lunedì 13 ottobre 2014

Al convegno AIF e XIII Premio Basile 2014 un altro riconoscimento per la Lurss.Onlus per il percorso GeniusLoci De.Co.





                                            L'iniziativa del premio è nata per ricordare Filippo Basile, Dirigente dell’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana, assassinato il 5 luglio 1999. La cerimonia di premiazione è stata coordinata da Gianni Agnesa, Gruppo PA AIF.  


                                                        I l Comitato Scientifico della XIII Edizione del Premio Basile per la Formazione nella P.A ha   attribuito alla “Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus” l’Attestato di Partecipazione per il Progetto: GeniusLoci De.Co
“Una Pubblica Amministrazione che crei sviluppo” è stato il titolo dell'XI Convegno Associazione Italiana Formatori, svoltosi a Roma il 9 e 10 ottobre 2014 ed organizzato in collaborazione con Formez PA e con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione.
 Per innovare bisogna conoscere gli strumenti innovativi, avere dipendenti aggiornati, procedure trasparenti e buone prassi nazionali e internazionali da trasferire.
Sono intervenuti, tra gli altri, Pia Marconi, Capo Dipartimento Funzione Pubblica, Carlo Notarmuzi, Responsabile dell’Ufficio per la formazione del personale delle P.A., Giovanni Tria, Presidente Scuola Nazionale dell’Amministrazione, Antonello Calvaruso, Presidente AIF.
  Nella seconda giornata è stato assegnato il Premio Basile 2014, a quattro amministrazioni che si sono distinte per lo sviluppo delle risorse umane e per il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.
Ecco alcuni dei premi
Sezione A – Reti Formative
Il 1° Premio viene attribuito alla Regione Toscana   per il progetto “Percorsi formativi in tema di innovazione amministrativa” ed il Premio Speciale Amministrazione Faro della Formazione.
Sezione B – Sistemi Formativi
Il 1° Premio viene attribuito all’Inps di Roma  per il progetto “Pensare”   ed il Premio Speciale del Comitato Scientifico.
Sezione C – Processi Formativi
Il 1° Premio viene attribuito alla Provincia di Trento  per il progetto “L'e-learning nella Provincia autonoma di Trento”  
Sezione D – Progetti Formativi
Il 1° Premio viene attribuito all’INPS Direzione Regionale Veneto  per il progetto “Incontra 2.0 (valori, motivazione, orgoglio)” 
La Segnalazione di Merito   a:
-          Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali di Roma.
L’Attestato di Partecipazione è stato mentre   attribuito a:
- A.S.A.P. Agenzia per lo Sviluppo delle Amministrazioni Pubbliche – Lazio – Progetto: Competenze digitali prova;
- Centro Regionale per l'inventario, la catalogazione e la documentazione dei beni culturali della Regione Siciliana;
- Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica – Regione Sicilia;
- Istituto Comprensivo "Filippo Cordova" – Caltanissetta – Progetto: L'arte riprodotta dagli alunni;
- I.I.S. "G. Galilei" Avezzano – Progetto: Business strategies and recession;
- Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus – Progetto: GeniusLoci De.Co;
- Università degli Studi di Torino – Progetto: Rete dei Referenti per la Formazione;
- Università di Genova – Progetto: Sostegno didattico agli studenti di nazionalità cinese per l’insegnamento di scienza delle finanze;
- Istat - Istituto nazionale di statistica – Progetto: Scuoladistatistica_Lab.


La Lurss.Onlus. è orgogliosa del lavoro svolto e dei risultati raggiunti, poi ricevere un riconoscimento come questo all’interno del prestigioso  premio Filippo Basile, non è ne qualcosa che capita tutti i giorni, ne  tanto meno a tutti.

 Ci ispiriamo semplicemente,  all’ aforisma di Thomas Alva Edison “Il valore di un'idea sta nel metterla in pratica”
   Il percorso di GeniusLoci De.Co., ideato dalla Libera Università Rurale  Saper&Sapor Onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità  sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità e  Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa. Un percorso da  condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole  salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.   Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori e presentato al Poster Session del Forum Pa 2013 di Roma.   La De.Co. Denominazione Comunale, nata per opera di Luigi Veronelli,  non è un marchio di qualità, ma  un processo colturale della città, per la valorizzazione delle identità e le unicità territoriali.

sabato 11 ottobre 2014

Agrimontana - I Sapori degli Iblei



XIV edizione del tradizionale appuntamento autunnale con la manifestazione "Agrimontana - I Sapori degli Iblei" il 18 e 19 ottobre 2014 a Palazzolo Acreide(Siracusa). Mostre dell’artigianato di qualità, della gastronomia, dei prodotti tipici del comprensorio,visite guidate, arte, mostre, convegni, Mostra mico-naturalistica. 

La manifestazione autunnale, dedicata alla promozione dei prodotti locali del territorio ogni anno attira migliaia di visitatori, provenienti da varie province della Sicilia e da altri comuni del Siracusano per gustare i prodotti della gastronomia locale, dai funghi al tartufo, al miele, alle carni, sapientemente preparati dai ristoratori e dai produttori locali, ma anche i formaggi, la salsiccia e le zeppole, odori e sapori arricchiti dalle antiche ricette utilizzate dagli antenati. 


Tradizione e innovazione per un evento importante per il turismo  , nato e incrementato grazie alla collaborazione con gli imprenditori e i consorzi che unendo le proprie forze e specificità garantiscono il successo dell’iniziativa, che rappresenta un appuntamento centrale per l’economia del paese, per l’artigianato, il commercio e l’agroalimentare. Durante l’Agrimontana protagoniste saranno le specialità gastronomicherealizzate dai produttori e basate sulla genuinità dei prodotti locali come la salsiccia, i formaggi, i funghi, il tartufo di Palazzolo amalgamati in speciali ricette antiche.

