lunedì 15 gennaio 2024

Sicilia, Regione europea della gastronomia 2025

 Il cibo eccellente, la custodia di sapori e tradizioni, in paesaggi mozzafiato che custodiscono monumenti patrimonio dell’umanità, hanno portato quest’anno alla Sicilia il titolo di Regione europea della gastronomia 2025



Il cibo eccellente, la custodia di sapori e tradizioni, in paesaggi mozzafiato che custodiscono monumenti patrimonio dell’umanità, hanno portato quest’anno alla Sicilia il titolo di Regione europea della gastronomia 2025. Il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Igcat, International institute of gastronomy, culture, arts and tourism, è il primo che arriva in Italia.

Il prestigioso riconoscimento di Sicilia Regione europea della gastronomia 2025 è il frutto di un lavoro della Regione e dell’assessorato regionale dell’Agricoltura iniziato nel corso del 2023 al dipartimento dell’Agricoltura guidato dal dirigente generale Dario Cartabellotta, con la collaborazione del Consorzio Dos Sicilia (Denominazione di origine siciliana), del Consorzio di tutela dei Vini della Doc Sicilia, del Consorzio del cioccolato di Modica e di una rappresentanza di istituti alberghieri del territorio che hanno curato il dossier esaminato dall’Igcat.  

“Il titolo di Regione europea della gastronomia 2025 è un riconoscimento alla Sicilia e alla Sicilia che produce qualità – ha dichiarato il dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta -. Il risultato ottenuto, infatti, coinvolge il mondo della produzione, della trasformazione, della ristorazione e dell’accoglienza e un plauso va a tutte queste realtà. Oggi abbiamo la possibilità di proiettarci nel 2025 tenendo conto anche che l’export agroalimentare è in crescita del 6%. Per la Sicilia questo titolo ha una doppia valenza, sia produttiva per l’agricoltura, sia per ill turismo in modo da poter continuare a crescere in termini di reddito e occupazione”.

I motivi della scelta: “La Sicilia esempio per le altre regioni”

L’Igcat è un Istituito che, attraverso una rete mondiale di esperti, promuove le comunità regionali che sviluppano strategie di turismo e di sviluppo del territorio in modo sostenibile attraverso il cibo, la cultura, l’arte e i beni naturali per salvaguardare la salute dell’uomo e il benessere del pianeta. La giuria, dopo avere esaminato il fascicolo sulla Sicilia, ha visitato la regione per valutarne le capacità ad ospitare le manifestazioni che sono legate al riconoscimento internazionale. Il tour della delegazione Igcat, iniziato lo scorso 4 settembre tra le province della Sicilia, ha visitato anche due dei maggiori parchi archeologici dell’area occidentale: la Valle dei templi di Agrigento e Selinunte. Inoltre, si sono tenuti incontri con oltre 70 operatori dell’agroalimentare, con l’Università nell’ambito della ricerca e dell’innovazione e con altre associazioni che valorizzano il patrimonio enogastronomico dell’Isola.

“Il pluralismo delle culture, la bellezza della natura e la qualità dei prodotti rendono la Sicilia una delle destinazioni gastronomiche più interessanti – ha dichiarato Diane Dodd, presidente dell’Igcat -. La giuria è rimasta colpita dall’approccio sostenibile all’agricoltura, orientata alla protezione delle specie e alla produzione alimentare tradizionale, e caratterizzata da un’attenzione per la natura, la cultura, l’artigianato e il benessere dei cittadini locali. In particolare, la giuria ha riconosciuto numerosi esempi di buone pratiche che altre regioni potrebbero importare. dal metodo di collaborazione messo in campo da diverse realtà del settore agricolo siciliano”.

L’agricoltura elemento fondante della storia siciliana

La Sicilia eletta regina d’Europa 2025 in ambito gastronomico è anche il frutto di un impegno costante che da anni porta avanti l’assessorato regionale all’Agricoltura con gli investimenti destinati alle imprese attraverso i fondi del PSR e con i bandi attraverso le misure inserite nel Complemento per lo Sviluppo Rurale della Regione Siciliana al Piano Strategico PAC 2023-2027.

L’amministrazione regionale ritiene, infatti, l’agricoltura uno degli elementi fondanti della storia siciliana e si pone l’obiettivo di contribuire alla crescita del valore delle produzioni locali nell’ambito delle strategie di sviluppo sostenibile dei sistemi agricoli e delle aree rurali da attuare con i fondi comunitari destinati a tale scopo.  

 

sabato 13 gennaio 2024

Nuovo presidente e CdG per la Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria dal Barocco al Liberty

 

 

È l’enologo Marco Parisi il nuovo presidente della Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria dal Barocco al Liberty. Vicepresidente Andrea Annino. I due produttori guideranno insieme l’importante associazione di promozione turistica del territorio con un rinnovato comitato di gestione. Molti i progetti in cantiere.

 


 La Strada del Vino del Cerasuolo di Vittoria dal Barocco al Liberty inizia il 2024 con tanti propositi ed una veste organizzativa nuova. È stato infatti eletto il nuovo Comitato di Gestione della Strada che per il prossimo triennio sarà guidato da Marco Parisi, enologo di Feudi del Pisciotto, in qualità di presidente dell’associazione, e da Andrea Annino di Tenuta Valle delle Ferle, vicepresidente.

A far parte del nuovo Comitato di Gestione sono Rosario Giudice (Cantina HORUS) eletto tesoriere della Strada, Gaetana Jacono (Valle dell’Acate) che ricoprirà il ruolo di segretaria della Strada, Giusto Occhipinti (azienda COS), Valentina Nicosia (Tenute Senia), Maria Antonella Arangio Mazza Corallo (B&B Casa di Antonella) e Paolo Gatto (Frantoio Gatto).

