lunedì 12 maggio 2025

Le DeCo e quelli... delle idee confuse

L'identità è un valore non è uno spot, ne tanto meno un opizional, altrimenti... 

    "si può promuovere un prodotto identitario che ha storia in un comune diverso? o è plagio ?"

                Certo che si,  ma che sia chiaro, è a tutto vantaggio del Comune che attraverso una ricerca storica approfondita ne può vantare l'origine. L'attribuzione della DeCo non è un lavoro per approssimazione.

Il cannolo:  un prodotto identitario, per leggenda,  per storia  e cultura locale. In tanti vorrebbero detenere  l''origine, ma la storia e la leggenda li smentisce .

Secondo una leggenda la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a Caltanissetta, “Kalt El Nissa” locuzione che in arabo significa “Castello delle donne”, a quei tempi sede di numerosi harem di emiri saraceni.

 

L’odierno cannolo siciliano avrebbe dunque antiche origini, anche se nei secoli ha subìto diverse trasformazioni, e il suo antenato potrebbe essere stato un dolce a forma di banana, ripieno di ricotta mandorle e miele.
L’ipotesi più accreditata sarebbe quella che le favorite dell’emiro, per passare il tempo, si dedicassero alla preparazione di prelibate pietanze, in particolare di dolci e in uno dei tanti esperimenti culinari avrebbero “inventato” il cannolo, allusione evidente alle “doti” del sultano.
Un’altra fonte, invece, tramanda che i cannoli siano stati preparati per la prima volta in un convento sempre nei pressi di Caltanissetta.
Si racconta che in occasione del Carnevale le monache “inventarono” un dolce formato da un involucro (“scorcia”) riempito da una crema di ricotta e zucchero ed arricchito con pezzetti di cioccolato e granella di mandorle (cucuzzata).
Sia che si tratti di suore o concubine, “queste donne, rese diverse dal voto di castità, probabilmente nel loro intimo non lo erano così tanto di fronte al piacere voluttuoso offerto dal magnifico dolce”.
Di certo sappiamo che le sue radici risalgono alla dominazione araba in Sicilia (dal 827 al 1091).
Gli Arabi, come i Greci, apportarono molte novità nell’arte, in generale, e nella cucina, in particolare, come ad esempio, la canna da zucchero, il riso, le mandorle, il gelsomino, il cotone, l’anice, il sesamo e le droghe: cannella e zafferano. Essi erano anche abilissimi pasticceri, e se è vero che la ricotta di pecora già si produceva in Sicilia, è anche vero che sono stati gli Arabi a lavorarla con canditi, pezzetti di cioccolato e ad aromatizzarla con liquori, dando vita ad un’accoppiata vincente, zucchero e ricotta , preludio dei dolci siciliani più famosi al mondo: la cassata ed i cannoli.
L’ipotesi sull’origine del sublime cilindro di ricotta, stimolante per il gusto ed accattivante per le interpretazioni tra sacro e profano, è descritta dal duca Alberto Denti di Pirajno, cultore di gastronomia. In “Siciliani a tavola” (la cui edizione fu terminata da Massimo Alberini, dopo la scomparsa del nobile siciliano) il duca sostiene che il cannolo sarebbe stato inventato dalle abili mani delle suore di clausura di un convento nei pressi di Caltanissetta. Per l’esattezza, si legge: “Il cannolo non è un dolce cristiano, ché la varietà dei sapori e la fastosità della composizione tradiscono una indubbia origine mussulmana”.
La tesi è verosimile in quanto alla fine della dominazione araba in Sicilia, coincisa con l’arrivo dei Normanni, gli harem si svuotarono (si ricorda che Caltanissetta in arabo significa “Castello delle donne”, poiché gli emiri saraceni vi tenevano i loro harem), e una o più donne ormai libere, convertitesi al Cristianesimo, entrarono in convento. Qui potrebbero avere riprodotto alcune delle ricette con le quali avevano sedotto le corti degli emiri, trasmettendole in seguito a “quelle sante ancelle del Signore sino a noi poveri peccatori”. E ciò spiegherebbe l’esistenza di un legame tra le due leggende.