 Tra gli eventi  la  Soat  diretta dalla Dott.ssa  Concetta Pizzo   organizza due giornate informative    “Agroalimentare, identità, cultura e promozione del territorio “ e  “Le forme di aggregazione in agricoltura”,  rispettivamente per giorno 18 e 19ottobre”, presso il Municipio di Palazzolo Acreide. Durante la manifestazione verrà presentato il format GeniusLoci De.Co. Recentemente  il comune ha avviato il percorso per l’istituzione della Città De.Co.

martedì 30 settembre 2014

"AlimentiAMO la vita"

di Maurizio Artusi 
Oggi il tema nutrizionale e salutistico è fortemente sentito da una sempre più ampia fascia di consumatori. Mi ricordo bene quando, quasi 15 anni fa, iniziai a occuparmi un po' più seriamente di enogastronomia, coloro che cercavano la genuinità di un cibo erano solo una nicchia di appassionati, mentre adesso, in verità ormai da alcuni anni, quella nicchia è diventata una gran bella fetta di popolazione che nel tempo si è evoluta, iniziando a porsi delle domande a sfondo nutrizionale, in sostanza è intervenuto il fattore salutistico che ha, poco alla volta, assunto una primaria importanza.  
Ed ecco che a Palermo, mia città di riferimento dove il biologico non è mai attecchito, in un periodo di crisi economica, una certa fascia di consumatori, senza distinzione di classe, ha cominciato a preferire il biologico certificato, generalmente venduto a prezzi maggiori rispetto al convenzionale, permettendo così lo sviluppo di una serie di attività commerciali che lo veicolano a diversi livelli: G.A.S., botteghe, G.D.O., catene in franchising e mercatini.

  Il perchè di tutto ciò? Lascio volentieri l'analisi agli esperti del caso, ma permettetemi una mia personale impressione, probabilmente i consumatori hanno cominciato a correlare cibo e salute grazie ai media, sempre più liberi di dar voce e di ospitare opinioni diverse, come accade sul DTT e sul SAT, spostando la TV generalista sempre più verso quella tematica, ma soprattutto su Internet. Fatto sta che comunque, da qualsiasi parte venga questa importate evoluzione del consumatore, l'argomento ha interessato persino l'UNESCO, il quale si è occupato di buona alimentazione nominando la Dieta Mediterranea patrimonio immateriale dell'umanità. Pertanto, in seguito a tali considerazioni, viene quasi spontaneo che delle associazioni e dei singoli individui facciano sistema e uniscano i loro sforzi per promuovere un'alimentazione più sana, che ci possa allungare la vita e/o farcela godere meglio.
  Questi sono i presupposti che hanno mosso l'Associazione Culturale Mons Realis e l'I.Di.Med. - Istituto Dieta Mediterranea,  ad organizzare una serie di eventi denominati "AlimentiAMO la vita", che si sono svolti lo scorso 13 e 14 Settembre 2014 presso il Centro Maria Immacolata di Poggio San Francesco, frazione di Monreale (PA), messo gentilmente a disposizione da Padre Ferdinando Toia. Subito dopo l'inaugurazione della mostra mercato, organizzata per l'occasione, è iniziato un convegno moderato da Francesca Cerami di I.Di.Med ed arricchito da numerose relazioni. In ordine di intervento hanno parlato: il Sindaco di Monreale Piero Capizzi,  Sami Ben Abdelaali, della presidenza della Regione Siciliana, Nicola Fiasconaro, dell'omonima azienda castelbuonese produttrice di panettoni, Aurelio Angelini, Presidente del Comitato Scientifico dei Comuni UNESCO Sicilia, Rocco Di Lorenzo, dell'Unione delle Associazioni no profit, Angelo Granà, Presidente dell'Associazione Mons Realis, Bartolo Fazio, Consigliere delegato di I.Di.Med., Salvatore Martorana, Presidente del Comitato Tecnico Anci SiciliaxExpo2015, Giuseppe Carruba, Dirigente Medico ARNAS Civico di Palermo e Presidente I.Di.Med, Anselmo Intrivici, Presidente Istituto Zooprofilattico Sperimentale Sicilia A.Mirri, Salvatore Porrovecchio, Dirigente Medico presso L'Azienda Ospedaliera Policlinico di Palermo, Simone Santa Maria, Project Manager di Eat-Well.

