case study dei Borghi e della Banca del Genius Loci DeCo
La Denominazione Comunale (De.Co.), ideata da Luigi Veronelli, nasce come strumento di riconoscimento identitario e mai come marchio commerciale. Essa rappresenta un atto politico-amministrativo attraverso cui il Comune riconosce elementi distintivi del proprio territorio: prodotti, saperi, pratiche, feste e narrazioni. In questo senso, la De.Co. si colloca all’incrocio tra cultura, economia e diritto, configurandosi come dispositivo di patrimonializzazione del cosiddetto genius loci, ossia lo “spirito del luogo”, inteso come sintesi di storia, comunità e paesaggio
Il modus operandi: identità, comunità e processo
Nel suo corretto impianto, la De.Co. non è una certificazione di qualità (come DOP o IGP ect), ma un riconoscimento civico fondato su tre pilastri: storicità, unicità e condivisione comunitaria. Il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co. interpreta questo modello in chiave evolutiva, configurandosi come laboratorio culturale volto a recuperare e valorizzare l’identità locale in risposta ai processi di omologazione globale
Il modus operandi si articola in alcune fasi fondamentali:
Ricognizione identitaria: individuazione di prodotti e pratiche realmente radicate nella memoria collettiva;
Coinvolgimento comunitario: partecipazione attiva di cittadini, associazioni e “custodi dell’identità territoriale”;
Formalizzazione istituzionale: riconoscimento attraverso deliberazione comunale;
Narrazione territoriale: costruzione di un racconto condiviso che restituisca senso e valore simbolico.
In questo quadro, la De.Co. diventa uno strumento di “democrazia identitaria”, capace di attribuire valore non solo economico ma soprattutto culturale e simbolico ai beni locali.
La Banca del Genius Loci: archivio dinamico della memoria
L’esperienza della cosiddetta “Banca del Genius Loci” si inserisce in questa prospettiva come infrastruttura immateriale di raccolta, catalogazione e trasmissione delle identità locali. Non si tratta di una banca in senso economico, ma di un sistema di conoscenze condivise che custodisce il patrimonio immateriale dei territori: ricette, storie, pratiche agricole, mestieri, ritualità.
In analogia con le piattaforme partecipative del progetto Genius Loci, che coinvolgono cittadini nella creazione di contenuti e nella narrazione dei luoghi, la Banca del Genius Loci rappresenta un modello collaborativo e intergenerazionale. Essa consente di trasformare la memoria in risorsa attiva, favorendo la trasmissione dei saperi e rafforzando il senso di appartenenza
Accanto a questo modello virtuoso, si registra tuttavia un rischio crescente: la trasformazione della De.Co. da strumento identitario a marchio meramente commerciale. Tale deriva si manifesta in diverse forme:
Inflazione delle De.Co.: proliferazione indiscriminata di riconoscimenti privi di reale radicamento storico;
Semplificazione narrativa: riduzione della complessità culturale a slogan turistici;
Strumentalizzazione economica: utilizzo della De.Co. come leva di marketing sganciata dalla comunità;
Perdita di autenticità: adattamento dei prodotti alle logiche di mercato, con conseguente omologazione.
I nemici delle De.Co: una platea per fortuna molto circoscritta, che forte del titolo di "neofiti" invadono il campo dei prodotti già normate delle regole dell''UE (vino, formaggi,olio, ect) al solo scopo di detenere il primato di agitatori nell'alimentare confusione.
Come evidenziato anche nel dibattito sui prodotti tipici e identitari, il rischio è che il valore simbolico venga subordinato a quello economico, trasformando il patrimonio culturale in merce e snaturando il genius loci
Tra equilibrio e prospettiva
La sfida contemporanea consiste nel mantenere un equilibrio tra valorizzazione economica e tutela identitaria. La De.Co., se correttamente applicata, può rappresentare un modello innovativo di sviluppo locale sostenibile, capace di integrare economia, cultura e comunità.
L’esperienza dei Borghi Genius Loci De.Co. dimostra che è possibile costruire un sistema fondato sulla partecipazione e sulla consapevolezza identitaria, evitando le derive commerciali. In tale prospettiva, la Banca del Genius Loci assume un ruolo strategico: non solo archivio della memoria, ma strumento di governance culturale.
In conclusione, la De.Co. non è (e non deve diventare) un marchio, ma un processo. Un processo che, se autentico, restituisce centralità ai territori e alle comunità, trasformando il locale in valore universale senza tradirne l’essenza.



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