martedì 16 settembre 2025

La De.Co. ma non per tutti

 

Le Denominazioni Comunali nascono come un’intuizione visionaria di Luigi Veronelli, che negli anni ’90 intravide in esse non un semplice bollino di qualità, ma un atto politico e culturale: restituire dignità ai saperi, ai prodotti e alle comunità locali. Per Veronelli, ogni pane, ogni vino, ogni ricetta era il riflesso di un popolo e del suo paesaggio: il prodotto come identità vivente e non come merce anonima.


Ma è con l’esperienza dei Borghi Genius Loci De.Co., che il percorso si compie e si rinnova. Qui la De.Co. non è soltanto registrazione, ma percorso partecipativo: un cammino che coinvolge comunità, produttori, istituzioni e cittadini. Il “Genius Loci”, il legame profondo tra uomo, ambiente, clima e cultura, diventa la chiave interpretativa. Ogni borgo che entra nella rete compie un atto collettivo: custodire e trasmettere la propria identità come bene comune, contrastando l’omologazione della globalizzazione.

Così, dalle suggestioni di un intellettuale, passando per la mediazione istituzionale, si giunge a un laboratorio culturale e territoriale che oggi rappresenta un modello per i borghi italiani e per chi vuole coniugare storia, cultura e sviluppo sostenibile.


Premessa: Il valore identitario dei borghi

La Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. rappresenta fin dal 2010 un progetto culturale, sociale ed economico volto a salvaguardare e promuovere l’identità dei piccoli borghi italiani. Questa rete si fonda sull’eredità culturale di Luigi Veronelli con l’obiettivo di riconoscere e valorizzare l’unicità di ogni territorio attraverso prodotti agroalimentari, artigianato, tradizioni culturali e narrazioni locali.

In un’epoca dominata dalla globalizzazione, in cui le diversità rischiano di essere appiattite da modelli uniformi, i Borghi Genius Loci De.Co. si configurano come presìdi di localismo consapevole, laboratori culturali capaci di proteggere la memoria storica, trasmettere saperi tradizionali e generare innovazione sociale sostenibile.


Il concetto di Genius Loci

Il termine genius loci, originariamente inteso in latino come “spirito tutelare del luogo”, è stato reinterpretato nella modernità come l’insieme dei valori, delle atmosfere, dei saperi e delle relazioni che rendono unico ciascun borgo.

Il Genius Loci non è statico: evolve con le generazioni senza perdere le proprie radici. Si manifesta in diversi ambiti:

·         Nei prodotti agricoli e artigianali, legati a microclima, stagionalità e tradizione.

·         Nelle architetture e nei paesaggi rurali che raccontano la storia dei luoghi.

·         Nelle feste popolari, nei dialetti e nelle pratiche comunitarie.

·         Nelle narrazioni collettive che trasmettono memoria e senso di appartenenza.

Valorizzare il Genius Loci significa restituire voce ai territori e rendere le comunità protagoniste del proprio futuro, senza rinunciare alla modernità ma fondandola su valori profondi e condivisi.

 

 



Localismo come valore e strategia

Il localismo, spesso frainteso come chiusura, nel percorso dei Borghi Genius Loci De.Co. assume una valenza positiva e strategica. Non è isolamento, ma riappropriazione della propria identità per dialogare con il mondo da una posizione di forza culturale.

Il localismo si traduce in:

·         Resilienza contro lo spopolamento e la perdita di memoria.

·         Economia di prossimità basata su filiere corte, prodotti di qualità e turismo identitario.

·         Patti comunitari in cui i cittadini riscoprono il valore del bene comune.

·         Educazione al territorio, trasmessa soprattutto alle nuove generazioni.

I borghi diventano così laboratori di innovazione sociale, sperimentando nuove forme di economia sostenibile e cittadinanza attiva, coniugando tradizione e modernità.


Globalizzazione: rischi e sfide per i piccoli borghi

La globalizzazione offre opportunità ma impone anche sfide critiche:

1.     Omologazione culturale: perdita di lingue, feste e pratiche agricole a favore di modelli standardizzati.

2.     Spopolamento: l’emigrazione giovanile indebolisce il tessuto comunitario.

3.     Marginalità economica: difficoltà delle produzioni locali a competere sui mercati globali.

4.     Turismo massificato: rischio di ridurre l’identità a semplice folclore.

I Borghi Genius Loci De.Co. rispondono a queste sfide valorizzando le specificità locali come risorsa strategica, generando valore culturale, sociale ed economico.


