mercoledì 11 ottobre 2023

Vino, musica e arte: ad Acate prima edizione del Vivilo Wine Fest

 Gianna Bozzali 


Fervono i preparativi ad Acate per la prima edizione del VIVILO Wine Fest, la due giorni di degustazioni e musica in programma il 21 e 22 ottobre prossimi al Castello dei Principi di Biscari, dalle ore 16 alle 22. L’iniziativa, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo e dall’Assessorato al Turismo del comune di Acate, mira a celebrare la bellezza del vino attraverso due diverse forme d’arte: la degustazione e la pittura. Dietro il VIVILO Wine Fest vi sono la passione per il vino e l’esperienza nel marketing internazionale della RO.MA. Union Marketing & Trade s.r.l.s., un’impresa tutta al femminile che grazie all’esperienza quasi decennale maturata nel settore vitivinicolo ha deciso di promuovere il proprio territorio insieme ai prodotti e alle aziende che lo rappresentano in Italia e all’estero ideando una due giorni di degustazioni e spettacoli. A supportarla nell’organizzazione l’Associazione Acate Eventi Cultura Spettacoli e la FICIESSE.



L’evento

All’evento parteciperanno le cantine Donnafugata, Mandrarossa, Valle dell’Acate, Feudo Arancio, Feudo Santa Tresa, Cantina Horus, Tenuta Valle delle Ferle, Casa Grazia, Maenza Vini. Non solo vino, come detto. La manifestazione ospiterà, infatti, un concorso di pittura sul tema “L’Uva e il Vino” denominato VIVILO Wine & Art. Gli artisti siciliani avranno l’opportunità di esprimere la loro creatività catturando l’essenza del vino in opere artistiche che saranno giudicate da una giuria di esperti del settore presieduta dal Professore e Critico d’Arte Salvatore Parlagreco e saranno esposte al pubblico. Cultura, enologia e bellezza artistica si fonderanno insieme ed i presenti potranno così esplorare il contributo dell’arte alla cultura del vino e viceversa. 



Il programma

Sabato 21 ottobre

Dalle ore 16.00 alle 22.00 “VIVILO Wine Fest” banchi di degustazione

Dalle ore 16.00 alle 22.00 Mostra “VIVILO Wine & Art”

Dalle ore 18.00 alle 19.00 VIVILO Masterclass Bianco con Giovanni Carbone (Sommelier FISAR)

Dalle 19.00 alle 20.00 presentazione progetti CLOS Firenze “Architettura Enologia Sostenibilità”

Dalle ore 20.00 alle 21.00 VIVILO Masterclass Bianco con Giovanni Carbone (Sommelier FISAR)

Dalle ore 22.00 alle 23.00: spettacolo di chiusura “SHUMA” di e con Peppe Macauda, produzione Santa Briganti; Mostra fotografica a cura di Gino Taranto sui paesaggi del vino; esibizione del Marcello Arrabito Quartet con Marco Caruso (sax), Enrico La Cognata (piano), Roberto Barni (contrabbasso) e Marcello Arrabito (batteria).

Domenica 22 ottobre

Dalle ore 16.00 alle 22.00 “VIVILO Wine Fest” banchi di degustazione

Dalle ore 16.00 alle 22.00 Mostra “VIVILO Wine & Art”

Dalle ore 18.00 alle 19.00 VIVILO Masterclass Cerasuolo con Giovanni Carbone (Sommelier FISAR)

Dalle 19.00 alle 20.00 presentazione progetti CLOS Firenze “Architettura Enologia Sostenibilità”

Dalle ore 20.00 alle 21.00 VIVILO Masterclass Rosso con Giovanni Carbone (Sommelier FISAR)

Dalle ore 22.00 alle 23.00: premiazione del Concorso VIVILO Wine & Art”; Mostra fotografica a cura di Gino Taranto sui paesaggi del vino; esibizione del Soul City Quartet con Ivo Napolitano (voce), Emilio Longombardo (chitarra), Daniele Failla (hammond) e Alessandro Criscino (batteria).

domenica 24 settembre 2023

Ducizza, la festa dei dolci identitari

 nucciatornatore

  Borghi GeniusLoci De.Co.  per la valorizzazione dei prodotti identitari

 

 L’Amministrazione Comunale  nel 2020   ha avviato il percorso, con deliberazione della giunta municipale n 164  su proposta della Prof.ssa Gisella Mondino.

