sabato 25 ottobre 2025

L'Istituto "Calogero Amato Vetrano" premiato da Coldiretti Sicilia

 

 Per l'eccellenza nella formazione Tecnico professionale nel settore Agrario

Un importante riconoscimento per l'Istituto Tecnico Agrario "Calogero Amato Vetrano" di Sciacca, premiato ieri a Palermo durante una manifestazione organizzata da Coldiretti Sicilia.

 

La scuola saccense si è distinta nella categoria "Coltiviamo insieme", ricevendo il premio “Oscar green” dalle mani di Romano Magrini, responsabile del personale di Coldiretti Sicilia. Il riconoscimento celebra l'eccellenza di un percorso formativo che coniuga tradizione agricola e innovazione didattica, ponendo al centro la sostenibilità e la valorizzazione del territorio con la produzione di prodotti  agricoli salutari nel rispetto del consumatore.

La cerimonia ha riservato un momento di particolare intensità emotiva quando il Direttore Generale di Coldiretti Sicilia, Calogero Fasulo, ha accolto con evidente piacere ed entusiasmo la delegazione della scuola. Un saluto che andava ben oltre la formalità istituzionale: Fasulo stesso è stato alunno dell'Istituto "Calogero Amato Vetrano", e il suo percorso professionale rappresenta la testimonianza vivente di come questa scuola sappia formare giovani capaci di raggiungere posizioni di prestigio nel settore agricolo.

"Tornare qui, in veste di Direttore Generale, per premiare la mia scuola è per me motivo di grande orgoglio," ha dichiarato Fasulo con evidente commozione. "Questo istituto mi ha dato le basi per costruire la mia carriera, e vedere che continua a formare giovani con la stessa passione e competenza mi riempie il cuore."

"Questo traguardo premia l'impegno quotidiano di docenti e studenti che credono nella forza della formazione agraria come strumento di crescita per l'intera comunità," sottolinea la dirigente scolastica Nellina Librici. "L'incontro con il Direttore Fasulo ci ha ricordato che i semi piantati in questa scuola continuano a dare frutti straordinari nel tempo."


A rappresentare la scuola alla cerimonia di premiazione erano presenti i docenti Maria Venezia e Benedetto Liotta, insieme al collaboratore Giuseppe Ciaccio e alla studentessa Giuliana Gulli e allo studente Gabriele Zito, che hanno accolto il riconoscimento con orgoglio ed emozione, consapevoli di portare avanti una tradizione di eccellenza testimoniata dallo stesso Direttore Generale.

Un riconoscimento che guarda al futuro

Il premio "Coltiviamo insieme" sottolinea l'importanza della collaborazione tra istituzioni scolastiche e organizzazioni del settore primario. Coldiretti Sicilia ha voluto premiare un modello educativo che forma giovani competenti e consapevoli, capaci di affrontare le sfide dell'agricoltura moderna con competenza tecnica e sensibilità ambientale.

L'Istituto "Calogero Amato Vetrano" ringrazia Coldiretti Sicilia per aver riconosciuto il valore di un percorso che unisce conoscenza teorica, esperienza pratica e rispetto per la tradizione agricola siciliana.

 


Questo premio rappresenta un motivo di orgoglio per l'intera comunità scolastica e per Sciacca, confermando il ruolo centrale dell'istruzione tecnica agraria nella formazione delle nuove generazioni e nello sviluppo sostenibile del territorio. La presenza del Direttore Fasulo, ex alunno divenuto protagonista del settore, dimostra concretamente che l'eccellenza formativa dell'istituto continua a produrre professionisti di valore, capaci di guidare il futuro dell'agricoltura siciliana.




 

giovedì 23 ottobre 2025

OnFood Atlas e i Borghi GeniusLoci DeCo

 


 – Il cibo come mappa dell’identità territoriale

Nel novembre del 2024 prende avvio OnFood Atlas, un progetto che ambisce a costruire un modello replicabile di Atlanti del Cibo locali, strumenti dinamici di conoscenza e valorizzazione del patrimonio alimentare e territoriale italiano. L’idea nasce dall’esigenza di leggere e rappresentare il sistema alimentare non solo nei suoi aspetti produttivi ed economici, ma soprattutto nei suoi valori culturali, identitari e sociali, là dove il cibo diventa racconto, memoria e appartenenza.



