giovedì 8 agosto 2019

Santa Margherita Belice è Borgo GeniusLoci De.Co.


nucciatornatore

L’Amministrazione Comunale guidata dal Franco Valenti ha avviato con deliberazione della giunta municipale,  il percorso
Borgo GeniusLoci De.Co.
(Denominazione Comunale)


 Sabato 10  Agosto  con l’Audizione Pubblica  e la consegna del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale “ al Sindaco  di Santa Margherita Belice, si celebra l’avvio del percorso, insieme a tanta buona musica, tanto buon vino, nella notte di calici delle stelle e tantissime Siringate,dolce identitario della Città del Gattopardo 
con l'organizzazione della Locale Proloco


«Il genius loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura  mediterranea ed europea,ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell' indefinito  globale»  
afferma  Nino Sutera ideologo del percorso, che è stato già adottato da oltre 500 comuni in tutt'Italia

Le De.Co. (Denominazioni Comunali) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: “Attraverso la De.Co. il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.  



   Chiediamo a Nino Sutera, Che cos’è un  Borgo  GeniusLoci De.Co.?

E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO 

Qual è la mission?     Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.

Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.


Qual è la differenza rispetto agli altri strumenti?   «La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.

 Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli  ideologo delle De.Co.  ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.  

Qual è la vision?  La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.

Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.


In conclusione  Dr  Sutera quali sono  i contenuti Genius Loci?

L’ effetto GeniusLoci   è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.

Mentre i contenuti innovativi sono:  l’originalità, dal latino oriri, derivare, non solo da un punto di vista topografico, ma culturale, vuol dire non distorcere la voce  del territorio di provenienza.

La naturalità, produrre senza interventi estranei all’azione del territorio.

L’Identità  dal latino Idem, uguale che non cambia nel tempo, quindi facilmente riconoscibile, perché è il senso del luogo.

Infine  la specificità, nel significato dato da Max Weber nel 1919 di qualcosa facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche originali (un dolce, un piatto, un evento una tradizione)


Infine, quali sono i requisiti che i comuni debbono possedere per far parte del circuito dei Borghi GeniusLoci De.Co.?

 Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.   

In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono perfettamente inutili e controproducenti.

sabato 3 agosto 2019

Rino Calandro vince il concorso di cucina amatoriale a Montevago

Montevago 2019 concorso di cucina amatoriale

L'amministrazione comunale di Montevago, con l'associazione Eracle, in collaborazione con gli chefs locali Michele Ciaccio e Francesco Mauceri e Lillo Cicio, con la partecipazione delle migliori aziende produttive del territorio, hanno organizzato un bellissimo evento di promozione del
giacimento enogastronomico autoctono.
Alla presenza del Sindaco On Rita La Rocca Ruvolo, Giovanni Montemaggiore, Gabriella Perrone, Giuseppe Calcara, Nino Sutera e altri, che si sono occupati anche di valutare

le 4 squadre composte da 8 persone nella preparazione di un primo piatto attraverso l'utilizzo di prodotti rigorosamente locali.
Insomma una bella serata.

La gara amatoriale è stata vinta da Rino Calandro, un campano di origine, trapiantato in piemonte, che da 26 anni è innamorato del territorio belicino, oltre al fatto non marginale che la moglie è originaria di Santa Margherita Belice.








giovedì 1 agosto 2019

Audizione pubblica Santa Margherita Belice Borgo GeniusLoci De.Co.

  “LA NOTTE DEL GUSTO” NELLA TERRA DEL GATTOPARDO :
 Sabato 10 agosto 2019 -  

Il format Borgo GeniusLoci De.Co. è un percorso culturale, composto da 12 steps, tra questi l’audizione pubblica di presentazione alla Città.  
Il percorso ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. 

  Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale,     che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. 


 Obiettivo del  Percorso  GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.              Il  percorso   innovativo   “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del  territorio   attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
«La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci”    è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
«E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”:  
«Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: per il grande enologo, gastronomo e scrittore lombardo, esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Pertanto  il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto».
 La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici,  la  rigogliosa natura ha regalato diversi  elementi attrattivi  ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio

L’effetto GeniusLoci è  la capacità che deve avere un territorio,  di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo   che possiede il gusto del territorio  nel quale  riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.

Al termine la cerimonia di consegna   del riconoscimento  

“”Custode dell’Identità Territoriale”

al Sindaco della Città  



lunedì 29 luglio 2019

Al Comitato Insieme per Loconia il riconoscimento di Custode dell'Identità Territoriale


A Fedele Accetta 
Presidente 
del Comitato Insieme per Loconia
Sede


Gentilissimo Presidente,

                    Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co. è composto da step, tra i quali l’Audizione Pubblica e la consegna dei riconoscimenti di ‘Custodi dell’identità territoriale’.





