mercoledì 8 maggio 2019

Viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co. Sambuca di Sicilia: le Minni di Virgini


                 Da quasi 10 anni, al prodotto "nobile e identitario" è stato attribuito il riconoscimento di Denominazione Comunale, nell’ambito del percorso Borgo GeniusLoci De.Co. della Libera Università Rurale dei Saperi&dei Sapori Onlus.


 Nell’ambito dei  festeggiamenti dedicati alla patrona di Sambuca di Sicilia, Maria Santissima dell’Udienza,  il comitato della Festa guidato dal Dott. Giuseppe Di Prima  propone  tra le tante iniziative  un evento  destinato a    attrarre a sé i visitatori più golosi: si tratta di un Talk show “L’identità della tradizione”  dedicato  alle   Minni di Virgini   in programma per sabato 18 maggio, a partire dalle ore 17 ,   e chiaramente   la  degustazione del prelibato dolce, fin dalla mattina
La manifestazione intende celebrare il dolce identitario della tradizione di sambucese,  la cui ricetta risale al lontano 1725 quando nel “Collegio di Maria” venne preparata per la prima volta da una suora, suor Virginia della Menna, in occasione del matrimonio del marchese Beccadelli.
 





Al termine Consegna dei riconoscimenti “Custode dell’identità territoriale” del  percorso Borghi Genius Loci De.Co.



                   Luigi Veronelli,   enologo, gastronomo e scrittore lombardo, che ideò le De.Co., ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori.
                    Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.
                  È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un campo, come quello dell’ ElaioEnoGastronomia cioè l’insieme di nozioni relative all’arte culinaria e alla cultura riguardante l'olio, il vino e il buon cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone.
                   Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.
                  Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva. Da qui il nome del percorso.
                        Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.
                  La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie,  deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.   
                 Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività. Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
                    I prodotti agroalimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio. L’istituzione del Borgo GeniusLoci De.Co., consente l'avvio di una fase di sviluppo endogeno del territorio, dove la propria storia e la propria tradizione diventa la "risorsa" su cui investire il proprio futuro.

                    Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono tuttavia quattro principi, la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità.
                    Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente.  

                       Sambuca di Sicilia, borgo più bello d’Italia, meno nota con l’antico nome di Zabut, impostole dall’emiro musulmano che conquistò l’antico casale di Sambucina, è conosciuta per un tradizionale dolce, arrivato fino ai giorni nostri, con l’arcaico appellativo di “Minni di virgini”, seni di vergini.

Questa ghiottoneria è la massima espressione della fantasia dolciaria di queste terre di feudi, i cui retaggi culturali e una morale cattolica, non hanno mai varcato determinati steccati dell’impudicizia.
                  Da quasi 10 anni, al prodotto nobile è stato attribuito il riconoscimento di Denominazione Comunale, nell’Ambito del percorso Borgo GeniusLoci De.Co. della Libera Università Rurale dei Saperi&dei Sapori Onlus
L’invenzione di questo mirabile dolce si deve a una spiritosa suora, alla quale va dato il giusto riconoscimento