L’Atlante non è un semplice repertorio di prodotti, ma una mappa narrativa e interpretativa che rende visibili i percorsi attraverso i quali il cibo viene prodotto, distribuito e consumato, restituendo voce ai territori e ai loro protagonisti: agricoltori, artigiani, comunità, donne e uomini che custodiscono la conoscenza del luogo e la trasmettono come un’eredità viva.

In questa prospettiva, OnFood Atlas si intreccia naturalmente con il percorso dei Borghi GeniusLoci De.Co., promosso come laboratorio permanente di ricerca e valorizzazione delle identità territoriali. Entrambi i progetti condividono una visione: quella di un’Italia che riconosce nel cibo il proprio linguaggio originario, una forma di cultura diffusa che definisce il rapporto tra uomo, ambiente e comunità.

I Borghi GeniusLoci De.Co. rappresentano, infatti, un modello di governance culturale e territoriale che mette al centro il concetto di Genius Loci, l’anima dei luoghi, e la Denominazione Comunale (De.Co.) come strumento di riconoscimento civico delle eccellenze locali. Ogni borgo racconta una storia, ogni prodotto custodisce un sapere, ogni gesto ripete un rito che ha attraversato i secoli.

Attraverso il progetto OnFood Atlas, questa visione trova una dimensione più ampia e sistemica: la narrazione identitaria del cibo diventa un atlante condiviso, una rete di saperi che connette territori e comunità, costruendo un archivio diffuso della memoria alimentare italiana. I Borghi De.Co. si pongono così come nodi narrativi di un grande mosaico, in cui le esperienze locali dialogano tra loro, generando nuove forme di economia della conoscenza, turismo consapevole e sviluppo sostenibile.

L’Atlante, dunque, diventa anche uno strumento di educazione al territorio, capace di orientare le politiche alimentari, sostenere le filiere corte, e promuovere la responsabilità collettiva verso l’ambiente e la cultura del cibo. Ogni voce, ogni mappa, ogni racconto contribuisce a disegnare la geografia dell’identità italiana, dove l’eccellenza non è mai solo qualità, ma coscienza di luogo.

In questo incontro tra OnFood Atlas e Borghi GeniusLoci De.Co. si riconosce la nascita di un nuovo umanesimo del cibo, in cui il gusto diventa linguaggio della memoria e il territorio, con i suoi custodi e ambasciatori dell’identità, si fa protagonista di un racconto collettivo che unisce tradizione e futuro.

Custodi e Ambasciatori dell’identità territoriale

·         Custodi dell’identità territoriale: membri della comunità che tutelano le pratiche culturali, trasmettono saperi tradizionali e guidano la formazione delle nuove generazioni.


·         Ambasciatori dell’identità territoriale: promuovono la cultura del borgo all’esterno, rafforzando la reputazione locale e diffondendo il Genius Loci.

Queste figure creano connessioni tra comunità locali e pubblico esterno, assicurando continuità, visibilità e sostenibilità del percorso.






Cece rosso di Cianciana, l'esaltazione del GeniusLoci

 











 Con l’audizione pubblica “Cianciana Borgo GeniusLoci De.Co.”, promossa nell’ambito del percorso della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., un'iniziativa finalizzata alla valorizzazione delle eccellenze territoriali e delle tradizioni locali attraverso la Denominazione Comunale (De.Co.).