   Dopo la pausa per il pranzo, il convegno è ripreso con la relazione di Pasquale Dante, del Comitato Italiano Movimento Europeo, Natale Giordano, per il Progetto Festival UNESCO ICCN del COPPEM, Nino Sutera,  Direttore della lurss Onlus  Rosario Schicchi, Presidente del CIRITA, Maurizio Artusi, enogastronomo di CucinArtusi.it, ed infine l'appassionato intervento di   Enza Bruno di Mons Realis, che ha illustrato e proposto la sottoscrizione di un protocollo d'intesa il cui obiettivo sarà quello di sviluppare le sinergie tra i soggetti che hanno partecipato all'evento, con l'unico fine di promuovere un'alimentazione più salutare. Questi sono gli enti e le associazioni coinvolte: I.Di.Med, Associazione culturale “Mons Realis”, Comune di Monreale, Slow Food regionale, Gal Madonie, Gal Terre Normanne, Unione Associazioni no profit, Anci Sicilia, Eat-Well, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri”, Comitato Scientifico dei Comuni Unesco Sicilia, CIME, Accademia Italiana della Cucina, LURSS, CucinArtusi.it.
Gli argomenti affrontati durante il convegno sono stati numerosi, si è parlato di: Dieta Mediterranea, riconoscimento UNESCO per Palermo, Monreale e Cefalù, l'Expo 2015, sicurezza alimentare, internazionalizzazione, biodiversità, verdure salutistiche, De.Co. e sviluppo dell'agroalimentare siciliano. Insomma, una kermesse di relatori che è stata sospesa solo per assaggiare i prodotti degli espositori della mostra mercato attigua alla sala convegno e ricca di produttori di eccellenze, guarda caso quasi tutti ben conosciuti da CucinArtusi.it.
  Con il mio intervento al convegno, durante la sessione pomeridiana, ho voluto riportare il focus su un argomento già affrontato durante la mattinata: la Dieta Mediterranea, presentata dalla esaustiva e competente relazione del Prof. Carruba, come principale atto di prevenzione delle malattie che affliggono l'uomo occidentale moderno. Secondo me, però, non basta modificare la nostra alimentazione e riavvicinarla a quella dei nostri nonni, tornando alla base di legumi e cereali, con poca carne e pochissimi dolci, bensì dobbiamo anche operare una selezione degli stessi, in modo da ottenere il massimo grado salutistico dalla nostra "nuova" dieta. A tal proposito, ci vengono in aiuto i prodotti dell'agroalimentare di Sicilia, isola felice capace di ricompensare il sudore dei suoi operatori agricoli e zootecnici con una serie di eccellenze dalle caratteristiche mediamente più salutistiche rispetto ad altri, come sempre più spesso viene scientificamente accertato da diverse ricerche. Prodotti come i formaggi a latte crudo, alcune tipologie di frutta come il ficodindia, l'olio extra vergine di oliva, le carni di suino nero e tanti altri, contengono più antiossidanti rispetto a prodotti analoghi di altre regioni del mondo. Ed allora, perchè non integrarli nella dieta mediterranea ed utilizzare queste particolari peculiarità come claim salutistico nella loro promozione sui mercati mondiali? Potrebbe essere una buona idea per l'imminente Expo 2015, ma prima si dovranno operare tutta una serie di nuovi approcci, al fine di poter dare un corretto seguito alla promozione. Grazie ai numerosi anni trascorsi tra prodotti e produttori dell'agroalimentare, ho potuto elaborare una mia teoria su quali possano essere i principali ostacoli allo sviluppo di interi territori siciliani ad economia agricola, identificando dei punti deboli condensabili in tre "C": Cooperazione, Certificazione e Comunicazione. Prima "C". Tramite l'associativismo di qualsiasi tipologia, potremmo riuscire a cavalcare la globalizzazione invece di subirla, dobbiamo poter fare la voce grossa, ma al contempo rimanere piccoli, per ben gestire quella qualità che in tanti ci invidiano. Seconda "C". Personalmente non credo molto alle certificazioni, dal bio alle DOP, piuttosto credo di più alla filiera corta ed al rapporto consumatore-produttore, ma sul mercato pagano, conferiscono al prodotto un grande valore aggiunto e sono punti di riferimento per l'acquirente, aspetto nel quale, per fortuna, la Sicilia è già abbastanza impegnata, ma non abbastanza. Terza "C". L'ultimo, forse uno dei più endemici e gravi, è l'aspetto comunicativo, è inutile produrre eccellenze e non riuscire a farle conoscere ai consumatori interessati, magari proprio a quella fascia evoluta di popolazione che li sta cercando, una carenza oggi senza scusanti, nell'era di Internet, dei social, dei cellulari e dei viaggi, tutti a basso costo e quindi alla portata anche delle piccole e piccolissime aziende, ma anche dei singoli individui. Attuare le tre "C" in un'impresa agricola siciliana può essere molto difficile, ma in questo caso, io sono solito fare l'esempio del Consorzio dell'Arancia di Ribera nel quale, il suo Presidente Peppe Pasciuta, è riuscito a convogliare la Cooperazione, grazie all'istituzione del consorzio, la Certificazione, grazie al raggiungimento della DOP, e la Comunicazione, tramite la partecipazione a diverse fiere internazionali di settore, eventi vari e la diffusione di comunicati stampa di informazione.


giovedì 25 settembre 2014

Miss Italia 2014 nell’Albo d’Oro del GeniusLoci De.Co.



                      Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.    
   GeniusLoci De.Co. è  un processo culturale, al francese  “terroir”,   preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso di   GeniusLoci De.Co., ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus,  prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità e Trasparenza,  che rappresentano la vera componente innovativa. Un percorso da condividere con il territorio e per il territorio.  Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori

Il riconoscimento “Ambasciatore dell’ identità territoriale” rappresenta uno degli steps del percorso di programmazione partecipata GeniusLoci De.Co    inserito tra gli esempi virtuosi del - Forum Italiano dei Movimenti per la terra e il paesaggio e presentato   al Poster Session del Forum Pa 2013 di Roma.
Gli ambasciatori dell’identità territoriale, sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante, che ritrova nel prodotto, un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari.
 Nella motivazione del riconoscimento conferito a Clarissa Marchese abbiamo preferito adottare il motto di   Miss Italia 2014 eccolo:















