martedì 24 giugno 2014

Identità e territorio, da Veronelli al Genius Loci

 

ninosutera 
Diego Planeta e Gian Arturo Rota hanno ricevuto i riconoscimenti di Ambasciatore dell'Identità Territoriale e Custode dell’Identità Territoriale, dal percorso Borgo Genius Loci De.Co. 

 La consegna è avvenuta a margine del convegno «Identità e territorio, da Veronelli al Genius Loci» che ha aperto, a Casa Planeta, la 19/esima edizione di Inycon, la rassegna dedicata al vino siciliano. 





 Luigi  Veronelli,   ha rappresentato e rappresenta il Rinascimento dell’Enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la  via per l'affermazione dei territori. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori.
L’eredità di Luigi Veronelli arriva anche  ai nostri giorni È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un settore, come quello del cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone a chi decide di farne una professione
Sulla citazione "sono un contadino che per errore ha fatto il giornalista"  «Veronelli ha creato la figura del gastronomo moderno. Con la sua penna colta e tagliente è stato il primo a indicare una strada nuova, e attraverso i suoi mirabili racconti di vino, i suoi viaggi, il suo “camminare la terra” ha ispirato molti,  nel difendere donne e uomini che presidiano i territori, che tengono in piedi le agricolture locali, che puntellano l’assetto idrogeologico di questo paese che frana da tutte le parti.
Oggi,   combatterebbe contro gli organismi geneticamente modificati, l’agricoltura intensiva, il disprezzo verso i piccoli produttori, l’oblio che scorre sulla civiltà contadina».
Portò in tribunale  la Coca Cola  perché non specificava tutti gli ingredienti nell’etichetta. Ideò  la De.Co  e intraprese battaglie per la filiera del prezzo al produttore,  valorizzava le piccole cose prodotte in un certo territorio, fin dagli inizi del 1980.    A terroir, termine francese, preferiamo il latino genius loci,  un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile.
La Denominazione Comunale è un processo culturale, non è un marchio di garanzia di qualità, ma la carta d’identità di un prodotto, un’attestazione che lega in maniera anagrafica un prodotto/produzione/evento al luogo storico di origine.
In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono perfettamente inutili, oltre che dannosi.(VEDASI BENE LA POSIZIONE DEL MIPAF E NON SOLO)
A terroir, termine francese, preferiamo il latino genius loci, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile.
Il percorso   GeniusLoci De.Co. ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il Percorso prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità-Trasparenza che rappresentano la vera componente innovativa. Il format è stato presentato, al Poster Session del Forum Pa di Roma, e a VALORE PAESE  economia delle soluzioni  organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia.
Non meno importante, il Gal Isc Madonie (Sicilia)ha adottato il percorso il primo in Italia, che coinvolge un’area vasta di 33 Comuni e tante iniziativa divulgative sparse in tutto il paese traguardate a Expo 2015, la costituzione della FederDe.Co. di Montecchio Maggiore a Vicenza.
  Ci sono luoghi in cui il genius loci è associato ad un monumento, ad un personaggio. Tuttavia le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d'infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto, a un evento. Ecco per noi il percorso significa anche recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze e le unicità dei luoghi.
La Denominazione Comunale (De.Co.) rappresenta un’opportunità per salvaguardare l'identità di un territorio legato a una produzione specifica, con pochi e semplici parametri, il luogo di “nascita” e di “crescita” di un prodotto, che ha un forte ed efficace valore identitario per una Comunità.
Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il locale rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “Genius Loci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili i momenti
Il format   è composto da 10-12 steps tra i quali “Ambasciatore dellʼidentità territoriale” e “Custodi dell’identità territoriale”   i quali sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un'importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante, che ritrova nel prodotto, un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari. Un percorso inedito, che mette a sistema l’azione consolidata del D.A. n. 77 del 26 luglio 2005, il Registro delle Eredità Immateriali (REI) e l’azione innovativa  di promozione dell’identità e dell’unicità dei territori, attraverso la De.Co.   un atto politico, nelle prerogative del Sindaco


   














lunedì 2 dicembre 2013

DeCo: quello che non tutti sanno

 NinoSutera

Un racconto storico, dalla posizione del MIPAF contro la procedura dell'ANCI  
“La De.Co. non è un marchietto, ne strumento di tutela."  
 


 Dalla contestazione istituzionale al riconoscimento culturale: la vera storia delle De.Co.  

La storia delle Denominazioni Comunali (De.Co.) in Italia è tutt’altro che lineare. È una vicenda complessa, attraversata da equivoci, contrapposizioni istituzionali e, soprattutto, da una persistente ambiguità interpretativa che ha spesso snaturato il senso originario dello strumento.

