martedì 6 agosto 2024

La Tavola del Gattopardo candidata ad "Ambasciatrice dell'Identità Territoriale"

 

            Nella città del Gattopardo si svolge da 19 anni un evento internazionale culturale e di promozione dell'identità territoriale.

  L’evento conclusivo del Festival del Gattopardo 2024 ha avuto un epilogo domenica 4 agosto  nel III Cortile di Palazzo Filangeri di Cutò, con “La cucina siciliana nel romanzo”  e concluso con  il Proloquio per la candidatura “La tavola del Gattopardo Ambasciatrice dell’Identità Territoriale” del percorso dei Borghi GeniusLoci De.Co. De.Co. https://terra.regione.sicilia.it/borghi-geniusloci-de-co-legame-fra-uomo-ambiente-clima-e-cultura-produttiva/

 https://terra.regione.sicilia.it/nasce-lassociazione-dei-borghi-genius-loci-de-co-come-farne-parte/  

   Santa Margherita Belice, ha adottato con delibera di giunta,  il percorso   Borgo GeniusLoci De.Co. un    percorso culturale, composto da 12 steps, iniziando dalle  Siringate, quei gustosi dolcetti che piacevano tanto alla principessa Filangeri, che a Santa Margherita di Belice era trattata da tutti come una regina"  

 

Il prossimo,  eleggere la Tavola del Gattopardo,
 Ambasciatrice dell'Identità Territoriale
 

Il percorso, ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio, è stato favorito dalla stretta collaborazione con alcuni operatori culturali,da Michele Ciaccio a Erina Montalbano, solo per citarne alcuni.


«Il genius loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura  mediterranea ed europea,ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell' indefinito  globale»  
 




Le De.Co. (Denominazioni Comunali) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: “Attraverso la De.Co. il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.  

"Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario e diventa esperienza totale. In questo modo coinvolge immediatamente i quatto sensi, vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente ancorato ad un territorio tocca anche le orecchie perché si racconta e racconta il territorio. Quando arriva nel piatto, quel cibo ti ha detto tante cose e quando lo assapori diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo."

 

 PROLOQUIO 

sulla Candidatura della Tavola del Gattopardo

quale 

Ambasciatrice dell'Identità Territoriale 

Mirabilmente condotto da Nino Graziano Luca, hanno preso parte 

- Debora Ciaccio, Assessore alla Cultura di Santa Margherita Belice

- Erina Montalbano, Presidente Pro Loco “Gattopardo Belìce” di Santa Margherita di Belice

-Nino Sutera Coordinatore Editoriale di Terrà, il Multimediale dell'Agricoltura dell'Assessorato Regionale Agricoltura, ma anche coordinatore nazionale dei Borghi Genius Loci De. Co.

In una serata d'estate, un attenta platea di intervenuti ha visto la partecipazione di  alcuni dei "Custodi dell'Identità Territoriale", da Nicola Fiasconaro,  a Michele Ciaccio, da Francesco Bonomo a Franco Mauceri, non dimenticando la Prof.ssa Erina Montalbano, anch'essa Custode dell'Identità Territoriale nella qualità di Presidente della locale Proloco.


Nella prima parte, professionisti della cucina siciliana, si sono confrontati sulle prelibatezze della tavola del Gattopardo, mettendo in risalto il valore assoluto della cucina italiana nel mondo.


  GRAN FINALE CON la MEGA CASSATA 

da 300 KG  







 






























Foto  Titta Di Giovanna



lunedì 29 luglio 2024

Santa Margherita di Belice

 La diciannovesima edizione del Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” che si terrà a Santa Margherita di Belice 3 e 4 agosto 2024

Le serate condotte da Nino Graziano Luca, conduttore televisivo e radiofonico di grande successo, vedrà tra gli ospiti assieme alla Woman Orchestra e gli attori Lucia Sardo e Alessio Vassallo. Pierre Michon, scrittore francese di 79 anni, è stato proclamato vincitore della diciannovesima edizione del Premio letterario “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”. L’annuncio è stato dato da Salvatore Silvano Nigro, presidente della commissione del premio, durante un evento tenutosi nel palazzo “Filangeri di Cutò” a Santa Margherita di Belice (Agrigento). La manifestazione è stata organizzata dal comune, dall’istituzione dedicata all’autore de “Il Gattopardo” e dalla Regione Siciliana.