TRANNE SE NON SI VUOLE IGNORARE LA STORIA E  LA LEGGENDA

  Una location incantevole, un luogo meraviglioso, con tutti gli ingredienti per una favola di successo.

La recente premiazione con il riconoscimento del Guinness World Record, è un occasione  destinata a sedimentarsi nella memoria di chi ha partecipato all'evento

Al  Teatro Regina Margherita  di Caltanissetta lo scorso 25 febbraio, si è tenuta la cerimonia di consegna di ben due record mondiali.  Il primo record, avvenuto nella vicina città di Mazzarino, con il torrone più lungo del mondo realizzato il 18 settembre 2019 con 1004 metri di lunghezza.
Il secondo, avvenuto invece a Caltanissetta, con il cannolo più lungo del mondo realizzato l’11 settembre del 2022 con 21 metri e 43 centimetri.
La cerimonia di consegna è stata moderata dal past president Ristoworld Marcello Proietto di Silvestro.

Dopo i saluti istituzionali  

 gli intervenuti alla cerimonia, il detentore del record del cannolo di Caltanissetta Lillo Defraia, il detentore del Record di Mazzarino Maurizio Bongiovanni, (Bongiovanni Srl), la scrittrice e Prefetto per la Sicilia dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia, madrina della manifestazione dell’11 settembre 2022 Anna Martano, il fondatore di Ristoworld    Andrea Finocchiaro.

Durante la manifestazione Nino Sutera,  ha tenuto una lectio magistralis su “I dolci identitari  dal guinness alla De.Co. denominazione comunale”. “Coroniamo – hanno commentato Lillo Defraia e Marcello Proietto di Silvestro – il sogno della Città di Caltanissetta che detiene l’unico Guinness Word Records ufficialmente riconosciuto e per il quale abbiamo lavorato instancabilmente assieme a tutte le giacche bianche e ai tecnici che ringraziamo”.
“Siamo onorati di poter essere la città che detiene il Guinness World Record per il cannolo più lungo del mondo – ha dichiarato il sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro -.   


  “Il cannolo non è un prodotto tipico, ma    un prodotto identitario, per leggenda,  storia  e cultura locale” ha affermato Nino Sutera, "Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario e diventa esperienza totale.   La Denominazione Comunale (De.Co.) è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che afferma il suo primato nel territorio, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. La De.Co. è un prodotto del territorio (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, ecc.), con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie. Deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica, capace di muovere un target di viaggiatori, che la letteratura internazionale definisce “foodies”, viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.  Il percorso percorso per la  De.Co. si configura,   come un’irrinunciabile opportunità per recuperare e valorizzare le specificità locali, espressione dei luoghi di provenienza e la Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. ne ottimizza i risultati.

 

 Il record nisseno rappresenta uno straordinario veicolo di promozione della pasticceria storica siciliana nel mondo. L'iniziativa è stata promossa da Ristoworld ma ha visto il coinvolgimento e il fattivo contributo di tutti i sodalizi cultural-gastronomici siciliani. Il risultato conseguito è stato frutto di un lavoro corale e condiviso a riprova del fatto che le sinergie sono sempre utili e proficue. Quannu spunta u suli, spunta ppì tutti... A Caltanissetta il sole ha avuto la forma di un gigantesco cannolo e, personalmente, sono onorata di esserne stata madrina , ha affermato  Anna Martano.  

«Il doppio record di Mazzarino e Caltanissetta che abbiamo celebrato   in questa occasione – commenta Marcello Proietto di Silvestro,    conferma quanto sia importante il percorso di rivalutazione e difesa della migliore produzione identitaria, in un contesto di intelligente rilancio del territorio, anche in chiave turistica. Il cammino che abbiamo iniziato a suo tempo con Nino Sutera, che ringrazio sempre per l’instancabile attività, dimostra come una iniziativa di respiro internazionale come il Guinness World Records del cannolo più lungo del mondo a Caltanissetta può trasformarsi in un volano esclusivo anche per il comparto turistico del territorio».

 


                  








 


foto di 

                                                            Diego Avanzato 


mercoledì 7 maggio 2025

L’eredità verde di Papa Francesco

 

 un’agricoltura etica, sostenibile e fraterna

Tra encicliche, discorsi e gesti concreti, Papa Francesco ci consegna una visione dell’agricoltura come cura della terra, rispetto per il lavoro contadino e scelta di giustizia per l’umanità intera.