  Il format Borghi GeniusLoci De.Co. è   composto da 12 steps che coinvolgono il territorio e i suoi abitanti, se pur c'è da dire che non tutti i Comuni possiedono gli elementi indispensabili per essere inseriti tra i Borghi GeniusLoci De.Co.
E' necessario fare chiarezza, perchè confondere i prodotti tipici per prodotti identitari o viceversa non fa bene a nessuno.   Il valore del prodotto identitario, afferma Nino Sutera ed è il caso dei prodotti dei Borghi GeniusLoci De.Co. sta nella storia  o nella leggenda  narrante della tradizione identitaria, diversamente si tratterebbe solo un mero prodotto commerciale, (tipico) ottimo, ma senza ne anima, ne storia, senza Genius Loci.  I così dettì  prodotti tipici, mentre sono solo quelli a marchio DOP ed IGP regolamentati dal Reg. Ce 510/06 e a marchio STG regolamentato dal Reg. 509/06. 

Altro discorso sono le  produzioni locali, che  assumono  una notevole rilevanza per valorizzare la nostra identità, con un forte legame e radicamento con il territorio. I prodotti identitari custodiscono infatti l’eredità di un sapere antico tramandato di generazioni in generazioni, espressione diffusa della nostra identità e tradizione locale.

 

Per fare un esempio l'ova murina, le cucchitelle,  le salviate, non sono prodotti tipici, ma dolci identitari, cioè che hanno il DNA in un luogo ben preciso.

Attraverso le De.Co.afferma Nino Sutera   una comunità si identifica con il “prodotto” del territorio, del quale vengono esaltati gli elementi di unicità e le caratteristiche identitarie.

Non si tratta, però, soltanto di un semplice strumento di marketing.

C’è molto di più in questa azione di tipo culturale che enfatizza le caratteristiche dei luoghi


La Rete dei Borghi GeniusLoci De.Co. è un iniziativa rivolta ai Comuni che hanno adottato il percorso per la De.Co. o che hanno i requisiti per farlo. L'obiettivo è quello di valorizzare i prodotti identitari e i loro territori meritevoli della Denominazione Comunale.

Le De.Co. nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: "Attraverso la De.Co. il 'prodotto' del territorio acquista una sua identità". Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. 

E’ in questo scenario che 20 anni addietro è stato  ideato il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il "locale".  La De.Co. è "un prodotto del territorio" (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, ecc.) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies”, viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.

Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette di essere un momento culinario e diventa esperienza totale. In questo modo coinvolge immediatamente i quatto sensi, vedere, annusare, gustare e toccare; ma quando un cibo è veramente ancorato ad un territorio tocca anche l’udito, perché si racconta e racconta il territorio. Quando arriva nel piatto, quel cibo ti ha detto tante cose e quando lo assapori diventa esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo.

Il termine genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito, l’anima di un luogo è caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali, culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione e l’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia. E’ quell’unicum che caratterizza la destinazione, quella particolare atmosfera che rende un posto così speciale agli occhi del visitatore. Il “Genius Loci", definito da Luigi Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima-cultura produttiva.

«Effetto GeniusLoci» è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore. Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.

Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.  

I Custodi dell’identità territoriale, sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante, che ritrova nel prodotto, un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari. In questo percorso , chef, gastronauti, intenditori e appassionati, sono partners privilegiati, candidati ideali a divenire Custodi dell’identità territoriale, nel contesto del percorso Borghi GeniusLoci De.Co. ha affermato Nino Sutera   Coordinatore dei Borghi GeniusLoci De.Co.

Il riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” rappresenta uno degli steps del percorso è prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa. Un percorso da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.


        In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni e i regolamenti – precisa – mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo quali DOP, IGP, DOC, sono perfettamente inutili e controproducenti conclude Nino Sutera.

sabato 23 settembre 2023

il Gattopardo al Cous Cous Fest 2023

 “Tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del

fuoco. Omaggiare la tradizione non è chinare il capo al passato, non è lasciare

alle ceneri del ricordo il compito di portare fino a noi le immagini di un tempo

ormai andato. Omaggiare la tradizione è ben altro: è mantenere vivo quel fuoco,

che brucia vispo nei solchi lasciati dalle vite di chi abita questa terra, e

alimentarlo con storie evocative ed emozioni travolgenti.” 

Gustav Mahler



                   Al Cous Cous Fest 2023, importante vetrina internazionale per promuovere cultura e i nostri luoghi fonte di ispirazione per la stesura del romanzo più amato e tradotto del '900: "Il Gattopardo".

Gli chef Michele Ciaccio e ChefFrancesco Bonomo hanno presentato il cous cous "Il Ballo del Gattopardo", ricetta ideata in occasione del Festival del Gattopardo - XVIII Premio Letterario - Giuseppe Tomasi di Lampedusa, traendo spunto dalla storia d'amore di Angelica e Tancredi, utilizzando gli ingredienti di cui si parla nel romanzo "Il Gattopardo".