Michon ha ricevuto il riconoscimento per il suo libro d’esordio, “Vite minuscole”, pubblicato da Adelphi nel 1984 e ancora oggi considerato un capolavoro della letteratura contemporanea francese.



  



Il Premio Tomasi e il Festival Gattopardiano sono organizzati dal Comune di Santa Margherita di Belice, guidato dal sindaco Gaspare Viola, e dall’Istituzione Tomasi di Lampedusa, con il patrocinio della Regione Siciliana

Il 4 agosto protagonista della serata dedicata alla cucina siciliana nel romanzo, con tante scuole di pensiero a confronto, e prima della degustazione della classica cassata siciliana realizzata da esperti pasticceri, il Proloquio per la candidatura “La tavola del Gattopardo Ambasciatrice dell’Identità Territoriale” del percorso dei Borghi GeniusLoci De.Co. https://terra.regione.sicilia.it/borghi-geniusloci-de-co-legame-fra-uomo-ambiente-clima-e-cultura-produttiva/




Santa Margherita Belice, nel recente passato, ha adottato con delibera di giunta, il percorso Borgo GeniusLoci De.Co. https://terra.regione.sicilia.it/nasce-lassociazione-dei-borghi-genius-loci-de-co-come-farne-parte/ un percorso culturale, elaborato dalla Libera Università Rurale, per la valorizzazione dell'identità territoriale grazie alla tenacia del Prof Michele Ciaccio e la collaborazione della locale Proloco.


"Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario e diventa esperienza totale. In questo modo coinvolge immediatamente i quatto sensi, vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente ancorato ad un territorio tocca anche le orecchie perché si racconta e racconta il territorio. Quando arriva nel piatto, quel cibo ti ha detto tante cose e quando lo assapori diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo."


 Una serata per tutti i gusti

Chef FRANCESCO BONOMO 

Campione Cous Cous Fest 2019 a San Vito Lo Capo e Custode dell'Identità Territoriale

conduce  

una MASTERCLASS con video sul COUS COUS  

 



 

 CHEF VIOLA presenta IL TRIONFO DI GOLA

 

 PROLOQUIO 

sulla Candidatura della Tavola del Gattopardo

quale 

Ambasciatrice dell'Identità Territoriale

 

Interverranno: 

-Gaspare Viola, Sindaco di Santa Margherita Belice e Custode dell'identità territoriale

- Debora Ciaccio, Assessore alla Cultura di Santa Margherita Belice

- Erina Montalbano, Presidente Pro Loco “Gattopardo Belìce” di Santa Margherita di Belice

-Nino Sutera Coordinatore Editoriale di Terrà, il Multimediale dell'Agricoltura dell'Assessorato Regionale Agricoltura, ma anche coordinatore nazionale dei Borghi Genius Loci De. Co.

 

                  GRAN FINALE CON la MEGA CASSATA da 300 KG e

  

        PRESENTAZIONE DEI MAESTRI PASTICCIERI

SALVATORE SANTANGELO Patron Pastry Chef

VIOLA GIUSEPPE PATRON Pastry Chef

FRANCESCO MAUCERI Patron Chef

CALOGERO MILIONE Patron Pastry Chef

 

 

 

 




sabato 27 luglio 2024

Proloquio: "La Tavola del Gattopardo Ambasciatrice dell'Identità Territoriale"


Proloquio per la candidatura della Tavola del Gattopardo a "Ambasciatrice dell'Identità Territoriale"











           Santa Margherita di Belice è un piccolo comune situato nella provincia di Agrigento, in Sicilia. Questo paese ha una connessione significativa con Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del celebre romanzo "Il Gattopardo."