Papa Francesco ci lascia molto più di parole: ci lascia una visione. In un tempo in cui la terra geme sotto il peso dell’inquinamento e dell’avidità, la sua voce ha saputo risuonare chiara e profetica. L’agricoltura, per lui, non è solo produzione: è vocazione, responsabilità, speranza.

Lungo tutto il suo pontificato, ha costruito un’eredità fatta di gesti e parole, indicando la strada verso un modello agricolo che rispetta la natura, tutela la dignità umana e mette al centro il bene comune. È una visione integrale, che tiene insieme l’etica del lavoro, la sostenibilità ambientale e un’economia capace di includere e non escludere.

Nel tempo dei cambiamenti climatici, delle disuguaglianze e della crisi alimentare globale, Papa Francesco ha scelto di seminare parole che parlano di terra, cibo e giustizia. Il suo sguardo sull’agricoltura è profondo e radicale: la considera uno dei nodi cruciali per la sopravvivenza dell’umanità e per la costruzione di un mondo più giusto.

Etica del lavoro contadino

Per Francesco, l’agricoltura è anzitutto un atto etico. È il lavoro invisibile di milioni di mani che ogni giorno rendono possibile la vita. “Il lavoro dei contadini è un lavoro di speranza. Sono loro che seminano il futuro dell’umanità”, ha affermato in un messaggio al Festival dell’Economia Civile nel 2021. Un riconoscimento non solo simbolico, ma politico, in un sistema che spesso marginalizza i piccoli produttori, sfrutta i braccianti e considera il cibo una merce come un’altra.

Il Papa invita a riconoscere la dignità di chi lavora la terra e a superare l’idea che sviluppo significhi solo profitto. “Abbiamo bisogno di recuperare il senso del dono, della cura e della giustizia”, scrive nella Laudato Si’. In un mondo dove l’agricoltura è spesso dominata da logiche industriali e speculative, la sua voce richiama a un’economia più umana.

Custodia del creato

La dimensione ambientale dell’agricoltura è centrale nel suo magistero. L’enciclica Laudato Si’ (2015) è diventata un manifesto della sostenibilità integrale. Francesco denuncia apertamente i danni dell’agricoltura intensiva, l’uso sconsiderato di pesticidi, la deforestazione e la perdita di biodiversità. “La terra, la nostra casa comune, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia”, scrive con lucidità e dolore.

Invita quindi a promuovere modelli agricoli rispettosi dell’ambiente, legati ai territori e capaci di rigenerare il suolo. Un’agricoltura che ascolti il tempo della natura, che sappia fermarsi, ruotare le colture, lasciare riposare i campi. “Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale”, afferma nel paragrafo 139 dell’enciclica. La cura della terra è anche cura dell’uomo.

Un’economia che nutre tutti

Ma c’è anche un’altra dimensione che Papa Francesco mette in luce: quella economica. Il Papa non ha esitato a definire la speculazione sul cibo “un crimine che viola il diritto umano fondamentale al cibo” (Discorso alla FAO, 20 novembre 2014). Il cibo, ricorda, non è una merce: è vita, è relazione, è diritto.

Per questo promuove il commercio equo, le filiere corte, la sovranità alimentare. Difende il diritto dei popoli a decidere come produrre e distribuire il proprio cibo, fuori dalle logiche imposte da un mercato globale che premia pochi e lascia indietro molti. “È scandaloso non vedere il cibo come un bene universale e trattarlo invece come merce soggetta a speculazioni”, ha ribadito con forza.

Un messaggio universale

Il messaggio di Papa Francesco supera i confini della religione. È un appello rivolto a credenti e non credenti, a consumatori e produttori, a politici e cittadini. È una visione del mondo in cui l’agricoltura diventa strumento di pace, giustizia e riconciliazione.

Il Papa non coltiva utopie: coltiva coscienze. E lo fa con parole che sono semi. Sta a noi accoglierli, farli germogliare, annaffiarli con scelte concrete: scegliere cibo locale, sostenere chi lavora con rispetto, educare al consumo consapevole.

