Parte dalla Sicilia, il Parlamento Rurale Europeo, presente in quasi tutti i Paesi Europei, è una campagna a lungo termine per dare voce alle popolazioni rurali in Europa.
lunedì 27 novembre 2017
Parlamento Rurale Europeo
giovedì 16 novembre 2017
La Valle dell’Alcantara nel Parlamento Rurale Europeo
L’Ente Parco Fluviale, avente sede a Francavilla di Sicilia, ha aderito al comitato promotore per l’istituzione anche nel nostro Paese dell’organismo rappresentativo delle esigenze dei territori a vocazione agricola. «Gli Stati che se ne sono già dotati – sottolinea l’esperto Nino Sutera – hanno tratto da questo strumento grandi benefici»
sabato 11 novembre 2017
lunedì 23 ottobre 2017
domenica 15 ottobre 2017
Montevago, Borgo GeniusLoci
Va detto che non è un percorso per tutti, ne tanto meno tutti i Comuni hanno i requisiti necessari per essere inseriti tra i Borghi GeniusLoci De.Co. ma sopratutto la capacità di valorizzare l'identità locale con continuità.
giovedì 12 ottobre 2017
Montevago Borgo GeniusLoci De.Co
Focus della XXII edizione della Sagra del Vino è la “Cassatedda Sfigghiuliata” come prodotto del territorio della tradizione dolciaria Montevaghese, unico nel suo genere viste caratteristiche di lavorazione e di preparazione e di storicità. L’obiettivo recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio.
Il Comune di Montevago con delibera di Giunta Municipale n.99 del 29.09.2016 su proposta del Vice Sindaco Ing Giuseppe Arcuri, ha avviato la procedura per l’istituzione della De.Co. (Denominazione Comunale)
domenica 3 settembre 2017
Alla riscoperta del Giustalisa con i grani rari della Valle del Belice
. Tavolo tecnico di degustazione enogastronomica del menu’ a 4 mani degli chef dell’Alberghiero e della Ristorazione di Castelvetrano Francesco Mauceri e Michele Ciaccio.
Alla Kermesse di mercoledi’ 6 settembre (ristorante Opuntia di Santa Margherita di Belice) partecipano i cattedratici Baldo Portolano, Pinetto Di Prima e Giuseppe Bivona; i giornalisti Giacomo Glaviano e Attilio Vinci; Giuseppe Russo, Consorzio Ballatore, e Nino Sutera Osservatorio Neo-Ruralita’ Esa, nonche’ tanti amanti del buon gusto autoctono come Francesca Cerami e il titolare dell’azienda Melchiorre Ferraro e famiglia
Da piu’ parti, si invoca il “ritorno alle origini”, quando le varieta’ di grano che crescevano nei nostri campi erano tante, indicate da nomi insoliti o dialettali, e poco importava che le spighe fossero imperfette e una diversa dall’altra se poi il sapore di quello che se ne otteneva era buono, in tutti i sensi. Se e’ vero che oggi anche la dizione “grani antichi” rischia di diventare un tormentone.Povero grano, verrebbe da dire. Additato da tanti come nemico numero uno e responsabile di intolleranze e malesseri nonostante sia alla base della Dieta Mediterranea. Vittima al tempo stesso di disinformazione e allarmismi mediatici e di sperimentazione genetica senza scrupoli, che spesso ha finito con il renderlo tutt’altro da quello che era in origine: un vero tesoro – come ricorda lo spettacolo dei campi dorati prima della mietitura – alla base della tradizione gastronomica italiana e mediterranea, a cominciare dal pane e dalla pasta
La Sicilia, fulcro di questi preziosi giacimenti. Russello, Perciasacchi, Nero delle Madonie, Tumminia, Giustalisa, sono tra i nomi delle varieta’ autoctone che tornano a crescere, ad opera di agricoltori determinati e di ricercatori appassionati, tra i campi siciliani come appunto la Famiglia Ferraro di Santa Margherita Belice.