  A  Gaetano Basile giornalista, scrittore, profondo conoscitore dei luoghi,delle persone e delle storia,    e Bonetta Dell’Oglio chef divulgatrice della cucina siciliana nel mondo.  i riconoscimento sono stati attribuiti in occasione  dell'evento  "La valorizzazione dell'identità dei territori attraverso la De.Co" che si è svolto presso la Camera di Commercio di Palermo nel 2013



Questa mentre  la motivazione del riconoscimento  a Giusy Buscemi Miss Italia 2012,” interpreta  una identità riconosciuta, una bellezza straordinariamente condivisa,  in un territorio ricco di storia, tradizioni, risorse ambientali, di giacimenti enogastronomici”.  Menfi, già Inycon, la sua Città, ha così voluto attribuirgli il riconoscimento di   “AMBASCIATRICE DELL’IDENTITA’ TERRITORIALE”







In occasione della diciannovesima edizione di “Inycon, Menfi e il suo vino”, al termine della   della tavola rotonda “Identità e Territorio Da Veronelli al GeniusLoci De.Co”  è stato consegnato il riconoscimento  GeniusLoci De.Co. Ambasciatore dell'identità Territoriale a Diego Planeta e Custode dell'identità Territoriale a Gian Arturo Rota






martedì 23 settembre 2014

Clarissa Marchese, Ambasciatrice dell'Identità Territoriale



Un sabato sera da ricordare e da incorniciare per la regina di bellezza riberese Clarissa Marchese, appena una settimana fa eletta Miss Italia 2014. Un’accoglienza trionfale le è stata riservata in piazza Giovanni XXIII e al palazzo di città di Ribera, dove la Miss, raggiante di felicità e commozione, è stata accolta   da una folla gioiosa. Clarissa ha   ricevuto dal Sindaco, proprio nell’aula consiliare, le chiavi della città, e la consegna da parte del Direttore della lurss,   della pergamena di “Ambasciatrice dell’Identità Territoriale” del GeniusLoci De.Co., riconoscimento che arriva in continuità con la precedente consegna dello stesso titolo alla menfitana Giusy Buscemi, già miss Italia 2012. 





Miss Clarissa, dopo essere salita ai piani alti del Comune, in sala Giunta, ha quindi tagliato la grande torta fatta in suo onore, con i colori nazionali, raffigurante la Marchese e l’altra miss agrigentina Giusy Buscemi che giocano a tennis in un’ideale match di fratellanza



L’arrivo sul palco di Clarissa ha dato poi il via alla festa cittadina, con la proiezione di immagini della serata di Jesolo con la vittoria di Clarissa, le fotografie e testimonianze varie delle amiche. Ad impreziosire la serata  il canto e le musiche di gruppi di giovani e artisti locali per celebrare l’evento: Tati Singer, alias Agata Aquilina, le ha cantato Meraviglioso di Modugno, la canzone preferita di Miss Italia. Altri artisti si sono esibiti, i Gospel Friends le hanno dedicato Happy Days, il gruppo folk Poggiodiana dei balletti tradizionali , il duo canoro The Rev acoustic Duo, con Annalisa Bono e Giovanni Mulè, la canzone Volare, sempre di Modugno, e i fratelli Cipolla della compagnia Arridicatipassa le hanno letto una divertente poesia, tutto ciò ha contribuito a rendere più allegra la festa e a esaltare il talento di chi, nel proprio piccolo, si spende per l’arte qui a Ribera.


Un’emozionata Clarissa non ha tradito le aspettative: con grande carisma e gioia ha saputo infiammare il pubblico e con semplicità ha ringraziato la città che l’ha sostenuta e che l’ha riempita di affetto quando è tornata a casa. Di suggestione in suggestione si è infine passati ai tradizionali fuochi di artificio che hanno illuminato a giorno la città.

giovedì 4 settembre 2014

Il futuro dell’agricoltura è nel ritorno alle radici

                                                                   Negli ultimi decenni il sistema alimentare degli Stati Uniti e della maggior parte delle altre nazioni si è globalizzato. Il cibo viene scambiato in quantità enormi: non solo il cibo di lusso (come caffè e cacao), ma anche le derrate alimentari di base come grano, mais, patate e riso. La globalizzazione del sistema alimentare ha portato dei vantaggi: la popolazione dei paesi ricchi ha ora accesso ad un’ampia varietà di cibi in ogni momento, inclusi frutta e verdura fuori stagione (come le mele in maggio o gli asparagi in gennaio) ed alimenti che non possono essere prodotti localmente (come l’avocado in Alaska). Trasporti a lungo raggio rendono possibile la distribuzione del cibo da aree in cui abbonda a luoghi in cui è scarso. Mentre nei secoli passati il fallimento regionale di una coltivazione poteva portare ad una carestia, ora i sui effetti possono essere neutralizzati tramite l’importazione, relativamente poco costosa, di cibo dall’estero. 