Solo così potremo trasformare la tavola in un luogo di fraternità e il campo in un laboratorio di futuro.


Spring food expo” San Teodoro (ME) 10 e 11 maggio 2025


Un intero fine settimana per vivere la primavera all’insegna del gusto, della natura e delle tradizioni siciliane. Sabato 10 e domenica 11 maggio, San Teodoro apre le porte alla prima edizione dello Spring Food Expo, evento pensato per valorizzare le eccellenze enogastronomiche e paesaggistiche di questo angolo autentico della Sicilia, con l’Etna sullo sfondo e scenari mozzafiato.


Il progetto nasce con l’intento di promuovere le tipicità locali, il turismo esperienziale e l'identità di un territorio ancora poco conosciuto ma ricchissimo di potenzialità. Due giorni intensi e articolati, tra stand, degustazioni, convegni, escursioni e spettacoli, con il coinvolgimento di scuole, produttori e realtà locali.

Questa iniziativa è finanziata dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura dello Sviluppo rurale e della pesca mediterranea - Dipartimento Regionale dell'agricoltura; una manifestazione incentrata sulla promozione delle eccellenze dei Nebrodi: prodotti genuini delle aziende locali a km 0.

Lo Spring Food Expo sarà anche occasione per scoprire il territorio attraverso escursioni naturalistiche e avventurose: a piedi, a cavallo, in quad, in fuoristrada o, per i più audaci, in parapendio. Percorsi guidati immersi nel verde dei Nebrodi, tra sentieri panoramici e bellezze incontaminate.

Come già accennato, grande attenzione sarà rivolta all’offerta enogastronomica: tra gli stand si potranno degustare formaggi tipici, salumi artigianali, frascatuli (una sorta di polenta tradizionale), asparagi selvatici, cardi, piatti della tradizione rurale, accompagnati da birre artigianali locali. Previsti anche show cooking e momenti dimostrativi per scoprire i segreti della cucina tradizionale.

Con questo evento vogliamo offrire una vetrina al nostro territorio, alle sue bellezze, ai suoi sapori, alle sue tradizioni, in questa splendida cornice lo Spring Food Expo sarà una festa per tutti, ma soprattutto anche un’occasione di rilancio per la nostra economia locale, grazie alla sinergia tra istituzioni e produttori.

A tutti i visitatori, turisti e appassionati della Sicilia autentica rivolgiamo un invito speciale: venite a scoprire San Teodoro! Due giorni immersi nel cuore dei Nebrodi, tra paesaggi unici, sapori genuini e ospitalità sincera. Un’esperienza da vivere con tutti i sensi, perfetta per chi cerca emozioni vere e lontane dai circuiti turistici di massa.

 

martedì 6 maggio 2025

Comunicare il settore Lattiero-Caseario: il CoRFiLaC lancia la scuola di Marketing e Stagionatura.


In un mondo in continua evoluzione, dove la competizione è sempre più pressante e i consumatori ogni giorno più esigenti, anche il settore lattiero-caseario non può esimersi dall’affrontare le nuove sfide imposte dal mercato odierno.

Tradizione, qualità, territorialità e autenticità sono valori riscontrati in molte aziende casearie siciliane e nelle loro produzioni, ma non sempre queste peculiarità riescono ad essere veicolate correttamente e molti consumatori, purtroppo, ne disconoscono le potenzialità.

Ed è proprio qui che entra in gioco il CoRFiLaC con il progetto “Tradizione e Neuroscienza: applicazione Tecniche di Neuromarketing per la conoscenza dei comportamenti dei consumatori e strategie di Comunicazione e Marketing per le Produzioni Casearie Tradizionali Siciliane (PCTS)” finanziato con i fondi dell’Unione Europea - FEASR - SOTTOMISURA 16.1 “Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura”.