Il dolce é legato indissolubilmente alla Sambuca-Zabut del XVIII secolo, e in particolare alla nobile famiglia Beccadelli. Donna Francesca Reggio, divenuta Marchesa di Sambuca per aver sposato Don Giuseppe, in occasione delle nozze dell’unico figlio Pietro, la nobil donna, chiese a Suor Virginia Casale di Rocca Menna, del collegio di Maria, «di mettercela tutta per escogitare le novità assolute nei campi di loro competenza e, tra questi, nel campo della dolciaria».
Nell’anno 1725, la suora creava una della più soave pasta della pasticceria siciliana e di cui lo storico locale Di Giovanni riporta l’espressione della religiosa riguardo alla sua creatura: «Guardavo questa mattina dalla finestra della mia stanzetta le colline che si susseguono dalla Valle dell’ Anguillara sino alla collina del Castellaccio e alla costa della Minnulazza. La forma delle colline mi ha suggerito che noi dovremmo presentare ai marchesi un dolce che abbia la forma e, in quanto al contenuto porti la dolcezza di questa terra. Insomma un dolce paesano, ma prelibato, fine che susciti nel momento del degusto l’istinto del sentimento, ed elevi al tempo stesso lo spirito».
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, attraverso l’impareggiabile principe Salina, nel suo famosissimo romanzo “il Gattopardo”, farà così commentare quel soave dolce frutto delle magiche “Terre del Gattopardo”, di cui Sambuca, dista pochi chilometri da Palazzo Cutò di Santa Margherita Belice, dove è stato ambientato l’omonimo romanzo: «parfaits rosei, parfaits sciampagna, parfaifs bigi che si sfaldavano scricchiolando quando la spatola li divideva, sviolinature in maggiore delle amarene candite, timbri aciduli degli ananas gialli, e  “trionfi della Gola” col verde opaco dei loro pistacchi macinati, impudiche “paste delle Vergini». Di queste, Don Fabrizio si chiedeva: «Come mai il Santo Uffizio, quando lo poteva, non pensò a proibire questi dolci?» .
Immaginate cosa avrebbe detto il clericale Principe al cospetto delle siliconate, più o meno note signore, o delle super maggiorate soubrettes, che ai giorni nostri esibiscono orgogliosamente i loro prosperosi seni.
Suor Virginia descrisse gli ingredienti ed il metodo di ottenimento del dolce: «Farina, uova, latte, lievito. Si compone una pinna di pasta tonda come una luna piena; al centro si accumula un po’ di tutto: cose, comunque, che debbo studiare con attenzione: non dovrebbero mancare la zuccata, la crema, l’essenza di garofano e di cannella, qualche pezzo di cioccolato e… quant’altro mi ispirerà il Signore… Vedrà che ci riusciremo a fare un dolce sensitivo».


                      Con una straordinaria meticolosità, gli artigiani pasticceri predispongono gli ingredienti, ma soprattutto, ne curano le forme e le dimensioni.  
                      La parte più difficile del lavoro è la modellatura della “minna”. Con abilità e senso artistico, la pasta, è rigirata tra le mani cercando di farle assumere la forma del seno, operazione non certo facile. Alla fine si definisce il capezzolo che è la parte più complicata del dolce, che deve essere proporzionato e marcatamente ben evidenziato. L’ultima “palpeggiata” e “ i Minni di virgini” sono pronte, non resta altro che farle rassodare attraverso l’infornatura.
                      Minne, che non sfuggirono all’attenzione del noto medico e docente di chimica all’Università di Palermo: l’Abate Giuseppe Meli, che nel Settecento produsse –  scrutamdo all’interno delle grate –  un meraviglioso inno, intitolato: “Li cosi duci di li batii”, dove elenca ben 21 Conventi evidenziandone la specialità dolciaria prodotta nell’ illuministica Palermo. Delle minne a detta del Meli erano specialiste le suorine, manco a farlo apposta, del monatero delle Vergini ubicato in Via Venezia: Di li Virgini poi su’ li beddi minni / Quantu eccellenti su’, tutti lu sannu. / Saluti a cui ci spenni li su nninni / Cui nu’ ni mancia ci venga un malanni!/ lu pri una sula acchianirria a Tintinni/ O starna dintra carzaratu un annui/ Biniditta la mamma chi li vinni / Binidditi ddi mami chi li fannu. (Traduzione: Delle Vergini poi sono i bei seni. Quanto eccellenti sono, tutti lo sanno. Salute a chi spende i suoi spiccioli A chi non ne mangia ci venga un malanno Io per una sola salirei sulla cuccagna O starei dentro incarcerato per un anno! Benedetta la madre che le vende Benedette le mani che le fanno).

