martedì 31 maggio 2022

"DiVino Festival" dal 29 al 31 luglio

 

"DiVino Festival" dal 29 al 31 luglio a Castelbuono il tradizionale galà enogastronomico estivo

Marianna La Barbera

Eventi unici, convegni, spettacoli, incontri e degustazioni delle migliori etichette e dei piatti tipici del territorio.

Era il 2007 quando, per la prima volta, il "DiVino Festival" (http://www.divinofestival.it) prese il via nell'atrio esterno del monumentale e maestoso Castello dei Ventimiglia di Castelbuono, con l'incontro tra quattro diversi produttori vinicoli internazionali : Murgo, Abbazia Santa Anastasia, Fatascià e Tasca d'Almerita.



La manifestazione riuscì a imporsi rapidamente nell'immaginario collettivo per la qualità del vino e della buona cucina, per l'attenzione rivolta alle diverse aziende agricole del comprensorio madonita e alla valorizzazione del luogo, in un'atmosfera unica.  

A distanza di anni, la rassegna non cambia la formula che ne ha decretato il successo nel corso del tempo ma, nel 2022, si arricchisce di spunti di riflessione e contenuti nuovi, che tengono conto delle dinamiche contemporanee.

Non a caso, la sedicesima edizione in programma nella cittadina madonita dal 29 al 31 luglio prossimi sarà dedicata al tema della pace. 

Una rassegna "sensoriale" che mescola gusto, odori e suoni: per tre giorni, Castelbuono diventerà la capitale siciliana del vino e accoglierà oltre cento aziende provenienti da tutta Italia, insieme alle grandi personalità del mondo gastronomico.

Al centro, l'eccellenza produttiva protagonista assoluta di una rassegna ormai  in cima nelle classifiche nazionali degli eventi enogastronomici legati alla bella stagione.

Non solo.

Il tradizionale appuntamento estivo nel fulgido borgo in provincia di Palermo, si è trasformato in uno degli eventi enogastronomici più importanti dell'isola: un galà che attrae, estate dopo estate, non soltanto gli appassionati e i cultori del vino dal palato raffinato, ma anche semplici curiosi e turisti che scelgono di trascorrere le vacanze a Castelbuono, un tempo ricca capitale della Contea e del Marchesato dei Principi di Ventimiglia.

Vie, piazze e vicoli  saranno animati anche dalla presenza di sommelier e cuochi altamente qualificati: tra calici e assaggi, sarà possibile scoprire il meglio della produzione vitivinicola nostrana.

Senza dimenticare le "passeggiate" tra le varie cantine, un modo per celebrare le varie declinazioni del gusto nel territorio.

Tra i momenti più significativi del Festival, figura il "Concorso DiVino" : l'ormai celeberrima wine tasting, dal 2010, premia le cantine e le personalità internazionali più autorevoli che afferiscono al mondo del vino.

Un altro elemento focale della rassegna castelbuonese è rappresentato dal Premio Internazionale "Gusto DiVino" rivolto all'intero settore dell'enogastronomia mondiale.

Istituito nel 2010, rappresenta un riconoscimento dell'associazione "Amici PerBacco" a tutti coloro che, con le loro qualità, hanno svettato nell'ambito del comparto.

Nello specifico, a quei soggetti che si connotano quali protagonisti indiscussi del settore vitivinicolo, puntando alla massima qualità attraverso un lavoro serrato e una dedizione continua, l'alta professionalità e l'utilizzo dei mezzi di informazione quali alleati e compagni di viaggio in un percorso che mira a trasformare il vino in uno stile di vita, anche sotto il profilo culturale.

 

 


domenica 15 maggio 2022

𝑰 𝑺𝒊𝒎𝒑𝒐𝒔𝒊𝒐 "𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂, 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑪𝒖𝒄𝒊𝒏𝒂 𝒆 𝑷𝒂𝒔𝒕𝒊𝒄𝒄𝒆𝒓𝒊𝒂 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝑺𝒊𝒄𝒊𝒍𝒊𝒂𝒏𝒂"

 

Mariano Carbonetti e Roberto Cascino

i riconoscimenti

della 

LiberaUniversitàRuraleSaperi&SaporiOnlus

 

 
Essere nominati “Custodi delle Identità Territoriali” da parte del dott. Nino Sutera,  è per noi un grande Onore ma allo stesso tempo un Onere che deve essere portato avanti con costanza e continuo interesse, nella riscoperta delle antiche tradizioni e dei siciliani tutti, hanno affermato gli Chef.

