martedì 28 aprile 2026

Sambuca di Sicilia celebra la "Minni di Virgini": Tra Identità, Storia e GeniusLoci

 MINNAFEST



Sabato 16 Maggio 2026, il borgo di Sambuca di Sicilia (AG) torna a essere la capitale dell’identità dolciaria siciliana con l'atteso appuntamento annuale dedicato alla Minni di Virgini, il dolce De.Co. (Denominazione Comunale) che è cuore pulsante della comunità locale. L'evento vedrà la partecipazione straordinaria di Raffaella Fico in qualità di madrina d’eccezione, chhe riceverà il riconoscimento di Ambasciatrice dell'Identità Territoriale L'evento è finanziato dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Siciliana.


Il Dolce: Un’Eredità del 1725

Nata tra le mura del convento del "Collegio di Maria", la Minni di Virgini affonda le sue radici nella storia aristocratica e monastica della Sicilia. Fu creata nel 1725 da Suor Virginia di Rocca Menna in occasione del matrimonio dei Marchesi Beccadelli.

Questo capolavoro dell’arte pasticcera, che replica la forma del seno, custodisce un raffinato ripieno di crema di latte, scaglie di cioccolato e zuccata, il tutto avvolto da una candida glassa di zucchero. Oggi, la produzione autentica è difesa strenuamente dalle pasticcerie locali, custodi di una ricetta che è simbolo stesso di Sambuca.


Vision e Mission: Il Modello GeniusLoci De.Co.

L’evento non è soltanto una celebrazione gastronomica, ma si inserisce nel più ampio progetto nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo.

  • La Vision: Superare il concetto francese di terroir per abbracciare quello latino di Genius Loci: l'anima irripetibile di un luogo. L'obiettivo è recuperare l'identità profonda di un territorio attraverso le sue prelibatezze storiche, intese come "documenti d'identità" culturale.

  • La Mission: Attraverso un format codificato in 12 step, GeniusLoci DeCo promuove un percorso culturale di salvaguardia e valorizzazione. Come sosteneva Luigi Veronelli, ideatore delle De.Co.:

    "Attraverso la De.Co. il 'prodotto' del Territorio acquista una sua identità."



Il Talk Show: "Le Minni di Virgini nella Cucina Italiana Patrimonio UNESCO"

Il momento centrale della giornata sarà il talk show di approfondimento, un confronto tra esperti e istituzioni per riflettere sul valore del patrimonio materiale e immateriale.

Conduce:

  • Serafina Di Rosa, Responsabile delle Pubbliche relazioni della Libera Università Rurale dei Saperi e dei Sapori Onlus.

Intervengono:

  • Raimondo Liotta Commissario del Comune di Sambuca di Sicilia.

  • Giuseppe Maggio,  Presidente dell'Associazione "Palio dell'Udienza" per la 451ª edizione (2026) della Festa in onore di Maria SS. dell'Udienza, Patrona di Sambuca di Sicilia. 

  • Michele Vaccaro, scrittore,  giornalista pubblicista, storico 

  • Lillo Alaimo DeLoro, Presidente nazionale ItaliaBio

  • Tony Rocchetta, Custode dell’Identità Territoriale e ideologo dell’AgriTeatroDidattico.

  • Nino Sutera, Coordinatore Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo.




Al termine degustazione del prelibato dolce, chiaramente.


Una Storia di Continuità e Passione

Il 2026 segna un anniversario simbolico per la comunità sambucese. Nel maggio 2011, l’allora Sindaco Dott. Martino Maggio presiedette l’audizione pubblica che avviò ufficialmente il percorso De.Co., salvando il dolce dall'anonimato mediatico e da errate rappresentazioni della stampa specializzata.

AUDIZIONE PUBBLICA

Figuratevi che prima dell'avvio del percorso per la DeCo  (2011) voluto dal Dott. Maggio, perfino la stampa specializzata sconosceva il prodotto, tanto da sbagliare foto nel rappresentare le minne di virgini

STAMPA SPECIALIZZATA

Oggi, a quindici anni di distanza, il testimone passa al figlio Giuseppe Maggio, che presiederà l'evento in veste di Presidente del Comitato della festa, suggellando un legame generazionale indissolubile con le tradizioni del borgo.


GeniusLoci DeCo: Perché ogni luogo ha un'anima, e ogni sapore racconta una storia che merita di essere difesa.