La Rete Nazionale: un patto tra memoria e futuro

La Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. riunisce Comuni che hanno adottato il percorso De.Co., condividendo un modello etico e partecipativo:


·         Valorizza prodotti, mestieri, feste e narrazioni locali.

·         Promuove il turismo identitario come alternativa al turismo di massa.

·         Attribuisce ruoli comunitari (Custodi e       Ambasciatori) per rafforzare la partecipazione.

·         Favorisce la rete tra borghi, creando alleanze e sinergie per uno sviluppo sostenibile.

La Rete non è solo un’azione amministrativa, ma un movimento culturale: un’alleanza tra memoria e futuro, tra tradizione e innovazione, tra locale e globale.


Le De.Co. Genius Loci: identità e valore

Le Denominazioni Comunali (De.Co.) costituiscono il cuore operativo del percorso. Non si limitano a riconoscere prodotti tipici, ma valorizzano prodotti identitari che raccontano storia e tradizioni del borgo.

Caratteristiche principali:

1.     Identità storica e culturale: ogni prodotto è legato a un racconto, leggenda, evento o pratica tradizionale.

2.     Autenticità e unicità: riflettono specificità territoriali, microclima, tecniche di lavorazione e cultura alimentare.

3.     Strumento    di    sviluppo    locale:    favoriscono    turismo    enogastronomico, promozione culturale e coesione sociale.

4.     Approccio partecipativo: la comunità locale definisce i prodotti, garantendo che la De.Co. rifletta l’identità collettiva.

Le De.Co. non sono marchi europei DOP, IGP o STG, ma sigilli identitari che fissano ciò che definisce un borgo e la sua comunità in un determinato momento storico.


Custodi e Ambasciatori dell’identità territoriale

·         Custodi dell’identità territoriale: membri della comunità che tutelano le pratiche culturali, trasmettono saperi tradizionali e guidano la formazione delle nuove generazioni.


·         Ambasciatori dell’identità territoriale: promuovono la cultura del borgo all’esterno, rafforzando la reputazione locale e diffondendo il Genius Loci.

Queste figure creano connessioni tra comunità locali e pubblico esterno, assicurando continuità, visibilità e sostenibilità del percorso.


 

 

L’audizione pubblica: momento di partecipazione

L’audizione pubblica consente ai borghi di presentare la candidatura a Borgo Genius Loci De.Co., coinvolgendo istituzioni, stakeholder, produttori e cittadini.

Obiettivi principali:

1.     Condivisione di progetti e strategie di valorizzazione.

2.     Coinvolgimento della comunità nella costruzione dell’identità collettiva.

3.     Definizione di politiche locali condivise per tutelare il Genius Loci e promuovere sviluppo sostenibile.

L’audizione garantisce trasparenza, inclusione e partecipazione.


Il cibo come espressione del Genius Loci

Nei Borghi Genius Loci De.Co., il cibo non è solo nutrimento: è identità, cultura e memoria. Ogni prodotto racconta una storia e tramanda valori, offrendo al visitatore un’esperienza multisensoriale unica.

La tavola diventa spazio narrativo del Genius Loci, dove sapori, profumi e gesti tradizionali permettono di percepire l’anima del borgo.


Sostenibilità e sviluppo locale

Le De.Co. promuovono uno sviluppo radicato nella sostenibilità:

·         Filiere corte e mercati locali, riducendo l’impatto ambientale.

·         Tutela della biodiversità e delle varietà agricole tradizionali.

·         Creazione di opportunità lavorative nelle comunità rurali.


·         Turismo consapevole, rispettoso del territorio e delle comunità.

Queste azioni trasformano le De.Co. in strumenti concreti di pianificazione strategica, generando valore economico, culturale e sociale.


 

 

Politiche alimentari e rigenerazione territoriale

·         Mercati e filiere corte per garantire freschezza e autenticità.

·         Mense scolastiche con prodotti identitari per educare i giovani.

·         Eventi e sagre come occasioni culturali e non solo turistiche.

·         Tutela delle tradizioni agricole e artigianali, opponendosi alla standardizzazione globale.

Queste    politiche    rafforzano   coesione    sociale,    partecipazione    comunitaria    e reputazione del borgo.