Il progetto in questione mira a sviluppare delle azioni innovative capaci di valorizzare le produzioni casearie tradizionali siciliane tramite modelli operativi post-produzione, quali: la stagionatura collettiva, la concentrazione dell’offerta, la distribuzione innovativa e la creazione di un’identità di marca che accomuni queste produzioni e ne veicoli la storicità e le tradizioni che esse si portano dietro. La creazione della brand identity, naturalmente, è affiancata a una strategica e strutturata attività di comunicazione sviluppata e basata su tecniche di neuromarketing innovative che sono state messwe in campo grazie al supporto del BrainLab del CoRFiLaC e del BrainLab della IULM di Milano, coordinato dal Prof. Vincenzo Russo. 

Ad affiancare le azioni sopracitate, il CoRFiLaC che da sempre è orientato al sostegno e allo sviluppo della filiera lattiero-casearia e agroalimentare, tramite la sua attività di ricerca, ha implementato nel progetto un ulteriore azione a supporto dei piccoli produttori siciliani lanciando la “Scuola di Marketing e Stagionatura”: un corso di formazione rivolto a giovani studenti e imprenditori del settore lattiero-caseario e agroalimentare interessati a comprendere e padroneggiare gli strumenti di marketing e comunicazione moderni.

Il corso di formazione, iniziato lo scorso 9 gennaio e conclusosi il 2 aprile 2025, è stato articolato in cinque moduli:

-    Modulo 1: Marketing (docenti: Catia Pasta, Vincenzo Russo e Giuseppe Di Vita).

-    Modulo 2: Comunicazione (docenti: Greta Mascolino e Martina Ficicchia).

-    Modulo 3: Neuromarketing (docenti: Fiamma Rivetti, Mara Bellati, Alessandro Fici e Sebastiano Accardi).

-    Modulo 4: Stagionatura (docenti: Rosario Petriglieri, Mons Formation e Giovanni Marino)

-    Modulo 5: Internazionalizzazione, concentrazione dell’offerta e analisi di sbocco per nuovi mercati (Confcooperative e SPRINT).

Ogni modulo, composto da lezioni online e workshop in presenza, ha consentito agli studenti di mettere in pratica quanto appreso durante la teoria con l’auspicio di poter utilizzare queste nuove conoscenze per accrescere e migliorare la comunicazione aziendale ed affacciarsi a nuovi mercati ed opportunità.

La giornata conclusiva del 2 aprile ha visto la partecipazione di illustri nomi facenti parte del mondo della Cooperazione, tra cui: il Dott. Gianluca Pierangelini di Confcooperative Fedagripesca Nazionale che ha parlato del ruolo delle cooperative nel settore lattiero-caseario; il Dott. Nisio Paganin, Presidente di Caseifici Granterre che ha illustrato ai presenti la linea di azione della propria azienda e spiegato come l’aggregazione sia capace di migliorare l’approccio a nuovi mercati ed infine altro intervento qualificante è stato quello del Dott. Tommaso Di Matteo, direttore di SPRINT SICILIA che ha condotto un focus sull’internazionalizzazione e le sfide per mantenere un equilibrio tra tradizione e innovazione approcciandosi ai nuovi mercati.

 

 

Analisi sull'adozione delle opzioni semplificate in materia di costi (OSC) elaborate da Rrn-Ismea

 La semplificazione amministrativa, della performance e dell'attenzione ai risultati è un elemento di grande attualità nel contesto della gestione dei fondi dell'Unione Europea da parte delle Autorità di Gestione regionali (AdG) in campo agricolo.



Già nel corso della fase di programmazione 2014-2022 la Rete Rurale Nazionale (RRN) ha attivato una specifica task force a supporto del partenariato regionale per il calcolo e il conseguente utilizzo delle c.d. "opzioni semplificate in materia di costi" (OSC), una modalità rendicontativa alternativa e, appunto, semplificata rispetto alla consueta rendicontazione delle spese a "costo reale".

Il forte aumento dell'interesse evidenziato nel corso delle fasi di programmazione 2014-2022 e 2023-2027 da parte di molte Autorità di Gestione verso l'introduzione dei costi semplificati nei propri bandi, col fine di promuovere uno lo snellimento delle attività istruttorie, ha rappresentato nel tempo un stimolo al rafforzamento dell'attività della Rete Rurale a supporto di tale tematica.

