martedì 7 febbraio 2023

“CeraSoul”, musica e vino in teatro

 

 “CeraSoul”, musica e vino in teatro

 Gianna Bozzali

 

La bellezza artistica del Teatro Massimo Vincenzo Bellini e del Sangiorgi di Catania hanno ospitato la seconda edizione di CeraSoul, l’evento di musica e vino che mira a celebrare l’eccellenza dei vini Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc. Con CeraSoul si è dato ufficialmente inizio alle iniziative volte a celebrare i 50 anni del riconoscimento Doc per il Cerasuolo di Vittoria Docg avvenuto nel maggio del 1973.

  Si è brindato con musica e vino al Teatro Massimo Vincenzo Bellini e al Teatro Sangiorgi di Catania grazie all’evento CeraSoul, il concerto con degustazione organizzato dal Consorzio di tutela dei vini Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc e tenutosi lo scorso giovedì sera. A salire sul prestigioso palcoscenico del Bellini è stata la Chroma Ensemble che ha proposto uno spettacolo dove il piacere della musica è stato esaltato dalla proiezione su schermo di alcune tra le più belle scene da film, scelte e montate dagli stessi esecutori. Il concerto è stato anticipato da una degustazione di vini al Teatro Sangiorgi di Catania. Circa cinquecento le persone che hanno preso parte alla seconda edizione della manifestazione.

 






«L’unione fa la forza e se grandi passi avanti questo Consorzio è riuscito a compiere negli anni è grazie alla passione e alla collaborazione che anima ogni produttore che ne è socio – dichiara Achille Alessi, presidente del Consorzio-. Strada ne è stata fatta tanta se solo pensiamo che proprio quest’anno il Cerasuolo di Vittoria celebra i 50 anni dal riconoscimento della Doc, poi in seguito diventata Docg. È da questo spirito di collaborazione tra gli associati che nasce la seconda edizione di CeraSoul, un connubio di musica e vino, perché così come il vino va ascoltato anche la musica va degustata. Quest’anno abbiamo aggiunto un altro senso perché, come per il vino, anche il concerto va guardato: grazie alla Chroma Ensemble l’altra sera abbiamo avuto modo sia di ascoltare delle fantastiche colonne sonore sia di ammirare alcune immagini di film che hanno scritto la storia della cinematografia internazionale. Un’emozione pura. Grazie di cuore a tutti coloro i quali hanno preso parte alla degustazione e al concerto, alle cantine, al main sponsor Banca del Fucino e a tutti i partner che hanno contribuito a rendere indimenticabile la serata: Comer Sud, Enodoro, RistoArte, Onav Catania e Slow Food Catania».

A CeraSoul hanno partecipato le seguenti cantine: Avide, Calì Paolo, Casa Grazia, Catalano, Cortese, COS, Donnafugata, Fede Beniamino, Feudi del Pisciotto, Gulfi, Gurrieri, HORUS, Judeka, Occhipinti Arianna, Maggio Vini, Manenti, Nicosia, Pianogrillo, Planeta, Poggio di Bortolone, Santa Tresa, Tenuta Bastonaca, Tenuta Bonincontro, Tenuta Santo Spirito, Tenute Senia, Terre di Giurfo, Valle dell’Acate, Valle delle Ferle.

 

Foto e video https://shared.spaziozero.cloud/CERASOUL_23.zip

lunedì 23 gennaio 2023

Associazione Donne del Vino, Roberta Urso confermata delegata Sicilia

Con Roberta Urso, Responsabile PR e Comunicazione di Cantine Settesoli, è stata riconfermata con la carica di vicedelegata, Flora Mondello, presidente del Consorzio di Tutela del Mamertino DOC e la new entry, per la Sicilia orientale , Teresa Gasbarro, delegata dell’ Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino della provincia di Siracusa.

 

 A Palermo, nei locali di Assovini Sicilia, si è svolta l’assemblea per il rinnovo delle cariche per la guida nell’Isola dell’associazione che promuove dal Nord al Sud del Bel Paese, la cultura e la conoscenza del vino attraverso la formazione e la valorizzazione del ruolo delle donne nel settore vitivinicolo. Nata nel 1988, l’associazione nazionale Donne del Vino è presieduta oggi da Daniela Mastroberardino. 

 “Sono molto felice di dare continuità al lavoro svolto negli ultimi 4 anni- dice Roberta Urso- Da gennaio 2019 ad oggi la nostra delegazione è cresciuta in maniera esponenziale, esattamente del 400%, diventando una delle piu’ attive in Italia, e siamo particolarmente orgogliose della presenza di una di noi, Dominique Marzotto, in Consiglio Direttivo Nazionale, al fianco della nuova Presidente Daniela Mastroberardino.Ringrazio tutte le socie siciliane- continua- che hanno lavorato e lavorano con incessante passione ai progetti sia nazionali che di iniziativa regionale: tutte insieme ci prepariamo ad affrontare questa nuova stagione con ancora piu’ entusiasmo. Un grazie in particolare Lilly Ferro Fazio per avere creduto in me sin dal suo primo mandato ed alla past President Nazionale Donatella Cinelli Colombini, grande esempio di tenacia, determinazione e per il suo proverbiale spirito di iniziativa”.

