Con delibera di giunta comunale è stato adottato nel 2018 l' itinerario articolato in dodici tappe del percorso Borghi DeCo, che prevede la valorizzazione dalle celebri Siringate, dolci identitari amatissimi dalla principessa Giovanna Filangeri, la quale a Santa Margherita di Belice era considerata e trattata come una regina.
Il progetto, coordinato dalla Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, si fonda su un modello che mette al centro cinque elementi chiave:
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Territorio
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Tradizioni
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Tipicità (intese come specificità)
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Tracciabilità
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Trasparenza
Un approccio innovativo, capace di coniugare identità, relazionalità e valorizzazione, da vivere e condividere con la comunità e per la comunità. Il percorso è per amministratori lungimiranti
📌 Approfondimenti:
Il valore del Genius Loci e delle De.Co.
«Il genius loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura mediterranea ed europea, ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell’indefinito globale» – afferma Nino Sutera.
Le De.Co. (Denominazioni Comunali), nate da un’intuizione di Luigi Veronelli, sono strumenti concreti di marketing territoriale e di recupero delle unicità locali. Esse rappresentano non soltanto un prodotto (piatto, dolce, sapere, evento, artigianato), ma un vero e proprio elemento identitario di comunità, capace di attrarre turisti e viaggiatori del gusto (foodies).
«Quando un cibo è ancorato al territorio – ricorda Sutera – non è solo esperienza culinaria ma esperienza totale. Coinvolge tutti i sensi e racconta la storia della comunità che lo ha generato».
Non solo, durante l'ultimo Festival è stato conferito del riconoscimento “Ambasciatrice dell’Identità Territoriale” alla Tavola del Gattopardo, promosso dalla Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., presieduta da Nino Sutera.
Il legame tra il romanzo Il Gattopardo, il Palazzo Filangeri di Cutò e le pietanze identitarie – tra cui le celebri “siringate”, dolci amati dalla principessa Filangeri – rappresenta una testimonianza concreta di come il cibo sia anche cultura, storia e appartenenza.
Siringate: storia e leggenda di un dolce identitario
Il prof. Andrea Randazzo, storico, ha condotto una ricerca sulle origini delle Siringate, dolce simbolo di Santa Margherita di Belice.
La tradizione narra che, con l’arrivo degli Spagnoli nel 1516, la Sicilia conobbe i churros, dolci fritti simili nell’aspetto alle siringate ma diversi negli ingredienti:
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i churros: acqua, farina, burro, uova, zucchero e sale
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le siringate: ricotta, farina, miele, zucchero, uova, cannella e scorza d’arancia
Secondo la memoria popolare, fu la moglie di un pastore del feudo Meccina a sperimentare per prima la ricotta fritta nell’olio bollente, trasformando un alimento povero in un dolce capace di conservarsi per giorni. Nel tempo arricchì la ricetta con altri ingredienti, fino a ottenere la prelibatezza che conosciamo oggi.
La leggenda vuole che un giorno il conte Lucio Mastrogiovanni Tasca, marito della principessa Giovanna Filangeri, dopo una battuta di caccia scoprì per caso le siringate e ne rimase conquistato. La principessa stessa se ne innamorò e cominciò a offrirle nei suoi ricevimenti, diffondendone la fama.
Così, da dolce umile e contadino, le Siringate conquistarono nobili e popolani, diventando simbolo di identità collettiva per la comunità margheritese.
In occasione di Inycon gli Chef Michele Ciaccio e Calogero Abruzzo presenteranno il prodotto simbolo e identitario di SAnta Margherita Belice.



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