lunedì 30 marzo 2015

De.Co., REI, PAT, Born in Siciliy e Sicilia qualità sicura

 NinoSutera

 Un manifesto culturale per la difesa dell'identità locali dei Borghi GeniusLoci DeCo


Nel dibattito contemporaneo sulla valorizzazione delle produzioni territoriali si registra spesso una confusione concettuale tra strumenti profondamente diversi tra loro: De.Co. (Denominazione Comunale), P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali), Registro delle Eredità Immateriali, marchi regionali come Born in Sicily o Sicilia Qualità Sicura, fino ai sistemi europei di tutela quali DOP, DOC e IGT.

Questi strumenti non sono alternativi né concorrenti: appartengono a livelli istituzionali differenti e rispondono a logiche diverse. Comprendere tale distinzione è fondamentale per evitare che strumenti nati per difendere l’identità dei territori vengano banalizzati o trasformati in semplici procedure burocratiche.

La De.Co.: un atto politico di autodeterminazione culturale

La Denominazione Comunale (De.Co.) non è un marchio commerciale né un sistema tecnico di certificazione della qualità. È prima di tutto un atto politico-amministrativo del Comune, attraverso il quale una comunità riconosce e tutela un elemento identitario del proprio patrimonio locale: un prodotto agroalimentare, un piatto tradizionale, un sapere artigianale, una festa o una pratica culturale.

In altre parole, la De.Co. rappresenta un atto di autodeterminazione culturale di una comunità territoriale.

Questo strumento affonda le proprie radici nell’intuizione del grande intellettuale e gastronomo Luigi Veronelli, che negli anni Novanta propose ai Comuni italiani di istituire registri locali delle produzioni identitarie per difendere le piccole economie agricole dalla standardizzazione industriale e dall’omologazione dei mercati globali.

Veronelli non immaginava la De.Co. come un marchio burocratico, ma come uno strumento di democrazia territoriale. Con la sua visione – radicale e profondamente civile – egli sosteneva che il futuro delle campagne italiane dipendesse dalla capacità delle comunità di riconoscere e proteggere il proprio patrimonio culturale.


Il suo celebre motto – «sono un contadino che per errore ha fatto il giornalista» – racconta bene lo spirito di questa battaglia culturale: difendere i piccoli produttori, le economie locali e la civiltà contadina.

I PAT: il riconoscimento della tradizione agroalimentare

Su un piano completamente diverso operano i P.A.T. – Prodotti Agroalimentari Tradizionali, istituiti dal Ministero delle Politiche Agricole nel 2000.

I PAT rappresentano un censimento ufficiale delle produzioni tradizionali italiane, basato su un criterio preciso: i prodotti devono essere ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione o stagionatura consolidati nel tempo e documentati da almeno venticinque anni.

Si tratta quindi di uno strumento tecnico-amministrativo nazionale, che consente di riconoscere e valorizzare una straordinaria ricchezza di produzioni locali spesso escluse dai sistemi europei di certificazione.

Il Registro delle Eredità Immateriali: la visione UNESCO applicata alla Sicilia

Ancora diverso è il caso del Registro delle Eredità Immateriali (REI) istituito dalla Regione Siciliana nel 2005.

Con il Decreto Assessoriale n. 77 del 26 luglio 2005, la Sicilia è stata la prima regione italiana ad applicare concretamente la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale promossa dall’UNESCO e approvata nel 2003.

Il REI non riguarda soltanto prodotti alimentari, ma l’insieme delle espressioni culturali che costituiscono la memoria viva delle comunità: rituali, feste, mestieri tradizionali, saperi popolari, pratiche agricole, culture del cibo.

Il registro è articolato in sei libri tematici, ciascuno dedicato a una specifica categoria di patrimonio immateriale. L’obiettivo non è certificare la qualità di un prodotto, ma riconoscere e salvaguardare le identità culturali viventi.

I marchi regionali: strumenti di promozione economica

Accanto a questi strumenti culturali operano anche marchi regionali come Born in Sicily o Sicilia Qualità Sicura, nati con finalità principalmente di tutela e promozionali.


Essi svolgono un ruolo importante nel marketing territoriale e nella valorizzazione commerciale delle produzioni siciliane nei mercati nazionali e internazionali. Tuttavia appartengono a una logica diversa: non riconoscono patrimoni culturali né identità comunitarie, ma promuovono sistemi produttivi e filiere economiche.