Il riconoscimento viene conferito a chi si spende quotidianamente per la salvaguardia e la valorizzazione della tradizione e dell’identità dei territori anche sotto l’aspetto agroalimentare, attraverso un’efficace comunicazione del patrimonio enogastronomico autoctono. Realtà territoriali,  che assumono un’importanza crescente anche nei confronti del visitatore che ritrova nel cibo un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari.
La via della De.Co. attraverso i Borghi GeniusLoci ideata dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus è, dunque, un’azione di marketing territoriale dove territorio, tradizioni e tipicità dei prodotti vengono valorizzate all’interno di un network che promuove un sistema capace di condividere i medesimi valori nel rispetto delle singole peculiarità. E al francese ‘terroir’ si preferisce quindi il latino ‘genius loci’, che sta a indicare un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Perché ognuno di noi è attaccato a un luogo d’infanzia, a un ricordo, a un affetto, a un dolce, a un piatto, un frutto. L’obiettivo è dunque recuperare l’identità di luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. E un menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un ‘frammento di civiltà’.
Il “Genius loci", definito da Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima-cultura produttiva. «Effetto GeniusLoci» La capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore 
Abbiamo pertanto condiviso di attribuire il riconoscimento di ‘Custode dell’identità territoriale’ al Comitato  da Lei brillantemente rappresentato
                  Impossibilitati a partecipare al Vostro evento annuale, deleghiamo il nostro amico  Ernesto D’Ortenzi   alla consegna del riconoscimento.
                                                                                                                      Coordiamente      Nino Sutera

domenica 2 giugno 2019

il premio terr@2019 a Leo Ciaccio

Al Sindaco di Sambuca di Sicilia   
Leo Ciaccio 
il Premio 
TERR@ 2019 TerritorioEnogastronomiaRisorseRurali@groambientali, 

per aver saputo coniugare la valorizzazione dell’identità territoriale con l’uso sostenibile delle risorse @groambientali.

sabato 1 giugno 2019

domenica 19 maggio 2019

Minni di Virgini 2019

Sambuca di Sicilia,
la storia di una leggenda
"le minni di Virgini"





















venerdì 17 maggio 2019

L'identità della tradizione, uno speciale percorso fatto di gusto......

nucciatornatore
vi è grande attesa per sabato 18 Maggio, alle ore 17, per il talk show dal titolo
 “Identità  della tradizione” 



         Al Sindaco Leo Ciaccio, il Premio TERR@ 2019 Territorio EnogastronomiaRisorseRurali@groambientali, per aver saputo coniugare la valorizzazione dell’identità territoriale con l’uso sostenibile delle risorse @groambientali.

           Al termine del talk show,  saranno conferiti i riconoscimenti di “Custode dell’identità Territoriale” a rappresentanti sambucesi che si sono messi in luce per aver valorizzato il territorio, la sua storia e le sue tradizioni popolari.  Ed ecco che il riconoscimento di Custode dell’Identità Territoriale verrà conferito al Dott. Giuseppe Di Prima Presidente del Comitato Festa Grande 2019, per aver saputo tramandare una storia centenaria.

 Il rinomato evento, organizzato dall’Associazione Palio dell’Udienza,    inserito all’interno del cartellone degli eventi della festa della Patrona sambucese, Maria Santissima dell’Udienza.  
Spettacoli in piazza e per le vie della città, manifestazioni musicali, faranno da contorno agli stand in cui i migliori pasticceri del paese esporranno e faranno degustare  le Minne di Virgini, attraverso cui si racconta della secolare storia di questo dolce, che ha inizio nel convento del “Collegio di Maria” nel lontano 1725 a Sambuca quando, in occasione del matrimonio dei marchesi Beccadelli, suor Virginia di Rocca Menna preparò per la prima volta quello che in seguito sarebbe diventato il prodotto identitario sambucese.



mercoledì 8 maggio 2019

Viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co. Sambuca di Sicilia: le Minni di Virgini


                 Da quasi 10 anni, al prodotto "nobile e identitario" è stato attribuito il riconoscimento di Denominazione Comunale, nell’ambito del percorso Borgo GeniusLoci De.Co. della Libera Università Rurale dei Saperi&dei Sapori Onlus.


