martedì 24 giugno 2025

CINEMA CITY 2025 Il cinema nelle piazze VII EDIZIONE

 

 

 

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CINEMA CITY 2025

Il cinema nelle piazze

VII EDIZIONE

DALL’1 AL 7 LUGLIO

Ospiti

(in ordine di programma)

FABIO MOLLO |LUIGI LO CASCIO |PILAR SAAVEDRA

CHIARA AGNELLO|GIUSI CATALDO |ANIELLO ARENA | MARCO SPOLETINI

OSVALDO BARGERO| CARLO LOFORTI

 

***

FRANCESCO PRINCIPE |TINA MONTINARO | FRA MAURO BILETTA

MANFREDI BARBERA| ROBERTO MAGNISI | IRMA CALÒ |

RACHID BERRADI |MARCO MASCELLINO

 

 


PALERMO – Piazza del Parlamento, Palazzo dei Normanni

Ingresso gratuito

 

Cinema City la rassegna dell’estate palermitana dedicata ai grandi film del nostro tempo e ai suoi protagonisti, ritorna dall’1 al 7 luglio per trasformare ancora una volta la piazza del Parlamento in un grande cinema all’aperto, accessibile a tutti, libero e gratuito.

La settima edizione del festival continua sul percorso tracciato in questi anni con la direzione artistica di Carmelo Galati e l’organizzazione di WILDER - e i sostegni di Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo, Assessorato regionale dell’agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea.

Città metropolitana di Palermo, Fondazione Federico II, Fondazione Sicilia, Sispi - richiamando attorno al grande schermo en plein air nel cuore del centro storico, registi, attori, produttori e le immancabili maestranze del cinema a cui il festival dedica un premio, ma anche personaggi del mondo della cultura, dell’imprenditoria siciliana e del terzo settore. Mettendo in rete istituzioni e realtà importanti del tessuto culturale cittadino, senza mai dimenticare l’impegno sociale da sempre centrale nel progetto, anche grazie alla sinergia con i comitati, le associazioni culturali e presidi sociali attivi a livello nazionale e locale come WIFTMI, Women in Film, Television & Media Italia, Plastic Free Onlus, Metropolitree,  CONI, e le Associazioni Partecipalermo, ViviSano Onlus, Asd Atletica Berradi 091, Associazione Comunità di Danisinni ETS, il Centro Antiviolenza “Lia Pipitone” che collaborano ad alcune delle serate del programma.

Mentre si rinnova la partnership con Rai Cinema Channel, main media partner della rassegna fin dalla prima edizione.

Un format, quello di Cinema City, che ha reso la rassegna un appuntamento unico, atteso e apprezzato dalla città, come il successo dell’ultima edizione con oltre 5mila le persone, conferma.

 

Su questa scia, Cinema City 2025 invita quest’anno l’attore e regista palermitano di teatro e cinema Luigi Lo Cascio, Fabio Mollo, regista, produttore, scrittore, sceneggiatore, la produttrice Pilar Saavedra Perrotta, la casting director palermitana Chiara Agnello, l’attore Aniello Arena, i noti montatori Marco Spoletini e Osvaldo Bargero, Carlo Loforti, co-fondatore e direttore creativo della casa di produzione indipendente con sede a Palermo Just Marìa. E ancora: Tina Montinaro, attivista, vedova di Antonio Montinaro, caposcorta di Falcone, Francesco Principe, Comandante Militare dell’Esercito in Sicilia, Fratel Mauro Billetta della comunità Danisinni, Rachid Berradi,  olimpionico fondatore di Asd Atletica Berradi091, Irma Calò, Vice Presidente di Vivi Sano Onlus, Marco Mascellino, Capo di gabinetto vicario presso Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, Manfredi Barbera, amministratore delegato della Manfredi Barbera e figli SPA, e Roberto Magnisi direttore generale di Duca di Salaparuta, in un disegno della rassegna che punta a offrire un orizzonte culturale ampio e variegato, ma anche un palcoscenico alle eccellenze siciliane, celebrando anche la Sicilia Regione Europea della Gastronomia 2025- l’importante riconoscimento assegnato dall’Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arti e Turismo (IGCAT) all’ultimo Vinitaly, con un appuntamento speciale realizzato in collaborazione con Premiati Oleifici Barbera e Duca di Salaparuta e con il sostegno dell’Assessorato dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea. “Questa iniziativa e’ finanziata dall’Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

 

 

Come da consuetudine della rassegna, la scelta dei lungometraggi proposti spazia tra i successi degli ultimi anni con la precisa volontà di stimolare una riflessione collettiva sulle urgenze del nostro presente; dalla tutela dell’ambiente alla violenza di genere, dalla lotta alla povertà all’impegno per le disabilita, viste da una prospettiva fortemente inclusiva. E si arricchisce il programma dei cortometraggi per sostenere e valorizzare anche il cinema breve, grazie alla partnership con Rai Cinema Channel che porta al festival una selezione di pluripremiati corti tra i quali: L'ultimo spegne la luce di Tommaso Santambrogio, con Valentina Bellè, Premio David di Donatello Miglior Cortometraggio 2025, Premio SIC (Settimana Internazionale della Critica) Venezia 2021, premio Luigi de Laurentis il Leone del Futuro; A domani, di Emanuele Vicorito, - tra gli altri, Premio Rai Cinema, Premio Speciale Nastro d’Argento, Premio Cortinametraggio; Marcello di Maurizio Lombardi con Francesco Gheghi, vincitore del Corto d'Argento 2025 e selezionato anche ai Premi David di Donatello 2025; Marabu', di Juan Pablo Etcheverry e Fabio Teriaca con le musiche di Sergio Cammariere, Premio Rai Cinema Channel al Social World film festival 2024, Miglior Corto d'animazione al XVIII Festival TSN, e selezione Premi David di Donatello 2025.