 


 Un sentito ringraziamento a tutte le aziende e realtà che hanno creduto nel progetto e hanno partecipato con entusiasmo, fornendo una preziosa collaborazione per la realizzazione del 𝑰 𝑺𝒊𝒎𝒑𝒐𝒔𝒊𝒐 "𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂, 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑪𝒖𝒄𝒊𝒏𝒂 𝒆 𝑷𝒂𝒔𝒕𝒊𝒄𝒄𝒆𝒓𝒊𝒂 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝑺𝒊𝒄𝒊𝒍𝒊𝒂𝒏𝒂" 







Il riconoscimento    rappresenta  uno degli steps del  percorso Borghi  GeniusLoci  De.Co.    ideato   dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus

                            Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa. Un percorso da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche,  culturali, etiche del territorio .

Il format GeniusLoci De.Co. è un percorso composto da 12 steps tra questi il riconoscimento di “Custode dell'identità Territoriale” Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Assemblea dei Sindaci delle città De.Co del Veneto; * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF * XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo, e a Milano in occasione di EXPO2015

I Custodi  dell’identità territoriale, sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante, che ritrova nel prodotto, un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari.  In questo percorso , chef, gastronauti, giornalisti, sommelier,   intenditori e appassionati, sono partners privilegiati, candidati ideali a divenire Custodi dell’identità territoriale, nel contesto del percorso elaborato dalla Lurss.Onlus. 




























 

lunedì 9 maggio 2022

1° Simposio "Cultura, Storia e Tradizioni della Cucina e Pasticceria Regionale Siciliana"

 

1° Simposio

"Cultura, Storia e Tradizioni della Cucina e Pasticceria Regionale Siciliana"

Palermo - 10 maggio 2022

 

Nuove strategie e prospettive per La valorizzazione dell’enogastronomia siciliana

e dei Prodotti Tipici del Territorio

 

 


 

Primo Simposio dedicato a "Cultura, Storia e Tradizioni della Cucina e Pasticceria Regionale Siciliana", che si terrà presso i locali di Villa Riso a Palermo, via dell’Olimpo n.30/a, in data 10 maggio, alle ore 17.30

                                       Durante la serata, verranno trattati argomenti relativi alla Valorizzazione del Territorio, attraverso l’uso di prodotti tipici locali; le prospettive di crescita e di rilancio degli stessi ed eventualmente, dopo il confronto attivo con gli intervenuti, nuove idee e strategie da "applicare". Tanti gli argomenti di comune interesse per cui discutere ed interagire, a cui si uniranno cenni storici, apportati dalle straordinarie conoscenze di alcuni intervenuti.
La salvaguardia del nostro patrimonio enogastronomico, sotto gli occhi attenti di due generazioni di professionisti
La tradizione e l'innovazione attraverso la tutela delle nostre identità territoriali, il tutto moderato magistralmente dalla pluripremiata artista Katiuska Falbo.

Durante l’evento gli chef Mariano Carbonetti e Roberto  Cascino verranno insigniti dal riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” della Libera Università Rurale dei Saperi & dei Sapori Onlus



Chi sono i custodi dell’identità territoriale?

I produttori agricoli ma anche i pescatori, custodiscono sapientemente un giacimento inesauribile della dieta mediterranea, costituiscono il collante tra i prodotti della terra e del mare e il territorio, rappresentano infatti gli ereditieri di un “savoirfaire” locale, portatori di valori specifici, artefici di una costruzione sociale e di una cooperazione che ha come risultato la qualificazione di un prodotto di cui i riferimenti sono l’identità del gusto. Le caratteristiche del prodotto sono irriproducibili in altri luoghi, cioè al di fuori di quel particolare contesto economico, ambientale, sociale e culturale, e pertanto uniche. Il prodotto del territorio è la risultante di questa interazione, e incorpora un sapere costruito nel tempo e condiviso all’interno di una collettività territorializzata e condivisa. Questo processo di accumulazione di conoscenza e di sedimentazione locale tramite interazione permette al prodotto di divenire l’espressione della società locale nella sua organizzazione, nei suoi valori, nelle sue tradizioni e nei suoi gusti adattati al contesto ambientale, economico, sociale e culturale del luogo.