Santa Margherita Belice, nel recente passato,  ha adottato con delibera di giunta,  il percorso   Borgo GeniusLoci De.Co. un    percorso culturale, elaborato dalla Libera Università Rurale, per la valorizzazione  dell'identità territoriale  grazie alla tenacia del Prof Michele Ciaccio  e la collaborazione della locale Proloco
Nell'ambito del percorso,  la Tavola del Gattopardo  è candidata a divenire 
 Ambasciatrice dell’Identità Territoriale,

con la condivisione e la partecipazione di tutta la comunità


«Il genius loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura  mediterranea ed europea,ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell’ indefinito  globale»  


Il  riconoscimento di "Ambasciatore  dell'Identità Territoriale" fa parte  del percorso  Borghi Genius Loci De.Co.  oggetto di discussione  in occasione proloquio in programma il prossimo

 4 agosto a Santa Margherita Belice

  Relazione alla candidatura.

1. Origini Familiari: Giuseppe Tomasi di Lampedusa trascorse parte della sua infanzia e gioventù a Santa Margherita di Belice. La famiglia Tomasi possedeva una villa nel paese, e la vita di Tomasi di Lampedusa è stata profondamente influenzata dall'ambiente siciliano e dalla cultura locale. Questa connessione familiare e geografica è riflessa nel suo lavoro, dove le descrizioni della Sicilia e delle sue tradizioni sono arricchite da esperienze personali e osservazioni.

2.Ispirazione per "Il Gattopardo": Santa Margherita di Belice e le sue atmosfere hanno influenzato la rappresentazione dei luoghi e dei personaggi nel romanzo "Il Gattopardo." Anche se il romanzo è ambientato in una Sicilia più generica, le ambientazioni e le descrizioni sono ispirate dalla realtà della vita siciliana dell'epoca, e il paese ha servito come modello per alcuni degli scenari descritti.

3.Atmosfera e Tradizioni: Il paesaggio, l'architettura e le tradizioni di Santa Margherita di Belice hanno contribuito alla creazione dell'atmosfera aristocratica e decadente che permea il romanzo. I dettagli della vita quotidiana e delle festività siciliane descritti nel libro riflettono la cultura e le usanze di paesi come Santa Margherita.

Significato Culturale

1. Preservazione del Patrimonio: Oggi, Santa Margherita di Belice è parte del patrimonio culturale legato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La villa di famiglia, conosciuta come il "Palazzo Tomasi," è un sito di interesse per i fan del romanzo e per coloro che sono interessati alla vita dello scrittore. Questo legame culturale contribuisce a preservare e celebrare la memoria di Lampedusa e la sua connessione con la Sicilia.

2. Influenza sull'Opera Letteraria: La bellezza e la storia di Santa Margherita di Belice sono elementi che arricchiscono la narrazione di "Il Gattopardo." Il romanzo si immerge nei dettagli della vita aristocratica siciliana e riflette le esperienze personali e le osservazioni dell'autore sulla sua terra natale.

In sintesi, Santa Margherita di Belice non è solo un luogo di interesse storico e culturale per la Sicilia, ma anche una parte integrante della biografia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e della sua opera. Il paese offre uno sguardo prezioso sulla vita e l'ambiente che hanno influenzato profondamente la creazione di "Il Gattopardo."

 

Motivazione

 La "Tavola del Gattopardo" è un'iconica scena del romanzo "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pubblicato postumo nel 1958. Questo libro è un'importante opera della letteratura italiana del XX secolo, che offre un quadro dettagliato e nostalgico del declino dell'aristocrazia siciliana durante il Risorgimento e l'Unità d'Italia.

Significato Storico e Culturale

  1. Declino dell'Aristocrazia Siciliana: La tavola, con il suo fasto e la sua opulenza, rappresenta un mondo aristocratico in declino. Il principe Fabrizio Salina, protagonista del romanzo, osserva con malinconia il tramonto di un'epoca in cui la sua classe sociale aveva un ruolo dominante. Il pasto fastoso è un simbolo di un'ultima grandezza e di un'era destinata a scomparire.

  2. Contrasto tra Vecchio e Nuovo: La cena è anche un momento di incontro tra il vecchio ordine e le nuove forze emergenti, rappresentate da personaggi come Tancredi Falconeri e Angelica Sedara. Tancredi, nipote del principe, abbraccia il cambiamento politico e sociale per garantire la propria posizione, evidenziando il conflitto tra conservazione e trasformazione.