 

lunedì 20 aprile 2026

Una Banca che "Conia"identità

                                                                                                                                                                            Daniela Verri

Nasce la "Banca del GeniusLoci DeCo": l’Istituto che custodisce l’anima dei territori e investe nell’identità come Capitale Sociale

In un mondo dominato dall’omologazione, nasce un nuovo modello di sviluppo territoriale: una "Banca" dove il tasso di interesse si misura in senso di appartenenza e il patrimonio è costituito dai saperi e sapori, dai semi e dalle narrazioni di comunità.





L’Intervista:  Nino Sutera Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo.  

Dottor Sutera, partiamo da una provocazione. In un’epoca di crisi finanziarie e algoritmi bancari, voi fondate la "Banca del GeniusLoci DeCo". Ma qui non si parla di euro. Cosa si deposita nei vostri caveau?

«È esattamente così. La nostra Banca non custodisce né oro né valuta corrente, perché abbiamo capito che la vera ricchezza dei nostri borghi è altrove. Il nostro capitale è costituito dal patrimonio materiale e immateriale: una ricetta che rischia di sparire, la tecnica di un artigiano, un seme antico salvato dall’oblio, o quella leggenda che i vecchi raccontano ancora in piazza. Il nostro "tasso di interesse" non è una percentuale monetaria, ma il grado di felicità pubblica e la persistenza di un racconto tramandato. Il Genius Loci è l'anima del luogo: se lo perdi, il borgo diventa un guscio vuoto. Luigi Veronelli ideologo delle De.Co. ha definito il “genius loci”: “l’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”.»

 Lei scrive, lo "Spread" della Banca GeniusLoci De.Co. richiede di abbandonare le logiche puramente finanziarie per abbracciare quelle dell'economia dell'autenticità, in che senso ?

«In questo contesto, lo spread non è un differenziale di rischio di insolvenza, ma un differenziale di valore identitario. È la distanza incolmabile tra un territorio che "consuma" il proprio patrimonio e una comunità che lo "abita" e lo rigenera.

Lo Spread della Banca GeniusLoci è il valore aggiunto che scaturisce dalla capacità di un Comune di trasformare la propria eredità storica e culturale in un asset non replicabile.

Mentre lo spread finanziario misura la paura dei mercati, lo spread De.Co. misura la resistenza di una comunità alla standardizzazione. Più i requisiti sono alti, più lo spread è elevato, aumentando il "rating" di dignità e prestigio del territorio.

Nello Statuto lei parla di un cambio di paradigma: dal "Tipico" all' "Identitario". Qual è la differenza sostanziale?

«Questa è la nostra battaglia culturale. Il "tipico" è diventato un concetto inflazionato, spesso legato a marchi industriali o a produzioni diffuse che si ripetono. L’identitario, invece, è ciò che appartiene solo a quel luogo, frutto di un microclima, di una storia e di una comunità specifica. Un prodotto tipico può essere ottimo ma "senza anima". Un prodotto DeCo (Denominazione Comunale) porta con sé il Genius Loci. Noi non vendiamo cibo, offriamo un’esperienza multisensoriale dove la tavola diventa uno spazio narrativo.»

La struttura della Banca è curiosa: il Sindaco è il "Presidente" e la ProLoco la "Direzione Generale". Che ruoli hanno in questa visione?

«Il Sindaco non deve agire come un mero amministratore, ma come il Custode dell'Identità Territoriale. È il garante politico della sovranità del borgo. Il Presidente della ProLoco, invece, è il motore della comunità: coordina la "tesoreria dei volontari" e gestisce l’accoglienza. È il ponte tra l'istituzione e la piazza. Insieme, proteggono il perimetro dei saperi locali dalle speculazioni commerciali.»

Chi sono gli "Azionisti" di questa banca?

«Tutti coloro che hanno un talento da conferire. Gli agricoltori e gli artigiani sono i nostri "Caveau viventi". Ma abbiamo anche azionisti non residenti: scrittori, giornalisti, chef e operatori culturali. Li chiamiamo "Alchimisti" e "Narratori". Il loro compito è coniare il linguaggio del Genius Loci, trasformando i depositi di memoria in valore percepibile dal mondo esterno. È un azionariato basato sulle competenze, non sul conto in banca.»