In tutta l’isola sta nascendo una vera e propria “economia del grano”, dove antiche tradizioni e nuove imprese vanno a braccetto creando cultura e nuove nicchie di mercato. «La gente sta iniziando a fare sempre più attenzione a quello che mangia, a partire dal grano – dice Nino Sutera dell’Osservatorio di NeoRuralita’ dell’Ente di Sviluppo Agricolo, noi abbiamo il dovere di facilitare e incoraggiare questo processo. L’evento organizzato dalla famiglia Ferraro non e’ solo per intenditori, ma ha l’ambizione di favorire la diffusione di un stile alimentare sano e nutraceutico conclude Nino Sutera.
lunedì 31 luglio 2017
A Nino Sutera il riconoscimento di Accademico
L’abbiamo incontrato, per una breve intervista.
Nino Sutera, Diploma di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, Funzionario Direttivo della Regione Siciliana, Divulgatore Agricolo, responsabile dell'Osservatorio Neorurale “Formatore Consulente” del Formez, Componente del Gruppo di lavoro del MIPAF, Referente della rete interregionale sulla ricerca e servizi allo sviluppo, Iscritto all’Albo regionale dei Formatori interni presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Sicilia ,Consulente Formatore del PAN fitofarmaci, Ideologo dei Borghi GeniusLoci De.Co. e del Percorso informativo di sviluppo locale “Un Villaggio di idee” Coordinatore del G.I.T (Gruppi d’interesse territoriale del MIUR) Ideologo della Libera Università Rurale, componente della task force nazionale per le De.Co. autore di diverse pubblicazioni e relatore a tanti eventi divulgativi, blogger, Coordinatore per l'Italia del Parlamento Rurale Europeo, infine coordinatore editoriale di Terrà Multimediale dell'Assessorato Agricoltura.
Bel curriculum?
Così dicono gli addetti ai lavori
Allora Dr Sutera o Nino come preferisce?
Nino, chiaramente.
Tra le competenze, riconosciute da più parti, le politiche sulla NeoRuralità, di cosa si tratta?
NeoRurale è un modo per descrivere, chi torna alla terra fondendo tradizione ed innovazione. Chi vede nella NeoRuralità una concreta opportunità per se stessi, le proprie famiglie e le comunità locali, un processo culturale condiviso di valenza diffusa.
Il modello di sviluppo seguito da Neorurale è frutto di una profonda innovazione culturale nelle zone rurali. Un cambiamento di prospettiva che non prevede lo sviluppo di nuove tecnologie, ma utilizza in modo creativo quelle esistenti
Un Ente pubblico ha il diritto-dovere di osservare il fenomeno che già è una realtà in tutt'europa.
Ecco allora che neorualità e neoagricoltura contadina stanno introducendo ‘nuovi/antichi codici’ di produzione di qualità locale e ambientale in rapporto a nuove forme sociali di scambio diretto con l’autorganizzazione del consumo.
Lei è anche l’ideologo del percorso Borghi Genius Loci De.Co. un percorso culturale che molti Amministratori lungimiranti hanno adottato, Di cosa si tratta?
Borghi GeniusLoci De.Co è un percorso culturale, che mira al recupero delle nostre tradizioni e alla valorizzazione delle produzioni tipiche.
Al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio.
Un percorso consolidato anche da riconoscimenti esterni?
Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO
Che sapore ha essere insignito del riconoscimento di Accademico?
La cerimonia di investitura è stata molto emozionante, poi ricevere il riconoscimento insieme a Massimiliano Tripoli - Chirurgo Plastico, Giuseppe Barcellona - scrittore e storico Giornalista; Grazia Locascio - Dirigente del Centro Emodialitico; Alberto Maniaci, Direttore d’orchestra, compositore e pianista, non capita a tutti, ne tutti i giorni.
Ma Lei non si sente un Funzionario pubblico un po’ atipico?
Dipende dai Funzionari che Lei conosce.
In che senso?
Nel senso che nelle professioni come nella vita, c’è chi sa essere e sa fare, chi guarda, chi in qualche misura fa quello che può, si rende utile, e chi non sa ne fare, ne essere utile, di questi proprio non se ne avverte la necessità, ma purtroppo ci sono.
Quale delle iniziative avviate Le ha dato maggiori soddisfazioni?
Ma, guardi non è che si può fare una classifica.
Si ma c’è ne sarà una che è stata migliore delle altre?
No, guardi non funziona proprio così,non è una gara tra migliori e peggiori.