 

Tra i film in cartellone: Il padre d’Italia di Fabio Mollo, (1 luglio), Delta di Michele Vannucci (2 luglio), Io e il Secco di Gianluca Santoni (3 luglio), La kriptonite nella borsa di Ivan Cotroneo (4 luglio), Reality di Matteo Garrone (5 luglio), e come da consuetudine della rassegna il film d’animazione dedicato ai più piccoli, che in questa edizione è Toy Story di John Lasseter (6 luglio).  Completano il programma i documentari La teoria dei contrasti realizzato da Just Maria Films e prodotto da Duca di Salaparuta per i 200 anni dell’azienda, dedicato al terroir culturale della costa tra Bagheria, Aspra, Mongerbino e Casteldaccia, e Olio di famiglia di Daniele De Luca, dedicato ai 130 dell’oleificio Barbera; e i cortometraggi Ha Toccato!di Giusi Cataldo, vincitore del primo premio di sceneggiatura ‘Nuovo Imaie’ e del premio come “migliore corto” dell’Atena Nike festival, e Appunti sugli uomini di Chiara Guastella, selezionato dal Centro Sperimentale di cinematografia di Palermo tra i migliori lavori dei suoi allievi.

 

Ritornano infine il Premio Cinema City alla Carriera che va a Osvaldo Bargero tra i più̀ stimati montatori del cinema  italiano, e il Premio Cinema City che la manifestazione dedica ogni anno alle maestranze della grande e affascinante “macchina” del cinema, quest’anno sarà̀ consegnato a Chiara Agnello casting director per il cinema italiano e per le serie tv più importanti trasmesse dalle reti nazionali e dai maggiori broadcaster, come Il cacciatore (2018), Il regista di matrimoni (2006) e Prova Contraria (2016). 

 

 

DICHIARAZIONI

La Fondazione Federico sostiene la cultura e trova ideali i progetti che aggiungono anche un valore sociale. Cinema City, infatti, è diventato ormai un progetto culturale e sociale consolidato e noi vogliamo sostenerlo e accompagnarlo. Siamo orgogliosi che si svolga in Piazza del Parlamento, con lo sfondo di Palazzo Reale, Patrimonio mondiale dell'Unesco. Siamo certi che ancora una volta il pubblico apprezzerà una selezione cinematografica di qualità che metta sempre in luce modelli positivi, in contrapposizione a certi esempi proposti alle nuove generazioni da alcune serie.

Gaetano Galvagno, Presidente Fondazione Federico II

 

Cinema City è un’occasione straordinaria per vivere la bellezza del cinema in piazza, nel cuore della nostra città. Un’iniziativa che unisce cultura, socialità, riflessione e inclusione, offrendo gratuitamente a tutti l’emozione del grande schermo. Siamo orgogliosi, come Città Metropolitana di Palermo, di sostenere questa rassegna che valorizza i nostri spazi e promuove la partecipazione attiva dei cittadini e di questo ringrazio l’organizzazione e la direzione artistica di questa iniziativa.

Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo

 

Anche quest’anno abbiamo voluto costruire una rassegna che, come da tradizione, propone un viaggio attraverso i diversi generi dell’opera filmica: dal documentario al film drammatico, dal cinema d’autore più impegnato fino alla commedia. Un programma variegato, pensato con la giusta attenzione ai temi affrontati dalle opere selezionate, per offrire uno sguardo attento e consapevole sulla contemporaneità. Abbiamo inoltre scelto di dare spazio e visibilità anche a film poco visti e ad autori emergenti o ancora poco conosciuti, perché crediamo sia fondamentale sostenere nuove prospettive e incoraggiare le voci più originali del panorama cinematografico attuale.

Carmelo Galati, direttore artistico Cinema City

 

Cinema City è organizzato da WILDER 

Con il sostegno di Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo, Assessorato regionale dell’agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea ,Città metropolitana di Palermo, Fondazione Federico II, Fondazione Sicilia, Sispi.

Con il patrocinio di: Università degli Studi di Palermo, SIAE

Official Sponsor: ANCE Palermo, Duca di Salaparuta, Premiati Oleifici Barbera, Mangia’s Resort.

Main Media Partner: Rai Cinema Channel; media Partner: Centro Sperimentale di Cinematografia, Sicilia; local media partner: Palermo Today, Radio in 102.

Exclusive outdoor media partner: Alessi pubblicità. Sponsor: AMG GAS LUCE, Ecol Sea

Rental partner SRC; sustainable mobility partner: MUV.

Social partner: Plastic Free, Metropolitree, Partecipalermo, Vivi Sano Onlus.