Sfide, opportunità e innovazione Sfide principali:

·         Stagionalità e disponibilità limitata dei prodotti.

·         Bilanciamento tra tradizione e innovazione.

·         Competitività sul mercato globale.

Opportunità:

·         Rafforzamento dell’identità e senso di comunità.

·         Attrattività turistica e promozione culturale.

·         Sviluppo economico sostenibile e creazione di reti culturali e imprenditoriali.

Le De.Co. mantengono il valore simbolico e culturale dei prodotti, evitando di ridurli a strumenti meramente commerciali.



Il futuro dei Borghi Genius Loci De.Co.

Il percorso rappresenta un modello replicabile:

1.     Espansione della rete, coinvolgendo nuovi borghi, regioni e comunità.

2.     Formazione continua di custodi e ambasciatori, garantendo professionalità e continuità.

3.     Innovazione radicata nella tradizione: tecniche produttive, marketing e promozione turistica rispettose del Genius Loci.

4.     Sostenibilità e responsabilità collettiva, con sviluppo economico integrato a tutela ambientale e culturale.


Linee guida operative per i Comuni aderenti

1.     Ricognizione del patrimonio locale: mappatura di prodotti, feste, tradizioni e memorie locali.

2.     Coinvolgimento della comunità: assemblee, audizioni, laboratori; nomina di custodi e ambasciatori.

3.     Valorizzazione culturale ed economica: marchi De.Co., percorsi identitari, turismo esperienziale e sostegno a imprese locali.

4.     Rete e cooperazione: gemellaggi tra borghi, sinergie con scuole e centri di ricerca, piattaforme digitali comuni.

5.     Sostenibilità e futuro: politiche coerenti con Agenda 2030, educazione delle nuove generazioni, contrasto allo spopolamento.


Custodire il Genius Loci significa garantire alle generazioni future la possibilità di conoscere, vivere e celebrare l’identità territoriale attraverso prodotti, piatti, eventi e paesaggi che raccontano la storia e l’anima dei borghi.

Ogni borgo è un laboratorio di memoria, innovazione e identità, dove cibo, cultura e comunità si intrecciano in un progetto condiviso di valorizzazione territoriale, resistenza culturale e sviluppo sostenibile.


 

 

·         https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2019/01/rassegna-dei-prodotti-identitari.html

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·         https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2017/01/presentazione-dellalmanacco-2017- di.html

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·         https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2016/08/andrea-alesi-custode-dellidentita.html

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·         https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2016/07/luca-vullo-ambasciatore- dellidentita.html

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·         https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2016/06/inycon-2016-linda-pisano- ambasciatrice.html

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·         https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2015/03/menfi-custodi-dellidentita- territoriale.html

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·         https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2013/08/miss-italia-ambasciatrice-furor-di.html

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·         https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2013/08/miss-italia-ambasciatrice- dellidentita.html

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·         https://reteborghideco.blogspot.com/2019/01/all-associazioneculturale-le-signore.html

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·         https://reteborghideco.blogspot.com/2018/10/menfi-marilena-mauceri-custode.html

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·         https://reteborghideco.blogspot.com/2018/09/la-mia-terra-canta-di-piero- mangiaracina.html

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·         https://reteborghideco.blogspot.com/2016/12/menfi-natale-2016-con-i-world-cafe-di.html

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·         https://reteborghideco.blogspot.com/2015/12/menfi-tra-i-borghi-geniusloci-deco.html

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·         https://reteborghideco.blogspot.com/2015/06/inycon-2015-dedica-uno-spazio-luigi.html

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·         https://reteborghideco.blogspot.com/2015/02/identita-territorio-e-cultura.html

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·         https://reteborghideco.blogspot.com/2013/08/giusy-buscemi-ambasciatrice.html

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mercoledì 10 settembre 2025

OPPORTUNITÀ COESIONE

daniela ciprò   

“OPPORTUNITÀ COESIONE: Itinerari in Sicilia per imprese, enti e organizzazioni del Terzo Settore” promosso dalla Presidenza della Regione Siciliana – Dipartimento regionale della Programmazione, in qualità di Autorità di Coordinamento dell’AdG del PR FESR 2021-2027 e del FSC 2021-2027.                            


Giovedì 18 settembre p.v. dalle ore 9:30

Trapani - Palazzo Comunale, Sala Fulvio Sodano, Piazza Municipio 1 (https://maps.app.goo.gl/NN7DN2n9eKd7sfL99)

Durante l’incontro saranno presentati gli Avvisi già pubblicati e quelli di prossima emanazione relativi ai Programmi PR FESR e FSC 2021-2027.