Prendo spunto nelle mie attività e iniziative dall’aforisma di Thomas Alva Edison “il valore di un idea sta nel metterla in pratica”Partecipare da protagonista in uno spazio di del Claster BioMediterraneo di Expo 2015, per ben tre volte, oppure all’Assemblea dei Sindaci dei Borghi De.Co., piuttosto al Session Poster del Forum PA, oppure a Palazzo Steri, o all'Orto Botanico, piuttosto in un’Aula Consiliare del Borgo più piccolo d'Italia, ha la stessa identica valenza.
Anche se?
Cosa?
Si, in effetti un'attività che mi ha dato tanta gratificazione c'è.
Ho partecipato insieme a 350 Colleghi a un percorso di riqualificazione, Progetto Demetra del Formez, struttura nazionale di governace, ecco sono stato uno dei pochi Funzionari, che dopo aver superato una prova selettiva, ha completato il percorso 30 unità (il 90% erano Dirigenti).
Dal 2017 al 2020 ha diretto del Campo Carboj dell'ESA, ci parli in sintesi di questa esperienza
Sono stato nel team di progettazione della Direzione Generale inoltre da componente del tavolo tecnico nazionale sulle Misure 1 e 2, ho avviato la manifestazione d’interesse per la costituzione di una long list con oltre 300 consulenti, propedeutica alla partecipazione del bando della Misura 2.1.1. Ho curato l’accreditamento come ente di formazione all’Assessorato al Lavoro, procedura non semplice per diversi ordini di motivi. Inoltre in occasione del 60° anniversario della costituzione dell’Azienda Campo Carboj, nel 2018 è stata realizzata la prima bottiglia di olio prodotto in Azienda, stilato un protocollo d’intesa con la LILT per la raccolta fondi a favore della ricerca oncologica, chiaramente iniziativa condivisa dal CdA e dal Direttore Generale, nel 2019 abbiamo ripetuto l’esperimento. Oppure abbiamo messo a coltura oltre 6 Ha di terreno prima incolto e abbandonato e grazie agli sponsor e nel 2019 abbiamo realizzato la prima semola di grano, e la prima pasta con grano di tuminia prodotta in Azienda, inoltre abbiamo realizzato le prime olive da mensa in salamoia, solo per citare qualche esempio.
Poi ci sono le attività divulgative e informative?
Si, abbiamo curato anche l’aspetto divulgativo e di comunicazione delle attività di competenza, consideri che il blog https://unirurale.blogspot.com/ aveva una frequenza di 2000 contatti al mese, personalmente ho partecipato a oltre 120 tra convegni, tavole, rotonde e seminari, nella qualità di Funzionario della Direzione Generale. Una delle iniziative di successo è stato il format “Mangiare è un atto agricolo, Alimentarsi bene per vivere meglio” Un percorso plurale che visto l'Ente protagonista insieme alla LILT realizzando una iniziativa itinerante inedita, a favore della prevenzione oncologica. Tantissimi eventi in tutta la Sicilia, dedicati alla sensibilizzazione sui corretti stili di vita da adottare quotidianamente per ridurre il rischio di ammalarsi non solo di tumore ma anche di altre malattie. Almeno un terzo dei tumori sono prevenibili. Ecco perché è così importante diffondere le informazioni che possono salvare la vita e ridurre anche l'impatto sulla spesa sanitaria.
Blogger, con oltre 2000 contatti al mese, un risultato straordinario. E’ sorpreso?
Non lo so se è un risultato straordinario, so che c’era un grande vuoto da colmare, e sinceramente non penso che il blog da solo può colmare un deficit di investimenti immateriali.
Veda, è ormai certo che le aree d'Europa che investono in risorse immateriali, sconoscono lo stato di crisi del settore agroalimentare. Di contro, le regioni che non credono che lo sviluppo dipenda dagli elementi dell'economia della conoscenza, ogni stagione è buona per chiedere lo stato di crisi. Non è un caso, ma la realtà dei fatti. La frequenza di visitatori del blog forse indica, che c’è una grande richiesta di informazioni tematiche.
Ecco Lei ha ricevuto e consegnato tanti riconoscimenti, qual'è la differenza? se c'è una differenza.
Ne parliamo la prossima volta, se vuole, comunque non ho ricevuto tanti riconoscimenti, ma qualcuno.