Tutto prende forma nei primi anni Duemila, quando alcuni Comuni iniziano a introdurre le De.Co. come strumenti di valorizzazione delle produzioni locali. In questa fase iniziale, il progetto promosso dall’ANCI tende a configurare la De.Co. come una sorta di marchio di qualità territoriale, accompagnato da regolamenti, disciplinari di produzione e commissioni tecniche. Una impostazione che, tuttavia, entra immediatamente in rotta di collisione con il quadro normativo europeo.

La posizione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAF) è chiara e inequivocabile già dal 2004. Con una nota ufficiale del 5 febbraio, indirizzata proprio all’ANCI, alle Regioni e alle Province autonome, il Ministero esprime un netto dissenso verso tali iniziative, ritenute illegittime. Il nodo centrale è giuridico: nessun ente locale può istituire marchi pubblici che attestino l’origine o la qualità di un prodotto agroalimentare, poiché tale competenza è riservata esclusivamente all’Unione Europea attraverso il sistema delle DOP e IGP disciplinato dal Regolamento CE n. 2081/92.

Il rischio, secondo il MIPAF e in linea con l’orientamento della Commissione europea, è duplice: da un lato, la violazione del principio di libera circolazione delle merci sancito dall’art. 28 del Trattato CE; dall’altro, la possibile configurazione di aiuti di Stato incompatibili con il mercato interno. In questo scenario, qualsiasi “marchio comunale” che richiami l’origine geografica dei prodotti si pone fuori dal perimetro della legittimità.

È proprio da questa frattura che emerge, nel 2005, un momento di svolta fondamentale: il Convegno di Alessandria. In quella sede si afferma con forza una distinzione destinata a segnare il futuro delle De.Co.: esse non sono marchi di qualità, né strumenti di certificazione, ma semplici attestazioni anagrafiche di identità territoriale. Non giudicano la qualità, non impongono disciplinari, non creano barriere. Registrano, piuttosto, un legame storico e culturale tra una comunità e le sue produzioni.

Questa interpretazione è perfettamente coerente con il pensiero di Luigi Veronelli, ideatore delle De.Co., (mai citato dall'ANCI nei documenti tecnocratici prodotti)   che le concepiva come un atto politico e culturale, non tecnico. Per Veronelli, la De.Co. è una dichiarazione del Sindaco, una presa d’atto pubblica che riconosce un prodotto come espressione autentica del territorio. Un censimento, più che una certificazione.

A rafforzare questa visione interviene anche l’allora Ministro Gianni Alemanno, che ribadisce come le De.Co. debbano limitarsi a essere strumenti di riconoscimento identitario, privi di qualsiasi ambizione regolatoria o qualitativa. Una semplice delibera comunale, dunque, capace di fotografare in un dato momento storico il patrimonio culturale e produttivo di una comunità.

È in questo solco che nasce il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co., un modello evoluto che supera definitivamente le ambiguità del passato. Qui la De.Co. non è più fraintesa come marchio, ma recuperata nella sua dimensione originaria: un dispositivo culturale fondato su cinque pilastri essenziali — territorio, tradizioni, tipicità, tracciabilità e trasparenza.

Questo approccio, presentato anche in contesti nazionali come il Forum PA 2013 e riconosciuto tra le buone pratiche dal Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, rappresenta una sintesi virtuosa tra identità locale e rispetto delle normative europee. Non vi è alcuna sovrapposizione con i sistemi DOP o IGP, ma una complementarità culturale.

In definitiva, la vera distinzione non è tra modelli concorrenti, ma tra visioni opposte: da una parte, chi continua a utilizzare impropriamente strumenti tipici della certificazione (disciplinari, commissioni, marchi), ignorando i vincoli normativi; dall’altra, chi riconosce nella De.Co. un atto di autodeterminazione culturale delle comunità locali.

La De.Co., dunque, non è un marchio. È memoria istituzionalizzata. È identità dichiarata. È, soprattutto, un atto politico nel senso più alto del termine: quello che affida al Sindaco il compito di custodire e trasmettere il patrimonio immateriale del proprio territorio.

Ed è proprio in questa dimensione che risiede la sua forza autentica.

 Taluni per opportunità, ignorano la storia, sono perfino capaci di parlare di De.Co nei comuni che hanno adottato il modello ANCI spacciandoli per le  De.Co di Veronelli, come dire parlano del diavolo e dell'acqua santa, contemporaneamente  ... contenti loro!
     Altri comuni mentre molto coerentemente hanno compreso le differenze e hanno annullato in autotutela  il percorso "farlocco" 
Per  completezza va anche aggiunto che l'ANCI ha abbandonato le De.Co ripiegando su un altro strumento la RES-TIPICA

mercoledì 11 settembre 2013

Qual’è la differenza tra De.Co. P.A.T. e R.E.I.?