 Nell’ambito dei  festeggiamenti dedicati alla patrona di Sambuca di Sicilia, Maria Santissima dell’Udienza,  il comitato della Festa guidato dal Dott. Giuseppe Di Prima  propone  tra le tante iniziative  un evento  destinato a    attrarre a sé i visitatori più golosi: si tratta di un Talk show “L’identità della tradizione”  dedicato  alle   Minni di Virgini   in programma per sabato 18 maggio, a partire dalle ore 17 ,   e chiaramente   la  degustazione del prelibato dolce, fin dalla mattina
La manifestazione intende celebrare il dolce identitario della tradizione di sambucese,  la cui ricetta risale al lontano 1725 quando nel “Collegio di Maria” venne preparata per la prima volta da una suora, suor Virginia della Menna, in occasione del matrimonio del marchese Beccadelli.
 





Al termine Consegna dei riconoscimenti “Custode dell’identità territoriale” del  percorso Borghi Genius Loci De.Co.



                   Luigi Veronelli,   enologo, gastronomo e scrittore lombardo, che ideò le De.Co., ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori.
                    Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.
                  È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un campo, come quello dell’ ElaioEnoGastronomia cioè l’insieme di nozioni relative all’arte culinaria e alla cultura riguardante l'olio, il vino e il buon cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone.
                   Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.
                  Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva. Da qui il nome del percorso.
                        Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.
                  La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie,  deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.   
                 Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività. Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
                    I prodotti agroalimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio. L’istituzione del Borgo GeniusLoci De.Co., consente l'avvio di una fase di sviluppo endogeno del territorio, dove la propria storia e la propria tradizione diventa la "risorsa" su cui investire il proprio futuro.

                    Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono tuttavia quattro principi, la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità.
                    Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente.  

                       Sambuca di Sicilia, borgo più bello d’Italia, meno nota con l’antico nome di Zabut, impostole dall’emiro musulmano che conquistò l’antico casale di Sambucina, è conosciuta per un tradizionale dolce, arrivato fino ai giorni nostri, con l’arcaico appellativo di “Minni di virgini”, seni di vergini.

Questa ghiottoneria è la massima espressione della fantasia dolciaria di queste terre di feudi, i cui retaggi culturali e una morale cattolica, non hanno mai varcato determinati steccati dell’impudicizia.
                  Da quasi 10 anni, al prodotto nobile è stato attribuito il riconoscimento di Denominazione Comunale, nell’Ambito del percorso Borgo GeniusLoci De.Co. della Libera Università Rurale dei Saperi&dei Sapori Onlus
L’invenzione di questo mirabile dolce si deve a una spiritosa suora, alla quale va dato il giusto riconoscimento





Il dolce é legato indissolubilmente alla Sambuca-Zabut del XVIII secolo, e in particolare alla nobile famiglia Beccadelli. Donna Francesca Reggio, divenuta Marchesa di Sambuca per aver sposato Don Giuseppe, in occasione delle nozze dell’unico figlio Pietro, la nobil donna, chiese a Suor Virginia Casale di Rocca Menna, del collegio di Maria, «di mettercela tutta per escogitare le novità assolute nei campi di loro competenza e, tra questi, nel campo della dolciaria».
Nell’anno 1725, la suora creava una della più soave pasta della pasticceria siciliana e di cui lo storico locale Di Giovanni riporta l’espressione della religiosa riguardo alla sua creatura: «Guardavo questa mattina dalla finestra della mia stanzetta le colline che si susseguono dalla Valle dell’ Anguillara sino alla collina del Castellaccio e alla costa della Minnulazza. La forma delle colline mi ha suggerito che noi dovremmo presentare ai marchesi un dolce che abbia la forma e, in quanto al contenuto porti la dolcezza di questa terra. Insomma un dolce paesano, ma prelibato, fine che susciti nel momento del degusto l’istinto del sentimento, ed elevi al tempo stesso lo spirito».
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, attraverso l’impareggiabile principe Salina, nel suo famosissimo romanzo “il Gattopardo”, farà così commentare quel soave dolce frutto delle magiche “Terre del Gattopardo”, di cui Sambuca, dista pochi chilometri da Palazzo Cutò di Santa Margherita Belice, dove è stato ambientato l’omonimo romanzo: «parfaits rosei, parfaits sciampagna, parfaifs bigi che si sfaldavano scricchiolando quando la spatola li divideva, sviolinature in maggiore delle amarene candite, timbri aciduli degli ananas gialli, e  “trionfi della Gola” col verde opaco dei loro pistacchi macinati, impudiche “paste delle Vergini». Di queste, Don Fabrizio si chiedeva: «Come mai il Santo Uffizio, quando lo poteva, non pensò a proibire questi dolci?» .
Immaginate cosa avrebbe detto il clericale Principe al cospetto delle siliconate, più o meno note signore, o delle super maggiorate soubrettes, che ai giorni nostri esibiscono orgogliosamente i loro prosperosi seni.
Suor Virginia descrisse gli ingredienti ed il metodo di ottenimento del dolce: «Farina, uova, latte, lievito. Si compone una pinna di pasta tonda come una luna piena; al centro si accumula un po’ di tutto: cose, comunque, che debbo studiare con attenzione: non dovrebbero mancare la zuccata, la crema, l’essenza di garofano e di cannella, qualche pezzo di cioccolato e… quant’altro mi ispirerà il Signore… Vedrà che ci riusciremo a fare un dolce sensitivo».