Durante l’evento, è stato conferito al Sindaco di Cianciana il prestigioso riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale”  
 


 

A seguire   la consegna della bandiera della Rete Nazionale dei Borghi DeCo e la sottoscrizione del Memorandum  del Borgo,   la costituzione della Comunità del Genius Loci DeCo

 

L'iniziativa ha registrato la partecipazione di importanti esponenti del mondo istituzionale, agricolo e culturale,con interventi focalizzati al racconto dell'identità territoriale tra cui:

·         Francesco Martorana, Sindaco

·         Paolo Manzullo, Assessore all’Agricoltura

·         Pino D’Angelo, Presidente del Movimento “Terra è Vita”

·         Baldassare Riggio, Ingegnere

·         Giuseppe Bosciglio, Perito Agrario

·         Francesca Cerami, Presidente di IDIMED

·         Nino Sutera, coordinatore della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co.

A condurre l’evento con professionalità e sensibilità è stata la giornalista Rosy Abruzzo.

Il significato del GeniusLoci e della De.Co.

Nel corso dell’incontro, Nino Sutera ha illustrato la filosofia del percorso “Borghi GeniusLoci De.Co.”, pensato per contrastare la crescente omologazione imposta dalla globalizzazione.
“Il Genius Loci rappresenta l’essenza di un territorio: immagini, sapori, profumi, ma anche il sapere e il fare della sua comunità. Raccontare i territori attraverso i loro prodotti identitari significa proteggerli e valorizzarli” – ha spiegato Nino Sutera.

Il modello De.Co., ideato da Luigi Veronelli, grande gastronomo e promotore delle culture locali, si fonda su cinque principi fondamentali: Territorio, Tradizioni, Tipicità, Tracciabilità e Trasparenza, e si sviluppa in dodici tappe, tra cui le audizione pubblica.

L’applicazione concreta di questo percorso è un esempio di come le tradizioni locali possano trasformarsi in strumenti di sviluppo economico, culturale e turistico, capaci di generare nuove economie sostenibili legate all'identità.

Una comunità protagonista

La Sagra del Raccolto ha così ribadito l’impegno della comunità di Cianciana nella salvaguardia delle sue radici e nella promozione delle sue eccellenze. Un momento di festa, ma anche di riflessione e strategia, che ha messo in luce il valore del patrimonio immateriale e del cibo come veicolo di cultura, attraverso l'unicità degli elementi identitari, in primis il cece rosso di cianciana, ma anche l'ulivo pidicunnara  

 

 Il Cece rosso di Cianciana, dopo anni di ricerche e studi è tornato ad avere uno spazio nella platea della biodiversità siciliana. Si tratta di un genotipo locale, che si distingue da quello comune per alcune caratteristiche morfologiche ed organolettiche particolari.

Questo legume è coltivato secondo memoria e traccia storica nel territorio di Cianciana dagli inizi del 1900, quando era coltivato nei piccoli orti familiari in cui le famiglie coltivatrici, oltre alla coltivazione, si scambiavano e auto consumavano la granella.

Il cece rosso di Cianciana è una popolazione antica, è un legume di particolare riferimento storico e culturale, in cui il seme stesso raccolta la storia di un territorio. Si tratta di una popolazione e non di una varietà/cultivar; infatti, negli appezzamenti si assiste a variabilità morfo-fisiologica. Nel tempo non si è mai pensato ad una selezione massale, forse è per questo che ad oggi la popolazione risulta in equilibrio.

La coltivazione non ha mai interessato i grandi appezzamenti ma una coltivazione di nicchia. Viene seminato in postarelle (a fussuni) o a fila (a surcu chinu). È sensibile alla spaccatura infatti tutte le operazioni colturali come semina-raccolta vengono effettuate a mano o con l’ausilio di attrezzatura varia. Forse è questo il reale motivo che ne tempo si è rischiato l’estinzione.