Un punto centrale del vostro Statuto riguarda i giovani, definiti "Sentinelle del Futuro". Come si evita che i borghi diventino dei musei statici?

«Consideriamo i giovani il nostro "Fondo di Garanzia". La Banca finanzia il passaggio generazionale. Quando un "vecchio saggio" insegna un'arte antica a un ragazzo, sta compiendo un investimento ad alto rendimento sociale. Per questo abbiamo istituito il premio "Radici & Ali" all'interno del Premio TERR@. Vogliamo che i giovani siano eredi attivi: devono avere le radici ben piantate nella storia, ma le ali per tradurre quei saperi nei linguaggi tecnologici di oggi. Il borgo non è un museo, è un giacimento di energia.»

C’è un articolo dello Statuto che recita: "Il Genius Loci non si vende, si abita". È un monito contro il turismo di massa?

«Assolutamente. È la nostra Clausola di Autenticità. Rifiutiamo qualsiasi operazione che trasformi l'identità in folklore commerciale per turisti distratti. Il nostro obiettivo è il "viaggiatore dello spirito", colui che cerca la verità storica e la dignità del lavoro. Chi viene nei Borghi GeniusLoci DeCo deve percepire l'anima del luogo, non comprare un souvenir fatto in serie, magari prodotto a qualche migliaio di chilometri di distanza»

Ogni anno presenterete un bilancio. Cosa dobbiamo aspettarci di leggere?

«Non troverete colonne di entrate e uscite finanziarie, ma una "Mappa del GeniusLoci rigenerato". Misureremo quanta identità abbiamo salvato, quanti giovani sono rimasti a lavorare nel territorio e quanto è aumentato il benessere relazionale della comunità. Questo è il vero dividendo che la nostra Banca distribuisce ogni giorno.»

 

Nino Sutera    chiude l'intervista con un sorriso: "In fondo, siamo solo dei "banchieri" che preferiscono il profumo del pane appena sfornato e il racconto di un  contadino ai grafici di borsa. E mi creda, il nostro capitale non svaluta mai".

 A proposito è per quanto riguarda l’accesso? Come si entra in questa banca? Qual è il PIN?      

   Dimenticate la plastica e le app. Il nostro PIN è un codice analogico, quello che i nostri anziani usavano nei campi. Si compone di tre fattori di autenticazione: guardarsi negli occhi, una stretta di mano e un abbraccio.

 Sembra un linguaggio poco "bancario"    

      Al contrario, è il più sicuro al mondo.

Guardarsi negli occhi è la nostra biometria: se non c’è trasparenza e sincerità, l’operazione fallisce subito.La stretta di mano è lo smart contract contadino: vale più di mille firme burocratiche perché mette in gioco l’onore dell’uomo. L’abbraccio è il sigillo finale: è la coesione di una comunità che decide di proteggere un bene collettivo, assicurandosi che il vantaggio vada a tutti e mai a una singola azienda.

 



 

venerdì 17 aprile 2026

Cinisara Cheese: un’intera giornata alla scoperta dei segreti del latte della vacca cinisara e dei suoi formaggi

 

 

Domenica 26 aprile a Cinisi 

tra degustazioni, esperienze immersive e attività per tutte le età

Una giornata interamente dedicata alla scoperta della vacca cinisara e dei formaggi tradizionali derivati dal suo latte, autentica espressione del territorio di Cinisi: è questo lo spirito di “Cinisara Cheese”.

Questa iniziativa e’ finanziata dall’Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, promossa dalla Pro Loco Cinisi 2.Zero, con il patrocinio del Comune di Cinisi e la collaborazione di associazioni e imprese del territorio.

Degustazioni guidate, attività immersive, esperienze per grandi e piccoli e talk tematici animeranno l’intera giornata, offrendo al pubblico un percorso che intreccia cultura, gusto e sostenibilità, con momenti di incontro diretto tra produttori e visitatori.

 


«L’obiettivo – spiega Francesca Impastato, presidente della Pro Loco Cinisi 2.Zero – è valorizzare una filiera agroalimentare identitaria, promuovendo la conoscenza delle tecniche di allevamento e trasformazione e rafforzando il legame tra comunità, produttori e tradizioni locali. Attraverso esperienze immersive e momenti di racconto diretto, accompagneremo il pubblico in un percorso autentico e condiviso».