                      Con una straordinaria meticolosità, gli artigiani pasticceri predispongono gli ingredienti, ma soprattutto, ne curano le forme e le dimensioni.  
                      La parte più difficile del lavoro è la modellatura della “minna”. Con abilità e senso artistico, la pasta, è rigirata tra le mani cercando di farle assumere la forma del seno, operazione non certo facile. Alla fine si definisce il capezzolo che è la parte più complicata del dolce, che deve essere proporzionato e marcatamente ben evidenziato. L’ultima “palpeggiata” e “ i Minni di virgini” sono pronte, non resta altro che farle rassodare attraverso l’infornatura.
                      Minne, che non sfuggirono all’attenzione del noto medico e docente di chimica all’Università di Palermo: l’Abate Giuseppe Meli, che nel Settecento produsse –  scrutamdo all’interno delle grate –  un meraviglioso inno, intitolato: “Li cosi duci di li batii”, dove elenca ben 21 Conventi evidenziandone la specialità dolciaria prodotta nell’ illuministica Palermo. Delle minne a detta del Meli erano specialiste le suorine, manco a farlo apposta, del monatero delle Vergini ubicato in Via Venezia: Di li Virgini poi su’ li beddi minni / Quantu eccellenti su’, tutti lu sannu. / Saluti a cui ci spenni li su nninni / Cui nu’ ni mancia ci venga un malanni!/ lu pri una sula acchianirria a Tintinni/ O starna dintra carzaratu un annui/ Biniditta la mamma chi li vinni / Binidditi ddi mami chi li fannu. (Traduzione: Delle Vergini poi sono i bei seni. Quanto eccellenti sono, tutti lo sanno. Salute a chi spende i suoi spiccioli A chi non ne mangia ci venga un malanno Io per una sola salirei sulla cuccagna O starei dentro incarcerato per un anno! Benedetta la madre che le vende Benedette le mani che le fanno).

Come si preparano i Minni di virgini

Tempo di esecuzione: 2 ore e 30 minuti
Ingredienti:
Per la pasta: Farina 400 g di farina doppio zero, in passato si usava la farina di grano di Maiorca, zucchero150 gr. di zucchero, 150 gr. di strutto, latte, uovo, vaniglia.
Per il ripieno: crema di latte, zuccata, scaglie di  cioccolato fondente, essenza di fiori di garofano e cannella.
Per la glassa: zucchero a velo, succo di limone, acqua.
Decorazione:  “diavolina”, palline colorate.

Preparazione della pasta
Setacciate la farina ed amalgamatela con lo strutto, quindi, disponetela a conca e aggiungete lo zucchero, l’uovo, la vaniglia ed il latte necessario.
Create un impasto omogeneo e consistente e avvolgetelo in una pellicola lasciandolo riposare per circa due ore.
In seguito, stendete la pasta a sfoglie di circa 5 mm di spessore e ricavate dei dischetti di circa 10 cm di diametro; ponete la pasta negli stampini a coppetta e riempite la cavità con la crema di latte, mentre nella parte superiore porrete la zuccata mista alle scaglie di cioccolato. Sovrapponete i dischetti, in precedenza preparati, e sigillate bene i bordi, quindi, poneteli in una teglia da forno. Spennellate la superficie con albume, leggermente battuto, e infornate a 200 °C per circa 20 minuti.
Sciogliete lo zucchero a velo con succo di limone e un po’ d’ acqua; con una frusta miscelate il composto fino ad ottenere una crema liscia e abbastanza densa. Spennellate le paste già fredde con la glassa e decorate con una pioggia di diavolina. Prima di servire fateli asciugare.


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