la 6ª edizione del Masterchef Margheritese – Saperi e Sapori della Cucina Italiana
Questa sera il concorso di cucina dell’Estate Margheritese: show, degustazioni e talk sui prodotti identitari
La comunità di Santa Margherita di Belice si prepara per una delle serate più attese dell’Estate Margheritesi 2026: la 6ª edizione del Masterchef Margheritese – Saperi e Sapori della Cucina Italiana, in programma oggi alle 20.30 nel piazzale del Museo della Memoria. L’evento, promosso dal Comune e dalla Regione Siciliana, riunisce chef, esperti del settore agroalimentare e realtà associative del territorio per una serata dedicata alla cucina e ai prodotti identitari. Il programma prevede accoglienza degli ospiti, saluti istituzionali e presentazione dei team in gara, seguiti dall’insediamento della giuria tecnica e di degustazione. Alle 22.00 prenderà il via il concorso culinario, mentre alle 22.15 è previsto un talk show sui prodotti del territorio. A seguire, la valutazione degli elaborati enogastronomici e, a mezzanotte, la premiazione dei partecipanti. La serata sarà moderata da Onorio Abruzzo e vedrà la presenza del sindaco Gaspare Viola, del coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi DeCo Nino Sutera, dell’assessore Francesco Santoro, dei chef Francesco Bonomo e Giovanni Montemaggiore, oltre a rappresentanti di AVIS, Pro Loco, Visit Belice e del mondo accademico. Un appuntamento che unisce gastronomia, promozione territoriale e partecipazione comunitaria.
SANTA MARGHERITA DI BELÌCE – Nel cuore della Sicilia belicina, dove la memoria narrativa di Giuseppe Tomasi di Lampedusa vive in ogni scorcio, la letteratura e l'enogastronomia continuano a fondersi in un connubio indissolubile. Negli ultimi quattro anni, infatti, il prestigioso Premio Letterario Internazionale dedicato all'autore del Gattopardo ha vissuto una profonda evoluzione strategica: non più soltanto un celebre simposio accademico e d'élite di risonanza mondiale, ma un motore virtuoso di valorizzazione identitaria in cui la cultura della tavola si è affermata come coprotagonista d'eccellenza.
Un percorso innovativo e strutturato, nato dalla visione lungimirante dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Gaspare Viola e dall’impegno costante e passionale dell’Assessore alla Cultura e Promozione del Territorio, Deborha Ciaccio. Un'intuizione politica e culturale che ha saputo radicare il patrimonio culinario gattopardiano nel tessuto sociale ed economico locale, culminata nella consacrazione della “Tavola del Gattopardo” ad “Ambasciatrice dell'Identità Territoriale” per la Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo.
In attesa della 6ª edizione del Masterchef Margheritese – Saperi e Sapori della Cucina Italiana, e nel solco del dibattito che vede la cucina italiana patrimonio immateriale dell’UNESCO, abbiamo incontrato Nino Sutera, ideologo e animatore della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci DeCo
L'Intervista
Dottor Sutera, la Tavola del Gattopardo è stata insignita del titolo di “Ambasciatrice dell'Identità Territoriale”. Che valore racchiude questa investitura per Santa Margherita di Belìce?
«Non si tratta di una semplice medaglia celebrativa. È un’investitura di responsabilità culturale. Proclamare la Tavola del Gattopardo “Ambasciatrice” significa riconoscere al patrimonio enogastronomico la stessa dignità storica che attribuiamo a un monumento o a un palazzo nobiliare. Attraverso lo strumento della DeCo (Denominazione Comunale), abbiamo fornito alla comunità una vera carta d'identità. Il cibo diventa così il veicolo primario per raccontare il territorio fuori dai propri confini, promuovendo un modello di sviluppo ecologicamente e culturalmente sostenibile.»
Questo percorso si colloca all'interno del dibattito che vede la cucina italiana patrimonio immateriale dell’UNESCO. Qual è il filo rosso che lega la dimensione del borgo a quella globale?
«Il filo rosso è la comunità parlante. L'UNESCO non tutela i piatti pronti, ma i processi sociali, i saperi tramandati e il legame tra l'uomo e il paesaggio. La forza distintiva della cucina italiana nel mondo risiede nella sua straordinaria biodiversità culturale borghigiana. Santa Margherita di Belìce ne è un paradigma limpido: la narrazione letteraria si intreccia con i prodotti della terra, creando un'esperienza identitaria irripetibile. Senza la vitalità dei nostri borghi, ogni candidatura globale perde la sua linfa autentica. Noi difendiamo il diritto del territorio a fare cultura partendo dal proprio piatto.»
In un'epoca di profonda crisi per le aree interne, in che modo il modello GeniusLoci DeCo può trasformare la tradizione culinaria in una leva economica reale?
«Il cibo è oggi il principale catalizzatore del turismo contemporaneo. Il viaggiatore non cerca più il semplice consumo di un luogo, ma desidera "abitarlo" attraverso i suoi sapori. Tuttavia, senza narrazione identitaria, il prodotto tipico resta merce inerte. La DeCo certifica l'origine e l'anima di un prodotto. Quando un giovane investe sui grani antichi, sui dolci della tradizione identitaria o sul vini e sull'olio locale, compie un atto di presidio culturale del territorio. L'enogastronomia d'identità è la risposta più efficace e concreta contro lo spopolamento dei borghi.»
Per concludere: qual è la visione futura che la Rete dei Borghi GeniusLoci intende consegnare alle prossime generazioni?
«Restituire orgoglio consapevole alle nostre comunità. Vogliamo che i cittadini dei borghi si riscoprano custodi di un patrimonio universale. Citando il romanzo, si dice che "tutto cambia perché nulla cambi". Per noi la lezione è diversa: dobbiamo far evolvere i linguaggi della promozione affinché l'essenza dell'identità rimanga intatta. La Tavola del Gattopardo non è un reperto sotto vetro, ma un cantiere aperto di futuro, bellezza e riscatto per la Sicilia.»


Commenti
Posta un commento