Come si preparano i Minni di virgini

Tempo di esecuzione: 2 ore e 30 minuti
Ingredienti:
Per la pasta: Farina 400 g di farina doppio zero, in passato si usava la farina di grano di Maiorca, zucchero150 gr. di zucchero, 150 gr. di strutto, latte, uovo, vaniglia.
Per il ripieno: crema di latte, zuccata, scaglie di  cioccolato fondente, essenza di fiori di garofano e cannella.
Per la glassa: zucchero a velo, succo di limone, acqua.
Decorazione:  “diavolina”, palline colorate.

Preparazione della pasta
Setacciate la farina ed amalgamatela con lo strutto, quindi, disponetela a conca e aggiungete lo zucchero, l’uovo, la vaniglia ed il latte necessario.
Create un impasto omogeneo e consistente e avvolgetelo in una pellicola lasciandolo riposare per circa due ore.
In seguito, stendete la pasta a sfoglie di circa 5 mm di spessore e ricavate dei dischetti di circa 10 cm di diametro; ponete la pasta negli stampini a coppetta e riempite la cavità con la crema di latte, mentre nella parte superiore porrete la zuccata mista alle scaglie di cioccolato. Sovrapponete i dischetti, in precedenza preparati, e sigillate bene i bordi, quindi, poneteli in una teglia da forno. Spennellate la superficie con albume, leggermente battuto, e infornate a 200 °C per circa 20 minuti.
Sciogliete lo zucchero a velo con succo di limone e un po’ d’ acqua; con una frusta miscelate il composto fino ad ottenere una crema liscia e abbastanza densa. Spennellate le paste già fredde con la glassa e decorate con una pioggia di diavolina. Prima di servire fateli asciugare.


sabato 20 aprile 2019

Caltagirone “Borgo GeniusLoci De.Co

 
          


  Percorso culturale  per la salvaguardia, la  valorizzazione e la  promozione dell’identità dei luoghi, attraverso le prelibatezze e le unicità dei territori.

Il “Genius Loci", definito da Luigi Veronelli quale intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima-cultura produttiva. «Effetto GeniusLoci» è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore 



       L’Amministrazione comunale ha avviato il percorso per l’istituzione di Caltagirone “Borgo GeniusLoci De.Co. (Denominazione Comunale)”, un percorso di valorizzazione dell’identità e delle unicità nostrane, incentrato su una stretta relazione tra territorio e tradizioni, tipicità (intese come specificità) tracciabilità e trasparenza, e fondato sulla coscienza del valore e della ricchezza dei prodotti locali.
 “Il percorso adottato dalla giunta, sottolinea l’assessore comunale alle Attività produttive, Francesco Caristia – è un percorso con il territorio e per il territorio, finalizzato al pieno sviluppo delle risorse storico – culturali della nostra città”. “L’obiettivo – dichiara il sindaco Gino Ioppolo – è sostenere il grande patrimonio di tradizioni, competenze ed esperienze della nostra comunità, che possano tradursi anche in un significativo elemento di preferenza da parte dei consumatori”.


 La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi GeniusLoci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro, che  l’On Gino Ioppolo ha ben chiaro, ha affermato Nino Sutera Direttore della Libera Università Rurale.  

 Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli  ideologo delle De.Co.  ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva, ecco spiegato perchè,afferma Nino Sutera, il nome del percorso Borgo GeniusLoci De.Co.

Qual è la vision? Continua Nino Sutera, la bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.

Il percorso composto da 12 step, è ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus,  che ne detiene la proprietà intellettuale.  Adottato da tante Amministrazioni Comunali è   tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo e non per ultimo all’EXPO2015 di MILANO.

Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali, ha affermato Nino Sutera

      Questo è un percorso plurale, conclude Nino Sutera,  debbo pubblicamente ringraziare il  Dott. Giosuè Catania e i suoi collaboratori in questa fase di avvio.
Occorre anche evidenziare, che proprio a Caltagirone è nato un gruppo di FB,nel 2015,grazie anche a tanti attenti volontari,Nuccia,Titti, Filippa,Carola,ect.ect, che ha anticipato i tempi
 https://www.facebook.com/groups/1668266180077982/



Prossimo appuntamento?
 L'Audizione Pubblica di presentazione alla Città.



lunedì 8 aprile 2019

La Busiata tra storia, territorio e Genius Loci: il caso di Buseto Palizzolo

NinoSutera

 

Nel panorama delle paste tradizionali siciliane, la busiata rappresenta un caso emblematico in cui origine, cultura materiale e identità territoriale si intrecciano in modo indissolubile. Sebbene l’intera area della Provincia di Trapani ne rivendichi la paternità, l’analisi storico-antropologica più accreditata individua nell’agro ericino, e in particolare in Buseto Palizzolo, il luogo di emersione e consolidamento di questo formato.



Il “luogo del delitto”: natura che diventa cultura

La centralità di Buseto Palizzolo trova fondamento anche in una suggestiva chiave onomastica: il toponimo deriverebbe dall’arabo Busith, indicante un territorio ricco di disa (Ampelodesmos mauritanicus), pianta spontanea tipica del paesaggio mediterraneo.

In questo contesto rurale, la disa non era solo elemento naturale, ma risorsa quotidiana: utilizzata per corde, intrecci e manufatti, divenne infine strumento culinario. Le donne, infatti, iniziarono a servirsi del suo stelo secco per “incocciare” la pasta, generando quella caratteristica torsione elicoidale che oggi definisce la busiata.

Buseto Palizzolo può dunque essere letto non solo come luogo di origine, ma come spazio in cui la natura si trasforma in cultura, incarnando perfettamente una narrazione coerente con le logiche De.Co. e del Genius Loci.

Storia profonda: dall’eredità araba alla contemporaneità

Le radici della busiata affondano nella lunga stratificazione culturale della Sicilia. Tra il X e l’XI secolo, la dominazione araba introdusse nell’isola tecniche avanzate di lavorazione della pasta, tra cui la produzione di fili essiccabili noti come itriyya.

La pratica di avvolgere l’impasto attorno a un supporto per ottenere una cavità centrale rappresentava una vera innovazione tecnologica: favoriva l’essiccazione e garantiva una cottura uniforme. Da questa matrice nasce, per evoluzione, la busiata.

Il percorso evolutivo può essere sintetizzato in tre fasi:

·         uso dello stelo vegetale (la busa);

·         introduzione del ferro da calza (il buso);

·         riconoscimento contemporaneo come patrimonio gastronomico identitario.

Oggi, nel 2026, la busiata non è più soltanto tradizione domestica, ma leva culturale ed economica, inserita in strategie di valorizzazione territoriale.

Il gesto come patrimonio immateriale

Ridurre la busiata a un semplice formato di pasta sarebbe limitante. Il suo vero valore risiede nel gesto della mano che la genera. Sulla spianatoia, il movimento ripetuto dell’incocciare diventa rito, memoria, trasmissione.

“La busiata è un’elica di memoria. Ogni torsione è un patto tra la terra e l’ingegno umano: non trattiene solo il sugo, ma il tempo stesso.”

La sua forma a spirale assume un forte valore simbolico:

·         rappresenta la resilienza di una cultura capace di adattarsi e permanere;

·         esprime accoglienza, poiché la cavità centrale è pensata per ospitare il condimento, come la Sicilia ha accolto civiltà diverse.

Un’identità tra diffusione e radicamento

Dal punto di vista storico, è plausibile che la tecnica della pasta attorcigliata fosse diffusa in tutta la Sicilia occidentale. Tuttavia, è a Buseto Palizzolo che essa sembra aver trovato una continuità più intensa e riconoscibile.

Ne deriva una distinzione fondamentale:

·         l’origine tecnica è diffusa;

·         l’identità culturale è localizzata.