La vacca cinisara rappresenta una delle più rare e significative razze bovine autoctone della Sicilia occidentale. Profondamente legata al territorio di Cinisi e ai suoi sistemi di allevamento tradizionali, è oggi riconosciuta come Presidio Slow Food, a conferma del valore del suo latte e dei prodotti derivati – tra cui caciocavallo, caciotte e ricotta – simboli di una filiera agroalimentare di qualità.

“Cinisara Cheese” nasce con l’obiettivo di restituire centralità culturale e sociale a questa razza, favorendone la conoscenza e stimolando una riflessione sul valore della zootecnia sostenibile e identitaria. Una giornata all’insegna dei sapori autentici, della tradizione e della comunità.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Ore 10:00 – Pedalata e visita in azienda “La Vecchia Mannara”
Pedalata aperta a grandi e piccoli, in collaborazione con l’associazione Margi Bikers, verso l’azienda “La Vecchia Mannara”, aderente al Consorzio degli Allevatori per la tutela della Razza Bovina Cinisara, per degustazioni e laboratori per bambini.

Dalle ore 11:00 alle ore 20:00 – Area del Gusto
Apertura dell’area dedicata alle degustazioni di prodotti locali, con la partecipazione del Comitato delle Attività Commerciali

Ore 13:00 – “Tutti a Tavola!” – Piazza Vittorio Emanuele Orlando
Una grande tavolata accoglierà cittadini e visitatori per condividere cibo e tradizione. Degustazione di prodotti locali con protagonisti i formaggi da latte di vacca cinisara, accompagnata dai racconti dei produttori.
(Posti disponibili fino a esaurimento)

A seguire: musica e danze folk, con esibizioni di contraddanza cinisara a cura di un gruppo locale.
Angolo fotografico dedicato alla vacca cinisara con hashtag ufficiale #CinisaraCheese.

Ore 17:00 – Presentazione del libro “I Segreti del Chiostro” di Maria Oliveri
Presso atrio comunale, talk tematico dedicato ai dolci di Sicilia dell’autrice Maria Oliveri in dialogo con l’Assessore Roy Cardile ed il mastro pasticcere Santi Palazzolo

Ore 17:30 – Laboratorio per bambini “La magia del latte”
Attività esperienziale per scoprire il viaggio del latte e il mondo della vacca cinisara. Al termine, consegna del “Diploma di Mago del Latte”.

Ore 18:00 – Talk “Alla scoperta della cinisara”
Con la partecipazione del veterinario Giuseppe Monsù, dello scrittore Alessio Palazzolo, e di produttori locali, per approfondire caratteristiche e qualità dei prodotti derivati dalla vacca cinisara.
(Posti disponibili fino a esaurimento)

Cinisi, 15 aprile 2026

martedì 14 aprile 2026

DeCo tra modus operandi e deriva commerciale

 case study dei Borghi e della Banca del Genius Loci DeCo

La Denominazione Comunale (De.Co.), ideata da Luigi Veronelli, nasce come strumento di riconoscimento identitario e mai  come marchio commerciale. Essa rappresenta un atto politico-amministrativo attraverso cui il Comune riconosce elementi distintivi del proprio territorio: prodotti, saperi, pratiche, feste e narrazioni. In questo senso, la De.Co. si colloca all’incrocio tra cultura, economia e diritto, configurandosi come dispositivo di patrimonializzazione del cosiddetto genius loci, ossia lo “spirito del luogo”, inteso come sintesi di storia, comunità e paesaggio  



Il modus operandi: identità, comunità e processo

Nel suo corretto impianto, la De.Co. non è una certificazione di qualità   (come DOP o IGP ect), ma un riconoscimento civico fondato su tre pilastri: storicità, unicità e condivisione comunitaria. Il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co. interpreta questo modello in chiave evolutiva, configurandosi come laboratorio culturale volto a recuperare e valorizzare l’identità locale in risposta ai processi di omologazione globale  

Il modus operandi si articola in alcune fasi fondamentali:

  • Ricognizione identitaria: individuazione di prodotti e pratiche realmente radicate nella memoria collettiva;

  • Coinvolgimento comunitario: partecipazione attiva di cittadini, associazioni e “custodi dell’identità territoriale”;

  • Formalizzazione istituzionale: riconoscimento attraverso deliberazione comunale;

  • Narrazione territoriale: costruzione di un racconto condiviso che restituisca senso e valore simbolico.