Michele Ciaccio e Francesco Bonomo  

Custodi dell'Identità Territoriale 
del percorso 
Borghi GeniusLoci De.Co.

Ringrazio, a nome personale e dell’Istituzione che presiedo ha dichiarato la Dott. Debhora Ciaccio,  lo sponsor ECOXXI Eco Ciar, gli chef Francesco Bonomo e Michele Ciaccio, i ballerini nonchè maestri Antonino Barbera e Rita la Sala della Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta da Nino Graziano Luca, per l'importante contributo donato alla città di Santa Margherita di Belìce, permettendoci di portare a San Vito Lo Capo l'identità del nostro territorio ricco di storia e cultura.



Grazie al Sindaco di San Vito Lo Capo Francesco La Sala per l'accoglienza  conclude la Dott.ssa Ciaccio

 La cucina siciliana è irrimediabilmente legata alla storia dell’isola ma anche a tradizioni non proprio locali: sono tanti i piatti “di importazione”, ricette che provengono da altre parti del mondo e che sono state adottate dalla Sicilia al punto da, oggi,  considerarle di casa. E così è successo anche con il cous cous, semola di grano duro che lavorata con l’acqua si trasforma in granelli che vengono poi cotti al vapore, per poi essere condita con brodo e parti di pesce. Ad oggi preparato soprattutto nella zona del trapanese, il cous cous trova le sue origini in Africa e più precisamente in Maghreb. Il nome della pietanza ha derivazione fonetica, ricorda infatti il suono dei grossi bracciali che le donne avevano ai polsi, e che rintoccavano con il movimento rotatorio delle mani che colpivano la terracotta.

La nascita del cous cous ha radici antichissime e la ricetta si lega anche ad una curiosa leggenda riguardante il Re Salomone (900 a.C.): si narra infatti che il re ne facesse un uso ampissimo volto ad alleviare le pene d’amore che soffriva a causa della regina di Saba. Ma il cous cous come arriva in Sicilia ai giorni nostri? 

La pietanza si diffonde in Italia intorno all’800 proprio grazie ai lavoratori delle zone di Trapani, che recandosi in Tunisia cominciarono così ad importare tradizioni del luogo qui in Sicilia. Così, il cous cous diviene un piatto amatissimo anche qui, non solo per il suo gusto, ma anche per ciò che rappresenta: convivialità ed ambiente familiare. Ai suoi inizi infatti, nei paesi di origine, lo si mangiava soltanto a cena e la tradizione prevedeva che venisse servito in un unico piatto, dal quale tutti avrebbero attinto con le mani. 

Con delle innovazioni quindi Trapani ne diventa nuova patria: il cous cous alla trapanese, in dialetto cùscusu, si è anche guadagnato una festa tutta sua, il Cous Cous Fest, che si tiene annualmente a San Vito Lo Capo (TP).

A partecipare al Cous Cous Fest di quest’anno anche lo Chef Francesco Bonomo, che dà vita al piatto “Il ballo del Gattopardo”: un mix di sapori che prendono ispirazione dal noto romanzo di Tomasi di Lampedusa. Ed è proprio così che nasce l’idea: Chef Bonomo ha infatti presentato il piatto per la prima volta durante la manifestazione in onore dello scrittore che si tiene a Santa Margherita del Belice.

“Nel Gattopardo si raccontano i sapori delle aragoste, delle spigole, delle uova in fase embrionale, di buffet con frutta e prosciutti, e sono proprio questi gli ingredienti che si fondono all’interno della ricetta” spiega Chef Bonomo. Il suo è un cous cous a base di aragosta e del suo brodo, alla quale viene affiancata una purea di piselli e petali di spigola tagliata alla julienne e marinata. A dare un ulteriore e particolare aroma è l’olio al prosciutto utilizzato, per poi giungere al medaglione di aragosta che viene posto sopra i grani di cous cous, arricchito con un gel al Moscato (vino che a sua volta viene citato nel libro). A completare la ricetta la bottarga di uovo di gallina marinato e dell’uva di mare, alga dalla forma dell’omonimo frutto (il più amato nel Gattopardo); il tutto ultimato poi con uno spruzzo di “profumo” alla cannella e zenzero.