 

Tra i primi appuntamenti, il via il 5 febbraio con il progetto itinerante “DXD : calici di vita” , un’alleanza con ristoratori e le Donne del Vino dell’ Isola per aiutare le donne vittime di violenza e sabato 4 marzo, Menfi, capitale italiana del vino 2023 , ospiterà la Giornata Nazionale delle Donne del Vino Sicilia”.

sabato 21 gennaio 2023

Dalla Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo alla Legge 30/2022 PPL

NinoSutera

Nel panorama legislativo e socio-economico dell’agricoltura italiana, la Legge 1 aprile 2022, n. 30 — dedicata alla valorizzazione e alla vendita diretta di "Piccole Produzioni Locali" (PPL) — non rappresenta una semplice misura di semplificazione burocratica. È, all'opposto, un vero manifesto di sovranità alimentare e dignità contadina, nel rispetto delle regole e contro gli avventurieri

La  Legge   nasce su sollecitazione da più parti, Regioni, Comuni,  Associazioni di consumatori ect,  solo per citarne alcuni, per mettere ordine in quello che è stato definito  acheraggio agroalimentare che danneggia il vero made in italy e mortifica i territori 


 

L'acheraggio agroalimentare
(o agrifood hacking) è la manipolazione, sovversione o  appropriazione intenzionale e indebita  dei processi che governano la filiera, dal campo alla tavola. Questo fenomeno si articola in due dimensioni concettuali contrapposte e convergenti:  sfruttamento parassitario delle indicazioni geografiche  e più in generale appropriazione indebita  dei strumenti dei marchi  EU ( regolamento, commissione e disciplinare) nel tentativo, fallito, di applicarli in altri contesti. Non meno importante l'altro aspetto, generare confusione tra gli ignari  consumatori, i quali certamente vengono ingannati  da comportamenti disdicevoli e deplorevoli

 

Un’Alleanza Identitaria per il Territorio 

 Quando la vision della L. 30/2022 incontra la mission operativa della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, si compie un salto di paradigma: il cibo smette di essere pura merce da scaffale e torna a essere espressione culturale, presidio paesaggistico ed economia di relazione, in un processo sinergico e sistemico


La Vision della Legge 30/2022: Il Riscatto della Micro-Filiera

Per decenni, l’impianto normativo igienico-sanitario — concepito sulle coordinate dell’agroindustria ad alto volume — ha penalizzato i micro-agricoltori e i trasformatori artigianali. Chi produceva cinquanta vasi di conserve, pochi chilogrammi di formaggio o una partita di miele d’alta quota si trovava schiacciato da adempimenti strutturali sproporzionati, spesso spinto verso l'invisibilità o l'abbandono.

La Legge 30/2022 ribalta questa impostazione introducendo tre pilastri:

  • Flessibilità e proporzionalità sanitaria: Applica la filosofia dei Regolamenti europei (Reg. CE 852/2004) consentendo l'uso di locali polifunzionali e laboratori aziendali senza rinunciare alla salubrità.

  • Radicamento geografico circoscritto: La vendita è limitata   garantendo la tracciabilità assoluta e una reale filiera cortissima con al centro il contadino-produttore.

  • Identità  istituzionale: L'istituzione   «PPL - Piccole Produzioni Locali» trasforma la limitatezza quantitativa in un valore reputazionale  istituzionale certificato  

La vision profonda della norma è restituire valore economico diretto all'origine permettendo alle famiglie agricole di integrare il reddito attraverso la trasformazione in loco e trattenendo il valore aggiunto nei micro-distretti rurali, ma la  cosa più importante senza intermediari e a costo zero, per le aziende e per i consumatori

La Mission dei Borghi GeniusLoci DeCo: Custodi del Patrimonio Immateriale

Se la L. 30/2022 fornisce l'impalcatura giuridico-sanitaria, la Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo offre l'architettura culturale e strategica  lavora per sottrarre il patrimonio enogastronomico locale all'omologazione globale.

La mission della Rete si snoda su direttrici ben definite:

  1. Valorizzazione del Genius Loci: Riconoscere l'anima indissolubile che lega un prodotto al suo luogo di origine, alla sua storia orale, al microclima e al sapere stratificato delle comunità.

  2. Autodeterminazione Comunale: Utilizzare la De.Co. non come Marchio UE (DOP/IGP), ma come processo culturale della comunità  senza mai sconfinare, nei verso i PAT, ne verso i  strumenti legittimi dell'EU

  3. Rigenerazione dei Borghi: Contrastare lo spopolamento delle aree interne trasformando le produzioni identitari in motori di turismo esperienziale, economia circolare e coesione sociale.


  4. La Sinergia Operativa: L'Incontro tra Norma e Identità

 

Prospettive a Lungo Termine: Verso la Banca del GeniusLoci

La convergenza tra la disciplina delle PPL e la rete dei Borghi GeniusLoci definisce una precisa tabella di marcia per i prossimi anni:

  • Mappatura Digitale e Tracciabilità: La creazione di un'anagrafe integrata dei produttori PPL-DeCo, consultabile dal cittadino-consumatore per tracciare la provenienza esatta di ogni lotto.

  • Ecosistema Turistico-Rurale: L'integrazione diretta tra la vendita in azienda/mercato PPL e l'offerta ricettiva degli agriturismi e delle botteghe del borgo, trasformando l'acquisto di cibo in un'esperienza di viaggio immersiva.

  • Sostenibilità Economica e Umana: La tutela della biodiversità agricola unita alla garanzia di un margine economico etico per i giovani che scelgono di restare a presidiare le terre dei padri.

La Legge 30/2022 e la Rete GeniusLoci DeCo dimostrano, in ultima analisi, che il futuro dell'agricoltura italiana non risiede nella competizione sui volumi con le multinazionali del cibo, ma nella custodia rigorosa, legale e orgogliosa della propria unicità territoriale.



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