Partner: Sicily Music Conference, NH Palermo, Guccione Viaggi, Palermo Mediterranea, utopia, Forshow, Santamarina Bistrot


PROGRAMMA

 

Martedì 1 luglio

UN FIGLIO di Carmen Giardina
corto in collaborazione con Rai Cinema Channel
IL PADRE D’ITALIA
di Fabio Mollo
ospiti il regista Fabio Mollo e Tina Montinaro
serata in collaborazione con Associazione Partecipalermo

 

Mercoledì 2 luglio

MARCELLO di Maurizio Lombardi; corto in collaborazione con Rai Cinema Channel
DELTA
di Michele Vannucci
ospite l
ʼattore Luigi Lo Cascio
serata in collaborazione con Plasticfree e Metropolitree

 

Giovedì 3 luglio

A DOMANI di Emanuele Vicorito
corto in collaborazione con Rai Cinema Channel

IO E IL SECCO di Gianluca Santoni
ospite la produttrice Pilar Saavedra Perrotta; consegna del Premio Cinema City alla casting director Chiara Agnello,

Serata in collaborazione con Women in Film, Television & Media Italia e il Centro Antiviolenza “Lia Pipitone”

 

Venerdì 4 luglio

HA TOCCATO! di Giusi Cataldo
LA KRYPTONITE NELLA BORSA
di Ivan Cotroneo
serata in collaborazione con Associazione VIVI SANO Onlus
ospiti la regista Giusi Cataldo e la Dott.ssa Irma Calò, VIVI SANO Onlus

 

Sabato 5 luglio

APPUNTI SUGLI UOMINI di Chiara Guastella
corto in collaborazione con CSC Sede Sicilia
REALITY
di Matteo Garrone
ospiti l’attore Aniello Arena, il montatore Marco Spoletini consegna Premio Cinema City alla carriera al montatore Osvaldo Bargero

 

Domenica 6 luglio

MARABÙ di Juan Pablo Etcheverry Ciancio

corto in collaborazione con Rai Cinema Channel

TOY STORY di John Lasseter

serata in collaborazione con Associazione Danisinni, ASD Atletica Berradi e CONI

ospiti Fra Mauro Biletta, Rachid Berradi

 

Lunedì 7 luglio

L’ULTIMO SPEGNE LA LUCE di Tommaso Santambrogio

corto in collaborazione con Rai Cinema Channel

OLIO DI FAMIGLIA di Daniele De Luca

LA TEORIA DEI CONTRASTI di Carlo Loforti

serata in collaborazione con Premiati Oleifici Barbera e Duca di Salaparuta e sostenuta dallʼAssessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea

ospiti: Gen.B. Francesco Principe Comandante Militare dell’Esercito in Sicilia, Manfredi Barbera, Roberto Magnisi, il regista Carlo Loforti, il c.d.g. vicario Marco Mascellino

 

 

 

 

 

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audizione pubblica “Aidone Borgo GeniusLoci De.Co.

                                                                                  Daniela  Romani

Il prossimo sabato 28 giugno, la cittadina di Aidone sarà protagonista di un importante evento culturale dedicato alla valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni enogastronomiche. Si svolgerà infatti l’audizione pubblica     “Aidone Borgo GeniusLoci De.Co.”, un percorso innovativo che mira a salvaguardare e promuovere le peculiarità locali in un’epoca di crescente globalizzazione.




Un evento per celebrare l’identità territoriale

L’iniziativa vedrà la partecipazione del Sindaco di Aidone Annamaria Raccuglia, l’Assessore Guglielmo Cultreri, l’Agronomo Dario D’Angelo e Nino Sutera della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co. L’evento sarà moderato da Anna Martano, scrittrice specializzata in enogastronomia.

Il momento culminante della giornata sarà la cerimonia di consegna del riconoscimento “Custode dell’Identità Territoriale” al Sindaco della città, un riconoscimento che premia la capacità di preservare e tramandare il GeniusLoci del territorio.

La filosofia del progetto GeniusLoci De.Co.

Come spiega Nino Sutera, il percorso “Borghi GeniusLoci De.Co.” nasce dalla necessità di salvaguardare il “locale” di fronte al fenomeno della globalizzazione, che tende a omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l’essenza stessa di un territorio, comprendendo le immagini, i colori, i sapori e i profumi che caratterizzano i paesaggi locali.

Il progetto punta a incrementare il turismo enogastronomico valorizzando la tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali. Non si tratta semplicemente di soddisfare l’appetito, ma di “raccontare” attraverso il cibo la cultura, i valori e le tradizioni di un territorio.

La Denominazione Comunale come strumento di valorizzazione

La Denominazione Comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” rappresenta un atto politico strategico che presuppone una conoscenza approfondita del passato, un’analisi del presente e una progettualità orientata al futuro. L’obiettivo è quello di sviluppare un turismo enogastronomico consapevole che possa costituire una vera opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specialmente per le piccole comunità rurali.

Il Comune di Aidone ha già formalmente adottato questo percorso attraverso una delibera di giunta, dimostrando l’impegno dell’amministrazione locale nella valorizzazione dell’identità territoriale.