«Sono onorato di questo nuovo incarico e ringrazio i soci per avermi scelto – dichiara Marco Parisi, neopresidente della Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria-. Il lavoro che intraprenderemo in questi tre anni servirà a dare un nuovo slancio all’associazione. Realizzeremo diverse attività di promozione che avranno lo scopo di valorizzare il nostro territorio e le sue eccellenze. La strada del vino, in questo contesto, svolgerà un ruolo cruciale nel mettere insieme tante realtà imprenditoriali diverse ma che hanno come unico obiettivo la cura e la valorizzazione del nostro magnifico territorio».

L’associazione che conta oltre 50 associati tra cantine, alberghi, ristoranti, produttori ed enti locali, si propone di offrire un sistema integrato di offerte turistiche per gli amanti del buon bere che si snodano lungo un percorso all’interno del quale si collocano luoghi suggestivi ricchi di fascino, arte e tradizioni millenarie, posti che raccontano l’arte sapiente della produzione del vino come le cantine, ma anche attività imprenditoriali collegate come ristoranti, alberghi, agriturismi, enoteche, ecc.

Tanti i progetti in cantiere per il prossimo triennio a partire dalle attività previste nell’ambito del progetto di promozione turistica del territorio presentato al GAL Valli del Golfo e che sarà portato avanti dall’ATS di cui la Strada è capofila. E poi degustazioni guidate di vino, olio e altri prodotti che costellano il territorio ibleo e partecipazioni ad eventi sul territorio siciliano. Si può restare aggiornati sulle attività della Strada del Vino del Cerasuolo di Vittoria seguendo il sito web www.stradadelvinocerasuolodivittoria.it ed i canali social ufficiali.

 

giovedì 4 gennaio 2024

lu Cucciddatu, un prodotto identitario

 Partanna, domani presentazione del libro sulla storia de “lu Cucciddatu”, ore 18:00 presso l’ex Monastero delle Benedettine

Anna Scovazzo, profonda conoscitrice dei luoghi degli usi e costumi di questo lembo del Belìce, sarà insignita del prestigioso riconoscimento di Custode dell’Identità Territoriale,  in occasione della sua presentazione della pubblicazione “lu Cucciddatu” con la prefazione di Nino Sutera Coordinatore Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co. in programma il domani 5 gennaio a Partanna.


“Mantenere vivo il fuoco che brucia vispo nei solchi lasciati dalle vite di chi abita questa terra, e alimentarlo con storie evocative ed emozioni travolgenti”.

Con queste parole, Gustav Mahler, compositore e direttore d’orchestra austriaco del periodo tardo-romantico, definiva il concetto di tradizione.

“Tradizione – sosteneva – non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco, e omaggiarla non è chinare il capo al passato o lasciare alle ceneri del ricordo il compito di portare fino a noi le immagini di un tempo ormai andato”.

Una visione precisa, che ben si adatta all’azione  del “Borgo Genius Loci De.Co.” afferma Nino Sutera

 Nel caso di Partanna il tutto è avvenuto a seguito dell’adozione, da parte dell’amministrazione comunale   del percorso “Borgo Genius Loci De.Co.” della Libera Università Rurale, con apposita delibera della Giunta municipale nel 2014, che mette al centro il territorio.

  Il riconoscimento, dunque, è destinato a chi non solo promuove la tradizione dei territori in chiave identitaria, ma anche ai soggetti che mettono in atto un’efficace comunicazione del patrimonio enogastronomico autoctono.

Si tratta di un’azione prioritaria, che consente alle varie realtà territoriali di acquisire maggiore incisività anche sotto il profilo turistico e nei confronti del visitatore o del viaggiatore.

Questi ultimi, infatti, ritrovano nel cibo un insieme di valori, anche di carattere identitario, appunto.

Come spiega lo stesso Nino Sutera, non a caso, al francese “terroir“, si preferisce il latino “Genius Loci” e non si tratta soltanto di una precisazione di ordine linguistico o terminologico.

La seconda espressione, infatti, indica un equilibrio di forze e di energie che connota un luogo ben definito e una memoria irripetibile, espressa attraverso il legame affettivo verso un luogo d’infanzia o  un ricordo.

Ma anche per un dolce o un piatto che sa di “folklore” e rimanda a una precisa dimensione etno-antropologica.

“L’effetto Genius Loci – precisa Nino Sutera – attiene dunque alla capacità, propria di un territorio, di produrre grazie all’abilità dell’uomo che ne riconosce le specificità, l’unicità e la singolarità”.

In sintesi, il valore.

Al centro, c’è l’esigenza da più parti condivisa, di riappropriarsi dell’identità dei luoghi attraverso le prelibatezze gastronomiche e gli elementi storici e culturali del territorio.

“Ma il processo va anche e soprattutto inteso – avverte Nino Sutera –  come narrazione di un frammento di civiltà“.

Ossia quel  “Genius Loci” che   Luigi Veronelli definiva come intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.

Il compito di ciascun “Custode dell’Identità Territoriale”, dunque, è valorizzare i simboli della terra congiuntamente alle bellezze ambientali e alle tradizioni popolari, comunicando e promuovendo il territorio.

 “Il Genius Loci – aggiunge Nino Sutera – è il territorio della memoria, il patrimonio collettivo, il valore più profondo della cultura mediterranea ed europea”.

“L’unico anticorpo che abbiamo – conclude – rispetto alla cultura dell’indefinito  globale”.

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