Link di registrazione: https://forms.gle/KVfsCgUadsVaQwFP7 

martedì 9 settembre 2025

"Si dice Belìce - Futtitinni"

 

Prof.ssa Rosy Abruzzo

secondo episodio della travel comedy fa tappa a Santa Margherita di Belìce tra Gattopardo e “siringate”

 

 
Oltre 500.000 mila visualizzazioni hanno accolto sul web l’uscita del primo episodio di “Si dice Belìce – Futtitinni”, la nuovissima travel comedy prodotta da Uni.ca s.r.l. e G.a.l. Valle del Belìce, che ha esordito l'1 settembre con la pubblicazione online del primo video-episodio, dedicato al comune di Montevago (Ag).
 
Nell’episodio, intitolato “L’Assaggino” , il duo comico Antonio Pandolfo e Alessandro Gandolfo, nelle vesti il primo di un simpatico ed ironico siciliano e l’altro di un milanese in vacanza un po' impacciato, hanno portato il pubblico a spasso tra i ruderi della vecchia Montevago ma anche tra vigneti ed uliveti. Risorse che permettono a questo borgo di essere oggi emblema di un Belìce custode del passato e al contempo luogo di eccellenze enogastronomiche come vino, olio e formaggi.
 
Ma l’obiettivo del G.a.l. Valle del Belìce e della produzione è stato fin dall’inizio quello di raccontare, con leggerezza e senza orpelli, la varietà di questo territorio sotto diversi punti di vista. E così dalle risorse enogastronomiche di Montevago, i due simpatici protagonisti passano alla vicina Santa Margherita di Belìce (Ag) con un episodio che si intitola “La Cultura" online dall'8 settembre. Si, perché a Santa Margherita di Belìce, i due si incontreranno all’interno del Palazzo Filangeri- Cutò, sede del Parco del Gattopardo, e il siciliano Antonio porterà il turista milanese che vuol leggere un libro a fare un viaggio direttamente “dentro” un libro ossia nel Gattopardo, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che i due esplorano attraverso i cimeli e le cere custoditi nell’omonimo Museo.
 
Anche in questo episodio non possono mancare le golosità tradizionali ed è per questo che, tra una cosa e l’altra, i due personaggi si imbattono in un invitante vassoio di deliziose  siringate  il dolce identitario di Santa Margherita di Belìce che ha ricevuto il riconoscimento di Borgo Genius Loci De.co quale custode dell’identità territoriale.  
 
Il linguaggio è quello della prima puntata: semplice, diretto, onesto e ironico. Il Belìce di oggi, archiviata la narrazione del sisma del 1968, si racconta come luogo di rinascita dove, non tutto è perfetto ma tutto è autentico, dove la natura, la gastronomia, le strade e i paesaggi sono esperienza di comunità non avvezze al turismo di massa ma che sanno offrire il meglio di se stesse, ciascuna con una peculiarità che le rende uniche.
 
E al racconto, allegro e sincero, contribuiscono anche le colonne sonore che sono state realizzate dalla band Erberomantiche, composta da musicisti di Santa Margherita di Belìce e da Francesco Prestigiacomo, collaboratore di Lello Analfino e produttore musicale.
 
Dopo la passeggiata gattopardiana a Santa Margherita di Belìce, il terzo episodio porterà a Partanna con “Il mal di testa” (in uscita lunedì 15 settembre) e alla Riserva Naturale foce del fiume Belice con “Il treno” (online lunedì 22 settembre). Centrato, dunque, l'obiettivo del Gal Valle del Belìce, diretto da Alessandro La Grassa, di raccontare in modo diverso questo angolo speciale di Sicilia sfruttando la forza del web per arrivare ad pubblico vasto ed eterogeneo, alla ricerca di quel turismo esperienziale che nella Valle del Belìce è realtà. 
 
Il secondo episodio è online dall’8 settembre sul sito web www.galvalledelbelice.it, su YouTube, Facebook, Instagram e TikTok.

martedì 2 settembre 2025

sostenibilità e tradizione


bianca petix

 TAVOLA ROTONDA | 


📅
 9 settembre 2025 – ore 10:00

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 IPSSEOA “Pietro Piazza”, Corso dei Mille 181, Palermo

Un incontro per riflettere su innovazioni, certificazioni e ruolo del consumatore postmoderno nel mondo dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

Interverranno rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle associazioni di categoria, insieme a esperti del settore agroalimentare e della valorizzazione della dieta mediterranea.