Un modello innovativo in 12 passaggi

Il format GeniusLoci De.Co., adottata da circa 200 comuni, ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, si articola in un percorso culturale composto da 12 steps, di cui l’audizione pubblica rappresenta uno dei momenti fondamentali. Il modello si basa su cinque elementi essenziali: Territorio, Tradizioni, Tipicità, Tracciabilità e Trasparenza.

Come sottolineava il compianto Luigi Veronelli, grande enologo e gastronomo, il genius loci rappresenta “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Un concetto che si traduce nella pratica: “il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto”.

Verso un turismo del gusto consapevole

L’iniziativa si rivolge ai cosiddetti “viaggiatori del gusto”, turisti intelligenti e colti che ricercano non solo la qualità gastronomica, ma anche il profondo legame tra cibo e territorio. La bellezza del paesaggio, gli insediamenti storici e la ricchezza naturale di Aidone offrono elementi attrattivi unici, capaci di affascinare chi è alla ricerca di esperienze autentiche.

Il progetto “Borghi GeniusLoci De.Co.” rappresenta così una strategia culturale innovativa per la difesa delle peculiarità territoriali, dove l’unicità dell’identità locale diventa l’arma vincente contro l’omologazione globale. Un percorso che non solo preserva le tradizioni, ma le trasforma in opportunità concrete di sviluppo economico e culturale per il territorio.

                                








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lunedì 23 giugno 2025

La cicerchia “alternativa”

 

Anna Martano

           Considerate le straordinarie proprietà nutrizionali della cicerchia e la versatilità della sua farina, è possibile portarla in tavola con modalità diverse da quelle storico-tradizionali. Qualche idea?

La cicerchia ben lessata, scolata e frullata con olio evo, succo di limone, pasta tahine, menta, peperoncino e un pizzico di sale diventa un hummus alternativo a quello tipico mediorientale, che prevede i ceci, da gustare con tartine o bruschette per un aperitivo sano e goloso.

La semplice frascatula, condita con olio evo, sale, pepe nero, menta sminuzzata e scorza di limone grattugiata è la base ideale sulla quale adagiare del polpo grigliato in un connubio mare e terra che equilibra gusto e benessere.

Ancora: che ne dite di una frascutula versione estiva da cuocersi nella minestra di “cucuzza longa” o di “tenerumi” con cipolla, pomodorini, peperoncino fresco e basilico?

La farina di cicerchia si trasforma in gustose crepes sia in impasto consueto, con uova e latte, che impastata semplicemente con acqua e olio evo; farcitura? Spinaci e besciamella, formaggio caprino e “giriteddi”, ricotta e pomodoro secco, insomma, sbizzarritevi! E, magari, anche con crema al cioccolato così riusciamo a far mangiare più legumi ai bambini…

Lo so che i palermitani, compreso mio marito, inorridiranno ma le panelle possiamo farle anche con la farina di cicerchia!

Insomma, con po’ di fantasia possiamo davvero introdurre frequentemente questo legume straordinario nella nostra alimentazione: vogliatevi bene e vogliate bene alle tipicità di Sicilia.

sabato 21 giugno 2025

Anna e la cicerchia secondo tradizione

 



 

Tradizionalmente dalla cicerchia si ricava una farina leggera e versatile, usata per ricavarne una polenta, la frascatula, cuocendola semplicemente in acqua, a volte aromatizzata con finocchietto selvatico o altre erbe aromatiche; una pietanza calda e nutriente accompagnata da fette di pane che, il giorno appresso, diventava ancora più buona perché, rassodatasi, si tagliava a fette e si friggeva.

La versione più ricca è quella con broccoli e guanciale o lardo: si lessano i broccoli, si sgrondano e si tiene da parte l’acqua di cottura; a parte si fa andare un soffritto di olio evo, aglio, peperoncino e tocchetti di guanciale o di lardo; si aggiungono i broccoli e si lasciano insaporire e poi l’acqua di cottura tenuta da parte; al bollore si versa a pioggia la farina di cicerchia rimestando bene perché non si formino grumi; si lascia cuocere per circa un quarto d’ora e poi si impiatta. Un filo di buon olio a crudo e si gusta un piatto sopraffino.


Nella versione “base” la frascatula è eccellente in abbinamento con il “brasato in agrodolce”, antica ricetta della zono di Scordia, che originariamente prevedeva l’impiego di selvaggina ma, oggi, può validamente prepararsi con carne bovina, anche di secondo taglio. Si prepara un battuto con uno spicchio d’aglio, una cipolla, due o tre carote, due gambi di sedano, una decina di capperi e mezza dozzina di olive verdi e lo si fa rosolare in olio evo; si aggiunge un chilogrammo di carne in tocchi e la si fa insaporire a fuoco vivo; poi si aggiunge un po’ di acqua calda o, se disponibile, un po’ di brodo ben caldo, si copre e si lascia cuocere sino a che la carne sia quasi asciutta e ben tenera. Nel frattempo, si spremono due grandi arance bionde, si aggiunge al succo circa 100 millilitri di aceto bianco e vi si stempera un pizzico di peperoncino in polvere e un cucchiaino di zucchero; quando la carne sarò pronta, si rialza la fiamma, si aggiunge un filo d’olio e poi l’intingolo; una veloce rimescolata e poi coperchio e via dal fuoco! Si dispone la frascatula in un adeguato piatto da portata, vi si distribuisce sopra la carne con il suo sughetto e, come si dice in siciliano: “Viri cchì manci!”