E’ non solo, conoscere il territorio attraverso i sapori dei piatti culinari  è il principio base della cibosofia che propone di leggere ogni piatto come un intreccio di alimenti, storia, cultura e tradizione di un territorio e del suo popolo. Questa chiave di lettura è sempre più usata dagli chef per raccontare con la propria cucina la cultura millenaria del cibo. Ricette tradizionali, prodotti locali, antichi e nuovi saperi sono ricercati con cura dagli chef per dar vita a piatti capaci di raccontare la storia e l’identità di un territorio. Ecco così che la cucina diventa un’occasione per gli chef di raccontare con i sapori di un piatto la storia dei prodotti usati e per chi mangia di conoscere tradizioni e valori culinari millenari.
La cibosofia è un nuovo approccio alla cucina che, partendo da tutto ciò che offre la nostra terra, riesce a raccontare il patrimonio culturale e l’identità dei territori. Il cibo, quindi, riesce, si, a soddisfare la nostra fame fisiologica ma anche la voglia di scoprire e conoscere la tradizione e la cultura di un luogo attraverso i cinque sensi. I nostri territori sono veri e propri giacimenti di specialità alimentari e tradizioni culinarie da scoprire e imparare a conoscere e valorizzare. Il Sud rappresenta un eccellente esempio di come la cucina può farsi depositaria di valori e storie dei territori, proponendo gusti e ricette antiche

I Custodi dell’identità territoriale, sono quindi destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante, che ritrova nel prodotto, un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari.

In questo percorso, chef, gastronauti, giornalisti, sommelier, associazioni, pro-loco, intenditori e appassionati, sono partners privilegiati, candidati ideali a divenire “Custodi dell’identità territoriale”.

A conclusione del Programma, ci sarà una breve presentazione delle aziende che metteranno a disposizione i loro prodotti di qualità, per una piccola degustazione, con il coinvolgimento di alcuni allievi della Scuola di cucina. L’evento è organizzato dagli   Chef Roberto Cascino e Mariano Carbonetti e Tonino Lipari di Percorsi Enogastronomici, Arte, Cultura, Eventi,  in collaborazione con Stefania Cannella di Bechef  

Ingresso gratuito a invito. L'evento sarà live su i principali canali social


giovedì 3 febbraio 2022

Cutrera, la qualità dell’olio nasce in frantoio

 Gianna Bozzali

Pronto il nuovo frantoio ipertecnologico dell’azienda Cutrera di Chiaramonte Gulfi, uno dei più avanzati al mondo. Dalla prossima campagna olearia sarà operativo il nuovo impianto dotato di un selezionatore ottico ad infrarossi e di speciali sensori. Pioniere nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie applicate all’estrazione, Cutrera può dirsi fiero oggi di essere uno dei frantoi più tecnologicamente avanzati al mondo, inaugurando un nuovo concetto di lavorazione delle olive e pronto a riscrivere la storia della produzione olearia di alta qualità in Sicilia.

 


“Iniziamo l’anno festeggiando un grande traguardo che per noi, come sempre, rappresenta solo un nuovo inizio, perché non ci fermiamo mai- commenta Salvatore Cutreradel Frantoio Cutrera -. Dietro tanta ricerca e sperimentazione, grazie anche alla collaborazione con Pieralisi, c’è comunque la nostra esperienza di frantoiani da generazioni. E il fattore umano per noi è importantissimo! Siamo quindi orgogliosi, oggi, di poter integrare il nostro know how e la passione che mettiamo nel nostro lavoro con le migliori tecnologie in assoluto per offrire ai consumatori solo il meglio”.