La presente "Analisi sull'adozione delle opzioni semplificate in materia di costi (OSC) elaborate da RRN-ISMEA nei bandi PSR 2014-2022 e PSP 2023-2027", rappresentando la prosecuzione e l'approfondimento dell'analisi già pubblicata nell'aprile 2022, si propone: da una parte, di verificare le scelte operate dalle singole Regioni relativamente all'introduzione o meno dei costi semplificati nell'ambito dei bandi per le Misure dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2022 nonché degli interventi del Piano Strategico per la PAC (PSP) per la fase di programmazione 2023-2027; dall'altra, di valutare l'interesse e l'impatto sull'attività delle AdG da parte delle metodologie di semplificazione dei costi elaborate dalla Rete Rurale Nazionale 20214-2024, oggi Rete Nazionale della PAC 2025-2027, tramite il proprio soggetto attuatore ISMEA. 

In tutti gli ambiti di potenziale applicazione delle metodologie di semplificazione della RRN, la tendenza generale in merito all'adozione da parte delle AdG regionali si segnala in costante crescita nel corso del periodo temporale considerato. Si tratta di un risultato importante che conferma l'interesse generale dei beneficiari finali verso le iniziative della RRN/Rete PAC a supporto del miglioramento delle capacità amministrative del partenariato. 

Il report presenta i risultati dello studio sull'utilizzo delle opzioni semplificate in materia di costi relativamente ai bandi PSR e PSP pubblicati al 30/11/2024.


sabato 26 aprile 2025

ANDREA FINOCCHIARO È CAVALIERE DELLA REPUBBLICA ITALIANA


Riconoscimento al fondatore di Ristoworld che premia la solidarietà e il lavoro di anni nella difesa del Made in Italy 



Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica Sergio Matterella, data del conferimento lo scorso 27 dicembre 2024, ha insignito del titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il prof. Andrea Finocchiaro, uno tra i più giovani cavalieri d’Italia. Istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951), l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari". Il Presidente della Repubblica è il Capo dell'Ordine.
La cerimonia di conferimento dell’importante riconoscimento si è tenuta a Linguaglossa nel corso della giornata del 25 aprile, cerimonia celebrativa dell’80° anniversario della Liberazione, presso la Villa Giardino, Piazza dei Vespri siciliani, alla presenza del prefetto di Catania Carmela Librizzi e delle massime autorità civili e militari della provincia di Catania. Presenti il sindaco di Linguaglossa Luca Stagnitta, i rappresentanti della Città Metropolitana di Catania, numerosi sindaci del comprensorio, baby sindaci e baby consiglieri dei comuni viciniori. Ha rappresentato l’Anpi il vicepresidente provinciale Giuseppe Mazzaglia ed era presente il presidente regionale Unicef Vincenzo Lorefice. 

 
Classe 1986, catanese, Andrea Finocchiaro è il fondatore di Ristoworld Italy, l’associazione di cucina, turismo e valorizzazione del Made in Italy ed attualmente ricopre la carica di presidente di Sikelos ed è presidente provinciale Fiepet Confesercenti. 
Docente presso il MIUR per i servizi di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera e in corsi universitari, è impegnato da sempre in attività di volontariato in partnership con l’Unicef, la Croce Rossa Italiana, la Caritas, Telethon ed altre importanti realtà nazionali e locali, che hanno sempre espresso nei confronti di Andrea Finocchiaro lusinghieri apprezzamenti per la sua instancabile azione a sostegno degli ultimi e dei bisognosi. Assieme alle attività di volontariato Finocchiaro ha sempre lavorato anche in ambito istituzionale con progetti sostenuti dalle Ambasciate Italiane all’estero in alcuni progetti a difesa e valorizzazione del Made in Italy con particolare riferimento alla salvaguardia delle tradizioni e alla trasmissione di questi valori alle giovani generazioni. 

«Oggi è un giorno speciale che porterò sempre nel cuore - dichiara il neonominato - Il Cavalierato al Merito della Repubblica Italiana è un riconoscimento che mi riempie di emozione e orgoglio. Ricevere questo onore dalle più alte cariche istituzionali e dal Prefetto di Catania Librizzi è una testimonianza dell’impegno e della passione che metto ogni giorno nel mio operato. Questo riconoscimento mi dà ancora più forza per continuare a dare il meglio di me. Un grazie di cuore alla mia famiglia e agli amici che hanno sempre creduto in me e mi hanno supportato in ogni passo di questo percorso. Questo traguardo è anche vostro!»