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 A seguire: degustazione di prodotti PAT.
















































“Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli delle generazioni future”. Questo è l’imperativo dei nostri tempi e l’obiettivo cruciale dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Ma perché è così importante perseguire questo fine? E quali sono l’origine ed il significato della parola “sostenibilità”, termine molto spesso usato in modo generico o improprio?

L’idea di sostenibilità in agricoltura è stata illustrata per la prima volta nell’opera di Thomas Malthus del 1798: “An Essay on the Principle of Population”, nel quale già si poneva l’attenzione sulla possibile crescita illimitata della popolazione, tale da superare la capacità dell’umanità di produrre cibo, portando alla fame ed alle guerre. Per quasi due secoli, si è creduto di superare questo grave dilemma grazie alla crescita dei Paesi industrializzati ed allo sviluppo tecnologico.  Ma la questione è tornata, con tutta la sua drammatica problematicità almeno dal 1987, con la pubblicazione del Rapporto Brundtland (“Our Common Future”), che riprendeva con forza il tema dello “sviluppo sostenibile”. La sostenibilità dei sistemi agricoli è stata da allora ampiamente discussa, assumendo, nei forum internazionali, un ruolo fondamentale per la transizione verso lo sviluppo sostenibile globale.

I primi studi sulla sostenibilità sono stati realizzati dalle Nazioni Unite immediatamente dopo la Conferenza per l’Ambiente e lo Sviluppo svoltasi nel 1992 a Rio, in Brasile. Ancor prima, in Italia, Aurelio Peccei, fondatore nel 1968 del Club di Roma, rifletté sui limiti e sulle contraddizioni di una crescita economica non coordinata a livello globale e sull’impatto ambientale delle attività umane. Egli, profondamente consapevole dei cambiamenti in atto sul nostro pianeta, nel primo rapporto del Club, “I limiti dello sviluppo” (1972), pose chiaramente in discussione il mito del progresso incontrollato, sostenendo che i ritmi della crescita demografica e lo sfruttamento delle risorse naturali ed ambientali, se invariati, entro 100 anni avrebbero condotto al collasso del sistema produttivo e al disastro ecologico globale. Bisognava dunque programmare il futuro, sulla base di correttivi immediati ed adeguati, per evitare la catastrofe.

Quindi, ha fatto seguito il lavoro dell’OCSE, che ha adottato lo schema di riferimento teorico “Pressione, Stato, Risposta” per la rappresentazione delle relazioni agricoltura-ambiente. L’OCSE definisce la sostenibilità nel settore agroalimentare come una agricoltura che, nello sfruttamento delle risorse e nelle tecniche di produzione, si propone di non alterare l’equilibrio ambientale. In sostanza, l’OCSE propone che l’agricoltura abbia tre pilastri fondamentali: la sostenibilità delle risorse, la sostenibilità economica degli operatori, la sostenibilità per la salute degli operatori.

Nel 2014, con lo studio “Building a common vision for sustainable food and agriculture”, la FAO ha definito i 5 principi fondamentali della transizione verso la sostenibilità alimentare e agricola:

1. Rendere più efficiente l’uso delle risorse: se in passato il concetto di efficienza si esprimeva in termini di incremento del raccolto (kg per ettaro coltivato), oggi esso dovrà includere altri aspetti, come quello di risparmio energetico e idrico.

2. Conservare, proteggere e potenziare le risorse naturali: poiché la produzione agricola dipende dalla disponibilità di risorse naturali, ridurre l’impatto dell’agricoltura su queste ultime contribuirà a renderla più sostenibile.

3. Proteggere e migliorare i mezzi di sostentamento delle popolazioni rurali, la giustizia e il benessere sociale: considerato l’elevato numero di lavoratori impiegati nel settore agricolo, garantire condizioni di lavoro adeguate e un ambiente sano e sicuro ridurrà notevolmente povertà e insicurezza alimentare nelle zone rurali.

4. Rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e degli ecosistemi: la diffusione di politiche, tecnologie e pratiche che rinforzino le capacità delle popolazioni e dell’ambiente naturale di far fronte alle conseguenze di eventi meteorologici estremi, volatilità dei mercati e conflitti sociali contribuirà alla stabilità del settore agricolo.