 

 

giovedì 19 giugno 2025

Audizione pubblica Aidone Borgo GeniusLoci De.Co.

 

             Aidone  Sabato 28 giugno,si   svolgerà l'audizione pubblica   Aidone   Borgo GeniusLoci De.Co.  percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il territorio ed i suoi  prodotti

 Interverranno il Sindaco di Aidone Annamaria Raccuglia, l’Assessore Guglielmo Cultreri  l’Agronomo Dario D’Angelo  e Nino Sutera della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co  L’evento sarà  moderato  da Anna Martano Scrittrice di enogastronomia    In chiusura seguirà la cerimonia di consegna del riconoscimento  “Custode dell’Identità Territoriale” al Sindaco della Città  per aver saputo preservare e tramandare il GeniusLoci  

 




L’obiettivo  del  format  Borghi GeniusLoci DeCo punta sul fascino della fascia tricolore, esaltando il ruolo del primo cittadino    attraverso  la De.Co. (Denominazione Comunale) quale  strumento   per valorizzare l’immenso giacimento enogastronomico del proprio territorio.

Il Comune di Aidone, ha   adottato con delibera di giunta  il percorso Borghi GeniusLoci DeCo per la valorizzazione dell'identità territoriale.

Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co  afferma Nino Sutera,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale” rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l’essenza, l’identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività. Il  percorso  innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.

«La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. «E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”.

«Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: per il grande enologo, gastronomo e scrittore lombardo, esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Pertanto  il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto». La bellezza e l’unicità del paesaggio, gli insediamenti storici,  la  rigogliosa natura ha regalato diversi  elementi attrattivi  ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio, afferma Nino Sutera

Il format GeniusLoci De.Co. è un percorso culturale, composto da 12 steps, tra questi l’audizione pubblica di presentazione alla Città.  Il percorso ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. L’effetto GeniusLoci è la capacità che deve avere un territorio,  di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo  che possiede il gusto del territorio  nel quale  riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.


Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono tuttavia quattro principi, la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità.

                    Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente.

martedì 17 giugno 2025

“Sicilia in Tavola” – Tradizioni, sostenibilità e innovazione

 

“Sicilia in Tavola” 

 Tradizioni, sostenibilità e innovazione

Due pomeriggi di cultura, gusto, formazione e digitale al Giardino Inglese di Palermo



 – Il 19 e 20 giugno 2025, a partire dalle ore 16:30, si svolgerà presso l’Hotel Giardino Inglese – Villa Garibaldi di Palermo l’iniziativa “Sicilia in Tavola – Tradizioni, sostenibilità e innovazione”, evento realizzato da European Culture University (ECU) e promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.

L’evento, inserito nel calendario ufficiale della Sicilia – Regione Europea della Gastronomia 2025, rappresenta un’occasione di dialogo tra territorio, cultura alimentare e innovazione, con un focus particolare sulla dieta mediterranea, l’agricoltura digitale e il futuro delle professioni agroalimentari. Il progetto mira a coinvolgere studenti, cittadini, imprese locali e istituzioni in una riflessione attiva sul valore della filiera agroalimentare siciliana e sulle sue potenzialità evolutive.

OBIETTIVI

L’iniziativa intende rafforzare la consapevolezza sull’importanza dell’educazione alimentare e promuovere un approccio integrato tra cultura gastronomica, salute, innovazione e sviluppo sostenibile. Si rifletterà su come l’intelligenza artificiale può influenzare i processi agricoli e formativi, e si favorirà il dialogo tra mondo accademico, imprese e società civile.

PRESENZE ISTITUZIONALI

Attesa la partecipazione dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Salvatore Barbagallo e del Direttore Generale Fulvio Bellomo. L’evento sarà anche occasione per rilanciare le politiche agroalimentari nel quadro delle strategie europee e dei bandi in uscita.

PROGRAMMA

Mercoledì 19 giugno – dalle ore 16:30 alle 19:30

  • Ore 16:30 – Accoglienza e saluti istituzionali
  • Ore 16:45 – Laboratori educativi su filiera e sostenibilità, condotti da Francesco Panasci, Gaetano Basile, Dario Matranga, con la partecipazione di docenti ed esperti di Universo Campus.
  • Ore 17:30 – Degustazioni guidate di prodotti DOP/IGP siciliani, per promuovere i benefici della dieta mediterranea e del consumo consapevole.
  • Ore 18:00 – Talk animato: “Noi siamo ciò che mangiamo” (30 min), con Francesco Panasci, Gaetano Basile, Dario Matranga, Sandro Oliveri e Giuseppe Bono (Universo Campus): riflessione interattiva su alimentazione a km 0, dieta mediterranea, AI, educazione alimentare e ruolo dei docenti.
  • Ore 18:45 – Show-cooking con lo Chef Roberto Lombardo e il suo team: AperiSicilia e gastronomia di qualità.

