venerdì 15 luglio 2022

Calamonaci: tra musica, canti e Genius Loci


                      I Canti della mietitura, testimonianze autentiche e preziose dell’identità di una comunità, esempio vivente di un dialogo mai sopito tra storia e natura.

  In programma il prossimo fine settimana la 2°edizione Sagra del Pane e dei Grani antichi a Calamonaci. La manifestazione –– intende valorizzare le antiche tradizioni tipiche del territorio   Durante i quattro giorni si alterneranno workshop, momenti musicali, seminari, laboratori, spettacoli 

                           Domenica 17 Luglio alle ore 18.30 presso l'Antico Olificio Sarullo, l’evento inedito “Cantare il lavoro dei campi. Converszioni e testimonianze sul filo della memoria”.

            Moderati da Vania Sarullo D’Amico, interverranno dopo i saluti del Sindaco di Calamonici,  Vincenzo Vacante, Giuseppe Veneziano, Mimmo Marino, Nino Sutera, concluderà i lavori Toni Scilla Assessore Regionale all’Agricoltura.   

              Almeno fino a quarant’anni fa, in Sicilia, il periodo della mietitura e della trebbiatura ha rappresentato una scadenza lavorativa di primaria importanza. Momento di forte socializzazione, occasione per riaffermare vincoli di solidarietà e di valori di vita comuni, questi frangenti, sebbene carichi di fatica, erano l’occasione per chi vi partecipava attivamente, di vivere modalità rituali, agire gesti  ed espressioni vocali, pieni di significato.

   La mia relazione verterà, afferma Vincenzo Vacante,   in parte, sull’ascolto ed il commento dei canti legati a queste attività lavorative, i cosiddetti canti di paglia. Seguendo ciò che ci insegna la ricerca musicologico-storiografica, si farà quindi attenzione nel rivalutare, assieme al testo musicale, tutto ciò che possa riguardare il suo contenuto storico di appartenenza e la sua ricezione,  

 Vincenzo Vacante insegna Educazione musicale presso la scuola paritaria Steiner-Waldorf,  Maria Garagnani di Bologna. Dopo gli studi classici, condotti a Ravenna, ha conseguito la Laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università Di Bologna, con una tesi in Etnomusicologia.  

L’intervento del tenore  Giuseppe Veneziano  è introdotto dalla presentazione della figura di Alberto Favara (1863-1923) etnomusicologo e compositore siciliano che comprese l’importanza dello studio della musica popolare ed ad essa dedicò molti anni di ricerche sul campo, portando all’attenzione di studiosi e letterati il mondo della canzone popolare siciliana.

Il Favara raccolse un migliaio di canti popolari scrivendo la linea melodica, le parole, il ritmo, annotando altresì paese, nome, età e mestiere del cantore concludendo con delle note tecniche di straordinaria importanza.

Tra i libri pubblicati che contengono i risultati della sua ricerca i “Canti della terra e del mare di Sicilia” (tre volumi) e l’opera omnia con il titolo di “Corpus di musiche popolari siciliane” pubblicata postuma dal genero Ottavio Tiby nel 1957.

Seguirà l’esecuzione di alcuni brani tratti dal CD “Alberto Favara-Canti della terra e del mare di Sicilia”  che il Maestro Veneziano ha  inciso insieme ad altri musicisti nel 1996

Giuseppe Veneziano nato a Ribera si trasferisce a Milano per gli studi universitari di medicina. Si diploma poi in Canto al Conservatorio G.Verdi, da oltre trent'anni nel Coro del Teatro alla Scala di Milano

 A seguire l'intervento di  Pasquale Mimmo Marino, botanico e ricercatore in biodiversità agraria ci parlerà di grani antichi e biodiversità  

Degli obiettivi del percorso  Borghi GeniusLoci De.Co ne relazionerà Nino Sutera, fondatore per l’Italia dei European Rural Parliament  e ideologo del percorso Borghi Genius  Loci De.Co.

L’obiettivo  è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione dell’identità territoriale e delle tradizioni storiche e culturali  al fine di ottimizzarne la competitività. 

È un percorso innovativo attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata identità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.

«E’ proprio a tavola che si esprime quel “Genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”. 

«Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: per il grande enologo, gastronomo e scrittore lombardo, esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Pertanto  il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto».

                    L’intervento si concluderà con la consegna ad Enzo Vacante e Giovanni Moroni del riconoscimento  di "Custode dell'identità territoriale" del percorso dei Borghi GeniusLoci  De.Co.
 

giovedì 14 luglio 2022

AGALÌA


Innovazione e tradizione

in un inedito distillato d'Agave e botaniche di Sicilia

 

 


Il viaggio iniziato oltre dieci anni fa, un percorso destinato ad evolversi grazie alla guida appassionata di Federico Vincenzi, Michele Di Carlo, Davide Fregonese e Augusto Prusso, anime e corpo del progetto, quattro amici legati dalla passione per l'originalità e l'esclusività in ogni ambito.