Strumenti complementari, non concorrenti

Il vero errore culturale consiste nel mettere in contrapposizione questi strumenti. In realtà essi agiscono su livelli differenti:

  • la De.Co. tutela l’identità della comunità locale

  • i PAT riconoscono la tradizione agroalimentare nazionale

  • il REI salvaguarda il patrimonio culturale immateriale

  • i marchi regionali promuovono le produzioni sui mercati

Quando questi strumenti dialogano tra loro, possono costruire un sistema integrato di valorizzazione territoriale.

Il paradigma dei Borghi Genius Loci De.Co.

In questo contesto si inserisce il percorso culturale dei Borghi Genius Loci De.Co., che propone una lettura più ampia della valorizzazione territoriale.

Il concetto di Genius Loci, lo “spirito del luogo”, indica l’insieme delle relazioni storiche, culturali, sociali ed economiche che legano una comunità al proprio territorio.

In questa visione la De.Co. non è soltanto un riconoscimento simbolico di un prodotto locale, ma diventa uno strumento di attivazione comunitaria, capace di mettere in relazione patrimonio culturale, economia locale e memoria collettiva.

Il modello Genius Loci considera De.Co., REI e PAT come strumenti complementari, capaci di costruire un sistema di tutela multilivello delle identità territoriali.

In un’epoca dominata dalla standardizzazione globale del cibo e dalla progressiva perdita delle culture locali, questa prospettiva rappresenta una vera sfida culturale.

Difendere i prodotti identitari non significa soltanto promuovere eccellenze gastronomiche: significa proteggere paesaggi culturali, saperi contadini, economie locali e forme di vita comunitaria.


In definitiva, parlare di De.Co. non vuol dire discutere di un marchio.
Vuol dire parlare di democrazia territoriale, memoria collettiva e futuro delle comunità locali.

Ed è proprio in questa dimensione che il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co.(tutelato come proprietà intellettuale)  si propone come un laboratorio culturale capace di restituire centralità ai territori e alle loro identità profonde.  

lunedì 23 marzo 2015

Castelvetrano, il 30 e 31 Marzo due giorni dedicati a Luigi Veronelli

             A Castelvetrano, nel sistema delle Piazze,  una Piazza dedicata a Luigi Veronelli, enogastronomo , che ideò la De.Co. L'iniziativa voluta dall'Amministrazione comunale con il supporto tra gli altri della Libera Università Rurale  dei Saperi& dei Sapori Onlus  Alla manifestazione  prevista a Castelvetrano il 30 e 31 Marzo, parteciperanno tra gli altri il Sindaco della Città Avv Errante, l'Assessore Paolo Calcara, Lucia Veronelli, Gian Arturo Rota, Presidente del decennale Luigi Veronelli, Giuseppe Bivona, Nino Sutera Direttore della Lurss.  


 Luigi  Veronelli,   ha rappresentato e rappresenta il Rinascimento dell’Enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la  via per l'affermazione dei territori. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori.
L’eredità di Luigi Veronelli arriva anche  ai nostri giorni È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un settore, come quello del cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone a chi decide di farne una professione
Sulla citazione "sono un contadino che per errore ha fatto il giornalista"  «Veronelli ha creato la figura del gastronomo moderno. Con la sua penna colta e tagliente è stato il primo a indicare una strada nuova, e attraverso i suoi mirabili racconti di vino, i suoi viaggi, il suo “camminare la terra” ha ispirato molti,  nel difendere donne e uomini che presidiano i territori, che tengono in piedi le agricolture locali, che puntellano l’assetto idrogeologico di questo paese che frana da tutte le parti. Oggi,   combatterebbe contro gli organismi geneticamente modificati, l’agricoltura intensiva, il disprezzo verso i piccoli produttori, l’oblio che scorre sulla civiltà contadina».
Ideò  la De.Co  e intraprese battaglie per la filiera del prezzo al produttore,  valorizzava le piccole cose prodotte in un certo territorio, fin dagli inizi del 1980.  
Il percorso di GeniusLoci De.Co., ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus,  prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza,  che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio.  Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato:
* Poster Session del Forum P.A. di Roma;
* VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia;
* Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF
*   XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo

 I dettagli dell'iniziativa nei prossimi giorni

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