 

NinoSutera

          Qual’è la differenza tra De.Co. P.A.T. e R.E.I. ?   Semplicemente, che  la De.Co  è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, per difendere e salvaguardare l’identità del suo  territorio. Gli altri strumenti compresi DOP.DOC.IGT.IGP.SGT   sono atti tecnocrati, strumenti utilissimi, sovvenzionati o meno, ma tecnocrati, che utilizzano gli strumenti propri (disciplinare, consorzi, ect,ect)

Sono tutti strumenti straordinari, ognuno assolve a una funzione, l'importante è che per ogni strumento si adotti la giusta "cassetta degli attrezzi", altrimenti si crea confusione, è come se un oculista utilizzasse nella sua funzione,  gli attrezzi del ginecologo e/o viceversa.


Partiamo dall’inizio.

Tempo fà  ho avuto modo di leggere una singolare richiesta di un solerte consigliere provinciale della provincia autonoma di Trento.  L’Oggetto? Proposta di mozione“Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale del Trentino” In sintesi il solerte Consigliere provinciale Dott. Roberto Bombarda, con la sua mozione ha proposto di adottare il modello  promosso della Regione Sicilia, relativo  alla Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale approvata dall’UNESCO il 17 ottobre 2003.

Si,  perché la Sicilia è stata la prima Regione in Italia ad approvare ed istituire   con il D.A. n. 77 del 26 luglio 2005, il Registro delle Eredità Immateriali (REI) e il Programma Regionale delle Eredità Immateriali.  Secondo la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, approvata dall'UNESCO il 17 ottobre 2003, le Eredità Immateriali (definite dall'UNESCO Intangible Cultural Heritage)

Il Registro delle Eredità Immateriali è costituito da SEI  Libri, ciascuno dei quali raccoglie una particolare Eredità Immateriale a seconda della sua natura.   WEB

il Libro delle Celebrazioni, delle Feste e delle Pratiche Rituali
in cui iscrivere i riti, le cerimonie e le manifestazioni popolari associate alla religiosità, ai cicli produttivi, all'intrattenimento e ad altri momenti che si pongono quali tratti storico-culturali caratterizzanti la vita di una comunità;

il Libro dei Mestieri, dei Saperi e delle Tecniche
in cui iscrivere le pratiche ergologiche legate alla storia e alle tradizioni delle comunità e le conoscenze riferite alla gestione del territorio e alla rappresentazione dei cicli naturali e cosmici;

il Libro dei Dialetti, delle Parlate e dei Gerghi
in cui iscrivere quei fenomeni di comunicazione linguistica che sono esito di particolari vicende storico-culturali o espressione di specifici gruppi socio-culturali;

il Libro delle Pratiche Espressive e dei Repertori Orali
in cui iscrivere le tradizioni musicali, coreutiche, drammatiche, verbali e ludiche trasmesse entro dinamiche di elaborazione comunitaria storicamente stratificate;

il Libro dei Tesori Umani Viventi
in cui iscrivere quegli individui, le collettività, i gruppi che si pongono quali detentori unici o particolarmente qualificati di saperi tecnici, rituali-cerimoniali, linguistici o espressivi riferibili a processi storico-culturali di "lunga durata";

il Libro degli Spazi Simbolici
in cui iscrivere gli spazi che hanno registrato eventi tali da sortire dinamiche di memorie collettive, produzione simbolica o che si pongono quali scenari socio-culturali storicamente identificati.

Passiamo ai P.A.T. il MIPAF ha avviato nel 2000 un percorso per includere  quei settori di nicchia, valorizzando i prodotti tradizionali in cui prodotti agricoli o dell' allevamento, e dell’artigianato, che  venivano lavorati secondo antiche ricette.

L’Unico requisito per essere riconosciuti come (PAT) è quello di essere  ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni »

  La suddivisione per categoria: prodotti lattiero-caseari, prodotti a base di carne, prodotti ortofrutticoli e cereali, prodotti da forno e dolciari, bevande alcoliche, distillati.WEB

                                                                            Passiamo alla De.Co. l'unico percorso nelle prerogative del Sindaco per esaltare l'identità del suo territorio

 La De.Co. (Denominazione Comunale) è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, etc) con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie.(in questo caso 25 anni sono pochini)   Valorizzare le specificità di una comunità in un'ottica di sviluppo locale, vuol dire scoprire come poter integrare gli elementi dell'identità nei prodotti del territorio. Promuovere, nelle scuole e in seno alle associazioni locali, iniziative finalizzate alla scoperta delle radici storiche, favorendo la trasmissione di know-how dalle antiche alle nuove generazioni.