  3. Riflessione sulla Storia Italiana: La scena della tavola offre uno spunto per una riflessione più ampia sulla storia italiana. Il romanzo è ambientato durante il periodo delle guerre d'indipendenza italiane e della successiva unificazione. L'aristocrazia rappresentata dal principe Salina è simbolica di una classe che ha perso il suo potere e la sua rilevanza in una nuova Italia che si sta unificando sotto un regime monarchico più moderno e centralizzato.

  4. Riflessione Filosofica ed Esistenziale: La cena è anche un momento di introspezione per il principe, che riflette sul senso della vita, il cambiamento e l'inevitabilità della morte. Questo momento è carico di una profonda malinconia e consapevolezza dell'impermanenza delle cose, un tema ricorrente nel romanzo.

  5. Iconografia Culturale: Nel contesto culturale, la "Tavola del Gattopardo" è divenuta un simbolo di eleganza e decadenza, spesso evocato per descrivere situazioni di sfarzo destinato a scomparire. È anche un riferimento culturale per il senso di tradizione e nostalgia verso un passato mitizzato.

In sintesi, la "Tavola del Gattopardo" non è solo una scena di un romanzo, ma un potente simbolo storico e culturale che rappresenta il passaggio di un'epoca e le trasformazioni sociali e politiche dell'Italia. Il romanzo di Lampedusa, attraverso questo e altri momenti, esplora profondamente i temi del cambiamento, della memoria e dell'identità.

Nel romanzo "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, una delle scene più iconiche è quella della cena a Donnafugata, dove viene servito un banchetto sontuoso. La descrizione delle pietanze è dettagliata e ricca, riflettendo l'opulenza e la cultura culinaria dell'aristocrazia siciliana dell'epoca. Ecco alcune delle pietanze descritte nel romanzo:

1.Timballo di Maccheroni: Questa è forse la pietanza più famosa della scena. Si tratta di un piatto elaborato, composto da maccheroni conditi con ragù, piselli, funghi, prosciutto, fegatini e formaggio, il tutto racchiuso in una crosta dorata di pasta frolla. Il timballo è descritto in maniera molto dettagliata e rappresenta un simbolo del lusso e della tradizione culinaria siciliana.

2.Arrosto di Manzo: Servito con una varietà di contorni, è un altro piatto che sottolinea la ricchezza del banchetto.

3.Dolci Tipici Siciliani: Alla fine del pasto, vengono serviti dolci tipici siciliani, tra cui vari dolci di mandorla, frutta candita e altre prelibatezze.

4.Vini Pregiati: Il pasto è accompagnato da una selezione di vini pregiati, riflettendo la cura e l'attenzione per l'alta gastronomia.

Questi piatti non sono solo una celebrazione della cucina siciliana, ma anche un simbolo del mondo aristocratico in declino, caratterizzato da una ricercatezza e una raffinatezza destinate a scomparire con l'avvento dei nuovi tempi. La cura con cui sono descritte le pietanze, e in particolare il timballo di maccheroni, riflette il tema della decadenza e della nostalgia per un passato glorioso, ormai superato dal progresso e dal cambiamento sociale.

"Li Minni di Virgini" è una specialità dolciaria siciliana, conosciuta anche come  "seni di Vergine". Si tratta di un dolce tipico della pasticceria siciliana, caratterizzato da una forma che ricorda un seno femminile. Questi dolci sono generalmente preparati con una base di pasta frolla, farcita con crema di ricotta, e ricoperti di glassa bianca, spesso con una ciliegina candita sulla sommità per rappresentare il capezzolo.

Nel romanzo "Il Gattopardo", Giuseppe Tomasi di Lampedusa menziona questi dolci in una scena in cui vengono serviti durante il banchetto a Donnafugata. I "minni di Virgini" vengono presentati come parte dei dolci offerti agli ospiti e sono descritti con un certo umorismo e una punta di malizia, richiamando la forma provocante e l'allusione sensuale che evocano.