5. Istituire meccanismi di governance responsabili ed efficaci: un contesto giuridico e istituzionale fondato su un giusto equilibrio tra iniziative pubbliche e private, principi di responsabilità, equità, trasparenza e lo stato di diritto, è alla base di una buona governance (FAO).


I concetti e le definizioni di Agricoltura Sostenibile

Molti studiosi considerano l’agricoltura sostenibile come un insieme di strategie di gestione, mentre tanti altri definiscono l’agricoltura sostenibile come un’ideologia o una serie di obiettivi specifici. Vi sono state almeno 44 definizioni di agricoltura sostenibile tra il 1984 e il 2015.

Tuttavia, è oggi necessario declinare la definizione di un’agricoltura sostenibile in termini di impatto sui tre versanti della sostenibilità: quello ambientale, quello economico e quello sociale. Diversi quadri e indicatori sono stati sviluppati per determinare quantitativamente e valutare la sostenibilità dei sistemi alimentari dalla scala nazionale a quella globale.

L’approccio multidimensionale sviluppato dalla FAO (1991) sembra poter comprendere i tre pilastri della sostenibilità, con una definizione molto appropriata, adatta ad identificare indicatori di sostenibilità agricola: “La gestione e la conservazione della base delle risorse naturali e l’orientamento del cambiamento tecnologico e istituzionale in modo tale da garantire il raggiungimento e la continua soddisfazione dei bisogni umani per le generazioni presenti e future. Tale sviluppo conserva la terra, l’acqua, le risorse genetiche vegetali e animali, non è degradante dal punto di vista ambientale, à tecnicamente appropriato, economicamente sostenibile e socialmente accettabile”.

I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile – identificati dall’ONU nel 2015 – definiscono un nuovo modello di società, secondo criteri di maggior responsabilità in termini sociali, ambientali ed economici, finalizzati ad evitare il collasso dell’ecosistema terrestre. In questo disegno, tutti possono e devono fare la loro parte, dalle aziende ai consumatori finali.


L’integrazione dei principi dello sviluppo sostenibile nella politica agricola della UE

L’integrazione dei principi dello sviluppo sostenibile nelle politiche settoriali costituisce uno dei principali obiettivi strategici dell’Unione Europea. Sulla via della realizzazione di un sistema agricolo sostenibile nell’UE, la Politica Agricola Comune (PAC), combina pertanto approcci sociali, economici e ambientali. La PAC rientra fra le competenze primarie dell’Unione Europea, del cui bilancio rappresenta circa un terzo delle risorse.

Per una sua nuova e radicale riforma, il 1° giugno 2018 sono state presentate tre proposte legislative riguardanti: 1) la struttura dei Piani Strategici 2) il riordino del mercato agricolo comune 3) la struttura finanziaria, gestione e monitoraggio. La riforma si basa su otto temi strutturali fra cui: la semplificazione delle misure, il sostegno all’innovazione, l’ambizione ambientale, le garanzie di qualità delle produzioni e la liberazione del potenziale di sviluppo rurale. Tre sono gli obiettivi generali:

  1. la resilienza del settore agricolo
  2. l’orientamento all’ambiente e al clima,
  3. il rafforzamento del tessuto socio-economico,

perseguiti attraverso nove obiettivi specifici: competitività; adeguatezza dei redditi agrari; riequilibrio dei poteri della filiera agro-alimentare; salubrità delle catene alimentari; azione climatica; gestione sostenibile delle risorse; tutela del paesaggio e della biodiversità; ricambio generazionale; vivacità delle aree rurali.

Chiave della riforma è la nuova Farm to Fork (strategia F2F). In coerenza con il New Green Deal, questa si prefigge di invertire la perdita di biodiversità; garantire sicurezza, nutrizione e salute pubblica; conciliare l’accessibilità dei prodotti con adeguati redditi per gli operatori; coniugare la convenienza degli approvvigionamenti con l’equità degli scambi internazionali.

Le politiche agricole offrono diverse opportunità di contrasto al cambiamento climatico, rafforzando le complementarità fra strumenti attuativi, fra cui: la diversificazione delle colture; la creazione di zone di interesse ecologico; la tutela degli ecosistemi dell’agricoltura e silvicoltura; l’efficienza nella transizione verso colture resilienti e a basse emissioni di carbonio.