Ideate da Luigi  Veronelli, che   ha rappresentato  il Rinascimento dell’Enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la  via per l'affermazione dei territori. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori.

L’eredità di Luigi Veronelli arriva anche  ai nostri giorni È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un settore, come quello del cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone a chi decide di farne una professione. Un Borgo Genius Loci De.Co. è molto più di un semplice paese. È un luogo dove storia, cultura, tradizioni e prodotti locali si intrecciano in un'unica, inconfondibile identità.E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. «Il genius loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura  mediterranea ed europea,ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell’ indefinito  globale»  WEB

Perché è così importante?

  • Salvaguardia delle tradizioni: I Borghi Genius Loci De.Co. contribuiscono a preservare le antiche usanze, i saperi artigianali e le ricette tramandate di generazione in generazione.
  • Sviluppo sostenibile: Promuovendo un turismo lento e di qualità, questi borghi favoriscono uno sviluppo economico rispettoso dell'ambiente e delle comunità locali.
  • Valorizzazione del territorio: Ogni borgo ha una storia da raccontare e un patrimonio culturale da tutelare. I progetti De.Co. aiutano a valorizzare questi aspetti, rendendoli un'attrazione per visitatori da tutto il mondo.

 Chiaramente non avendo niente a che fare con i strumenti di tutela, non può utilizzare la cassetta degli attrezzi di "altri"





giovedì 8 agosto 2013

Giusy Buscemi "Ambasciatrice dell'Identità Territoriale"

NinoSutera 

 

Mentre infuriano le polemiche su uno dei concorsi che più piacciono alle famiglie medie italiane, a  Porto Palo di Menfi,  la sua Città, Miss Italia Giusy Buscemi, diventa Ambasciatrice dell'identità territoriale  
 “Sono molto orgogliosa - ha esclamato la Miss Italia 2012 Giusy Buscemi - per il riconoscimento ricevuto. Peraltro fin dalla mia elezione a Miss Italia mi sono mostrata disponibilissima a promuovere tutte le potenzialità del nostro territorio. E continuerò a farlo con tutte le mie energie”.
                                                

   Alla serata hanno preso parte il Sindaco della Città di Menfi Enzo Lotà,  Giuseppe Bivona Presidente della Lurss Onlus, Roberta Urso responsabile delle pubbliche relazioni delle Cantine Settesoli,  tante immagini e ottima musica, una bella serata condotta da Lilian d’Anna, e chiaramente  Miss Italia.  Prima del  brindisi finale la Consegna della targa e la pergamena di riconoscimento della Lurss.Onlus   con il dott. Giuseppe Bivona,


   

Giusy Buscemi Miss Italia 2012, interpreta una identità riconosciuta, una bellezza straordinariamente condivisa, in un territorio ricco di storia, tradizioni, risorse ambientali e di giacimenti enogastronomici. Menfi, già Inycon, la sua Città, ha così voluto attribuirgli il riconoscimento di

 “AMBASCIATRICE DELL’IDENTITA’ TERRITORIALE”


Il riconoscimento “Ambasciatrice dell’identità territoriale” rappresenta uno degli steps del percorso  Borghi GeniusLoci De.Co  , elaborato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, presentato al Poster Session del Forum Pa 2013 che si è svolto presso il palazzo dei congressi di Roma.

La De.Co. (Denominazione Comunale)nasce da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così affermava: – Attraverso la De.Co. il “prodotto” del territorio acquista una sua identità, rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale e, soprattutto, un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.

Al fine di valorizzare i prodotti identitari e i loro territori meritevoli della Denominazione Comunale (De.Co.), la Rete dei Borghi Genius Loci De.Co. è un’iniziativa rivolta ai Comuni che hanno adottato il percorso per la De.Co. o che hanno i requisiti per farlo.

La Denominazione Comunale (De.Co.) è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, si alimenta dal fascino della fascia tricolore è afferma il suo primato nel territorio, attraverso una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro.

Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico che, se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.

Esaltare la nozione di identità nei prodotti del territorio, siano essi pietanze, dolci, saperi, eventi o lavori artigianali è l’obiettivo per cui nasce la Rete dei “Borghi Genius Loci De.Co.”, come una nuova opportunità per recuperare e valorizzare le specificità locali, quali espressioni identitarie dei luoghi di provenienza.

Luigi Veronelli, enologo, gastronomo e scrittore lombardo, a cui si deve l’ideazione delle De.Co., ha rappresentato, e rappresenta ancora, il rinascimento dell’eno-gastronomia. taliana in tutte le sue espressioni; ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori e dei prodotti identitari.