 Significato nel Contesto del Romanzo

La menzione di questi dolci non è casuale e ha diverse connotazioni:

1.Simbolismo della Decadenza: La scena in cui vengono serviti rappresenta una società aristocratica che si aggrappa ai suoi piaceri edonistici e al lusso, mentre il mondo intorno sta cambiando. I dolci, con la loro forma suggestiva, alludono alla frivolezza e all'eccesso di una classe sociale in declino.

2.Cultura e Tradizione Siciliana: "Li Minni di Virgini" sono anche un richiamo alla ricca tradizione culinaria siciliana, che nel romanzo rappresenta un aspetto importante dell'identità culturale dell'isola. La descrizione di questi dolci riflette l'attenzione ai dettagli e l'amore per la cucina tipica della Sicilia.

3. Ironia e Critica Sociale: Lampedusa utilizza questi dolci per inserire una nota di ironia nel contesto del banchetto. La forma dei dolci e il loro nome evocano una sensualità che contrasta con l'austerità e la formalità dell'aristocrazia, suggerendo una certa ipocrisia e un sottile gioco di potere tra apparenza e realtà.

In sintesi, la presenza dei "minni di Virgini" nel "Gattopardo" non è solo un omaggio alla cucina siciliana, ma anche un simbolo carico di significati culturali e sociali, utilizzato da Lampedusa per arricchire la narrazione e fornire un commento sui personaggi e sulla società che descrive.

Il "siringgate" è un dessert tradizionale siciliano, noto anche come "sciù" in dialetto siciliano, che è simile al più conosciuto bignè o éclair francese. Si tratta di un dolce fatto con pasta choux, farcito solitamente con crema pasticcera o crema di ricotta, e glassato con zucchero o cioccolato. 


Nel romanzo "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il siringgate viene citato durante la scena del pranzo a Donnafugata, rappresentando uno dei numerosi dolci che arricchiscono il sontuoso banchetto descritto. Questo dessert, insieme ad altri come il celebre timballo di maccheroni e i minni di Virgini, contribuisce a dipingere un quadro vivido della tradizione gastronomica siciliana e dell'opulenza della nobiltà siciliana del XIX secolo.

 Significato nel Contesto del Romanzo

1.  Simbolo di Opulenza : Come parte del banchetto, il siringgate rappresenta la raffinatezza e il lusso che caratterizzano lo stile di vita dell'aristocrazia siciliana, in particolare della famiglia Salina. L'abbondanza e la varietà di cibi prelibati simboleggiano l'ostentazione della ricchezza e il gusto per il piacere sensoriale.

2.  Contrasto tra Vecchio e Nuovo: Il banchetto, e in particolare i dolci come il siringgate, riflettono anche il contrasto tra il vecchio mondo aristocratico e il nuovo che sta emergendo. Mentre i nobili si dilettano con questi piaceri sofisticati, l'Italia sta vivendo cambiamenti sociali e politici significativi, con l'unificazione e l'ascesa della borghesia.

3. Riflessione sulla Decadenza : La ricchezza e la sfarzosità del banchetto, inclusi i dolci come il siringgate, possono anche essere letti come un simbolo di decadenza. La famiglia Salina rappresenta un'epoca in declino, e il loro stile di vita lussuoso e indulgente è destinato a scomparire con l'avvento di una nuova era.

In "Il Gattopardo", i dettagli gastronomici, inclusa la menzione del siringgate, non sono solo una rappresentazione della cucina siciliana, ma anche un modo per Tomasi di Lampedusa di esplorare temi più profondi legati alla storia, alla cultura e all'evoluzione sociale della Sicilia.

Nel romanzo "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, i liquori svolgono un ruolo importante nell'illustrare l'atmosfera e lo stile di vita dell'aristocrazia siciliana del XIX secolo. Ecco alcuni dei liquori menzionati nel libro:

1.  Marsala : Questo vino liquoroso siciliano è uno dei più famosi prodotti dell'isola. È un vino fortificato, noto per il suo gusto ricco e il suo colore dorato. Nel romanzo, il Marsala viene servito in varie occasioni, rappresentando un simbolo della tradizione e della raffinatezza della cultura siciliana.

