lunedì 29 maggio 2023
martedì 16 maggio 2023
A Giusi Battaglia il riconoscimento di “Ambasciatrice dell’Identità Territoriale”
NinoSutera
Nell’ambito dei festeggiamenti dedicati alla patrona di Sambuca di Sicilia, Maria Santissima dell’Udienza, il Borgo più bello d’Italia, ha riproposto l’ evento annuale dedicato alle “ Minni di Virgini” prodotto De.Co.
A Giusi Battaglia in arte "Giusina in cucina" è stato conferito il riconoscimento di “Ambasciatrice dell’Identità Territoriale”
Il prestigioso riconoscimento è stato conferito negli anni addietro a Miss Italia 2012 e 2014, a Giada Bellanca, a Miss Mondo Sicilia 2016, e Natale Giunta, Diego Planeta, Antonio Presti, Linda Pisano.
Giusi Battaglia nasce a Palermo nel 1976 e, appassionata di comunicazione, si iscrive alla facoltà di Giornalismo e Ufficio Stampa nella sua città natale. Dopo la laurea, nel 2005 si trasferisce a Milano dove trova lavoro e completa la sua “gavetta”. Decide poi di aprire la propria agenzia di comunicazione, con la quale inizia le prime importanti collaborazioni nel campo dello spettacolo, assistendo l’ufficio stampa di personaggi famosi come Benedetta Parodi, Antonino Cannavacciuolo, Enzo Miccio, Ficarra e Picone. Durante la grave pandemia di Covid-19, il settore della comunicazione vive una fase di crisi; Giusina utilizzerà il lockdown per reinventarsi e dedicarsi alla sua vecchia passione: la cucina. Il successo delle sue ricette sui social non passerà inosservato e Gesualdo Vercio, senior programming director di Real Time e Food Network, contatterà Giusi per realizzare un nuovo programma tv con un format inedito, dal taglio intimo, girato in una cucina semplice e senza grosse pretese. Sarà proprio questa atmosfera casalinga la chiave del successo di Giusina in cucina – La Sicilia a tavola, il cooking show in onda su Food Netowrk che renderà Giusi Battaglia nota al grande pubblico, grazie al suo viaggio attraverso le ricette della tradizione palermitana e della sua amata Sicilia.
Gli
ambasciatori dell’identità territoriale, sono destinati ad assolvere a un ruolo
fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un
importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante, che
ritrova nel prodotto, un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari.
Ogni singolo comune, degli oltre 8.000 sparsi in tutta Italia, possiede un
patrimonio concreto che è l'espressione della propria tradizione culturale;
affinché questa tradizione, gastronomica in primis, non sparisca sono state
ideate, da Luigi Veronelli, le De.Co che così le spiegava:
“Attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista
una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale,
ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione
delle identità e le unicità locali.
Borghi GeniusLoci De.Co. è un processo culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso di GeniusLoci De.Co., ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa. Un percorso da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.
«La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative dei Sindaci lungimiranti che affermano il loro primato nei territori, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro, il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
Il valore del prodotto identitario, ed è il caso dei prodotti De.Co. sta nella storia o nella leggenda narrante della tradizione identitaria, diversamente si tratta solo un mero prodotto commerciale, (tipico) ottimo, ma senza ne anima, ne storia, senza Genius Loci.
Illuminante, al riguardo, la definizione che Luigi Veronelli ideologo delle De.Co. ha dato del “genius loci”: esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Venti anni fa, non potevamo individuare un termine migliore per definire il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.
Il riconoscimento
“Ambasciatore dell’ identità territoriale” rappresenta uno degli steps del
percorso Borghi GeniusLoci De.Co
inserito tra gli esempi virtuosi del - Forum Italiano dei
Movimenti per la terra e il paesaggio e presentato al Poster
Session del Forum Pa di Roma
mercoledì 10 maggio 2023
Minna Fest
Viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co. Sambuca di Sicilia: le Minni di Virgini
uno speciale percorso, fatto di gusto,
di tradizioni e di storia e leggenda millenaria…
in programma per domenica 14 maggio, a partire dalle ore 16.00
e chiaramente a seguire la degustazione del prelibato dolce.
La manifestazione intende rinnovare e celebrare il dolce identitario
della tradizione di sambucese, la cui
ricetta risale al lontano 1725 quando nel “Collegio di Maria” venne preparata
per la prima volta da una suora, suor Virginia della Menna, in occasione del
matrimonio del marchese Beccadelli.
