DeCo: da un'iniziativa a un metodo
Valeria Petix
I territori protagonisti
L'attenzione crescente delle testate giornalistiche verso la Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co. di pari passo con i comuni che adottano il percorso, unitamente ai comuni che abbandonano le procedure farlocche delle DeCo, segna il definitivo passaggio del format ideato nel 2013 da intuizione culturale a paradigma di sviluppo territoriale ad alta efficienza. È la dimostrazione concreta dell'aforisma di Thomas Alva Edison — “Il valore di un'idea sta nel metterla in pratica” — applicato alla governance locale e alla tutela del patrimonio immateriale.
LINK numerozero
LINK in italy
LINK zarabaza
L’intera architettura teorica e operativa del format è stata tracciata da Nino Sutera, che ha illustrato la genesi e gli obiettivi strategici di un modello metodologico di successo, già inserito tra gli esempi virtuosi del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (“Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”) e capillarmente presentato in autorevoli contesti scientifici e istituzionali nazionali, tra cui la Poster Session del Forum P.A. di Roma, l’iniziativa Valore Paese – Economia delle soluzioni organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia, il Premio Nazionale Filippo Basile dell'AIF a Palermo ed EXPO 2015 a Milano, solo per citarne alcuni
L'intuizione originaria della Denominazione Comunale (De.Co.), legata alla visione etico-politica di Luigi Veronelli, rischiava di impantanarsi in iniziative conflittuali con i Reg Cee o peggio ancora sconfinare nei strumenti del governo nazionale. Il lavoro della Rete Nazionale dei Borghi DeCo, ha ribaltato questo paradigma, trasformando un'idea suggestiva in un’architettura metodologica codificata, tracciabile e rigorosa, ma innanzitutto rispettosa delle regole generali.L'interesse della stampa settentrionale e centrale — territori storicamente caratterizzati da una forte tradizione di economia di distretto e turismo d'esperienza — premia proprio questa capacità esecutiva: la De.Co. cessa di essere un mero "marchio di marketing" per diventare un dispositivo civico di patrimonializzazione, ...in pratica fa un altro mestiere.
Il risultato è anche da ascrivere alla sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra l’UNPLI e la Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, un accordo nazionale di grande rilievo volto a promuovere, tutelare e valorizzare il patrimonio identitario, culturale ed enogastronomico dei borghi italiani.
Perché i media riconoscono il modello
Pragmatismo amministrativo: Le comunità locali del riconoscono nella Rete una metodologia pronta all'uso, capace di offrire un percorso procedurale chiaro per tutelare saperi, ricette, eventi e mestieri tradizionali. Risposta allo spopolamento delle Aree Interne: I borghi alpini e appenninici affrontano sfide identiche a quelle del Mezzogiorno. Il modello GeniusLoci offre uno strumento di sviluppo endogeno che genera attrattività economica partendo dall'autenticità locale. Distinzione tra Tipico e Identitario: I media economico-culturali colgono la demarcazione strategica: mentre le certificazioni europee (DOP, IGP) tutelano la filiera produttiva commerciale, la De.Co.GeniusLoci tutela l'anima culturale e la memoria collettiva della comunità.
Il risalto mediatico consacra la Rete Borghi GeniusLoci come laboratorio di innovazione sociale di rilevanza nazionale. Quando le idee vengono strutturate in processi replicabili e trasparenti, superano i confini geografici di origine e diventano patrimonio condiviso dell'intera Nazione, confermando che la concretezza operativa è la vera misura dell'innovazione istituzionale.



Commenti
Posta un commento