Grazie
Grazie a lei
A Filippo Drago il riconoscimento di Ambasciatore dell’Identità Territoriale dei Borghi GeniusLoci De.Co.
Non è solo la risposta del territorio rispetto alle polemiche sterili degli ultimi giorni, ma il giusto riconoscimento all'ultimo mugniaio come ama definirsi Filippo
L’ambito riconoscimento è stato conferito alle dott.sse Linda Pisano e Giada Bellanca, a Bonetta dell'Oglio, Gaetano Basile, Natale Giunta, Diego Planeta, Antonio Presti Rosario Ubriaco, Stefano Sanfilippo, alle Miss Italia 2012 e 2014, a Miss Mondo Sicilia 2016, alle Miss Nebrodi 2015 e 2016
giovedì 11 maggio 2017
domenica 26 marzo 2017
Tradizionale, tipico, identitario
DanielaTorcia
Nel linguaggio comune, termini come “tipico”, “tradizionale” e “identitario” vengono spesso usati come sinonimi. Ma, spiega Nino Sutera, sul piano storico-culturale e istituzionale ciascuno indica categorie profondamente diverse. La distinzione, sottolinea Sutera, si fonda su tre criteri essenziali: temporalità, territorialità e funzione simbolica. Capirli non è un esercizio teorico, ma serve a evitare sovrapposizioni improprie e a costruire politiche di tutela e valorizzazione coerenti.
Un prodotto è tradizionale quando mostra continuità nel tempo. La tradizionalità riguarda la permanenza di pratiche produttive o gastronomiche trasmesse di generazione in generazione. “Tuttavia, un prodotto tradizionale – precisa Sutera – non è necessariamente esclusivo di un territorio, né rappresenta automaticamente un simbolo identitario. Può essere diffuso in più aree e conservare valore culturale senza assumere centralità simbolica”.
Diversa è la nozione di prodotto tipico, che entra in gioco con la territorialità in senso giuridico ed economico. Un prodotto tipico è legato a un’area delimitata e regolamentato da disciplinari che ne codificano modalità produttive, materie prime e standard qualitativi. La tipicità consente l’accesso a strumenti di tutela come DOP, IGP o SGT, e ha una funzione prevalentemente economica: proteggere il prodotto da imitazioni, rafforzare le filiere locali e posizionarlo sul mercato globale. Anche in questo caso, però, “anche la tipicità non coincide automaticamente con l’identità”, sottolinea Sutera.
La categoria più complessa è quella dei prodotti identitari. Qui, spiega Sutera, la dimensione centrale non è né il disciplinare né la semplice continuità storica, ma il riconoscimento della comunità. Un prodotto identitario incarna il genius loci, lo spirito del luogo: è parte della memoria collettiva, evoca appartenenza e si intreccia con riti, feste, narrazioni e leggende. Non basta che sia antico: deve essere percepito come simbolo distintivo della comunità, attraverso cui il territorio si racconta e si riconosce.
In questa prospettiva si inserisce la Denominazione Comunale (De.Co.), proposta negli anni Novanta da Luigi Veronelli. Come ricorda Sutera, la De.Co. non certifica qualità merceologica, ma riconosce un valore civico e culturale, di unicità e di appartenenza. “La De.Co. è uno strumento di patrimonializzazione, non un marchio commerciale: attribuisce al prodotto un significato identitario se tale significato è realmente radicato nella comunità”, precisa.
Definire identitario un prodotto richiede prudenza e rigore: “L’identità non nasce da una strategia di marketing né da una dichiarazione formale approssimata”, conclude Sutera, “è il risultato di una sedimentazione storica, di un riconoscimento collettivo diffuso e di una funzione simbolica stabile nel tempo”. I laboratori di pasticceria, aggiunge, sperimentano sempre prodotti nuovi per incuriosire la clientela, ma la novità non è sinonimo di identità.
In sintesi, la distinzione tra tradizionale, tipico e identitario non stabilisce gerarchie, ma chiarisce funzioni diverse: Tradizionale: continuità nel tempo. Tipico: tutela territoriale e normativa. Identitario: appartenenza e simbolo. Sutera conclude sottolineando l’importanza dei Borghi Genius Loci DeCo come presidi di localismo consapevole: laboratori culturali capaci di proteggere la memoria storica, trasmettere saperi tradizionali e generare innovazione sociale sostenibile.
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