Da allora i “seni di vergine”, chiamati così per
la forma che rievocano, sono diventati il dolce identitario del Borgo più bello
d’Italia e oggi i sambucesi possono vantarsi di essere identificati con un
dolce che è inserito tra i prodotti che hanno ricevuto un riconoscimento strettamente
collegato al territorio ed alla sua collettività, ovvero la De.Co.
(denominazione comunale) Attraverso il percorso borghi GeniuLoci De.Co.
Al Talk Show condotto da Giusy Battaglia
interverranno
Leo Ciaccio,Sindaco di Sambuca di Sicilia,
Salvatore Rinaldo, Presidente del comitato dei festeggiamenti in
onore di Maria SS. dell’Udienza,
Giuseppe Bivona, Presidente della Libera Università Rurale Saper&Sapor,
Antonella Di Giovanna, Promotrice culturale
Nino Sutera, Funzionario responsabile Osservatorio Neorurale Assessorato regionale all’Agricoltura
Al termine
Consegna dei riconoscimenti “Ambasciatrice dell’Identità
Territoriale” e
"Custode dell'Identità Territoriale" del percorso Borghi GeniusLoci De.Co.
Sambuca di Sicilia, borgo più bello d’Italia, meno nota con l’antico nome di Zabut, impostole dall’emiro musulmano che conquistò l’antico casale di Sambucina, è conosciuta per un tradizionale dolce, arrivato fino ai giorni nostri, con l’arcaico appellativo di “Minni di virgini”, seni di vergini.
Questa ghiottoneria è la massima espressione della fantasia dolciaria di queste terre di feudi, i cui retaggi culturali e una morale cattolica, non hanno mai varcato determinati steccati dell’impudicizia.
Il dolce é legato indissolubilmente alla Sambuca-Zabut del XVIII secolo, e in particolare alla nobile famiglia Beccadelli. Donna Francesca Reggio, divenuta Marchesa di Sambuca per aver sposato Don Giuseppe, in occasione delle nozze dell’unico figlio Pietro, la nobil donna, chiese a Suor Virginia Casale di Rocca Menna, del collegio di Maria, «di mettercela tutta per escogitare le novità assolute nei campi di loro competenza e, tra questi, nel campo della dolciaria».
Nell’anno 1725, la suora creava una della più soave pasta della pasticceria siciliana e di cui lo storico locale Di Giovanni riporta l’espressione della religiosa riguardo alla sua creatura: «Guardavo questa mattina dalla finestra della mia stanzetta le colline che si susseguono dalla Valle dell’ Anguillara sino alla collina del Castellaccio e alla costa della Minnulazza. La forma delle colline mi ha suggerito che noi dovremmo presentare ai marchesi un dolce che abbia la forma e, in quanto al contenuto porti la dolcezza di questa terra. Insomma un dolce paesano, ma prelibato, fine che susciti nel momento del degusto l’istinto del sentimento, ed elevi al tempo stesso lo spirito».
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, attraverso l’impareggiabile principe Salina, nel suo famosissimo romanzo “il Gattopardo”, farà così commentare quel soave dolce frutto delle magiche “Terre del Gattopardo”, di cui Sambuca, dista pochi chilometri da Palazzo Cutò di Santa Margherita Belice, dove è stato ambientato l’omonimo romanzo: «parfaits rosei, parfaits sciampagna, parfaifs bigi che si sfaldavano scricchiolando quando la spatola li divideva, sviolinature in maggiore delle amarene candite, timbri aciduli degli ananas gialli, e “trionfi della Gola” col verde opaco dei loro pistacchi macinati, impudiche “paste delle Vergini». Di queste, Don Fabrizio si chiedeva: «Come mai il Santo Uffizio, quando lo poteva, non pensò a proibire questi dolci?» .
Immaginate cosa avrebbe detto il clericale Principe al cospetto delle siliconate, più o meno note signore, o delle super maggiorate soubrettes, che ai giorni nostri esibiscono orgogliosamente i loro prosperosi seni.
venerdì 28 aprile 2023
“PICCOLO È BELLO”
A CATANIA LA QUINTA EDIZIONE DI “PICCOLO È BELLO” LA MANIFESTAZIONE CHE UNISCE OLTRE 115 VIGNAIOLI E OLIVICOLTORI ETNEI
Alessia Cataudella
Domenica 21 maggio il Monastero dei Benedettini di Catania accoglierà 115 piccoli e virtuosi produttori di vino ed olio, vicini per filosofia produttiva e legame con il territorio vulcanico
CATANIA - Una giornata per degustare e conoscere le espressioni più affascinanti del distretto enologico ed olivicolo etneo: domenica 21 maggio oltre 115 vignaioli e olivicoltori daranno vita a “Piccolo è bello” la manifestazione dedicata alle piccole realtà vinicole e olearie del vulcano.
