domenica 7 giugno 2015

Inycon 2015 dedica uno spazio a Luigi Veronelli ideologo delle De.Co.

ntornatore

 Nei giorni della XX° manifestazione di Inycon   è stato intitolato il piazzale antistante alla Soat di Menfi a    Luigi Veronelli, che ideò le De.Co.  
L'iniziativa adottata  dall'Amministrazione comunale di Menfi, è stata proposta dalla Libera Università Rurale  dei Saperi & dei Sapori Onlus e della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo




La cerimonia è stata presenziata dall'Assessore all'Agricoltura Dott.ssa Carmen Amico (in rappresentanza del Sindaco, e rappresenta una tappa del percorso della De.Co adottato dal Comune di Menfi.
Menfi è il secondo comune in Sicilia e il quinto in Italia che ricorda con un intitolazione Veronelli, figura centrale nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico italiano. Antesignano di espressioni e punti di vista che poi sono entrati nell'uso comune e protagonista di caparbie battaglie per la preservazione delle diversità nel campo della produzione agricola e alimentare, attraverso la creazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali), le battaglie a fianco delle amministrazioni locali, l'appoggio ai produttori al dettaglio.
 




 Luigi  Veronelli,  ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la  via per l'affermazione dei territori. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori.
L’eredità di Luigi Veronelli arriva anche  ai nostri giorni,  sulla citazione "sono un contadino che per errore ha fatto il giornalista",  Veronelli ha creato la figura del gastronomo moderno. Oggi,   combatterebbe contro gli organismi geneticamente modificati, l’agricoltura intensiva, il disprezzo verso i piccoli produttori, l’oblio che scorre sulla civiltà contadina
 Nel suo corretto impianto, la DeCo non è una certificazione di qualità   (come DOP o IGP ect),e pertanto inopportuno utilizzare gli strumenti dei marchi (Disciplinare-regolamenti- ect peraltro più volte censurate dal MIPAF dall'UE e anche dal buon senso)  più correttamente si può definire un percorso culturale che si basa su quattro pilastri: storicità, unicità e condivisione comunitaria, e a burocrazia zero Il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co. interpreta questo modello in chiave evolutiva, configurandosi come laboratorio culturale volto a recuperare e valorizzare l’identità locale in risposta ai processi di omologazione globale  Ci sono borghi in cui basta un passo, un profumo, un suono, per comprendere che si sta entrando in un mondo a parte. Non serve una targa, né un marchio: è il luogo stesso a parlare.

È come se, tra le pietre delle case, nelle curve dei campi o nel gesto lento di una massaia, si muovesse un antico custode invisibile, un respiro, uno spirito.
I latini lo chiamavano Genius Loci: la presenza silenziosa che abita ogni luogo e lo rende unico, irripetibile.

Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co. nasce da questo respiro.
Non è un progetto, né una certificazione: è un racconto collettivo, un modo di guardare ai territori che mette al centro l’intreccio profondo tra persone, paesaggio, storia e memoria.
È il tentativo – coraggioso e necessario – di riportare il senso nel fare, la verità nella narrazione, l’identità nella cura quotidiana dei luoghi.

 

Ogni borgo riconosciuto come GeniusLoci DeCo custodisce un equilibrio fragile e prezioso, che si regge su cinque pilastri — le cinque “T”:

  • Territorio, inteso come paesaggio vissuto, narrato, modellato nel tempo.

  • Tradizioni, che non sono folklore ma memoria operativa.

  • Tipicità, intesa come specificità profonda, non riproducibile altrove.

  • Tracciabilità, che è racconto, non burocrazia.

  • Trasparenza, come patto di fiducia tra comunità e visitatori.

Questi elementi non sono criteri tecnici, ma tracce narrative, fili di un romanzo comunitario che continua a essere scritto generazione dopo generazione.


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