Giovedì 20 giugno – dalle ore 16:30 alle 19:30

  • Ore 16:30 – Conferenza scientifica su dieta mediterranea e cultura alimentare, con:
    • Prof. Giuseppe Di Miceli (UNIPA – SAAF, Presidente CTS ITS Academy Sicani)
    • Prof. Filippo Sgroi (UNIPA – Coordinatore Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche)
  • Ore 17:15 – Talk animato con Francesco Panasci e Dario Matranga: la formazione universitaria e specialistica come leva di potenziamento per il settore agroalimentare.
  • Ore 17:45 – Workshop con imprese locali su marketing agroalimentare, packaging, strategie di export. Focus su reti e consorzi territoriali.
  • Ore 18:15 – A tu per tu con gli agricoltori e produttori siciliani: storie, sacrifici, innovazioni e peculiarità delle coltivazioni raccontate in prima persona dagli operatori della filiera.
  • Ore 18:45 – Degustazioni mediterranee e aperitivo siciliano conclusivo.

INFO

📲 Prenotazione via WhatsApp: 351 4940074
📧 Email: ecusicilia@gmail.com
📍 Sede: Giardino Inglese, Palermo – 19 e 20 giugno, dalle ore 16:30

REALIZZAZIONE E PARTNER

Realizzato da: European Culture University (ECU)
Finanziato da: Regione Siciliana – Assessorato dell’Agricoltura
Partner: UNIPA – Dipartimento SAAF, ITS Academy Sicani, Universo Campus
Direzione del progetto: Dott. Francesco Panasci

🟢 Evento riconosciuto nell’ambito delle attività promozionali ufficiali della Regione Siciliana – Sicilia Regione Europea della Gastronomia 2025.


Ufficio stampa Panastudio
📲 3791660316

 

P.S.
Il comunicato stampa è stato redatto in coerenza con le finalità del progetto, con l’obiettivo di promuovere correttamente l’evento e valorizzare il ruolo dell’Assessorato e dell’Amministrazione regionale.


Prof. Salvatore Barbagallo – Assessore Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea
“La nostra agricoltura rappresenta un patrimonio identitario che il mondo ci invidia. Salvaguardarla significa non solo tutelare tradizioni secolari, ma anche affrontare con coraggio e intelligenza le nuove sfide poste dall’innovazione digitale e dall’intelligenza artificiale. ‘Sicilia in Tavola’ non è solo un evento divulgativo, ma uno spazio di confronto attivo tra istituzioni, produttori, scuole e ricerca. Ci consente di promuovere la qualità e la sostenibilità delle nostre filiere, ma anche di orientare i nostri giovani verso un’agricoltura moderna, competitiva e consapevole. In questa direzione, l’Assessorato è impegnato a rendere accessibili strumenti concreti, tra cui i bandi europei e regionali, per sostenere imprenditori agricoli, giovani e meno giovani, e rafforzare l’intera filiera. È questa la strada per accompagnare il sistema agroalimentare siciliano verso un futuro più solido e innovativo.”

 

Dott. Francesco Panasci – Direttore del progetto “Sicilia in Tavola”
“Con ‘Sicilia in Tavola’ abbiamo voluto costruire un momento autentico di confronto e partecipazione, capace di unire il sapere accademico, la pratica agricola, la cultura del cibo e la visione digitale. Crediamo che la sostenibilità non sia solo una parola, ma un percorso concreto che parte dalla terra e arriva fino alla tavola, passando per le scuole, le imprese, la comunicazione. In questi due giorni, daremo voce ai produttori, agli studenti, ai docenti e agli esperti, per raccontare una Sicilia che sa evolvere restando se stessa. Un’agricoltura intelligente, una dieta consapevole, una formazione connessa al territorio: sono questi gli ingredienti della nostra proposta per un’Europa che guarda al futuro senza perdere le radici.”

sabato 7 giugno 2025

La rivincita delle campagne. Economie e culture dalla povertà al benessere

 



                   Gli studiosi di scienze sociali nei secoli scorsi, con la sola esclusione dei fisiocratici, si sono dimostrati piuttosto severi nel giudicare la campagna e i suoi abitanti. Marx, ad esempio, riteneva i contadini stolidi e la campagna (quella francese) un insieme di realtà disperse e isolate tra loro al pari di un «sacco pieno di patate» (Marx). Più recentemente, i moderni approcci economici di tipo liberale, marxista o keynesiano, hanno invece considerato le aree rurali incapaci di seguire percorsi di sviluppo auto-centrato e indipendente dal settore industriale (Slee; Lowe).