Le sfide demografiche globali e locali impongono di incrementare l’output agro-alimentare, conciliando maggiori rese produttive con minori pressioni sull’ambiente e sulle risorse naturali (in particolare acidificazione delle acque sotterranee, immissione di fertilizzanti, trattamenti fitosanitari). Grandi opportunità sono collegate alla diffusione di soluzioni digitali e di tecnologie che attengono alla “Smart Agricolture” ed alla “agricoltura di precisione” (OECD, Digital Opportunities for Better Agricultural Policies, settembre 2019).

Nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile, per l’Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si prefigge, in linea con la strategia F2F, un nuovo orientamento per il settore agro-alimentare verso tre macro-obiettivi: 1) competitività del sistema alimentare; 2) aumento delle sostenibilità dei processi produttivi agricoli; 3) aumento della resilienza dei terreni attraverso la prevenzione del dissesto idro-geologico. Le misure di settore sono contenute nella Componente 1 (“Economia circolare e agricoltura sostenibile”). Gli interventi principali riguardano: logistica; agri-solare; ammodernamento delle macchine agricole; sviluppo delle produzioni e delle tecnologie di biogas e bio-metano; invasi e sistema irriguo.

Monitoraggio e misura della sostenibilità

Mentre le definizioni di agricoltura sostenibile si susseguono di anno in anno, ad oggi sono disponibili rare valutazioni quantitative sulla sostenibilità agricola per i Paesi del mondo.

L’integrazione dei principi dello sviluppo sostenibile nelle politiche settoriali costituisce uno dei principali obiettivi strategici dove la realizzazione di una agricoltura sostenibile assume un’importanza centrale, data la stretta interdipendenza tra attività agricola e capitale naturale. A livello globale, le comunità accademiche, scientifiche e decisionali hanno concentrato la loro attenzione, già da anni, sui concetti di “ambiente sostenibile” e “sviluppo sostenibile” (Zhen e Routray, 2003), accompagnata da tentativi di escogitare modalità di misurazione della sostenibilità, di esaminare empiricamente la sostenibilità di alcune colture ben definite o di sistemi agricoli e di sviluppare metodi per misurarla (Zhen e Routray,2003). In qualsiasi studio sull’agricoltura sostenibile, in altre parole, sorge la domanda su come si può misurare la sostenibilità agricola.

La misurazione precisa della sostenibilità è impossibile perché è un concetto dinamico e sito-specifico (Ikerd, 1993) e perché ciò che è definito come “sostenibile” dipende in una certa misura dalle prospettive degli analisti (Webster, 1999). Ma, anche se la misurazione precisa dell’agricoltura sostenibile non è possibile, “… la selezione di parametri o criteri specifici, rende possibile dire se certe tendenze sono stabili, in salita o in discesa…” e notano che per l’agricoltura sostenibile, un requisito fondamentale è la gestione sostenibile della terra e delle risorse idriche. (Hayati et al., 2010).

Il monitoraggio agroambientale (MAA) e la valutazione dell’impatto dell’agricoltura sul sistema economico, sociale ed ambientale, consentono di verificare i progressi verso l’obiettivo della sostenibilità, fornendo un quadro dell’evoluzione dell’agricoltura dal profilo agroambientale. In questo, gli indicatori agroambientali (IAA) comparabili a livello internazionale (Eurostat e OCSE) ne forniscono la base e ad oggi, tra gli strumenti disponibili, essi sono tra i più appropriati allo scopo.

Un valido esempio è rappresentato dal complesso sistema di indicatori (basati sull’analisi integrata di aspetti sociali, economici e ambientali), sviluppato dalla Commissione Europea, utilizzato per il monitoraggio e la valutazione dei Piani di Sviluppo Rurale, e dalla diffusione, a livello internazionale, di Rapporti periodici sulla sostenibilità dell’agricoltura basati sull’analisi integrata di indicatori. (INEA, 2004).

Nonostante gli sforzi di diverse organizzazioni, l’invito a monitorare l’agricoltura in tutto il mondo non ha ancora prodotto set di dati effettivi che consentano valutazioni delle tendenze. La mancanza di una quantificazione coerente della sostenibilità agricola in più dimensioni ostacola l’identificazione di compromessi indesiderati degli interventi agricoli e lo sviluppo di soluzioni vantaggiose per tutti rispetto a più obiettivi di sostenibilità.







lunedì 1 settembre 2025

Cerimonia Guinness World Record

     Una location incantevole, un luogo meraviglioso, con tutti gli ingredienti per una favola di successo.