2.  Rosolio : Questo è un liquore dolce a base di petali di rose, zucchero e alcool. È una bevanda tipica delle famiglie nobili siciliane, spesso servita agli ospiti in segno di ospitalità. Il rosolio è menzionato come parte delle usanze aristocratiche, riflettendo il gusto per i piaceri raffinati.

3. Amaro : Sebbene non venga citato specificamente con un nome, il romanzo fa riferimento a vari amari. Gli amari sono liquori amari a base di erbe, comuni in Italia e spesso serviti come digestivi dopo i pasti. La loro presenza sottolinea l'attenzione per le tradizioni culinarie e la cura per la digestione, tipica delle abitudini aristocratiche dell'epoca.

4.Crema di Mandorle: Anche se meno comunemente considerato un liquore, la crema di mandorle è una bevanda alcolica dolce a base di mandorle. Nel contesto del romanzo, rappresenta un altro esempio della ricchezza e dell'abbondanza della cultura gastronomica siciliana.

Questi liquori, oltre a rappresentare una parte del patrimonio culinario siciliano, servono anche a caratterizzare i personaggi e l'ambiente del romanzo. La loro presenza e descrizione non solo contribuiscono a creare un senso di autenticità storica e culturale, ma anche a esplorare i temi del cambiamento sociale e del declino di un'epoca.





lunedì 22 luglio 2024

A Micheal Cavalieri, il riconoscimento di "Custode dell'Identità Territoriale"


      Micheal Cavalieri fa parte della generazione di siculoamericani che discende da chi, tra fine ottocento e inizio novecento, ha lasciato la propria terra per tentar fortuna nel nuovo mondo.

  "Custode dell'Identità Territoriale" del percorso  Borghi Genius Loci De.Co.   che sarà conferito a  Micheal Cavalieri  a Sciacca in occasione della visione del film RITORNATO   in programma il prossimo 23 luglio alle ore 20.15





Cavalieri ha debuttato sul grande schermo recitando a fianco al premio oscar Hilary Swank nel 1994 con “The Next Karate Kid” (Karate Kid 4) di Christopher Cain , dove ha interpretato la parte di Ned. Nella sua carriera può vantare numerose apparizioni in film e serie televisive di successo, come Last Man Standing (Ancora vivo), ER, I Soprano e NYPD Blue. Di lui la critica americana ha scritto come di un “eccezionale talento, capace di riempire lo schermo di emozioni”.

La sua carriera e’ iniziata ad Hollywood nel 1994 con una pellicola che appartiene alla storia del cinema “Karate Kid” poi tantissimi altri film e pellicole. Micheal Cavalieri e’ legato a doppio filo con la Sicilia.

Sulle orme del nonno, originario di Limina, centro collinare in provincia di Messina, l’attore hollywoodiano Michael Cavalieri, anni fa, e’ arrivato per la prima volta in Sicilia per girare un film che racchiudeva i sentimenti vissuti dai suoi nonni quando lasciarono questa terra: nostalgia, dramma, ma anche molta speranza.

Di questo film dal titolo “Ritornato” di cui Cavalieri è stato produttore e regista, la sceneggiatura e’ stata scelta tra l’altro come beneficiaria di una borsa di studio dai registi Anthony e Joe Russo (gli autori di Avengers) e dalla National Italian American Foundation. Il sodalizio creato con il regista siciliano Fabrizio Sergi, supervisore alla regia e coordinatore delle riprese, ha permesso di organizzare in pochi mesi un cast e un set d’eccezione con molte comparse del luogo nel paese natio.

Michael Cavalieri , il cui film narrativo, Ritornato , racconta la storia emozionante di un uomo che perde tutti i suoi cari e intraprende un viaggio per rivisitare il suo passato e mantenere una promessa fatta alla madre morente.

Ritornato è la storia di un uomo che torna a casa per prendersi cura della madre morente e promette di esaudire il suo ultimo desiderio. Essere sepolto accanto al padre in Sicilia. Mentre è lì, scopre un segreto di famiglia che cambierà la sua vita per sempre e lo aiuterà a trovare un nuovo inizio.

