visione, una visione che diventa politica culturale.

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Un messaggio finale ai cittadini e agli amministratori che parteciperanno il 26 giugno?

Non delegate l’identità.
Partecipare all’Audizione Pubblica significa assumersi una responsabilità: essere custodi attivi del proprio territorio.

Il futuro dei borghi non si decide altrove. Si decide lì, dentro le comunità.


Conclusione

L’Audizione Pubblica di Villarosa del 26 giugno si presenta dunque come molto più di un evento: è l’avvio di un processo di riconoscimento e costruzione collettiva dell’identità territoriale, destinato a incidere sul modello di sviluppo locale e nazionale.  

 


 





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