È in questo scenario che nel 2005 è stato ideato il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.. Un percorso culturale che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.

La De.Co. è un prodotto del territorio (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, ecc.), con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie. Deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica, capace di muovere un target di viaggiatori, che la letteratura internazionale

definisce “foodies”, viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.

Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario, per diventare esperienza sociale e storica.

Ogni cibo coinvolge immediatamente quattro sensi: vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente l’espressione di una terra tocca anche l’udito e la mente, perché si racconta e racconta quel luogo con la sua storia e le sue tradizioni.

Quando arriva nel piatto, quel cibo ha detto tante cose e quando lo si assapora diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo.

Il termine genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito, l’anima di un luogo e caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali, culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione oltre all’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia.

Il “Genius Loci” è definito da Luigi Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo- ambiente-clima e cultura produttiva.

È, pertanto, quell’unicum che caratterizza quella particolare atmosfera che rende un posto speciale agli occhi del visitatore: l’effetto Genius Loci, ossia la capacità di un territorio di produrre, grazie al saper fare dell’uomo, l’anima del territorio nella quale si riconosce, in modo permanente, la singolarità ed il valore del luogo stesso.

Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi, di eccezionalità e di unicità.

Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale di un pensiero innovativo, volto alla difesa delle peculiarità territoriali e alla valorizzazione identitaria dei territori rurali

 

giovedì 25 ottobre 2012

Percorso della Rete dei Borghi Genius Loci De.Co.

Daniela Nuccia

 

                       La Rete dei Borghi Genius Loci De.Co. si configura come un progetto culturale, sociale ed economico volto a salvaguardare e promuovere l’identità dei piccoli borghi italiani, attraverso la valorizzazione dei prodotti agroalimentari, artigianali e culturali locali. Fondata sull’idea del grande Luigi Veronelli, le Denominazioni Comunali (De.Co.) rappresentano oggi un modello unico per la tutela del Genius Loci, inteso come spirito e anima di un territorio.



In un’epoca segnata dalla globalizzazione e dalla standardizzazione dei prodotti, i borghi italiani rischiano di perdere la loro unicità. I Borghi Genius Loci De.Co. costituiscono una risposta concreta a questo fenomeno, ponendosi come baluardi culturali e sociali, in cui la memoria storica, i saperi tradizionali e le pratiche locali si intrecciano con strategie di sviluppo sostenibile e innovazione territoriale.


Il Genius Loci: definizione e significato

Il concetto di Genius Loci, centrale nel percorso dei borghi, è stato definito da Luigi Veronelli come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Esso rappresenta l’anima di un luogo, l’insieme delle caratteristiche ambientali, architettoniche, culturali, sociali e produttive che rendono unico ogni borgo.

Il Genius Loci non si manifesta soltanto nei paesaggi o negli edifici storici, ma anche nelle tradizioni, nei rituali, nei prodotti alimentari e nelle pratiche artigianali che raccontano la storia di una comunità. Per identificarlo, è necessario osservare attentamente, ascoltare la comunità e comprendere le dinamiche storiche e culturali che hanno plasmato il territorio.

Nei Borghi Genius Loci De.Co., il Genius Loci diventa quindi strumento di attrattività: è ciò che differenzia un borgo dall’altro, creando un’esperienza unica per il visitatore e un’identità forte per la comunità locale.


Le De.Co. Genius Loci: identità e valore

Le Denominazioni Comunali (De.Co.) costituiscono il cuore operativo del percorso. Non si tratta semplicemente di riconoscere prodotti tipici, ma di valorizzare prodotti identitari che raccontano la storia e le tradizioni di un borgo.

Caratteristiche principali delle De.Co.:

1.    Identità storica e culturale: ogni prodotto De.Co. è legato a un racconto, una leggenda, un evento storico o una pratica tradizionale. Questo lo distingue dai prodotti commerciali, anche se ottimi, che non hanno una memoria collettiva.

2.    Autenticità e unicità: i prodotti De.Co. riflettono la specificità del territorio, dal microclima alle tecniche di lavorazione, dalle varietà locali alla cultura alimentare della comunità.

3.    Strumento di sviluppo locale: le De.Co. trasformano il patrimonio identitario in opportunità economica, favorendo il turismo enogastronomico, la promozione culturale e la coesione sociale.

4.    Approccio partecipativo: la comunità locale è protagonista nella definizione dei prodotti identitari, garantendo che la De.Co. rifletta l’identità collettiva e non solo scelte commerciali o amministrative.