 

Tutti i macchinari sono stati progettati insieme a Pieralisi, leader mondiale delle macchine olearie. Essi sono interconnessi grazie all'utilizzo della tecnologia 4.0. Ogni fase della produzione è quindi minuziosamente controllata da una serie di sensori che intervengono per risolvere ogni minima criticità. In particolare, la presenza di un selezionatore ottico ad infrarossi, unico al mondo applicato al settore oleario, consente di scartare le olive danneggiate o quelle non considerate conformi in base ai propri criteri di qualità ottenendo un miglioramento qualitativo alla base.

 


Inoltre, il nuovo impianto 4.0permette di gestire il ciclo di produzione in base alla varietà, al periodo di raccolta e alla temperatura ambientale. Inoltre, è stato creato un sistema innovativo che permette di settare, e quindi di gestire, ogni singolo processo dell’impianto in base ad una “ricetta” (segreta) personalizzata per cultivar, provenienza e stato di maturazione al fine di esaltare le proprietà organolettiche di ogni varietà di oliva. Ciò sarà possibile intervenendo, per ciascuna, su fattori come la velocità e la tecnica di frangitura, la taratura nel “protoreattore”, il tempo di gramolazione, etc… Tutto il processo, inoltre, è termocondizionato: è possibile agire sulle temperature di ogni singola fase e ciò consente di esaltare le note aromatiche e di mantenere a lungo, in modo ottimale, tutti i parametri chimici e organolettici.  



mercoledì 9 giugno 2021

Rete dei Borghi GeniusLoci De.Co.

"Attraverso una semplice delibera comunale il Sindaco certifica la provenienza dei prodotti identitari  della sua terra" così Luigi Veronelli spiegava la De.Co. Un'idea nata dal basso per valorizzare quei immensi giacimenti enogastronomici che racchiude l'Italia. 
Detestava coloro i quali forti del master in "taglia&incolla"   si adoperavano per far diventare la De.Co. come un sottoprodotto dei marchi europei, tanto da arrivare a utilizzare gli strumenti dei marchi di tutela(Regolamento-disciplinare,ect)

 Veronelli infatti,non a caso, parlava di semplice delibera comunale, proprio per impedire a taluni così detti"e-sperti" di stravolgere la sua idea. 

                 La Rete dei Borghi GeniusLoci De.Co. è un iniziativa rivolta ai Comuni che hanno adottato il percorso per la De.Co. o che hanno i requisiti per farlo.                         Partners privilegiati della Rete  sono  le Associazioni che a vario titolo si occupano di enogastronomia e di sviluppo locale,  chef,   giornalisti, sommelier,   pro-loco, intenditori e appassionati, candidati ideali a divenire  Custodi dell'Identità Territoriale . 

ADESIONE 




               Le De.Co. nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli , che così le spiegava: “Attraverso la De.Co.  il « prodotto » del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.  L'obiettivo è di valorizzare  i prodotti  identitari  e i loro territori meritevoli della Denominazione Comunale.   La denominazione comunale (De.Co.) « è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco », che afferma  il suo primato nel territorio, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.  Il “Genius Loci", definito da Luigi Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima-cultura produttiva. «Effetto GeniusLoci» è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore. 

                   Veronelli,   enologo, gastronomo e scrittore lombardo,   ideò le De.Co., ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’  ElaioEnoGastronomia  italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori, e dei prodotti identitari, una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che rappresenta   l’antesignano  alla sovranità alimentare.  Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.  E’ in questo scenario che 20 anni addietro è stato  ideato il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.  La De.Co. è « un prodotto del territorio » (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, ecc.) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies”, viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo. Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario e diventa esperienza totale. In questo modo coinvolge immediatamente i quatto sensi, vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente ancorato ad un territorio tocca anche l’udito, perché si racconta e racconta il territorio. 
                 Quando arriva nel piatto, quel cibo ti ha detto tante cose e quando lo assapori diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo. Il termine genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito, l’anima di un luogo è caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali, culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione e l’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia. E’ quell’unicum che caratterizza la destinazione, quella particolare atmosfera che rende un posto così speciale agli occhi del visitatore.
Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Territorio, Tradizioni, Tipicità, Tracciabilità e Trasparenza: ecco le 5“t” protagoniste del percorso “Borghi Genius Loci De.Co.”.







lunedì 29 marzo 2021

Istituto Alberghiero "G. Ambrosini" di Favara: Progetto De.Co.

