De.Co. dalla Rete alla sentenza n. 75/2023

 NinoSutera


La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 75 del 2023, ha chiarito in modo netto la natura delle Denominazioni Comunali (De.Co.): non sono strumenti di certificazione tecnica né marchi di mercato, ma atti pubblici volti alla valorizzazione culturale, identitaria e territoriale. La pronuncia sottolinea la necessità di rispettare la ripartizione delle competenze tra Stato, Regioni ed enti locali e di evitare sovrapposizioni con i regimi di tutela agroalimentare (DOP, IGP, STG). Le De.Co. trovano così la loro legittimazione nella funzione di tutela della memoria collettiva e nella promozione della storia e delle pratiche locali.



Radice culturale e matrice veronelliana

Questa lettura restituisce alle De.Co. la prospettiva originaria proposta da Luigi Veronelli: un atto comunitario, leggero e partecipato, pensato per fissare nel presente frammenti di storia materiale e immateriale — ricette, riti, mestieri, saperi — senza trasformarli in prodotti mercificati. La De.Co. diventa un gesto di autodeterminazione culturale: un riconoscimento pubblico che racconta chi è una comunità e cosa custodisce.



La Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co.

La Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co., nata per recuperare e diffondere questa impostazione, opera come piattaforma di connessione tra borghi che intendono valorizzare il proprio Genius Loci — lo spirito del luogo — attraverso pratiche condivise. Il progetto privilegia la narrazione partecipata, la custodia collettiva dei patrimoni immateriali e la messa in rete dei saperi locali, offrendo strumenti snelli per far emergere storie senza appesantirle con burocrazia o logiche commerciali.

Missione della Rete

Missione: promuovere la tutela e la trasmissione delle identità locali come risorsa culturale e sociale, rafforzando la capacità delle comunità di raccontarsi e di prendersi cura del proprio patrimonio immateriale.

  • Custodia partecipata: attivare processi inclusivi che coinvolgano cittadini, associazioni, scuole e amministrazioni nella raccolta e nella conservazione di memorie, pratiche e saperi.

  • Racconto condiviso: costruire narrazioni che mettano in luce relazioni tra persone, luoghi e pratiche, trasformando la conoscenza locale in patrimonio accessibile.

  • Sostegno alla resilienza territoriale: favorire iniziative che rafforzino il tessuto sociale e la capacità dei borghi di rigenerarsi senza cedere all’omologazione commerciale.

  • Formazione e scambio: offrire percorsi formativi e piattaforme di scambio per valorizzare competenze artigiane, gastronomiche e culturali.



Visione della Rete

Visione: una rete diffusa di borghi che, attraverso la De.Co. intesa come atto culturale, costruisce un modello di sviluppo locale fondato sulla memoria, sulla partecipazione e sulla cura del territorio.

  • Identità come bene comune: considerare l’identità locale non come risorsa da sfruttare, ma come patrimonio collettivo da proteggere e rigenerare.

  • Economia della cura: promuovere forme di sviluppo che valorizzino relazioni e pratiche locali, generando valore sociale prima che commerciale.

  • Rete come infrastruttura culturale: trasformare la connessione tra borghi in una infrastruttura di conoscenza, capace di moltiplicare esperienze, progetti e buone pratiche.

  • Futuro sostenibile e inclusivo: immaginare borghi vivi, attrattivi per chi cerca autenticità e partecipazione, non per chi cerca solo prodotti tipici.

Comunicazione e impegno pratico

La Rete comunica la De.Co. come mappa emotiva: segnala dove si trova una storia, chi la custodisce e perché merita attenzione. Le azioni concrete includono archivi digitali di memorie, percorsi esperienziali, festival tematici, laboratori intergenerazionali e protocolli di collaborazione tra amministrazioni. L’obiettivo è trasformare l’interesse per la tipicità in un incontro con comunità che raccontano il proprio passato e lo rinnovano con pratiche condivise.

Invito all’azione

Difendere la De.Co. significa difendere la capacità delle comunità di parlare di sé. La sentenza n. 75/2023 e il progetto GeniusLoci indicano una strada chiara: usare la De.Co. per tessere relazioni, custodire memorie e costruire un futuro che valorizzi l’unicità dei borghi senza ridurla a etichetta commerciale. La Rete è pronta a sostenere amministrazioni e comunità in questo percorso di cura, narrazione e rigenerazione.



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