La recente premiazione con il riconoscimento del Guinness World Record, è un occasione  destinata a sedimentarsi nella memoria di chi ha partecipato all'evento

Al  Teatro Regina Margherita  di Caltanissetta lo scorso 25 febbraio, si è tenuta la cerimonia di consegna di ben due record mondiali.  Il primo record, avvenuto nella vicina città di Mazzarino, con il torrone più lungo del mondo realizzato il 18 settembre 2019 con 1004 metri di lunghezza.
Il secondo, avvenuto invece a Caltanissetta, con il cannolo più lungo del mondo realizzato l’11 settembre del 2022 con 21 metri e 43 centimetri.
La cerimonia di consegna è stata moderata dal past president Ristoworld Marcello Proietto di Silvestro.

I saluti istituzionali sono stati affidati al sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro, al sindaco di Mazzarino Domenico Faraci, alla presidente CdA Sac Società Aeroporto Catania nonché vicesindaco con delega alla cultura del Comune di Caltanissetta Giovanna Candura, all’assessore attività produttive del Comune di Caltanissetta Guido Delpopolo.

Tra gli intervenuti alla cerimonia, il detentore del record del cannolo di Caltanissetta Lillo Defraia, il detentore del Record di Mazzarino Maurizio Bongiovanni, (Bongiovanni Srl), la scrittrice e Prefetto per la Sicilia dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia, madrina della manifestazione dell’11 settembre 2022 Anna Martano, il fondatore di Ristoworld    Andrea Finocchiaro.

Durante la manifestazione Nino Sutera,  ha tenuto una lectio magistralis su “I dolci identitari  dal guinness alla De.Co. denominazione comunale”. “Coroniamo – hanno commentato Lillo Defraia e Marcello Proietto di Silvestro – il sogno della Città di Caltanissetta che detiene l’unico Guinness Word Records ufficialmente riconosciuto e per il quale abbiamo lavorato instancabilmente assieme a tutte le giacche bianche e ai tecnici che ringraziamo”.
“Siamo onorati di poter essere la città che detiene il Guinness World Record per il cannolo più lungo del mondo – ha dichiarato il sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro -.   


  “Il cannolo non è un prodotto tipico, ma    un prodotto identitario, per leggenda,  storia  e cultura locale” ha affermato Nino Sutera, "Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario e diventa esperienza totale.   La Denominazione Comunale (De.Co.) è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che afferma il suo primato nel territorio, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. La De.Co. è un prodotto del territorio (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, ecc.), con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie. Deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica, capace di muovere un target di viaggiatori, che la letteratura internazionale definisce “foodies”, viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.  Il percorso percorso per la  De.Co. si configura,   come un’irrinunciabile opportunità per recuperare e valorizzare le specificità locali, espressione dei luoghi di provenienza e la Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. ne ottimizza i risultati.

 

 Il record nisseno rappresenta uno straordinario veicolo di promozione della pasticceria storica siciliana nel mondo. L'iniziativa è stata promossa da Ristoworld ma ha visto il coinvolgimento e il fattivo contributo di tutti i sodalizi cultural-gastronomici siciliani. Il risultato conseguito è stato frutto di un lavoro corale e condiviso a riprova del fatto che le sinergie sono sempre utili e proficue. Quannu spunta u suli, spunta ppì tutti... A Caltanissetta il sole ha avuto la forma di un gigantesco cannolo e, personalmente, sono onorata di esserne stata madrina , ha affermato  Anna Martano.  

«Il doppio record di Mazzarino e Caltanissetta che abbiamo celebrato   in questa occasione – commenta Marcello Proietto di Silvestro,    conferma quanto sia importante il percorso di rivalutazione e difesa della migliore produzione identitaria, in un contesto di intelligente rilancio del territorio, anche in chiave turistica. Il cammino che abbiamo iniziato a suo tempo con Nino Sutera, che ringrazio sempre per l’instancabile attività, dimostra come una iniziativa di respiro internazionale come il Guinness World Records del cannolo più lungo del mondo a Caltanissetta può trasformarsi in un volano esclusivo anche per il comparto turistico del territorio».

 


                  








 


foto di 

                                                            Diego Avanzato 


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