Tuttavia, la globalizzazione del sistema alimentare crea anche una vulnerabilità sistemica. Al crescere del prezzo del carburante, aumentano i costi dei prodotti d’importazione. Se la disponibilità di carburanti fosse drasticamente ridotta da qualche evento economico o geopolitico transitorio, l’intero sistema potrebbe collassare. Un sistema globalizzato è inoltre più soggetto a contaminazioni accidentali, come visto recentemente con il caso della melamina, una sostanza tossica finita nel cibo in Cina. Il miglior modo per rendere il nostro sistema alimentare più resiliente contro questi rischi è chiaro: decentralizzarlo e rilocalizzarlo.
La rilocalizzazione avverrà inevitabilmente, prima o poi, come effetto del calo della produzione del petrolio, dato che non esistono sorgenti di energia alternative in vista che possano essere introdotte in tempi brevi per prendere il posto dei derivati petroliferi. Pertanto se vogliamo fare in modo che il processo di Transizione si sviluppi in modo positivo, piuttosto che catastrofico, bisogna che sia pianificato e coordinato. Questo richiederà uno sforzo appositamente mirato a costruire infrastrutture dedicate all’economia alimentare regionale, adatte a sostenere un’agricoltura diversificata ed a ridurre il quantitativo di combustibile fossile che è alla base della dieta Nordamericana.
Rilocalizzare significa produrre localmente una frazione maggiore del fabbisogno alimentare di base. Nessuno dice che dovremmo eliminare completamente il commercio alimentare: questo danneggerebbe sia gli agricoltori che i consumatori. Piuttosto, è necessario fissare delle priorità alla produzione in modo tale che le comunità possano fare maggiore affidamento su fonti locali per gli alimenti di base, mentre le importazioni a lungo raggio dovrebbero essere riservate ai cibi di lusso. Le derrate alimentari basilari legate alla tradizioni locali, generalmente di basso valore e di conservabili a lungo, dovrebbero venire coltivate in tutte le regioni per motivi di sicurezza alimentare. Una simile decentralizzazione del sistema alimentare produrrà maggiore resilienza sociale, capace di contrastare le fluttuazioni del prezzo del combustibile. Saranno anche minimizzati, ove appaiano, i problemi relativi alla contaminazione del cibo. Nel contempo, rivitalizzare la produzione locale di alimenti aiuterà a rinnovare l’economia del territorio. I consumatori potranno godere di cibo di qualità migliore, più fresco e di stagione. Sarà ridotto l’impatto dei trasporti sul clima. Ogni nazione e regione dovranno escogitare la propria strategia di rilocalizzazione del sistema alimentare basandosi su un’ampia valutazione iniziale di debolezze e punti di forza. I punti deboli dovrebbero essere identificati tramite l’analisi delle numerosissime modalità di dipendenza dell’approvvigionamento locale di alimenti dalla disponibilità e dal costo del combustibile fossile, attraverso tutte le fasi del sistema di produzione agroalimentare e della filiera distributiva. Le opportunità saranno diverse a seconda delle comunità e delle regioni agricole, benché esistano molte azioni che i governi possono intraprendere quasi ovunque:

• Incoraggiare la produzione ed il consumo del cibo locale offrendo supporto alle strutture a questo scopo necessarie come i mercati contadini (farmers’ market).
• Inserire all’interno del sistema di gestione dei rifiuti installazioni per la raccolta dei residui di cibo da convertire in compost, biogas e mangime animale, da fornire a contadini e allevatori locali.
• Richiedere che una percentuale minima degli acquisti di cibo per scuole, ospedali, basi militari e carceri sia approvvigionata entro un raggio di 100km.
• Creare una normativa sulla sicurezza alimentare in base alla scala di produzione e distribuzione, in modo che un piccolo produttore che vende i suoi prodotti direttamente non sia soggetto alle stesse onerose regole di una multinazionale.
Gli agricoltori stessi devono ripensare le loro strategie: la maggior parte delle aziende orientate all’esportazione dovrà spostare la produzione verso alimenti di base per il consumo locale e regionale, uno sforzo che richiederà sia una analisi dei mercati locali che la scelta di varietà adatte per questi mercati; il movimento Community Supported Agriculture (Supporto all’Agricoltura di Comunità-CSA) fornisce un modello di organizzazione aziendale che si è dimostrato vincente in diverse aree. I piccoli produttori che affrontano significativi esborsi di capitali durante questa transizione possono costituire cooperative informali per l’acquisto di macchinari ad esempio trebbiatrici per i cereali, mulini o presse per la lavorazione dei semi oleosi o microturbine idrauliche per produrre elettricità. La scelta di rilocalizzare il sistema alimentare sarà più difficile per alcune nazioni e regioni rispetto ad altre. Dovrebbero essere incoraggiate la creazione di orti urbani e anche di piccoli allevamenti (di polli, anatre, oche e conigli) all’interno delle città, ma anche così sarà necessario approvvigionare la maggior parte del cibo dalla campagna circostante, trasportandolo alle comunità urbane e periurbane senza utilizzare combustibile fossile. In questo senso la rilocalizzazione dovrebbe essere vista come un processo e uno sforzo generale e non come un obiettivo assoluto da raggiungere.

*Estratto da “La Transizione Agroalimentare”

MISS NEBRODI

 ELENA MONTELEONE,    INCORONATA REGINETTA A CASTEL DI TUSA


                                           Grande serata a Castel di Tusa con “Miss Nebrodi” e Modàrt. La manifestazione, alla sua prima edizione, nata con lo scopo di promuovere il territorio Nebroideo ha raggiunto il suo scopo Castel di Tusa (Me), 1 sett. 2014 – Lo staff di Miss Nebrodi, capitanato da Massimiliano Ammirata e Giusy Catanese, è riuscito a realizzare un vero, grande concorso di bellezza che è, e diventerà maggiormente in futuro, un grande evento mediatico itinerante per la promozione dei comuni dei Nebrodi, che si estendono su ben tre province, Messina, Catania ed Enna. Presenti più di 40 artigiani provenienti da tutti i Nebrodi. Modàrt e miss Nebrodi è stato un grande successo. La giornata si è svolta sin dal mattino con una mostra di abiti d’arte della Stilista Martina Baldo presso il Museo Hotel Atelier sul Mare di Antonio Presti, nel pomeriggio una manifestazione benefica per Federica Calà, “Artisti per Fede”, e durante tutto il corso della giornata degustazioni tipiche e mercato dell’artigianato nebroideo.