In questo senso, Buseto Palizzolo non è necessariamente l’unico luogo di nascita, ma è certamente il luogo che ha custodito, definito e trasmesso la busiata come simbolo.

Valore De.Co. e prospettiva Genius Loci

La busiata si configura come candidato ideale per una valorizzazione in chiave De.Co., in quanto integra:

·         materie prime locali (grani antichi come Tumminia e Russello);

·         strumenti della cultura rurale (busa e buso);

·         territorialità definita (area Buseto–Salemi–Custonaci);

·         dimensione sociale (pratica collettiva femminile).

Conclusione

La busiata non è soltanto un prodotto alimentare, ma un dispositivo culturale complesso. In essa convergono ambiente, storia e comunità.

Riconoscere in Buseto Palizzolo la sua culla significa valorizzare non solo un luogo, ma un intero sistema di relazioni tra uomo e territorio. Non conta tanto stabilire chi l’abbia inventata, quanto comprendere chi l’ha resa identità.

 Il GeniusLoci della busiata, è fatto obbligo a tutti di promuoverlo, citando il luogo storico  d'origine, altrimenti è plagio

 

venerdì 5 aprile 2019

A Sandro Pappalardo, il riconoscimento di Ambasciatore dell'Identità Territoriale

        nucciatornatore
   
          All'Assessore Regionale al Turismo Sandro Pappalardo il riconoscimento di "Ambasciatore dell'Identità Territoriale" del percorso Borghi GeniusLoci De.Co. della Libera Università Rurale dei Saperi & dei Sapori Onlus.
La strategia dei Borghi  a Denominazione Comunale De.Co. punta  sui prodotti identitari, un piatto, un dolce, un sapere, un evento, etc. con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, un modus operandi molto diffuso al Nord piuttosto che al Sud.

 Il valore del prodotto, sta nella storia narrante della tradizione identitaria, diversamente si tratta solo un mero prodotto commerciale, ottimo, ma senza ne anima, ne storia, senza Genius Loci.
Le produzioni locali assumono  una notevole rilevanza per valorizzare la nostra identità, con un forte legame e radicamento con il territorio. I prodotti identitari custodiscono infatti l’eredità di un sapere antico tramandato di generazioni in generazioni, espressione diffusa della nostra identità e tradizione locale, ha affermato Nino Sutera













    Gli ambasciatori dell’identità territoriale, sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un importanza crescente anche nei confronti dell'ospite visitatore  e del viaggiante, che ritrovano  un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari. Il prestigioso riconoscimento è stato conferito negli anni passati alle Miss Italia 2012 e 2014, a Miss Mondo Sicilia 2016, alle Miss Nebrodi 2014-2015-2016, e ancora a Gaetano Basile, Diego Planeta, Antonio Presti, solo per citarne alcuni.



Il riconoscimento è stato consegnato in occasione dell'evento conclusivo dei   festeggiamenti per il ventennale dell’istituto Virgilio Titone di Castelvetrano .
Una manifestazione che ha coinvolto a vario titolo enti, associazioni ed istituti, dall'Assessorato al Turismo, all'Ente di Sviluppo Agricolo, alla Libera Università Rurale, solo per citarne alcune.  Il progetto, denominato “Venti E-Venti”, è nato con l’obiettivo di fornire un contributo importante per la promozione e la valorizzazione delle risorse enogastronomiche