 In generale però, come scrive Barberis, il ripudio delle campagne fa parte della «più intima essenza della nostra tradizione»; persino Dante nella Commedia scrive versi di disprezzo per ciò che sta fuori dalle città e per la «cultura montanina» (Barberis, 2000). D’altro canto oggi, in particolare nei paesi economicamente più avanzati ove l’agricoltura ha un peso in continua decrescita in termini di numero di addetti e di valore prodotto, si assiste al fenomeno del ritorno di importanza (per alcuni aspetti paradossale) della campagna, delle culture e dei valori che essa esprime. Il volume “La rivincita delle campagne”, realizzato in occasione dei cinquant´anni dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale (INSOR), offre numerosi studi a sostegno di tale argomentazione. La parte prima del volume si occupa con particolare competenza e chiarezza dell’analisi del percorso verso la parificazione, già conquistata o in atto, tra campagna e città. Dopo la cornice introduttiva nel primo capitolo, i capitoli successivi trattano le seguenti tematiche: il ripopolamento delle zone rurali; «la marcia di avvicinamento» tra campagna e città in termini di redditi, consumi e ricchezza e lo scarto, in via di esser colmato, in termini di livello di istruzione. Infine, gli ultimi capitoli della parte prima analizzano i processi di omologazione di campagna e città in merito alla religiosità, alle preferenze elettorali e ai tassi di criminalità. Il percorso verso la parità nel «mercato matrimoniale» è invece trattato nella seconda parte. La parte seconda del volume contiene interessanti saggi che indagano alcuni tra i principali fenomeni che hanno caratterizzato la campagna negli ultimi decenni. Gli argomenti sono trattati seguendo differenti approcci e non solo tramite i consueti strumenti d’indagine offerti dalla sociologia rurale o dall’economia agraria. Alcuni capitoli analizzano addirittura il rapporto tra letteratura, arti visive e campagna. Visto il vasto ventaglio di tematiche analizzate ci soffermeremo qui di seguito su alcuni dei capitoli che trattano argomenti più vicini ai nostri interessi scientifici. Il capitolo dal titolo “Verso il ritorno dei neri?”, a cura di Attilio Politi, discute di razze suine nere autoctone che in Italia sono diffuse, a differente grado di ibridazione, in numerose regioni. Tali razze sono a rischio di estinzione; i motivi sono sostanzialmente economici. Politi ci ricorda che allevare suini neri è più oneroso, rispetto ai suini rosa, di circa il 40-50%. Possiamo in questo caso aggiungere che ciò si configura come un tipico caso di fallimento del mercato che non riesce a determinare l’ottimale allocazione di beni pubblici come la biodiversità zootecnica (Sortino). Esistono per fortuna delle correzioni a tale fallimento: in questo caso la “rivincita del nero” potrebbe essere generata dall’aumento della cultura, non solo gastronomica, dei consumatori nonché dalla loro disponibilità a pagare per l’acquisto di prodotti del suino nero. In fondo, cervelli e palati più fini riconoscono i veri risultati del suino nero, che non sono economici ma, come scrive Politi, si sentono in bocca! Il capitolo dal titolo “L’autoconsumo tra passato e futuro” di Corrado Barberis, tratta invece il tema della produzione e del consumo al di fuori del sistema monetario. L’autoconsumo ha avuto, e tuttora ha, una notevole diffusione in alcuni paesi europei come la Germania e la Francia. L’Italia dal canto suo, dopo decenni di insofferenza dei suoi cittadini verso l’autoconsumo, negli ultimi anni ha visto un leggero aumento di abitanti che lo praticano. Si produce al di fuori del sistema monetario per vari motivi, ma di solito per povertà o per lusso. La povertà ad esempio di chi, oramai pensionato e possessore di un orto, preferisce “fare” anziché “comprare” (Chang Ting Fa et al.) e arrotonda il magro reddito producendo olio, vino, ortaggi o frutta per il proprio fabbisogno e per quello di amici, parenti e vicini di casa. L’autoconsumo è un lusso invece per chi ha tempo e denaro per un passatempo tra i più snob che si possano praticare, come ha indicato l’Express qualche anno fa. L’autoconsumo, ci ricorda Barberis, è spesso legato al dono. Noi aggiungiamo che anche il dono, come la cultura, corregge i fallimenti del mercato; il donare è inoltre un atto sovversivo che stravolge l’individualismo utilitarista, uno degli assunti che sta alla base della scienza economica standard (Carlini, 2009). Il volume termina con un capitolo, denominato “Notarelle”, a cura di Corrado Barberis. Questo tratta, in particolare, del «ritorno ricco di alimenti poveri» (Barberis, 2009): il latte crudo, i formaggi, il riso, il pane, gli oli di frontiera e gli oli di noce, il vino, la grappa, il sidro, le lumache, il peperoncino, le vernacce. Una campagna viva, che produce senza essere assistita, esige che i suoi diversi prodotti vengano consumati. Il recente successo di queste produzioni è forse il sintomo più evidente della rivincita delle campagne e delle loro (bio) diversità.

 

 

 Bibliografia Barberis C. (2000): Le vie del campo. Nell’era di Internet l’agricoltura non scompare. Anzi, il manifesto, 26 marzo. Barberis C. (2009): Comunicazione personale tramite corrispondenza. Carlini F. (2009), Dieci tesi sull’economia della conoscenza, il manifesto, 20 gennaio. Chang Ting Fa M., Piccinini L. C., Taverna M. (1999): Agricoltura futuribile: primario o terziario?, "Agribusiness Paesaggio & Ambiente", 2 (1997-98), n. 4. Lowe L. (2006): Concetti e metodi nelle politiche europee di sviluppo rurale, in (a cura di A. Cavazzani et al.): “Politiche, governance e innovazione per le aree rurali”, Napoli, INEA - Edizioni Scientifiche Italiane. Marx K. (1852 [1974]): Il 18° brumaio di Luigi Bonaparte, Roma, Editori Riuniti. Slee B. (1993): Endogenous development: a concept in search of a theory, Options Mediterraneenns, Serie A (23). Sortino A. (2004): Aspetti economici della tutela delle razze zootecniche ragusane a rischio di estinzione, tesi di Laurea, Università di Catania, relatore prof. Giovanni Signorello. (°) Corrado Barberis (2009), La rivincita delle campagne. Economie e culture dalla povertà al benessere, Donzelli Editore, Roma, pp. XXI e 393 (ISBN 978-88-6036-2)

I prodotti della terra

 

NinoSutera

I prodotti della terra; dalla stagionalità, agli alimenti “ultraprocessati” o “ultraddizionati”.