Miss Nebrodi ha offerto un bellissimo spettacolo, presentato da Stefano Masciarelli con Elisabetta Oieni, dalla grande riuscita e di fortissimo richiamo di pubblico. Molti gli artisti intervenuti, La cantante Jazz Eleonora Tomasino, il cabarettista Marco Manera, il poeta Gabriele Caliri, la scuola di danza dell’Atletica Amastratina, il Team Jomery. Le ragazze hanno sfilato inoltre in abito da sera, abiti offerti dalla boutique Sottosopra di Giusi Miceli di Tusa, in abito da sposa, abiti offerti dalla boutique Sposà di Cefalù e con gli splendidi abiti d’arte della stilista Martina Baldo.
Per Miss Nebrodi 2014, premiata da Federica Lazzara, Miss sicilia 2013 e Miss Kia Motors Nazionale,
il Diadema, una parure di perle e diamanti, offerti dalla gioielleria Callas, l’accesso alla finale del concorso nazionale, Una ragazza per il cinema, che si svolgerà a Taormina il 7 settembre 2014



martedì 24 giugno 2014

Identità e territorio, da Veronelli al Genius Loci

 

ninosutera 
Diego Planeta e Gian Arturo Rota hanno ricevuto i riconoscimenti di Ambasciatore dell'Identità Territoriale e Custode dell’Identità Territoriale, dal percorso Borgo Genius Loci De.Co. 

 La consegna è avvenuta a margine del convegno «Identità e territorio, da Veronelli al Genius Loci» che ha aperto, a Casa Planeta, la 19/esima edizione di Inycon, la rassegna dedicata al vino siciliano. 





 Luigi  Veronelli,   ha rappresentato e rappresenta il Rinascimento dell’Enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la  via per l'affermazione dei territori. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori.
L’eredità di Luigi Veronelli arriva anche  ai nostri giorni È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un settore, come quello del cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone a chi decide di farne una professione
Sulla citazione "sono un contadino che per errore ha fatto il giornalista"  «Veronelli ha creato la figura del gastronomo moderno. Con la sua penna colta e tagliente è stato il primo a indicare una strada nuova, e attraverso i suoi mirabili racconti di vino, i suoi viaggi, il suo “camminare la terra” ha ispirato molti,  nel difendere donne e uomini che presidiano i territori, che tengono in piedi le agricolture locali, che puntellano l’assetto idrogeologico di questo paese che frana da tutte le parti.
Oggi,   combatterebbe contro gli organismi geneticamente modificati, l’agricoltura intensiva, il disprezzo verso i piccoli produttori, l’oblio che scorre sulla civiltà contadina».
Portò in tribunale  la Coca Cola  perché non specificava tutti gli ingredienti nell’etichetta. Ideò  la De.Co  e intraprese battaglie per la filiera del prezzo al produttore,  valorizzava le piccole cose prodotte in un certo territorio, fin dagli inizi del 1980.    A terroir, termine francese, preferiamo il latino genius loci,  un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile.
La Denominazione Comunale è un processo culturale, non è un marchio di garanzia di qualità, ma la carta d’identità di un prodotto, un’attestazione che lega in maniera anagrafica un prodotto/produzione/evento al luogo storico di origine.
In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono perfettamente inutili, oltre che dannosi.(VEDASI BENE LA POSIZIONE DEL MIPAF E NON SOLO)
A terroir, termine francese, preferiamo il latino genius loci, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile.
Il percorso   GeniusLoci De.Co. ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il Percorso prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità-Trasparenza che rappresentano la vera componente innovativa. Il format è stato presentato, al Poster Session del Forum Pa di Roma, e a VALORE PAESE  economia delle soluzioni  organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia.
Non meno importante, il Gal Isc Madonie (Sicilia)ha adottato il percorso il primo in Italia, che coinvolge un’area vasta di 33 Comuni e tante iniziativa divulgative sparse in tutto il paese traguardate a Expo 2015, la costituzione della FederDe.Co. di Montecchio Maggiore a Vicenza.
  Ci sono luoghi in cui il genius loci è associato ad un monumento, ad un personaggio. Tuttavia le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d'infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto, a un evento. Ecco per noi il percorso significa anche recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze e le unicità dei luoghi.
La Denominazione Comunale (De.Co.) rappresenta un’opportunità per salvaguardare l'identità di un territorio legato a una produzione specifica, con pochi e semplici parametri, il luogo di “nascita” e di “crescita” di un prodotto, che ha un forte ed efficace valore identitario per una Comunità.
Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il locale rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “Genius Loci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili i momenti
Il format   è composto da 10-12 steps tra i quali “Ambasciatore dellʼidentità territoriale” e “Custodi dell’identità territoriale”   i quali sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un'importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante, che ritrova nel prodotto, un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari. Un percorso inedito, che mette a sistema l’azione consolidata del D.A. n. 77 del 26 luglio 2005, il Registro delle Eredità Immateriali (REI) e l’azione innovativa  di promozione dell’identità e dell’unicità dei territori, attraverso la De.Co.   un atto politico, nelle prerogative del Sindaco


   














lunedì 2 dicembre 2013

DeCo: quello che non tutti sanno

 NinoSutera

Un racconto storico, dalla posizione del MIPAF contro la procedura dell'ANCI  
“La De.Co. non è un marchietto, ne strumento di tutela."  
 