 Istituto Alberghiero "G. Ambrosini" di Favara


Progetto De.Co. 


Le nostre conclusioni finali.


Prof. Luigi Parello

Ci chiediamo e Vi chiediamo …

La città di Favara è pronta per essere annoverata tra i Borghi GeniusLoci De.Co.?





Certamente SI, attraverso l'attivazione di un percorso pubblico e partecipato.






Che cos’è un  Borgo  GeniusLoci De.Co.?

E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,  prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO 


Qual è la mission?    

Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.

Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.


Qual è la differenza rispetto agli altri strumenti?   «La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.

Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli  ideologo delle De.Co.  ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.  


Qual è la vision?  

La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.


Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. 

La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.


In conclusione quali sono  i contenuti Genius Loci?

L’ effetto GeniusLoci   è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.

Mentre i contenuti innovativi sono:  l’originalità, dal latino oriri, derivare, non solo da un punto di vista topografico, ma culturale, vuol dire non distorcere la voce  del territorio di provenienza.

La naturalità, produrre senza interventi estranei all’azione del territorio.

L’Identità  dal latino Idem, uguale che non cambia nel tempo, quindi facilmente riconoscibile, perché è il senso del luogo.

Infine  la specificità, nel significato dato da Max Weber nel 1919 di qualcosa facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche originali (un dolce, un piatto, un evento una tradizione)


Infine, quali sono i requisiti che i comuni debbono possedere per far parte del circuito dei Borghi GeniusLoci De.Co.?

Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.   

In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono perfettamente inutili e controproducenti.


Bisogna dire infine,   che non è un percorso per tutti, ne tanto meno tutti i Comuni hanno i requisiti necessari per essere inseriti tra i Borghi GeniusLoci De.Co.


         


Buona Pasqua

 da Favara

Borgo Genius Loci De.Co.


lunedì 8 marzo 2021

L'agnello pasquale, prelibatezza identitaria

 di NinoSutera e Luigi Parello



Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.

 

 

Per garantire la sostenibilità del percorso  occorrono tuttavia  quattro principi, la storicità  e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia e a costo zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente.

Il “Genius Loci", definito da Luigi Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima-cultura produttiva. «Effetto GeniusLoci» è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore .

Le De.Co. (Denominazioni Comunali) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co. il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento,   un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie,  deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo. 

 


Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune, a memoria futura oppure come occasione del presente, per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine.

Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario e diventa esperienza totale. In questo modo coinvolge immediatamente i quatto sensi, vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente ancorato ad un territorio tocca anche l’udito, perché si racconta e racconta il territorio. Quando arriva nel piatto, quel cibo ti ha detto tante cose e quando lo assapori diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo. Il termine genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito, l’anima di un luogo è caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali, culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione e l’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia. E’ quell’unicum che caratterizza la destinazione, quella particolare atmosfera che rende un posto così speciale agli occhi del visitatore.

Per trovarlo bisogna saper ascoltare, osservare, riconoscere. Tutto questo rientra nei cosiddetti “fattori di attrazione” di una luogo, nelle attrattive di un territorio che portano poi il turista a scegliere un posto piuttosto che un altro. Identificare il genius loci di un luogo non è cosa semplice, prevede un percorso culturale che miri ad indagare e studiare a fondo la cultura autoctona, le sue peculiarità, le sue problematiche.

 

Favara comune dell'agrigentino,   durante il periodo pasquale si svolge ogni anno la" Sagra dell'Agnello Pasquale", dedicata al dolce identitario  di pasta di mandola farcito di pistacchio, a forma di agnello.

Il prodotto dolciario, gustato, conosciuto ed apprezzato in Italia ed all’estero.

L’agnello pasquale, dolce  favarese, trova fondamento in una tradizione  abbastanza antica

Fra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 ne fa un lacunoso accenno il barone Antonio Mendola, ma l’uso di questo dolce era ancorato ad una tradizione esclusivamente familiare e non poteva assolutamente gareggiare, per preferenza e quantità, con i frutti di martorana ed i cannoli, molto apprezzati oltre cento anni addietro dai favaresi, principalmente per Natale e Pasqua.