Per la grande ricerca che ha definito il percorso di lavoro, Agalìa è una società riconosciuta come "impresa start-up innovativa".

Inoltre l’Azienda sta partecipando  al Gruppo Tematico Agave istituito   dall’Assessorato Agricoltura,  all’interno della Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura    per favorire lo scambio di esperienze e conoscenze, in un settore dalle grande potenzialità.

Agalìa è un distillato che parla di Sicilia in ogni suo dettaglio a partire dal brand, dalla sonorità tipicamente "sicula", un nome che nasce dall'unione tra "agave" e "Rosalia" (Santa Rosalia è Patrona di Palermo e Protettrice della Sicilia).

Agalìa è un prodotto che rappresenta l'eccellenza italiana e che nasce dalla volontà di valorizzare, con un approccio anticonvenzionale, la cultura, i profumi e la tradizione delle meravigliose terre di Sicilia.

L'idea era quella di dare vita ad un prodotto originale, totalmente inedito. Dopo attenti studi, prove e ricerche, è stato scelto come ingrediente principale l'agave, detta localmente zammara o zabbara, una pianta capace di conferire una forte impronta distintiva al gusto e che, in Agalìa, si arricchisce di note aromatiche grazie alle botaniche di Sicilia come il limone verdello e le pale di fico d'India.

Il distillato d'agave Agalìa evoca - a tutto tondo - piacevoli suggestioni. Da gustare liscio o miscelato, Agalìa presenta un colore giallo/verdolino trasparente, toni che ammaliano nella loro purezza. Il profumo ricorda la frutta candita, la freschezza degli agrumi, l'imponenza dell'ulivo oltre ad altre botaniche di Sicilia.

Senza zuccheri aggiunti, la nota alcolica (43,3 gradi) di Agalìa non è troppo presente, la morbidezza del sapore prevale lasciando a lungo una gradevole percezione che avvolge.

La bottiglia con la piastrella di Caltagirone

Prodotto esclusivamente in Sicilia, il "distillato" è custodito in una bottiglia atipica che ne rimarca la personalità unica. Vetro trasparente dai profili decisi, base quadrata e lati leggermente svasati verso il collo della bottiglia stessa.

Ogni bottiglia da 0,50 litri, è decorata con il logo Agalìa serigrafato ed una piastrella di ceramica di Caltagirone numerata ed applicata a mano su ogni singolo contenitore.

Su ogni piastrella compare - in blu - il profilo stilizzato della Sicilia avvolto da una raggiera di petali gialli e blu ispirati dalle foglie d'agave e dipinti nei colori del sole e del mare tipici di queste terre. Sul retro di ogni piastrella si trova scritto a mano il numero progressivo di ogni singola bottiglia. Questo spazio, inoltre, consente anche interventi di personalizzazione.


Scheda tecnica Agalìa

Distillato di agave e botaniche siciliane

Distillato artigianale di agave sisalana ed altre botaniche siciliane (agrumi, piante e foglie)

Gradazione Alcolica 43,3°

Colore: limpido e trasparente con un leggero accenno al giallo paglierino

Profumo: intenso, avvolgente, armonico, non invadente, all’inizio prevale l’agave che evolve poi in note agrumate delicate e fresche, per chiudere poi con note vegetali

Gusto: pieno, morbido e vellutato, si avvertono prima le note caratteristiche dell’agave poi arrivano le note agrumate ed erbacee, lascia la bocca pulita e soddisfatta, pronta ad accogliere un nuovo sorso

Un distillato di grande carattere e personalità che richiama il territorio a cui si è ispirato, da cui proviene e di cui evoca il grande e sensuale fascino.

Ideale per essere degustato liscio a 12/14° C di temperatura, è anche il perfetto protagonista per la creazione di intriganti cocktail e dissetanti long drink.

domenica 3 luglio 2022

Oleificio Sarullo, la tradizione dell'eccellenza

 

“DAL TORCHIO AL PROTOREATTORE”

 La più moderna tecnologia di estrazione dell’olio di oliva si coniuga con la tradizione della famiglia Sarullo per garantire un prodotto qualitativamente eccellente.

“Il Mediterraneo si estende dal primo olivo che si raggiunge arrivando dal nord ai primi palmeti che si levano in prossimità del deserto e si può parlare di una civiltà dell’olivo nel mare degli uliveti”

In questa frase dello storico francese Fernand Braudel l’olivo può essere considerato l’albero simbolico, per eccellenza, della civiltà e del paesaggio mediterraneo umanizzato.