La particolarità di questo legume è contenuta nella granella. Oltre al contenuto proteico che è superiore al 20%, presenta un alto contenuto di antocianina, antiossidante per eccellenza. I piatti tipici che è possibile preparare sono la zuppa e la frascatula (polenta). La zuppa trovava vari usi, come piatto a fine giornata ricco e buono. La frascatula servita a colazione o per cena, definita da tempo come il gusto che non annoia mai, perché anticamente venivano utilizzate le essenze del periodo (calendario di raccolta) come il finocchietto selvatico, fave verdi, pomodori etc. Oggi il consumo si sta evolvendo verso le insalate fredde, vellutata con verdure e verso anche la panella rossa, dal gusto morbido e dolce. Proprio a Cianciana, ogni anno e precisamente il 31 luglio viene celebrata la “sagra del raccolto”, detta anche “mangiata di ciciri e favi”, con la degustazione di grani antichi, e legumi di ogni genere. La sagra, che è un momento di festa particolare per la città, ha il significato più profondo del ringraziamento della popolazione alla Madre Terra per l’abbondanza del raccolto.

Federico Pace, agronomo e ricercatore, insieme alle aziende agricole di Matteo Riggio (azienda capofila), Francesco Cimino, Antonio Giannone, e Caterina D’Angelo, sono i custodi di questo preziosissimo legume che per anni è stato coltivato negli orti di famiglia. La sopravvivenza del cece rosso si deve a questi agricoltori devoti alla terra. Senza di loro, la presenza di questo prezioso legume sarebbe venuta meno ed è grazie all’impegno di questi produttori locali, che negli ultimi anni questo legume è stato recuperato e tornato nuovamente nelle tavole di molti consumatori per regalare, ora come allora, il suo sapore e le sue proprietà. Grazie al loro instancabile lavoro sono arrivati vari riconoscimenti, tra cui il PAT.

Infatti nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 67 del 21-3-2022 – Suppl. Ordinario n. 12, è stato pubblicato il ventiduesimo aggiornamento dell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, (art.12 co.1, della legge 12 dicembre 2016, n. 238), nel quale, nella tipologia “prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati” n. 55, è stato inserito il “Cece rosso di Cianciana – Ciciru russu di Cianciana”. Finalmente Cianciana si riappropria, grazie ai suoi contadini custodi, del dimenticato genotipo locale anticamente conosciuto come “Cece rosso”.  































giovedì 16 ottobre 2025

Secondo rapporto sulla povertà alimentare e gli adolescenti

 

  Il malessere invisibile di non poter scegliere. Quest’anno il lavoro si è focalizzato sugli adolescenti e sulla loro esperienza di povertà alimentare.

 


Il report anticipa i primi risultati di un progetto di ricerca che stiamo portando avanti con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Milano e Percorsi di Secondo Welfare (DisPARI - Disentangling Inequality and Food Poverty amongst Adolescents: Concepts, Measures and Local Action Strategies).  Il progetto ha l’obiettivo di studiare la povertà alimentare tra gli adolescenti per sviluppare nuove metriche e strumenti di misurazione, approcci di risposta e politiche di contrasto. Il rapporto contiene anche un capitolo introduttivo che riflette sull’evoluzione concettuale del termine povertà/insicurezza alimentare e un’analisi conclusiva sullo stato del sistema degli aiuti alimentari istituzionali in Italia.

 

Accanto al rapporto, quest’anno hanno pubblicato anche i risultati di un’indagine demoscopica realizzata con Webboh Lab per esplorare le rappresentazioni che ragazze e ragazzi hanno della povertà alimentare e le richieste che avanzano sul tema. Il campione è composto da 2.220 adolescenti, rappresentativi di circa 3,5 milioni di giovani in Italia. I risultati sono particolarmente interessanti: emergono rappresentazioni complesse e coerenti con quanto osservato anche nell’indagine qualitativa, ma soprattutto si evidenzia con chiarezza come le richieste di cambiamento siano richieste di politiche e di giustizia sociale, non semplicemente di aiuti materiali.

lunedì 13 ottobre 2025

Nasce la Banca del GeniusLoci DeCo

                                                                                                                                             NinoSutera
 

 Banca del GeniusLoci  DeCo

 è un'iniziativa della Rete Nazionale dei Borghi  DeCo

L’obiettivo  del percorso  punta sul fascino della fascia tricolore, attraverso  la De.Co. (Denominazione Comunale) un atto politico nelle prerogative del Sindaco per valorizzare l’immenso patrimonio materiale  del giacimento ElaioEnoGastronomico  ed immateriale del  territorio amministrato .