 Dalla contestazione istituzionale al riconoscimento culturale: la vera storia delle De.Co.  

La storia delle Denominazioni Comunali (De.Co.) in Italia è tutt’altro che lineare. È una vicenda complessa, attraversata da equivoci, contrapposizioni istituzionali e, soprattutto, da una persistente ambiguità interpretativa che ha spesso snaturato il senso originario dello strumento.

Tutto prende forma nei primi anni Duemila, quando alcuni Comuni iniziano a introdurre le De.Co. come strumenti di valorizzazione delle produzioni locali. In questa fase iniziale, il progetto promosso dall’ANCI tende a configurare la De.Co. come una sorta di marchio di qualità territoriale, accompagnato da regolamenti, disciplinari di produzione e commissioni tecniche. Una impostazione che, tuttavia, entra immediatamente in rotta di collisione con il quadro normativo europeo.

La posizione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAF) è chiara e inequivocabile già dal 2004. Con una nota ufficiale del 5 febbraio, indirizzata proprio all’ANCI, alle Regioni e alle Province autonome, il Ministero esprime un netto dissenso verso tali iniziative, ritenute illegittime. Il nodo centrale è giuridico: nessun ente locale può istituire marchi pubblici che attestino l’origine o la qualità di un prodotto agroalimentare, poiché tale competenza è riservata esclusivamente all’Unione Europea attraverso il sistema delle DOP e IGP disciplinato dal Regolamento CE n. 2081/92.

Il rischio, secondo il MIPAF e in linea con l’orientamento della Commissione europea, è duplice: da un lato, la violazione del principio di libera circolazione delle merci sancito dall’art. 28 del Trattato CE; dall’altro, la possibile configurazione di aiuti di Stato incompatibili con il mercato interno. In questo scenario, qualsiasi “marchio comunale” che richiami l’origine geografica dei prodotti si pone fuori dal perimetro della legittimità.

È proprio da questa frattura che emerge, nel 2005, un momento di svolta fondamentale: il Convegno di Alessandria. In quella sede si afferma con forza una distinzione destinata a segnare il futuro delle De.Co.: esse non sono marchi di qualità, né strumenti di certificazione, ma semplici attestazioni anagrafiche di identità territoriale. Non giudicano la qualità, non impongono disciplinari, non creano barriere. Registrano, piuttosto, un legame storico e culturale tra una comunità e le sue produzioni.

Questa interpretazione è perfettamente coerente con il pensiero di Luigi Veronelli, ideatore delle De.Co., (mai citato dall'ANCI nei documenti tecnocratici prodotti)   che le concepiva come un atto politico e culturale, non tecnico. Per Veronelli, la De.Co. è una dichiarazione del Sindaco, una presa d’atto pubblica che riconosce un prodotto come espressione autentica del territorio. Un censimento, più che una certificazione.

A rafforzare questa visione interviene anche l’allora Ministro Gianni Alemanno, che ribadisce come le De.Co. debbano limitarsi a essere strumenti di riconoscimento identitario, privi di qualsiasi ambizione regolatoria o qualitativa. Una semplice delibera comunale, dunque, capace di fotografare in un dato momento storico il patrimonio culturale e produttivo di una comunità.

È in questo solco che nasce il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co., un modello evoluto che supera definitivamente le ambiguità del passato. Qui la De.Co. non è più fraintesa come marchio, ma recuperata nella sua dimensione originaria: un dispositivo culturale fondato su cinque pilastri essenziali — territorio, tradizioni, tipicità, tracciabilità e trasparenza.

Questo approccio, presentato anche in contesti nazionali come il Forum PA 2013 e riconosciuto tra le buone pratiche dal Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, rappresenta una sintesi virtuosa tra identità locale e rispetto delle normative europee. Non vi è alcuna sovrapposizione con i sistemi DOP o IGP, ma una complementarità culturale.

In definitiva, la vera distinzione non è tra modelli concorrenti, ma tra visioni opposte: da una parte, chi continua a utilizzare impropriamente strumenti tipici della certificazione (disciplinari, commissioni, marchi), ignorando i vincoli normativi; dall’altra, chi riconosce nella De.Co. un atto di autodeterminazione culturale delle comunità locali.

La De.Co., dunque, non è un marchio. È memoria istituzionalizzata. È identità dichiarata. È, soprattutto, un atto politico nel senso più alto del termine: quello che affida al Sindaco il compito di custodire e trasmettere il patrimonio immateriale del proprio territorio.

Ed è proprio in questa dimensione che risiede la sua forza autentica.

 Taluni per opportunità, ignorano la storia, sono perfino capaci di parlare di De.Co nei comuni che hanno adottato il modello ANCI spacciandoli per le  De.Co di Veronelli, come dire parlano del diavolo e dell'acqua santa, contemporaneamente  ... contenti loro!
     Altri comuni mentre molto coerentemente hanno compreso le differenze e hanno annullato in autotutela  il percorso "farlocco" 
Per  completezza va anche aggiunto che l'ANCI ha abbandonato le De.Co ripiegando su un altro strumento la RES-TIPICA

mercoledì 11 settembre 2013

Qual’è la differenza tra De.Co. P.A.T. e R.E.I.?

 

NinoSutera

          Qual’è la differenza tra De.Co. P.A.T. e R.E.I. ?   Semplicemente, che  la De.Co  è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, per difendere e salvaguardare l’identità del suo  territorio. Gli altri strumenti compresi DOP.DOC.IGT.IGP.SGT   sono atti tecnocrati, strumenti utilissimi, sovvenzionati o meno, ma tecnocrati, che utilizzano gli strumenti propri (disciplinare, consorzi, ect,ect)

Sono tutti strumenti straordinari, ognuno assolve a una funzione, l'importante è che per ogni strumento si adotti la giusta "cassetta degli attrezzi", altrimenti si crea confusione, è come se un oculista utilizzasse nella sua funzione,  gli attrezzi del ginecologo e/o viceversa.