 

 

venerdì 25 agosto 2023

Granieri “Custode dell’Identità Territoriale"

    Dal 27 al 29 agosto, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, la laboriosa comunità di Granieri - frazione agricola di Caltagirone - riceverà il prestigioso riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale”, conferito dalla Libera Università Rurale. L’iniziativa si inserisce nel percorso Borgo Genius Loci De.Co., adottato dal Comune di Caltagirone con delibera della giunta municipale, che mira a valorizzare e promuovere le tradizioni e le prelibatezze storiche e culturali dei territori siciliani.

 Il riconoscimento sarà consegnato durante l’audizione pubblica Granieri Borgo Genius Loci De.Co., organizzata dall’Associazione Quelli che Granieri, con il patrocinio del Comune, che si terrà il 28 agosto alle ore 20.00, presso la piazza della chiesa di San Giovanni Battista. Inoltre per l’occasione sarà proiettato il cortometraggio M’Arriuordu, realizzato dalla medesima Associazione e che racconta la storia e le emozioni di un paese legato alla sua terra e alla sua gente. “Il riconoscimento di Custode dell’Identità Territoriale – afferma Nino Sutera,   è attribuito a chi si impegna quotidianamente per la salvaguardia e la comunicazione del patrimonio enogastronomico autoctono, espressione del Genius Loci, ovvero dell’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva. Il Genius Loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura mediterranea ed europea ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell’indefinito globale. La comunità di Granieri ha dimostrato di essere degna di questo riconoscimento, grazie al suo lavoro, alla sua passione e alla sua capacità di mantenere vivo il fuoco della tradizione”. “Il nostro obiettivo – conclude Sutera – è accompagnare la valorizzazione dei simboli della nostra terra, uniti alle bellezze ambientali e alle tradizioni popolari. I Custodi dell’identità Territoriale, come la comunità di Granieri, sono destinati ad assolvere un ruolo fondamentale: comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un’importanza crescente anche nei confronti del visitatore e del viaggiatore, che ritrova nei luoghi un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari”.



mercoledì 9 agosto 2023

Ballo del Gattopardo

 

 Francesco Bonomo “Custode dell’identità territoriale”   già campione mondiale al Cous Cous Fest 2019, “Miglior Cous Cous premio giuria popolare” campione regionale “Cous Cous World ChampionShip”, solo per citare alcuni premi conseguiti dallo giovane Chef. 
In occasione della XVIII edizione del  Premio Tomasi e il Festival Gattopardiano lo Chef ha elaborato, presentato e donato alla Città un piatto da lui creato nel pieno rispetto della tradizione culinaria "Ballo del Gattopardo"

 








 Il riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” rappresenta uno degli steps del percorso Borghi GeniusLoci De.Co. ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus 
 Il percorso GeniusLoci De.Co., prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa. Un percorso da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento.
 Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche, culturali, etiche del territorio . 
Il format GeniusLoci De.Co. è un percorso composto da 12 steps tra questi il riconoscimento di “Custode dell'identità Territoriale”  
I Custodi dell’identità territoriale, sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante, che ritrova nel prodotto, un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari. In questo percorso , chef, gastronauti, giornalisti, sommelier, intenditori e appassionati, sono partners privilegiati, candidati ideali a divenire Custodi dell’identità territoriale, nel contesto del percorso elaborato dalla Lurss.Onlus.


 

martedì 8 agosto 2023

La Tavola del Gattopardo Ambasciatore dell'Identità Territoriale

  

 

 

Nella città del Gattopardo si svolge da 18 anni un evento internazionale culturale e di promozione dell'identità territoriale.
   Santa Margherita Belice, ha adottato con delibera di giunta,  il percorso   Borgo GeniusLoci De.Co. un    percorso culturale, composto da 12 steps  
Il prossimo,  eleggere la Tavola del Gattopardo,
 Ambasciatore dell'Identità Territoriale





Il comune ha iniziato   con la valorizzazione delle   Siringate, quei gustosi dolcetti che piacevano tanto alla principessa Filangeri, che a Santa Margherita di Belice era trattata da tutti come una regina"

Il percorso, ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio, è stato favorito dalla stretta collaborazione con alcuni operatori culturali,da Michele Ciaccio a Erina Montalbano, solo per citarne alcuni.




«Il genius loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura  mediterranea ed europea,ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell' indefinito  globale»  
afferma  Nino Sutera ideologo del percorso.




Le De.Co. (Denominazioni Comunali) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: “Attraverso la De.Co. il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.  




   Chiediamo a Nino Sutera, Che cos’è un  Borgo  GeniusLoci De.Co.?

E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO 

Qual è la mission?     Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.

Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.


Qual è la differenza rispetto agli altri strumenti?   «La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.

 Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli  ideologo delle De.Co.  ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.  

Qual è la vision?  La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.

Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.