Le De.Co., quindi, non sono un marchio di qualità normato dai regolamenti europei come DOP, IGP o STG, ma rappresentano un sigillo identitario che fissa, in un dato momento storico, ciò che definisce un borgo e la sua comunità.


Localismo e difesa dell’identità territoriale

Il localismo è un principio guida del percorso: valorizzare ciò che è unico e irripetibile di ogni borgo significa proteggere la cultura, la memoria e il Genius Loci dalla pressione omologante dei mercati globali.

In un contesto economico e sociale in cui il cibo e i prodotti culturali rischiano di diventare omogenei, i Borghi Genius Loci De.Co. affermano la centralità del territorio come risorsa identitaria e attrattiva. L’obiettivo non è semplicemente consumare prodotti locali, ma comprendere e vivere la cultura che li ha generati, instaurando un legame profondo tra visitatore e comunità locale.

Il percorso della Rete, quindi, non è solo una strategia di marketing territoriale, ma un vero e proprio progetto culturale che promuove consapevolezza, appartenenza e tutela del patrimonio locale.


Custodi e Ambasciatori dell’identità territoriale

Un elemento distintivo del percorso sono le figure dei custodi e ambasciatori dell’identità territoriale.

  • Custodi dell’identità territoriale: membri della comunità, produttori o amministratori che garantiscono la trasmissione dei saperi tradizionali, tutelano le pratiche culturali e promuovono l’adozione delle De.Co. come strumento di valorizzazione locale.
  • Ambasciatori dell’identità territoriale: figure incaricate di promuovere la cultura del borgo all’esterno, a livello regionale, nazionale e internazionale, rafforzando il riconoscimento delle eccellenze locali e diffondendo il Genius Loci come valore culturale condiviso.

Queste figure svolgono un ruolo chiave nella sostenibilità e nel successo del percorso, perché creano connessioni tra comunità locali e pubblico esterno, generando visibilità, reputazione e opportunità di sviluppo.


L’audizione pubblica: un momento di confronto e partecipazione

L’audizione pubblica costituisce un momento cruciale del percorso: è lo spazio in cui i borghi presentano ufficialmente la propria candidatura a Borgo Genius Loci De.Co., confrontandosi con istituzioni, stakeholder, produttori e cittadini.

L’audizione ha diversi obiettivi:

1.    Condivisione di progetti e strategie: il borgo presenta il proprio patrimonio identitario, i prodotti De.Co. e le iniziative culturali.

2.    Coinvolgimento della comunità: cittadini e associazioni partecipano attivamente, rafforzando il senso di appartenenza e responsabilità collettiva.

3.    Definizione di politiche locali condivise: l’audizione permette di individuare azioni concrete per valorizzare il territorio, tutelare il Genius Loci e promuovere sviluppo sostenibile.

Attraverso questo strumento, il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co. diventa partecipativo, trasparente e inclusivo, coinvolgendo tutti gli attori locali nella costruzione di un progetto comune.


Il Cibo come espressione del Genius Loci

Nei Borghi Genius Loci De.Co., il cibo non è solo nutrimento: è identità, cultura e memoria. Ogni prodotto identitario racconta una storia, tramanda valori e tradizioni, e offre al visitatore un’esperienza unica di conoscenza e connessione con il territorio.

Il cibo, così inteso, diventa anche strumento educativo e turistico. I piatti tipici locali, i formaggi, i vini e i prodotti artigianali sono letti come opere d’arte: frutto di gesti, sapori e profumi che non si ripetono altrove. La tavola diventa luogo di narrazione del Genius Loci, dove il visitatore può percepire l’anima del borgo attraverso un’esperienza multisensoriale.


Sostenibilità e sviluppo locale

Il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co. è intrinsecamente legato a principi di sviluppo sostenibile. La valorizzazione dei prodotti identitari favorisce:

  • L’economia circolare e le filiere corte, riducendo l’impatto ambientale e rafforzando il tessuto produttivo locale.
  • La tutela della biodiversità e delle varietà agricole tradizionali.
  • La creazione di opportunità lavorative e di sviluppo per piccole comunità rurali.
  • La promozione di un turismo consapevole, che rispetta il territorio e sostiene la comunità locale.

In questo senso, le De.Co. non sono solo un riconoscimento simbolico, ma strumenti concreti di pianificazione strategica, in grado di generare valore economico, culturale e sociale.


Politiche alimentari e rigenerazione territoriale

I Borghi Genius Loci De.Co. si ispirano ai principi delle food policy, ma li contestualizzano a livello locale. Tra le iniziative principali:

  • Filiera corta e mercati locali, per garantire freschezza e autenticità dei prodotti.
  • Mense scolastiche e comunitarie con prodotti identitari, educando i giovani alla cultura alimentare del territorio.
  • Eventi, sagre e manifestazioni culturali, che non siano meri strumenti turistici, ma occasioni di conoscenza e promozione dei saperi locali.
  • Tutela delle tradizioni agricole e artigianali, opponendosi alla standardizzazione globale dei prodotti.