"Sono un orgoglioso siciliano-americano che aveva un sogno: un giorno sarei tornato e avrei ripercorso le orme di mio nonno Agatino Alibrandi. Questo sogno è diventato realtà quando sono tornato alle mie radici e ho girato il mio primo film "Ritornato" in onore di lui e della mia defunta madre Mary.

Sono stato ispirato a raccontare la storia di mio nonno, che sono cresciuto idolatrando. Mi ha insegnato alcune delle migliori lezioni della mia vita da bambino. Nacque nel 1900 nell'umile cittadina di montagna di Limina, in Sicilia. Emigrò coraggiosamente a New York City nel 1920 senza parlare una parola di inglese. Rinunciò alla sua cittadinanza italiana per darci la possibilità di una vita migliore. Il suo viaggio attraverso l'oceano ci ha dato cinque generazioni di persone. Per questo sarò sempre grato. Questa storia non è solo per me, ma per tutte le generazioni che ci hanno preceduto e per i sacrifici che hanno fatto. Dobbiamo sempre ricordare il nostro passato perché informa il nostro futuro. Troppo spesso le persone trascurano il loro passato e dimenticano i loro antenati.

Spero che la mia storia possa risvegliare e ispirare altri siciliani/italoamericani della mia generazione a ricercare le proprie radici e a raccontare le proprie storie di qualsiasi lotta o successo abbiano raggiunto le loro famiglie. Ricordate, non è passato molto tempo da quando eravamo considerati schiavi di alcuni o immigrati indesiderati. Ma la passione, l'amore, il duro lavoro e la ricerca incessante di un sogno di quegli immigrati hanno aperto la strada a una nuova America.  Ricordate Ellis Island... Io sì."

" Dopo aver perso entrambi i genitori a causa del cancro e aver dovuto affrontare la morte di mia sorella in giovane età, mi sentivo sola e persa. Ero alla ricerca di qualcosa di più ed ero determinata a vedere dove avevano origine le mie radici. Sono partita per la Sicilia sperando di trovare una strada, un cartello o qualcosa che potesse darmi informazioni su mio nonno e le sue umili origini a Limina. Ma ciò in cui mi sono imbattuta era molto più grande di quanto avrei mai potuto immaginare."

 

 

 

mercoledì 10 luglio 2024

𝗖𝗮𝗹𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟰

alex tesa
h


...𝗮 𝗰𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲, 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗶𝘁à 𝗺𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲, 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮, 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗻𝗶
Le feste d’estate dedicate al vino sono alle porte, come ogni anno, con Calici di Stelle, l’affascinante appuntamento enologico, a cura del Movimento Turismo del Vino in collaborazione con l’Associazione Città del Vino. Da sabato 27 luglio a domenica 25 agosto, Calici di Stelle darà il via a tantissimi eventi nelle cantine e nei centri storici dei territori del vino in tutto lo Stivale.
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L'edizione 2024 celebra la connessione tra mito, scienza e cultura. I temi sono quattro: Mitologia - “Bacco e il vino” e “Astronomia e costellazioni” tra mito e cultura e con la stella Vindemiatrix come protagonista. Situata nella costellazione della Vergine ha il nome latino di "colei che raccoglie l'uva" e sparisce dalla vista quando l’uva è matura.
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Il secondo tema riguarda “Scienza e Agricoltura” e valorizza le tecniche di allevamento e produzione dei vini in relazione alle fasi lunari e alle stelle che potranno essere osservate anche con l’ausilio di telescopi o cannocchiali. La superluna è prevista il 19 agosto. Il tema “Cultura e Tradizioni” abbraccia gli eventi con musica dal vivo, giochi come la caccia al tesoro, mostre e altri momenti culturali adatti anche per i più piccoli. Per i turisti amanti della natura ci sono le “Esperienze Sensoriali” sedute di meditazione o yoga in vigna o semplici passeggiate nel silenzio ascoltando i suoni della natura. Pic-nic unico dove i vini delle cantine socie MTV sono abbinati ai prodotti del territorio.

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