giovedì 4 aprile 2019

Patrizia di Benedetto è Custode dell'Identità Territoriale

PRIMA CHEF DONNA IN SICILIA A OTTENERE UNA STELLA MICHELIN, 

ora è anche 

Custode dell'Identità Territoriale


L' ambito riconoscimento di "Custodi dell'Identità Territoriale"    fa parte del percorso Borghi GeniusLoci De.Co. è  viene attribuito  a chi  si  spende quotidianamente per la salvaguardia e la valorizzazione della tradizione  e dell’identità dei territori anche sotto l’aspetto agroalimentare,  enogastronomico ed elaiogastronomico
  come appunto la Chef Patrizia Di Benedetto., ha affermato Nino Sutera
“Gestire una cucina è sicuramente molto impegnativo per una donna”, afferma Patrizia di Benedetto, “anche se è, forse, più istintivo, più naturale. Noi donne siamo abituate biologicamente a nutrire e a mandare avanti intere famiglie, a far crescere i figli anche attraverso la cura che mettiamo quando prepariamo da mangiare. La mia è una cucina decisamente femminile, e per femminile intendo una cucina fatta d’istinto, di sentimento, di creatività.”  Nel 1991 era davvero insolito trovare una donna in cucina nei ristoranti. Poteva capitare nelle trattorie, certamente. Quelle a conduzione familiare. Ma l’alta ristorazione era affidata, quasi esclusivamente, agli uomini.
Ho provato e riprovato cento volte, ho chiesto aiuto agli ingredienti. C’era un forte legame tra me e i prodotti della mia terra e del mio mare, parlavo con le erbe aromatiche e con le spezie…, e loro mi hanno insegnato a dosarle in maniera giusta.
La mia è una cucina che nasce dai sapori e odori intensi della Sicilia e che viene esaltata da moderne tecniche culinarie. I piatti “della memoria” diventano protagonisti del cambiamento delle nostre abitudini e del nostro modo di mangiare. Un abbinamento sorprendente, un ingrediente inaspettato, una lavorazione insolita. Ma persiste il ricordo di un piatto cucinato con amore, il cibo che fa bene all’anima.

  Realtà territoriali,  che assumono un’importanza crescente anche nei confronti dell'ospite e visitatore che ritrova nel cibo un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari. 

  Chiediamo a Nino Sutera,   Che cos’è un  Borgo  GeniusLoci De.Co.?
E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO 
Qual è la mission?     Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.
Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
Qual è la differenza rispetto agli altri strumenti?   «La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
 Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli  ideologo delle De.Co.  ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.  
Qual è la vision?  La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.


Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.
In conclusione  Dr  Sutera quali sono  i contenuti Genius Loci?
L’ effetto GeniusLoci   è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.
Mentre i contenuti innovativi sono:  l’originalità, dal latino oriri, derivare, non solo da un punto di vista topografico, ma culturale, vuol dire non distorcere la voce  del territorio di provenienza.
La naturalità, produrre senza interventi estranei all’azione del territorio.
L’Identità  dal latino Idem, uguale che non cambia nel tempo, quindi facilmente riconoscibile, perché è il senso del luogo.
Infine  la specificità, nel significato dato da Max Weber nel 1919 di qualcosa facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche originali (un dolce, un piatto, un evento una tradizione)
Infine, quali sono i requisiti che i comuni debbono possedere per far parte del circuito dei Borghi GeniusLoci De.Co.?
 Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.   
In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono perfettamente inutili e controproducenti.

 Bisogna dire infine,   che non è un percorso per tutti, ne tanto meno tutti i Comuni hanno i requisiti necessari per essere inseriti tra i Borghi GeniusLoci De.Co.

mercoledì 3 aprile 2019

Al via le iniziative in occasione del ventennale

L'Olio EVO naturalmente nutraceutico prodotto dall'Azienda Sperimentale campo Carboj dell'ESA e i prodotti identitari del percorso Borghi GeniuLoci De.Co. del territorio belìcino, protagoniste 
 al Villaggio del Gusto
 in occasione  del ventennale 
dell' Istituto Alberghiero
 "Virgilio Titone di Castelvetrano.
























Post in evidenza

Luigi Veronelli e il prezzo sorgente

    Luigi Veronelli, figura di riferimento nel giornalismo gastronomico e nella cultura del cibo, ha più volte sottolineato l’importanza di ...