Il Direttore della Banca è infatti proprio il Sindaco con la collaborazione dei chef, giornalisti, scrittori, custodi e ambasciatori, leader&leader, associazioni del territorio, e attori economici del territorio amministrato




Il termine genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito, l’anima di un luogo e caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali, culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione oltre all’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia.Il “Genius Loci” è definito da Luigi Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima e cultura produttiva.


La Banca del GeniusLoci nasce da un bisogno profondo: quello di non perdere ciò che ci rende unici. In un tempo in cui tutto sembra scorrere troppo in fretta, in cui i luoghi rischiano di assomigliarsi e le storie di confondersi, la comunità sceglie di fermarsi e di ascoltare. Ascoltare le voci che vengono da lontano, i racconti che hanno attraversato generazioni, i gesti che hanno costruito il carattere di un territorio. È da questo ascolto che prende forma la Banca del GeniusLoci, un luogo che non conserva soltanto ricordi, ma custodisce l’anima stessa di un borgo.



All’interno della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co.,(format registrato a tutela della proprietà intellettuale) questa Banca diventa un cuore pulsante, un nodo di una trama più grande che unisce comunità diverse, ognuna con il proprio respiro, la propria luce, la propria storia. Ogni borgo porta con sé un frammento di identità, e insieme questi frammenti compongono un mosaico straordinario: l’Italia dei luoghi veri, delle tradizioni vive, delle memorie che non vogliono essere dimenticate. La Banca del GeniusLoci è il modo in cui il borgo— come tanti altri borghi — sceglie di raccontarsi, di riconoscersi, di ritrovarsi.



La sua forza non sta solo nella raccolta delle memorie, ma nella capacità di trasformarle. Una fotografia ingiallita diventa un racconto; una voce registrata diventa un podcast; un ricordo diventa un percorso narrativo che attraversa vigne, strade, piazze, case. La memoria non è più un oggetto fragile da proteggere, ma una materia viva da condividere. È un ponte tra chi c’era e chi verrà, tra chi ha vissuto un’epoca e chi la scoprirà attraverso le parole degli altri.

In questo processo, la Banca del GeniusLoci diventa un luogo di incontro. Un luogo dove le generazioni si parlano, dove i giovani scoprono il valore delle storie dei loro nonni, dove gli anziani ritrovano dignità e ascolto, dove le famiglie riconoscono radici comuni. È un luogo che appartiene a tutti, perché tutti hanno qualcosa da donare: una foto, un ricordo, un aneddoto, un oggetto che ha attraversato il tempo. Ogni contributo è un atto d’amore verso il proprio territorio.

La Banca del GeniusLoci è anche un atto di resistenza culturale. Resistenza contro l’omologazione, contro la perdita di identità, contro l’idea che i piccoli borghi siano destinati a scomparire. È un modo per dire che il borgo — come tanti altri luoghi — ha una storia che merita di essere raccontata, una voce che merita di essere ascoltata, un futuro che merita di essere costruito. È un invito a guardare il territorio con occhi nuovi, a scoprire la bellezza nascosta nei dettagli, nei gesti, nei silenzi.



All’interno della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., la Banca diventa un esempio, un modello, un contributo prezioso a un progetto più grande: quello di costruire un’Italia che non dimentica, che valorizza le proprie differenze, che fa della memoria un motore di sviluppo. Ogni borgo porta la sua storia, e insieme queste storie diventano un patrimonio comune, un’eredità da proteggere e da condividere.

La Banca del GeniusLoci non è un progetto amministrativo: è un atto di comunità. È un modo per dire che il passato non è un peso, ma una radice; che il presente non è un passaggio, ma un’occasione; che il futuro non è un’incognita, ma una promessa. È un invito a partecipare, a contribuire, a sentirsi parte di un racconto che appartiene a tutti.





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