L’agnello pasquale, preparato con pasta reale a base di mandorle, ripieno di pasta di pistacchio e finito con velo di zucchero e decorazioni, è rimasto un dolce strettamente artigianale e familiare fino alla seconda metà del 1900.

Questo dolce è stato assaggiato il 12 maggio 1923, da mons. Giuseppe Roncalli (1881-1963 - eletto Papa Giovanni XXIII il 28-10-1858), quando, essendo in visita ad Agrigento, dovendo rientrare a Roma, il canonico Antonio Sutera volle accompagnarlo fino a Caltanissetta e, passando per Favara, insieme si fermarono nella sua residenza di via Umberto per prendere un caffé e, per l’occasione, assaggiare questo dolce favarese preparato da suor Concetta Lombardo del collegio di Maria.

Il dolce venne talmente apprezzato da mons. Roncalli, al punto tale che a 40 anni esatti dalla visita ad Agrigento-Favara, precisamente l'11 maggio 1963, ricevendo il nuovo Vescovo ausiliare di Agrigento, mons. Calogero Lauricella, accompagnato per l'occasione, dal teologo Antonio Sutera, studente all'ateneo di Roma (nipote del canonico Antonio Sutera), Papa Giovanni XXIII volle ricordare due cose in particolare: la visita effettuata ai templi di Agrigento e il gusto particolare dell'agnello pasquale, consumato a Favara (v. foto).

Il canonico Sutera, quando era direttore diocesano delle pontificie opere missionarie e rettore del seminario di Agrigento più volte ha omaggiato mons. Roncalli di questo squisito dolce favarese e successivamente, riprendendo una vecchia e nobile tradizione, anche il Movimento Giovanile Studentesco di Favara, il cui promotore era il sac. Antonio Sutera (nipote del suddetto canonico), a quell'epoca rettore della chiesa del Rosario di Favara. Di quanto detto ne è riprova una lettera della Segreteria di Stato del 18 aprile 1966, con la quale l’eletto cardinale sostituto mons. Angelo Dell’Acqua comunicava a mons. Sutera che Papa Paolo VI voleva ringraziarlo per l’invio dell’agnello pasquale (v. foto).

Nel novembre 2004, in occasione di un incontro di Papa Giovanni Paolo II con alcuni disabili sono stati portati alcuni doni e, fra questi, anche un agnello pasquale di Favara.

 

 


 Ingredienti

 

1,4 kg di zucchero a velo

1 kg di mandorle

1 kg di pistacchi

500 ml d’acqua

Preparazione dell’agnello pasquale di Favara

 

Sbollentare e sbucciare le mandorle e i pistacchi. Quando entrambi gli ingredienti si saranno raffreddati macinarli separatamente fino a ottenere delle farine fini. Fare bollire in un tegame 700 g di zucchero a velo e 250 ml d’acqua. Quindi togliere lo sciroppo dalla fiamma, aggiungervi il trito di mandorle e impastare il tutto fino a ottenere una pasta liscia ed omogenea. Seguire lo stesso procedimento per il trito di pistacchi.

Inserire nello stampo dell’agnello pasquale parte della pasta di mandorle fredda premendola lungo i bordi dello stampo per uno spessore di circa 1 cm, così da formare quella che sarà la parte dell’agnello visibile all’occhio. Dopodiché riempire la cavità dell’agnello con la pasta di pistacchio e rivestire infine la base con il resto della pasta di mandorle. Lasciare che il dolce si indurisca un po’ all’interno dello stampo e poi estrarlo con cura.

L’agnello pasquale di Favara si può servire così com’è (magari decorandolo con un fiocchetto o un campanellino al collo e uno stendardo piantato sul dorso) oppure lo si può arricchire ancora di più, guarnendolo in base al proprio estro creativo. Per creare, ad esempio, il manto di lana dell’agnello si può fare ricorso agli stessi colori alimentari che si usano per dipingere la frutta di Martorana oppure a del fondente di zucchero e qualche perlina argentata da spargere qua e là sul manto o, ancora, lo si può creare in maniera ancora più elegante modellandolo con una sac à poche contenente un po’ di pasta di mandorla ammorbidita con acqua.




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