In questo quadro, la De.Co. diventa uno strumento di “democrazia identitaria”, capace di attribuire valore non solo economico ma soprattutto culturale e simbolico ai beni locali.

La Banca del Genius Loci: archivio dinamico della memoria

L’esperienza della cosiddetta “Banca del Genius Loci” si inserisce in questa prospettiva come infrastruttura immateriale di raccolta, catalogazione e trasmissione delle identità locali. Non si tratta di una banca in senso economico, ma di un sistema di conoscenze condivise che custodisce il patrimonio immateriale dei territori: ricette, storie, pratiche agricole, mestieri, ritualità.

In analogia con le piattaforme partecipative del progetto Genius Loci, che coinvolgono cittadini nella creazione di contenuti e nella narrazione dei luoghi, la Banca del Genius Loci rappresenta un modello collaborativo e intergenerazionale. Essa consente di trasformare la memoria in risorsa attiva, favorendo la trasmissione dei saperi e rafforzando il senso di appartenenza  

Accanto a questo modello virtuoso, si registra tuttavia un rischio crescente: la trasformazione della De.Co. da strumento identitario a marchio meramente commerciale. Tale deriva si manifesta in diverse forme:

  • Inflazione delle De.Co.: proliferazione indiscriminata di riconoscimenti privi di reale radicamento storico;

  • Semplificazione narrativa: riduzione della complessità culturale a slogan turistici;

  • Strumentalizzazione economica: utilizzo della De.Co. come leva di marketing sganciata dalla comunità;

  • Perdita di autenticità: adattamento dei prodotti alle logiche di mercato, con conseguente omologazione.

  • I nemici delle De.Co: una platea per fortuna molto circoscritta, che forte del titolo di "neofiti" invadono il campo dei prodotti già normate delle regole dell''UE (vino, formaggi,olio, ect) al solo scopo di detenere il primato di agitatori nell'alimentare confusione.

Come evidenziato anche nel dibattito sui prodotti tipici e identitari, il rischio è che il valore simbolico venga subordinato a quello economico, trasformando il patrimonio culturale in merce e snaturando il genius loci  

Tra equilibrio e prospettiva

La sfida contemporanea consiste nel mantenere un equilibrio tra valorizzazione economica e tutela identitaria. La De.Co., se correttamente applicata, può rappresentare un modello innovativo di sviluppo locale sostenibile, capace di integrare economia, cultura e comunità.

L’esperienza dei Borghi Genius Loci De.Co. dimostra che è possibile costruire un sistema fondato sulla partecipazione e sulla consapevolezza identitaria, evitando le derive commerciali. In tale prospettiva, la Banca del Genius Loci assume un ruolo strategico: non solo archivio della memoria, ma strumento di governance culturale.

In conclusione, la De.Co. non è (e non deve diventare) un   marchio, ma un processo. Un processo che, se autentico, restituisce centralità ai territori e alle comunità, trasformando il locale in valore universale senza tradirne l’essenza.







sabato 11 aprile 2026

I benefici dell’olio di oliva extravergine sull’organismo

 

Conoscere l’olio extravergine d’oliva e le sue specificità significa entrare a contatto con un mondo di informazioni sui benefici che l’olio può apportare alla nostra salute.

 


Ecco alcuni dei termini che possiamo trovare sulle schede varietali e il loro significato.

Acido oleico:  Molte delle proprietà benefiche dell’olio di oliva sono legate all’elevato contenuto di questo acido. L’acido oleico è noto per i suoi effetti benefici a carico del sistema cardiovascolare: L’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha autorizzato l’impiego di prodotti a base di acido oleico con l’indicazione del mantenimento nella normalità dei livelli di colesterolo “la sostituzione di grassi saturi nella dieta con grassi insaturi come l’acido oleico contribuisce al mantenimento dei normali livelli di colesterolo nel sangue”. In particolare, sembrerebbe esercitare effetti antipertensivi e antiossidanti e, in generale, protettivi per la salute del sistema cardiocircolatorio.

Acido linoleico: un acido grasso essenziale, ovvero indispensabile per la salute dell’uomo che, non essendo in grado di sintetizzarli, deve introdurli con gli alimenti. L’olio di oliva contiene circa il 7% di acido linoleico. Gli effetti benefici più rilevanti riguardano gli aspetti relativi alla colesterolemia, come riconosciuto dall’EFSA, e di conseguenza al controllo delle patologie cardiovascolari con la riduzione del rischio dell’ictus ischemico e di eventi coronarici quali l’infarto. È anche associato alla riduzione della sindrome metabolica e del rischio di diabete tipo 2.