Per la prima volta l’appuntamento sarà al Monastero dei Benedettini di Catania in Piazza Dante Alighieri 32. L’imponente complesso artistico-monumentale accoglierà nell’area del chiostro i banchi d’assaggio con le referenze dei produttori: bollicine, bianchi, rosati, rossi di varie annate, l’olio EVO delle cultivar locali, convogliando le declinazioni vulcaniche di un’area viva e pulsante che interagisce pienamente con chi la vive e la coltiva. Inoltre, sarà possibile assaggiare una selezione di oli di importanti produttori nazionali premiati in tutto il mondo.
“Condivisione, esperienza e convivialità: Piccolo è bello sarà un momento di connessione tra persone, visioni ed energie che in comune hanno gli stessi valori, - anticipa Agata Arancio, Bibenda Executive Winemaster e Vicepresidente Fondazione Italiana Sommelier, ideatrice e organizzatrice dell’evento - l’eccezionalità del luogo e delle autorevoli partecipazioni che si succederanno nella giornata creeranno una profonda contaminazione tra cultura e nuova civiltà del vino e dell’olio EVO, per ritrovare sempre di più l’anima enoica e oleicola di Catania e dell’Etna”.
L’imminente quinta edizione porta con sé un ulteriore approfondimento con la programmazione di interventi formativi che scandiranno, parallelamente ai banchi d’assaggio , la giornata.
Un seminario per fare luce sulla vocazione enoturistica e sui vantaggi del modello economico etneo del “Piccolo è bello” a cura del Dipartimento di Impresa ed Economia dell’Università di Catania, seguiranno due degustazioni guidate una sull’olio EVO con il coinvolgimento della Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti e infine una masterclass “alla cieca” per riconoscere sfumature e tratti distintivi dei vini vulcanici con i professionisti del settore ampelografico, vulcanologico e agrario con la partecipazione dei docenti del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente e il Consorzio Etna DOC.
Un approccio olistico che vede il vino e l’olio dei produttori locali come rilancio sociale e risorsa per il territorio. Nel comparto vitivinicolo e oleario etneo convergono numerose opportunità occupazionali, effetti benèfici a cascata sulle economie locali e un impegno etico ed ambientale a custodia dell’Etna, proclamato Patrimonio UNESCO esattamente dieci anni fa: un motivo in più per celebrare attraverso il vino e l’olio uno dei paesaggi più affascinanti del mondo dove vigneti eroici cinti da muretti a secco si intervallano a contrade impervie di giardini lavici e generosa natura indomita.
mercoledì 29 marzo 2023
Corso avanzato “Tecniche di agricoltura di precisione”
La Regione Campania Corso avanzato “Tecniche di agricoltura di
precisione”
Il Corso si propone di formare esperti e tecnici nel settore
dell’agricoltura di precisione e digitale per il settore agricolo e forestale.
Gli obiettivi formativi del Corso sono orientati all’apprendimento
teorico–pratico dei concetti di agricoltura e selvicoltura di precisione, alle
conoscenze relative alle tecniche di monitoraggio e gestione della variabilità
spaziale e al telerilevamento tramite drone, al fine di ottenere mappe
operative e di prescrizione. Il Corso consentirà agli utenti di avere una
panoramica completa sugli strumenti tecnologici utilizzabili in campo per
acquisire ed elaborare dati utili nella gestione delle principali attività
agricole presenti sul territorio, quali la selvicoltura, le coltivazioni in
pieno campo erbacee e arboree, le colture protette, prestando attenzione ai
fattori di sostenibilità che l'agricoltura di precisione affronta
sistematicamente. Il Corso è destinato a 50 partecipanti individuati fra
aziende e associazioni di settore e/o loro incaricati, professionisti, tecnici
oltre che laureati e diplomati interessati all’agricoltura di precisione. PER
INFORMAZIONI lucia.coletta@regione.campania.it
venerdì 24 marzo 2023
Progetto Cheeshal
Il Progetto Cheeshal:
nuove tecniche di processo e di prodotto con caglio vegetale
Il Progetto Cheeshal, attivato nell’ambito del PSR Sicilia 2014/2020 - Sottomisura 16.1 – DDG 3091 del 15 Ottobre 2020 ha l’obiettivo generale di sviluppare e definire un processo innovativo di filiera per arrivare alla certificazione Halal di produzioni caseari tradizionali. Il progetto vede coinvolte due Unità scientifiche di ricerca quali l’Università degli Studi di Catania con il compito di sviluppare, su scala semi industriale e industriale, un caglio vegetale a base di succo di Kiwi e testarne l’efficacia quale come coagulante vegetale durante il processo di caseificazione e l’Università degli Studi di Messina con il compito di sviluppare e validare il sistema zootecnico di gestione degli animali, la qualità nutrizionale del latte e dei formaggi.