Esso rappresenta la storia della famiglia e il paesaggio ereditato dai nostri avi: un dono che si trasmette di generazione in generazione.



Ed è la quarta generazione di una famiglia di olivicoltori e frantoiani che oggi si prende cura dell’azienda Sarullo, fondata dal nonno Giuseppe nei primi del ‘900 a Calamonaci (AG) con l’inaugurazione del primo “trappitu” a torchio.

L’azienda oggi è situata in una suggestiva zona collinare, da sempre vocata all’attività olivicola, a circa 300 metri sul livello del mare, costellata da ulivi secolari e giovani che vantano tra le altre, una cospicua presenza della cultivar autoctona Biancolilla. Prevalentemente da questa varietà si ottiene “l’olio Sarullo”, un olio EVO dal fruttato leggero molto apprezzato per la sua delicatezza; per queste caratteristiche ha ricevuto premi e riconoscimenti in concorsi e su guide di settore entrando nei circuiti della ristorazione  e della distribuzione in  Italia e all’estero.

Tutta la famiglia Sarullo è coinvolta nell’affascinante seppur faticosa avventura della gestione aziendale, ognuno in maniera diversa; una squadra di persone differenti per competenze ed esperienze ma tutte unite dallo stesso obiettivo: consolidare la cultura dell’extravergine e soddisfare al meglio tutti i clienti, realizzando un olio che combini tradizione familiare e know how con le più avanzate tecnologie del settore dell’elaiotecnica.

L’azienda cura tutte le fasi dell’intera filiera olivicolo-olearia: coltivazione, trasformazione, stoccaggio, imbottigliamento e commercializzazione del prodotto, dedicando particolare attenzione alla promozione dell’olio EVO nonché alla diffusione di progetti di educazione alimentare nelle scuole e all’organizzazione di laboratori di assaggio nei locali dell’antico frantoio di famiglia, trasformato in sala di degustazione.

Questo locale ospita anche eventi culturali, concerti, mostre d’arte, conferenze, poiché secondo i Sarullo per promuovere un prodotto agroalimentare occorre promuovere e raccontare anche l’identità culturale del territorio da cui esso proviene. Oltre alla visita in azienda, soprattutto durante nel periodo di produzione, si organizzano visite negli uliveti e nei siti archeologici e naturali della provincia.

Per quanto riguarda la produzione olearia, da sempre la famigia Sarullo  ha seguito le novità proposte dalle aziende del settore elaiotecnico. Oggi dispone di due moderni frantoi per l’estrazione a freddo, dedicati alla molitura delle olive delle proprie tenute coltivate secondo i disciplinari di agricoltura biologica e in assoluto rispetto dell’ambiente  e per conto terzi.

Oltre al rispetto della biodiversità l’azienda Sarullo è sensibile all’ecosostenibilità ed è sempre desiderosa di offrire ai propri clienti un olio di qualità superiore.

Dispone infatti di due “Decanter Multi Fase 8 Leopard Pieralisi”, impianti dotati del sistema di estrazione “a due fasi” senza aggiunta di acqua, che consentono non solo un notevole risparmio idrico ed energetico ma soprattutto contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente in quanto non producono acque di vegetazione.

Ai “Decanter” si affiancano due “protoreattori” targati Pieralisi. Il protoreattore è quella rivoluzionaria macchina per la gramolatura della pasta delle olive che permette di ottenere più qualità in minor tempo garantendo un maggior contenuto di polifenoli.

Ecco il segreto per ottenere un olio di altissima qualità, più ricco di polifenoli e più stabile nel tempo.

La qualità di un olio extravergine non dipende infatti soltanto dalla cura dell’olivicoltore nel campo ma anche e soprattutto dalla competenza del frantoiano e dalla qualità del frantoio. Un frantoiano deve infatti: saper utilizzare al meglio le potenzialità di un frantoio fornito di macchinari all’avanguardia, ed essere capace di valorizzare e mantenere le caratteristiche di una materia prima di qualità, conservando gli aromi e le proprietà organolettiche delle olive per raggiungere l’eccellenza nella bottiglia.

L’azienda si impegna ioltre a promuovere la cultura della qualità e la valorizzazione dei prodotti di eccellenza. Convinti che per valorizzare un prodotto agroalimentare occorra promuovere e raccontare l’identità del territorio da cui esso proviene, si sforza di comunicare e diffondere insieme alla conoscenza dell’olio EVO anche le tradizioni legate alla coltura/cultura olivicolo-olearia siciliana nonchè il patrimonio artistico e gastronomico caratterizzante le zone di produzione.