In conclusione  Dr  Sutera quali sono  i contenuti Genius Loci?

L’ effetto GeniusLoci   è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.

Mentre i contenuti innovativi sono:  l’originalità, dal latino oriri, derivare, non solo da un punto di vista topografico, ma culturale, vuol dire non distorcere la voce  del territorio di provenienza.

La naturalità, produrre senza interventi estranei all’azione del territorio.

L’Identità  dal latino Idem, uguale che non cambia nel tempo, quindi facilmente riconoscibile, perché è il senso del luogo.

Infine  la specificità, nel significato dato da Max Weber nel 1919 di qualcosa facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche originali (un dolce, un piatto, un evento una tradizione)


Infine, quali sono i requisiti che i comuni debbono possedere per far parte del circuito dei Borghi GeniusLoci De.Co.?

 Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.   

In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono perfettamente inutili e controproducenti.
  
 Lo Storico Prof.  Andrea Randazzo, ha compiuto una attenta ricerca storica, sull’origine del prodotto simbolo e identitario di Santa Margherita Belice, le siringate, eccola...

             Con la venuta degli Spagnoli in Sicilia, nel 1516 con re Carlo V d’Asburgo, il settore culinario e dolciario si arricchì di nuovi prodotti tra i quali i famosi Churros (siringate) che in Sicilia, non riscossero la medesima popolarità che avevano ed hanno nei paesi di lingua spagnola, dovuto, penso, al nostro largo uso di cannoli, cassatelle e sfingi, portati in Sicilia dagli Arabi,

I churros e le siringate di Santa Margherita di Belìce sono simili nella forma e nel colore ma diversi nella sostanza: i primi sono fatti, in ordine di quantità, di acqua, farina, burro, uova, zucchero e sale; i secondi, di ricotta, farina, miele, zucchero, uova, cannella e scorza d’arancia grattugiata.

Raccontano gli anziani del paese che a fare le prime siringate di ricotta fu la moglie di un pastore Margheritese, che viveva nel lontano feudo Meccina col marito e la loro numerosa prole.

In estate le pecore, come è noto, producono poco latte e di conseguenza i pastori ottengono limitati quantitativi di ricotta; a quei tempi non esistevano frigoriferi e l’unico metodo di conservazione della ricotta consisteva nel salarla ed esporla al sole. Quanto il curatolo raggiungeva una consistente quantità di ricotta salata andava in paese a venderla.

Un giorno la donna, vedendo il marito immergere il formaggio appena fatto nel siero bollente per non guastarsi, pensò di mettere la ricotta nell’olio bollente ottenendo un dolce che piacque ai suoi figli, e, soprattutto, si conservava bene per alcuni giorni. Poi per migliorare la cottura, fece dei cilindretti adoperando l’imbuto di latta con cui il marito durante l’inverno faceva la salsiccia. A poco a poco, aggiunse altri ingredienti ottenendo, infine, una vera prelibatezza.

Un giorno il conte Lucio Mastrogiovanni Tasca, marito della principessa Giovanna Filangeri la quale amava trascorrere diversi mesi all’anno nel suo sontuoso palazzo di Santa Margherita di Belice, si trovò a passare per quella masseria, dopo un’estenuante battuta di caccia con i suoi amici.

La moglie del pastore molto imbarazzata non sapeva cosa offrire a quel nobile signore che, fra l’altro, era anche il proprietario del feudo e degli armenti. Prese del pane appena sfornato, lo condì con olio, sarde, vastedda ed origano; infine, alquanto timorosa, prese un canestro colmo di siringate e gliele porse.

Don Lucio e i suoi amici, credendo che fossero i comuni churros, ne presero qualcuno per non essere scortesi, ma appena li assaggiarono, una dopo l’altra le finirono tutte. Il conte prima di ripartire invitò la donna a recarsi a casa sua per insegnare alla loro cuoca a fare quei dolcetti tanto squisiti.

Anche alla principessa Giovanna le siringate di ricotta piacquero tanto, così cominciò ad offrirle a tutte le sue amiche che andavano a trovarla; e durante il carnevale interi vassoi di siringate erano offerti a tutte le maschere che andavano a ballare nel suo palazzo.

In breve quei gustosi dolcetti che piacevano tanto alla principessa Filangeri, che a Santa Margherita di Belice era trattata da tutti come una regina, divennero popolari non solo tra le famiglie abbienti ma tra tutti i Margheritesi.










 

Post in evidenza

Luigi Veronelli e il prezzo sorgente

    Luigi Veronelli, figura di riferimento nel giornalismo gastronomico e nella cultura del cibo, ha più volte sottolineato l’importanza di ...