Tutti i partner
dell’iniziativa:
1) Caseificio La Cava s.r.l.;
2) AB Group Soc. Agricola di Amato
Vincenzo;
3) Casina del Cavaliere di Saporito Vincenzo;
4) Azienda Agricola Grasso Sebastiano
Mario;
5) Azienda Agricola Santa Maria di
Virzì di Virzì Santa & C.;
6) Azienda Agricola Virzì Filippo;
7) Azienda Agricola Triscari Filippo;
8) Azienda Agricola Statella Giuseppe;
9) Azienda Agricola Savoca Calogero;
10) Università degli studi di Catania;
11) Università degli studi di Messina;
12) Studio associato E.DA. di Scalone e
Turlà;
13) Confagricoltura sede di Catania.
La prima
fase del progetto ha visto coinvolte, unitamente alla capofila, 7 aziende zootecniche,
principalmente in biologico, 5 allevavano ovini di razza Pinzirita e Valle del
Belice e 2 anche bovine Pezzata Rossa.
Gli animali
venivano alimentati al pascolo e ricevevano una integrazione in stalla con
mangimi appositamente formulati e certificati come “privi di grassi animali” e
fieno polifita.
Il latte,
mensilmente, veniva trasferito dalle aziende presso la capofila Caseificio La
Cava per la caseificazione, suddiviso in due aliquote per una caseificazione
differenziata, cioè un lotto controllo con caglio standard ed un lotto
sperimentale con caglio microbico/vegetale. I formaggi dopo 30 giorni di
stagionatura venivano traferiti presso i laboratori delle Università di Catania
e Messina.
Per poter
studiare le caratteristiche del nostro prodotto, abbiamo preso in
considerazione diversi tipi di formaggi ampiamente diffusi sul mercato, che
vengono coagulati con un caglio vegetale, per porli a paragone facendo una
valutazione e differenziarli per quanto concerne i valori nutrizionali riferiti
su 100 grammi di prodotto (kcal, grassi totali, acidi grassi saturi, proteine,
carboidrati, zuccheri e sale).
Sebbene
sembrino non discostarsi in maniera significativa, in realtà la tabella ha
evidenziato come le caratteristiche nutrizionali del formaggio “Cheeshal” abbia
diversi punti a favore rispetto agli altri; ciò si nota già a partire
dall’energia espressa in kcal per 100 g di prodotto, pari a 307 kcal/100g, in cui il Cheeshal presenta il valore più
basso. Non solo, anche per quanto riguarda il valore espresso in g/100 g di
grassi che, se paragonato agli altri, presenta solamente il 23,9 % di cui il
14,99 % è rappresentato da acidi grassi saturi; si tratta del più basso
rispetto agli altri, valore molto attenzionato dal consumatore, e di cui i latticini
sono particolarmente ricchi.
Cheeshal è l’esempio chiave di un formaggio che può essere integrato nella dieta senza avere un impatto determinante sul valore del colesterolo. Il valore delle proteine, pari a 21,59/100 g di prodotto, colloca Cheeshal in maniera intermedia rispetto agli altri formaggi, così come il valore dei carboidrati (1,32 g/100g), degli zuccheri (0,8 g/100g) e del sale (1,26 g/100g).
I dati
preliminari, quindi, sono molto incoraggianti e ci consentono di affermare che
il kiwi in condizioni di sovra-maturazione, che rappresenta oggi uno scarto,
può invece rappresentare una risorsa del tutto “green” per la filiera lattiero
casearia, andando a costituire un tassello fondamentale per un’economia
circolare che guarda ad un futuro ecosostenibile.
G.O. Cheeshal
Post in evidenza
Luigi Veronelli e il prezzo sorgente
Luigi Veronelli, figura di riferimento nel giornalismo gastronomico e nella cultura del cibo, ha più volte sottolineato l’importanza di ...
-
NinoSutera I prodotti tipici sono tutelati da...
-
: AL VIA IL PERCORSO “BORGHI GENIUS LOCI DECO” PER LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO LOCALE La Giunta Comunale guidata dal Sindaco Tindaro...






