Queste politiche rafforzano la coesione sociale, favoriscono la partecipazione della comunità e consolidano la reputazione del borgo come luogo autentico e attrattivo.


Sfide, opportunità e innovazione

Il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co. non è privo di sfide:

  • La stagionalità e la limitata disponibilità dei prodotti.
  • La necessità di bilanciare tradizione e innovazione, senza compromettere l’autenticità.
  • La competitività sul mercato globale, che richiede strategie di comunicazione e marketing efficaci.

Le opportunità, però, sono straordinarie: rafforzamento dell’identità, attrattività turistica, sviluppo economico sostenibile, creazione di reti culturali e imprenditoriali. La sfida principale è mantenere il valore simbolico e culturale dei prodotti identitari, senza ridurli a meri strumenti commerciali.


Il futuro dei Borghi Genius Loci De.Co.

Il percorso rappresenta un modello replicabile a livello nazionale e internazionale. Il futuro si fonda su:

1.    Espansione della rete: coinvolgimento di nuovi borghi, regioni e comunità.

2.    Formazione continua di custodi e ambasciatori: per garantire la continuità del progetto.

3.    Innovazione radicata nella tradizione: tecniche produttive, marketing territoriale e promozione turistica rispettose del Genius Loci.

4.    Sostenibilità e responsabilità collettiva: sviluppo economico integrato con tutela ambientale e culturale.


Conclusione

La Rete dei Borghi Genius Loci De.Co. dimostra che il cibo, i saperi e le tradizioni locali possono diventare leve strategiche di sviluppo sostenibile, coesione sociale e promozione culturale. Custodire il Genius Loci significa garantire alle generazioni future la possibilità di conoscere, vivere e celebrare la propria identità territoriale, attraverso prodotti, piatti, eventi e paesaggi che raccontano la storia di un borgo e la sua anima unica.

I Borghi Genius Loci De.Co. non sono solo luoghi da visitare: sono laboratori di memoria, innovazione e identità, in cui il cibo, la cultura e la comunità si intrecciano in un progetto condiviso di valorizzazione territoriale, resistenza culturale e sviluppo sostenibile.


 

 

 


venerdì 12 ottobre 2012

Cibo, identità territoriale e politiche locali per un futuro sostenibile

 NinoSutera


Borghi Genius Loci De.Co. – Cibo, identità territoriale e politiche locali per un futuro sostenibile

Nei Borghi Genius Loci De.Co., il cibo non è soltanto nutrimento: è identità territoriale. È la somma di qualità, gusto e aspetto, ma anche il riflesso di un paesaggio, di un’economia, di un sapere comunitario, di valori etici e culturali radicati nei secoli. Ogni prodotto racconta un luogo, ogni piatto tramanda una memoria, ogni sapore custodisce la relazione profonda tra l’uomo e il suo territorio.



  


 

Nel mondo contemporaneo, caratterizzato da un ritmo sempre più veloce e da un’economia globale che tende all’omologazione, i Borghi Genius Loci De.Co. rappresentano un baluardo di resistenza culturale, sociale ed economica. Essi custodiscono e valorizzano il legame tra cibo, territorio e comunità, facendo di questo connubio un motore di sviluppo sostenibile e di salvaguardia della memoria collettiva.

Il concetto di “cibo” in questa prospettiva va ben oltre il semplice nutrimento: diventa patrimonio culturale vivo, espressione di identità territoriale e manifestazione tangibile del Genius Loci, quella forza immateriale e irripetibile che caratterizza ogni luogo, fatta di storia, tradizioni, paesaggi e relazioni umane. Nei borghi, ogni piatto, ogni prodotto, ogni tecnica di lavorazione racconta una storia che affonda le radici nella terra e nella memoria, rafforzando il senso di appartenenza e continuità.


Il Cibo come Anima del Territorio

Nei Borghi Genius Loci De.Co., il cibo non è una merce indifferente prodotta in serie, ma un elemento identitario carico di significato. Le ricette, le coltivazioni, i metodi di conservazione e di trasformazione degli alimenti sono frutto di un sapere tramandato di generazione in generazione, affinato dall’esperienza e adattato alle specificità ambientali e culturali di ciascun borgo.

Mangiare un prodotto identitario significa entrare in dialogo con il territorio: assaporare un formaggio tipico, un pane tradizionale o un piatto della cucina locale equivale a percorrere secoli di storia, a rivivere gesti e rituali che hanno modellato il paesaggio e la vita comunitaria.