Acido alfa-linolenico: altro acido grasso essenziale, che regola la risposta infiammatoria, riducendo la sintesi di sostanze pro-infiammatorie conseguente a infezioni, traumi e/o infiammazioni. Regola inoltre l’aggregazione, l’attivazione e l’adesione piastrinica, contribuisce alla regolazione delle vie di coagulazione, migliorando la funzione endoteliale e proteggendo l’organismo dal rischio dell’aterosclerosi, da eventi cardio-cerebro-vascolari e ottimizzando alcune funzioni cerebrali e/o attività metaboliche.

Fenoli: I polifenoli sono sostanze in grado di agire a diversi livelli nel corpo umano, proteggendo l’organismo dall’azione ossidante dovuta ad agenti chimici come i radicali liberi che agiscono deteriorando le proteine delle membrane delle cellule e del DNA, determinando una degenerazione cellulare e funzionale dei tessuti.  Nell’olio di oliva è presente una miscela costituita da diverse molecole tra cui: tirosolo, idrossitirosolo, oleuropeina e suoi derivati. La loro efficacia nella prevenzione e trattamento delle patologie dell’invecchiamento, delle patologie cardiovascolari e nell’insorgenza del cancro è dovuta alle loro attività antinfiammatorie, antiossidanti, neuroprotettive e immunomodulatorie.

Tocoferoli: composti antiossidanti di struttura analoga alla vitamina E presenti in quasi tutte le sostanze grasse che possono costituire un elemento di pregio per l’olio. La protezione dall’ossidazione esercitata dai tocoferoli nei riguardi del grasso, e dunque dell’olio, è dovuta al fatto che questi composti possono facilmente ossidarsi catturando i radicali liberi derivanti dall’ossidazione dei composti insaturi all’aria ed hanno le stesse funzioni sia nei cibi che nel tessuto cellulare. La principale funzione fisiologica della vitamina E, che si trova nella frazione insaponificabile degli oli, è quella di prevenire i danni dell’ossidazione lipidica ed è parte integrante e insostituibile del sistema di difesa antiossidante cellulare oltre a promuovere l’utilizzazione della Vitamina A. È stato anche dimostrato che la vitamina E svolge un ruolo fondamentale nella salute del sistema nervoso centrale. Il beneficio terapeutico della vitamina E è correlato alla prevenzione e alla gestione dei disturbi neurodegenerativi come l’ Alzheimer e il morbo di Parkinson.

Fitosteroli: Fra le diverse molecole appartenenti a questa classe, il più abbondante è il ß-sitosterolo che riduce l’assorbimento e la produzione del colesterolo intestinale. La sicurezza d’impiego dei fitosteroli, sulla base dei dati disponibili, sembra eccellente. Poiché i fitosteroli non sono sintetizzati dall’organismo umano, i loro livelli circolanti dipendono esclusivamente dall’apporto dietetico e dall’efficienza del loro assorbimento.


L'oleoturismo

 per la valorizzazione dell'olivicoltura e dei territori rurali

 


 L'oleoturismo rappresenta una delle espressioni più recenti e innovative del turi­smo enogastronomico. Nato per valorizzare uno dei prodotti identitari italiani, l'olio extravergine di oliva, e il patrimonio culturale legato alla sua produzione, l'oleotu­rismo offre ai visitatori un'esperienza immersiva alla scoperta dei paesaggi olivicoli, delle tradizioni rurali, della biodiversità, della qualità olivicola e delle competenze tecniche dei produttori.
L'oleoturismo rappresenta un nuovo percorso intrapreso dalle aziende e dai territori a maggiore vocazione olivicola. Questa tendenza risponde al crescente interesse dei visitatori e si traduce in un'importante opportunità per le imprese capaci di valorizzare la qualità delle proprie produzioni.
In questo contesto di analisi nasce la scelta di approfondire la capacità delle azien­de e dei territori di proporre l'oleoturismo come fattore di valorizzazione dei prodotti e come elemento di diversificazione aziendale, contribuendo alla diffusione della cultura dell'olio extra­vergine di oliva.

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