Partiamo dall’inizio.

Tempo fà  ho avuto modo di leggere una singolare richiesta di un solerte consigliere provinciale della provincia autonoma di Trento.  L’Oggetto? Proposta di mozione“Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale del Trentino” In sintesi il solerte Consigliere provinciale Dott. Roberto Bombarda, con la sua mozione ha proposto di adottare il modello  promosso della Regione Sicilia, relativo  alla Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale approvata dall’UNESCO il 17 ottobre 2003.

Si,  perché la Sicilia è stata la prima Regione in Italia ad approvare ed istituire   con il D.A. n. 77 del 26 luglio 2005, il Registro delle Eredità Immateriali (REI) e il Programma Regionale delle Eredità Immateriali.  Secondo la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, approvata dall'UNESCO il 17 ottobre 2003, le Eredità Immateriali (definite dall'UNESCO Intangible Cultural Heritage)

Il Registro delle Eredità Immateriali è costituito da SEI  Libri, ciascuno dei quali raccoglie una particolare Eredità Immateriale a seconda della sua natura.   WEB

il Libro delle Celebrazioni, delle Feste e delle Pratiche Rituali
in cui iscrivere i riti, le cerimonie e le manifestazioni popolari associate alla religiosità, ai cicli produttivi, all'intrattenimento e ad altri momenti che si pongono quali tratti storico-culturali caratterizzanti la vita di una comunità;

il Libro dei Mestieri, dei Saperi e delle Tecniche
in cui iscrivere le pratiche ergologiche legate alla storia e alle tradizioni delle comunità e le conoscenze riferite alla gestione del territorio e alla rappresentazione dei cicli naturali e cosmici;

il Libro dei Dialetti, delle Parlate e dei Gerghi
in cui iscrivere quei fenomeni di comunicazione linguistica che sono esito di particolari vicende storico-culturali o espressione di specifici gruppi socio-culturali;

il Libro delle Pratiche Espressive e dei Repertori Orali
in cui iscrivere le tradizioni musicali, coreutiche, drammatiche, verbali e ludiche trasmesse entro dinamiche di elaborazione comunitaria storicamente stratificate;

il Libro dei Tesori Umani Viventi
in cui iscrivere quegli individui, le collettività, i gruppi che si pongono quali detentori unici o particolarmente qualificati di saperi tecnici, rituali-cerimoniali, linguistici o espressivi riferibili a processi storico-culturali di "lunga durata";

il Libro degli Spazi Simbolici
in cui iscrivere gli spazi che hanno registrato eventi tali da sortire dinamiche di memorie collettive, produzione simbolica o che si pongono quali scenari socio-culturali storicamente identificati.

Passiamo ai P.A.T. il MIPAF ha avviato nel 2000 un percorso per includere  quei settori di nicchia, valorizzando i prodotti tradizionali in cui prodotti agricoli o dell' allevamento, e dell’artigianato, che  venivano lavorati secondo antiche ricette.

L’Unico requisito per essere riconosciuti come (PAT) è quello di essere  ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni »

  La suddivisione per categoria: prodotti lattiero-caseari, prodotti a base di carne, prodotti ortofrutticoli e cereali, prodotti da forno e dolciari, bevande alcoliche, distillati.WEB

                                                                            Passiamo alla De.Co. l'unico percorso nelle prerogative del Sindaco per esaltare l'identità del suo territorio

 La De.Co. (Denominazione Comunale) è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, etc) con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie.(in questo caso 25 anni sono pochini)   Valorizzare le specificità di una comunità in un'ottica di sviluppo locale, vuol dire scoprire come poter integrare gli elementi dell'identità nei prodotti del territorio. Promuovere, nelle scuole e in seno alle associazioni locali, iniziative finalizzate alla scoperta delle radici storiche, favorendo la trasmissione di know-how dalle antiche alle nuove generazioni.

Ideate da Luigi  Veronelli, che   ha rappresentato  il Rinascimento dell’Enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la  via per l'affermazione dei territori. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori.

L’eredità di Luigi Veronelli arriva anche  ai nostri giorni È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un settore, come quello del cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone a chi decide di farne una professione. Un Borgo Genius Loci De.Co. è molto più di un semplice paese. È un luogo dove storia, cultura, tradizioni e prodotti locali si intrecciano in un'unica, inconfondibile identità.E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. «Il genius loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura  mediterranea ed europea,ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell’ indefinito  globale»  WEB

Perché è così importante?

  • Salvaguardia delle tradizioni: I Borghi Genius Loci De.Co. contribuiscono a preservare le antiche usanze, i saperi artigianali e le ricette tramandate di generazione in generazione.
  • Sviluppo sostenibile: Promuovendo un turismo lento e di qualità, questi borghi favoriscono uno sviluppo economico rispettoso dell'ambiente e delle comunità locali.
  • Valorizzazione del territorio: Ogni borgo ha una storia da raccontare e un patrimonio culturale da tutelare. I progetti De.Co. aiutano a valorizzare questi aspetti, rendendoli un'attrazione per visitatori da tutto il mondo.

 Chiaramente non avendo niente a che fare con i strumenti di tutela, non può utilizzare la cassetta degli attrezzi di "altri"





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