Identità Territoriale: un Valore Strategico

L’identità territoriale è il filo rosso che unisce le persone al loro ambiente, traducendosi in pratiche, simboli, saperi e valori condivisi. Nei Borghi Genius Loci De.Co., essa non è un concetto astratto, ma un capitale vivo che genera economia, turismo di qualità e coesione sociale.

Promuovere l’identità territoriale attraverso il cibo significa rafforzare la reputazione del borgo, differenziarlo in un mercato globale saturo di proposte standardizzate e attrarre visitatori in cerca di autenticità. Le amministrazioni comunali, in sinergia con produttori, ristoratori e associazioni, svolgono un ruolo decisivo nella costruzione e tutela di questa identità, trasformandola in una leva strategica per lo sviluppo locale.


Il Genius Loci: l’Anima dei Luoghi

Ogni borgo possiede un proprio Genius Loci, un carattere unico e irripetibile che si manifesta nei paesaggi, nei suoni, nei colori, nei profumi, nelle architetture e persino nel modo di accogliere gli ospiti. Il Genius Loci non è soltanto memoria storica, ma anche energia vitale che alimenta la creatività e il senso di comunità.

Nei Borghi Genius Loci De.Co., il Genius Loci si traduce in un approccio integrato al cibo e alla vita sociale: l’agricoltura, l’artigianato, l’ospitalità e la gastronomia dialogano tra loro, creando un tessuto vivo e coeso. Valorizzare il Genius Loci significa anche proteggere la biodiversità, mantenere paesaggi armonici e preservare l’uso di materie prime locali.


Le Politiche del Cibo come Strumento di Rigenerazione

L’approccio dei Borghi Genius Loci De.Co. si ispira alle migliori pratiche di food policy, ma le radica nel contesto locale. Non si tratta solo di definire regole per la produzione e il consumo, ma di costruire un patto comunitario che tenga insieme economia, ecologia e cultura.

Questo patto si concretizza in iniziative come:

  • Filiere corte e mercati locali, per ridurre l’impatto ambientale e garantire la freschezza dei prodotti.

  • Mense scolastiche e comunitarie che privilegiano prodotti identitari e di stagione, educando i più giovani al gusto e alla consapevolezza alimentare.

  • Eventi e sagre che non siano semplici attrazioni turistiche, ma occasioni di educazione culturale e promozione del territorio.

  • Tutela delle varietà agricole tradizionali, in contrasto con la perdita di biodiversità provocata dalla standardizzazione globale.


Sfide e Trade-off

Il percorso non è privo di sfide: la stagionalità, le limitazioni produttive, le esigenze di competitività e la necessità di adattarsi alle norme di mercato richiedono equilibrio e visione strategica. Scegliere di proteggere un prodotto identitario può comportare costi e difficoltà logistiche, ma il ritorno in termini di reputazione, coesione sociale e attrattività turistica è inestimabile.

I Borghi Genius Loci De.Co. rispondono a queste sfide con innovazione radicata nella tradizione: tecniche moderne che rispettano i saperi antichi, marketing territoriale che non tradisce l’autenticità, modelli di economia circolare che generano valore senza consumare risorse.


Contrastare l’Omologazione Alimentare

Il processo di “globalizzazione” alimentare sta progressivamente erodendo i modelli dietetici tradizionali, favorendo un consumo omogeneo, spesso povero di nutrienti e slegato dal territorio. Nei Borghi Genius Loci De.Co., la difesa del cibo locale è anche una forma di resistenza culturale: la dieta mediterranea, le ricette storiche, le lavorazioni artigianali diventano strumenti per mantenere viva una relazione sana e consapevole con il cibo.

Difendere il locale significa anche difendere paesaggi agrari storici, biodiversità e saperi comunitari, proteggendo ciò che rende ogni borgo unico al mondo.


Conclusione: un Patto per il Futuro

I Borghi Genius Loci De.Co. dimostrano che il cibo può essere il cuore pulsante di un progetto di rinascita territoriale. Qui, il nutrimento del corpo si intreccia al nutrimento della memoria e dello spirito; ogni pasto è un atto politico, culturale e identitario; ogni prodotto è una testimonianza vivente di una comunità che resiste e innova.

Custodire e promuovere il Genius Loci significa assicurare che le generazioni future possano ancora riconoscere sé stesse nei sapori, nei profumi e nei paesaggi che oggi raccontiamo. È un impegno collettivo che va oltre la gastronomia: è la scelta di vivere in armonia con la propria terra, trasformando il cibo in linguaggio universale di appartenenza e bellezza.


 

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