Recentemente in occasione dell' evento         il futuro Cav. Andrea Finocchiaro  è stato insignito del riconoscimento di "Custode Dell'Identità Territoriale" del percorso dei Borghi GeniusLoci De.Co.

 

venerdì 18 aprile 2025

Il consumo globale di vino nel 2024 ha raggiunto il livello più basso dal 1961

 


La domanda da porsi è,  ma la politica agricola sulla sovranità alimentare è pronta a sostituire i vigneti, con produzioni mediterranee come per esempio l’ulivo, il grano, le leguminose, frutteti, ect, possibilmente a basso  basso consumo di acqua?

Un dato storico che non può passare inosservato, alcuni analisti lo attribuiscono alle campagne no alcol del mondo della ricerca, che è innegabile che negli ultimi tempi si è fatta molto, ma molto convincente. 

La pubblicazione sul quantitativo di alcol totale prodotto nel nostro paese, e a quanti milioni di consumatori  potenzialmente avranno a che fare durante la loro vita con problemi legati alla cancerogenicità   dell’alcol,  quando meno fa riflettere anche i più distratti, e quindi le previsioni non possono certo invertire la tendenza solo grazie ad alcune isolate e  stravaganti affermazioni contro-corrente  e opposti alla ricerca scientifica. Anche  i recenti  provvedimenti sul codice della strada, non aiuteranno a migliorare la situazione.

Certo che c'è un problema anche socio-economico in previsione, che va analizzato nei dettagli. Se si consuma meno vino e la superficie totale rimane invariata in prospettiva, non può che esserci un'offerta superiore alla domanda, cosa che di fatto già c'è. 

A chi compete fare un'analisi previsionale,  per evitare collassi economici dei territori?

Nei territori vitati specializzati, si ha la sensazione che nessuno si vuole occupare del problema, lasciando agli eventi più o meno casuali, la loro soluzione. (siccità e  abbandono della superfice coltivata a vigneto per antieconomicità  )

Fattori congiunturali, ma anche una tendenza di fondo: il consumo globale di vino si è ridotto ancora nel 2024, raggiungendo il livello più basso dal 1961, ha affermato l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv).

“Gli acquisti di vino sono diminuiti del 3,3 per cento rispetto al 2023, attestandosi a 214,2 milioni di ettolitri (mhl)”, si legge nel rapporto annuale dell’Oiv. Si tratta del dato più basso dal 1961 (213,6 mhl).

Il minor consumo di vino sarebbe legato al calo della domanda in mercati chiave come gli Stati Uniti, già prima dell’ipotesi dei dazi degli ultimi giorni,  e a un aumento del prezzo medio a causa dei bassi volumi di produzione, dei maggiori costi e dell’inflazione generale: oggi per una bottiglia di vino i consumatori pagano in media il 30 per cento in più rispetto al biennio 2019-2020.

I consumi di vino sono in calo dal 2018 (il 12 per cento in meno), in particolare in Cina, nonostante un rimbalzo nel 2021, dopo la fase acuta della pandemia di covid-19.

“Al di là dei fattori congiunturali, sia economici sia geopolitici, non bisogna trascurare quelli strutturali di lungo periodo”, ha affermato l’Oiv, citando “l’evoluzione dei gusti e degli stili di vita dei consumatori”.

Negli Stati Uniti, il principale mercato mondiale, il consumo si è ridotto del 5,8 per cento, arrivando a 33,3 milioni di ettolitri.

Anche la produzione di vino è scesa nel 2024 al livello più basso degli ultimi sessant’anni, con un calo del 4,8 per cento (225,8 mhl), anche a causa della crisi climatica, che ha portato piogge eccessive in alcune aree ed episodi di siccità in altre.

L’Italia si è confermata primo produttore mondiale, con 44 milioni di ettolitri, davanti alla Francia (36,1 mhl), alla Spagna (31 mhl) e agli Stati Uniti (21,1 mhl). Le esportazioni italiane sono aumentate, grazie soprattutto al prosecco.



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