 Le industrie alimentari che si occupano della lavorazione dei prodotti della terra,  stanno cercando di migliorare i loro prodotti, con  l’uso di additivi e l’utilizzo di processi e strategy  che mantengono il più possibile  gli alimenti quasi a renderli  eterni

 


Il cibo in Italia mentre è tradizione, piacere, convivialità e conforto, storia e cultura, identità e stagionalità;  la consapevolezza di essere la patria della dieta mediterranea, che dispensa salute e longevità al nostro Paese da generazioni; la granitica certezza che  per gli Italiani la tavola è sacra come il calcio: abbiamo 59 milioni di commissari tecnici che sono anche 59 milioni di chef e nutrizionisti, pronti a suggerire la ricetta giusta, il vino migliore o la dieta più efficace. Il cibo è davvero quasi sovrano: dai media agli stili di vita, dal valore economico e di immagine dell’intero comparto agroalimentare al carrello della spesa di ogni famiglia.

Due le parole chiave: identità e innovazione.

Per identità, https://terra.regione.sicilia.it/born-in-sicily-cultura-e-identita-territoriale-come-ricchezza/  intendiamo gli elementi che caratterizzano il nostro cibo e la nostra cucina, a partire dal legame con il territorio e dalle qualità organolettiche, di regola rigorosamente di stagione, fresco e di prossimità.  Era  inevitabile (regalo della globalizzazione, forse anche prima) che, anche in agricoltura, i “beni” divenissero oggetto di scambio ovvero tra  mutassero in “merci” , perdono il loro valore d’”uso” e assunsero il valore di “scambio”.     Oggi, il mercato è globalizzato, le merci si muovono dove l’offerta straripa è corre verso la domanda  più sostenuta. Ed ecco il miracolo, si fa per dire in Italia non si coltiva più grano, per esempio, perché sul mercato mondiale non si è più competitivi, si perdono centinaia di migliaia di ettari coltivabili, in compenso si consuma grano alle micotossine (funghi)  importato, prodotto chissà  dove,  maturato con l’ausilio del glisofato,  che proprio bene bene alla salute non fa.

 L’innovazione,   si riferisce allo sforzo, per preservare questo patrimonio della terra,  rendendolo resiliente alle sfide del millennio,    per poter continuare ad essere competitivi sul mercato globale, con l’ausilio dell’industria alimentare,  dove non esistono rendite di posizione

Non esisterebbe il made in Italy senza la nostra industria alimentare, che lo ha portato nei mercati planetari. Ma questa è pronta ad affrontare la modernità senza smarrire la genuinità e la  tradizione?

Un tema importante sta però emergendo in questi ultimi tempi è quello dei cosiddetti alimenti “ultraprocessati”. Un termine orrendo, ma che rende bene l’idea.

I sistemi di classificazione che oggi abbiamo a disposizione – il sistema NOVA elaborato da un gruppo dia studiosi dell’Università di San Paolo e il sistema SIGA di matrice francese – includono in realtà in questa categoria, prodotti caratterizzati soprattutto da un elevato numero di ingredienti, additivi, e altre sostanze come gli esaltatori di sapidità e gli aromi, più che da processi tecnologici “drastici”. Forse,   più correttamente dovremmo chiamare questi prodotti: “ultraddizionati e ultraprocessati”

L’aumento del rischio di malattie cardiovascolari, diabete e obesità,   che alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato, è correlato, quindi, alla presenza di additivi e altre sostanze più che al processo tecnologico utilizzato.  

In attesa di un aggiornamento più rigoroso della classificazione degli alimenti “ultraprocessati”, per proteggere la nostra salute, le regole di base semplici da seguire sono quelle di scegliere alimenti freschi e prodotti trasformati con pochi ingredienti, come nella nostra tradizione alimentare mediterranea: frutta e verdura per esempio, fresche, ben conservate, ma anche surgelate se non abbiamo tempo,  e  di riprendere – se già non lo facciamo – a preparare noi in casa le ricette dei cibi da portare a tavola. Meno preparati pronti e più fantasia in cucina.   

Oggi più che mai, dovremmo essere tutti molto attenti alle nostre scelte alimentari: la scienza della nutrizione   ci ha  oramai dimostrato, in maniera per ora inconfutabile, che il modo in cui mangiamo e il nostro stile di vita determinano la nostra salute, modificano persino l’espressione dei nostri geni, e che queste modifiche possono essere trasmesse alle nuove generazioni. 

Non è, quindi, tutto scritto nel nostro DNA e questa è una vera fortuna, perché siamo noi che possiamo determinare la nostra salute.   

Vivere in prossimità delle aree rurali, istaurando  un rapporto fiduciario con i contadini, affidandosi ai prodotti di stagione, coltivati con amore e nel rispetto del prossimo, rappresenta un privilegio che non tutti possono permettersi, ma soprattutto non tutti  sanno apprezzare.

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