 

https://oliosarullo.it/

Feudo Disisa: l’identità dei vini

 

Feudo Disisa, grandi riconoscimenti dalla critica internazionale 

per l’identità dei vini

Alessia Maranzano

                           Feudo Disisa, l’azienda vitivinicola guidata dalla famiglia Di Lorenzo, ha ricevuto importanti riconoscimenti e medaglie nei concorsi internazionali. Spiccano il Decanter World Wine Awards con le medaglie d'oro e d'argento attribuite rispettivamente al Granmassenti e al Lu Bancu. Premiate le varietà internazionali al Concours Mondial de Bruxelles, Sessione Vini Rossi e Bianchi. Mario Di Lorenzo: "Premiato il nostro impegno nella produzione di vini identitari della nostra terra e con sempre maggiore qualità".

Il 2022 si conferma un anno importante per i vini prodotti da Feudo Disisa, l’azienda vitivinicola guidata dalla famiglia Di Lorenzo, che ricade nella DOC Monreale. I riconoscimenti assegnati da prestigiose guide e concorsi internazionali confermano, ancora una volta, il valore enologico dei vini dell'azienda siciliana. Un forte segnale di crescita per Feudo Disisa che unisce la ricerca della massima qualità in bottiglia all'identità della Doc di Monreale, tra le denominazioni più estese di tutto il territorio siciliano.

I riconoscimenti più importanti arrivano arrivati dal Decanter World Wine Awards, il più grande e influente concorso enologico vinicolo al mondo. 96 punti e medaglia d’oro per il Granmassenti Perricone Doc Monreale 2018, che si piazza sul gradino più alto del podio. Un risultato più che eloquente per un vino identitario, proveniente da uno dei vitigni storici della tradizione siciliana. Un rosso strutturato e di buona persistenza, dotato di una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. 

Medaglia d’argento per Lu Bancu Catarratto Doc Monreale 2020, un grande bianco di Sicilia che ha permesso all'azienda guidata da Mario Di Lorenzo di raccogliere l'eredità di un importante territorio del vino e accendere i riflettori su produzioni che oggi trovano spazio su palcoscenici internazionali. Un vino posto all'apice della piramide qualitativa di Feudo Disisa, caratterizzato da un patrimonio gusto-olfattivo di prim'ordine, con un respiro espressivo lungo e una corposità che si coniuga con una finezza olfattiva che esprime a pieno il valore enologico di un terroir come quello della DOC Monreale.

I due importanti riconoscimenti si aggiungono alle due medaglie d'argento ottenute al Concours Mondial de Bruxelles, Sessione vini Rossi e Bianchi, per due dei Cru ottenuti da varietà internazionali: Chardonnay Doc Sicilia 2020 e Tornamira IGP Terre Siciliane2018. I due vini, rispettivamente ottenuti da Chardonnay e Syrah, consolidano la scelta di Feudo Disisa di affiancare a vitigni autoctoni anche varietà internazionali. Il primo, nato dal più antico vigneto di Chardonnay in Sicilia, esprime un bouquet fine ed elegante, caratterizzato da una forte ricchezza minerale e calore gustativo; il secondo è un taglio bordolese, a prevalenza Syrah, che prende il nome da uno dei vigneti situati intorno allo storico feudo di proprietà della famiglia Di Lorenzo, le cui intense sensazioni trasmettono tutto il fascino e la magia della terra siciliana. 

"Siamo davvero orgogliosi per i riconoscimenti appena ottenuti - sottolinea Mario Di Lorenzo, alla guida di Feudo Disisa, insieme al padre Renato -. L'attenzione ed il costante impegno profuso dall'azienda sia in vigna che in cantina rappresentano la chiave del nostro successo. Le medaglie d'oro e d'argento di Decanter, in particolare, con l'attribuzione di punteggi oltre i 90 punti a due vini Doc Monreale, sostengono il lavoro di recupero e promozione delle varietà storiche siciliane. 
Le medaglie del Concours Mondial de Bruxelles, che riguardano vini provenienti da vitigni internazionali - conclude Mario Di Lorenzo – confermano, invece, l'alta vocazionalità vitivinicola del nostro territorio e la grande passione e dedizione della nostra famiglia nel raggiunge l'eccellenza in bottiglia".





Vinificata in purezza nel 1988 e affinata sotto il sole di Palermo, ha come filosofia di vita “Il bicchiere è sempre mezzo pieno”. La comunicazione e il marketing sono il suo lavoro, il vino la sua passione più grande. Dopo essersi laureata in Comunicazione d’impresa, ha conseguito il Master di II livello in ‘Manager delle aziende del settore vitivinicolo’ presso UniPa e un Master specialistico in ‘Hospitality & wine experience’. E’ anche sommelier presso l’Associazione Italiana Sommelier e ha ottenuto la certificazione WSET Level 2 Award in Wines. Infine, è socio delll’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli di Unione Italiana Vini.

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