Francesca Di Giovanni
Il dibattito attorno alle Denominazioni Comunali tocca il cuore profondo della salvaguardia delle identità locali. La differenza sostanziale tra l'approccio puramente "burocratico-procedurale" ( promosso a livello istituzionale dall'ANCI) e la visione culturale della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo risiede proprio nel modo in cui viene inteso lo strumento, oscillando tra una rigida imitazione dei marchi comunitari e il ritorno allo spirito anarchico e identitario di Luigi Veronelli.
L’obiettivo del percorso della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo afferma Nino Sutera punta sul fascino della fascia tricolore, attraverso la DeCo un atto politico nelle prerogative del Sindaco per valorizzare l’immenso patrimonio materiale del giacimento ElaioEnoGastronomico ed immateriale del territorio amministrato .
Ecco l'analisi dettagliata di queste due visioni contrapposte e del pensiero originale del loro fondatore ideale.
1. Le De.C.O. dell'ANCI e la "Cassetta degli Attrezzi" dei Marchi di Tutela
Molti Comuni, spesso seguendo le linee guida promosse dall'ANCI hanno interpretato la De.C.O. applicandovi in modo improprio gli schemi tipici delle certificazioni europee (come DOP e IGP).
L'errore metodologico: Si tende a utilizzare una "cassetta degli attrezzi" giuridico-amministrativa fatta di commissioni comunali d'esperti, regolamenti restrittivi e disciplinari di produzione, propri dei marchi di tutela, in più occasioni censurati dal MIPAF
Il limite: Questo approccio burocratizza un istituto che, non è un marchio di qualità o di tutela giuridica (riservati in esclusiva alla UE), bensì una semplice attestazione di storicità e legame territoriale deliberata dal Comune. Equiparare la De.C.O. a una mini-DOP genera un corto circuito normativo e allontana i piccoli produttori artigianali, spaventati da adempimenti che imitano la complessità dei consorzi di tutela maggiori.
L'errore di attribuzione: in nessuno dei documenti tecnocrati elaborati dall'ANCI si evince che le De.Co siano state ideate da Luigi Veronelli, quasi a disconoscerne il ruolo, o peggio ancora a stravolgere l'idea di Veronelli.
2. Il percorso della "Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo"
La Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo ribalta completamente questo paradigma, fin dal 2010, proponendo un percorso culturale di governance identitaria, partendo proprio da Veronelli
Il Genius Loci come Infrastruttura: Per Nino Sutera, il prodotto agroalimentare o l'artigianato locale non sono semplici "attrazioni commerciali", ma l'estensione fisica della cultura, della memoria e del paesaggio di un borgo.
L'Audizione Pubblica contro la Commissione Chiusa: Al posto delle commissioni tecniche blindate che decidono dall'alto, il modello GeniusLoci adotta l'Audizione Pubblica. Si tratta di un momento democratico in cui l'intera comunità (cittadini, storici locali, anziani, produttori) prende parola su se stessa per concordare una narrazione condivisa. Non si "cala" un regolamento, si fa emergere l'identità dal basso.
L'Unicità contro l'Omologazione: Il focus si sposta dalla burocrazia della certificazione alla valorizzazione delle unicità. La DeCo diventa un cammino continuo per evitare che i piccoli borghi diventino intercambiabili, trasformandoli in "Custodi dell'Identità Territoriale".
3. La visione originale di Luigi Veronelli
Per comprendere appieno la distanza tra queste due correnti, bisogna tornare alla fonte. Fu il celebre giornalista, enologo e intellettuale anarchico Luigi Veronelli a teorizzare le DeCo
"Per restituire ai cittadini, agli abitanti dei comuni il loro patrimonio, il frutto della fatica di tanti anni, io vorrei che i sindaci si facessero attivi per un 'certificato di origine' di ciascuno dei prodotti che nasce e che è confezionato nella loro ter
ra." —
Luigi Veronelli
Veronelli intendeva le denominazioni comunali attraverso tre pilastri fondamentali:
Uno strumento di Autodifesa Culturale (e Anarchica): Veronelli vedeva nelle De.Co. l'arma di riscatto dei piccoli e piccolissimi produttori, esclusi dai circuiti industriali e persino dalle costose trafile delle DOP/IGP. Era una difesa del Locale contro l'omologazione del Globale.
La centralità del Sindaco e della Fascia Tricolore: Il Sindaco, per Veronelli, doveva farsi garante del "diritto all'identità" della propria comunità. La De.Co. non era un timbro burocratico, ma un atto di orgoglio civico e politico del Primo Cittadino che certificava, davanti al mondo, che quel determinato piatto o prodotto apparteneva storicamente alla memoria e al suolo del suo Comune.
Il valore del "Camminare la Terra": Veronelli parlava di "giacimenti enogastronomici". La De.Co. doveva spingere il consumatore a diventare un viaggiatore consapevole (quelli che oggi chiamiamo foodies), stimolato a muoversi fisicamente verso il borgo per assaggiare un prodotto non delocalizzabile, intriso del sapore del luogo e della fatica di chi lo produce.
Sintesi del confronto
| Caratteristica | De.C.O. Istituzionale (Impostazione ANCI) | Borghi GeniusLoci DeCo (Nino Sutera) | Lo spirito di Luigi Veronelli |
| Focus Principale | Il Prodotto e la sua regolamentazione | Il Territorio e la sua Comunità | Il Produttore e il suo riscatto culturale |
| Strumento chiave | Disciplinare di produzione e Commissione tecnica, regolamento tecnico | Delibera di Giunta, Audizione Pubblica, Banca, Memorandum, Manifesto, premio annuale terr@, riconoscimenti e narrazione territoriale. Il format è composto da 12 step (registrato contro i malintenzionati) | Delibera del Sindaco come atto di sovranità locale |
| Obiettivo | Certificare e normare una specificità | Generare autoconsapevolezza e sviluppo sostenibile | Difendere l'identità locale dall'omologazione globale |
| Chi ha Ideato le De.Co | tecnici dell' ANCI | Luigi Veronelli | Luigi Veronelli |
Appendice A: Il Memorandum dei Borghi GeniusLoci DeCo
Il Memorandum rappresenta il manifesto programmatico ed etico della Rete. Non è un regolamento burocratico, ma una carta dei valori che ridefinisce il significato stesso di "Denominazione Comunale". Il documento stabilisce che la DeCo non appartiene all'istituzione politica, ma è un bene comune della collettività.
Il testo scardina i pilastri della "cassetta degli attrezzi" tradizionale attraverso tre direttrici:
La centralità del Territorio-Paesaggio: Il prodotto agroalimentare o l'artigianato non sono isolabili dal contesto. Il Memorandum impone di considerare la terra, le tradizioni orali e la memoria storica come un unicum inscindibile.
La sovranità identitaria della comunità: Si sancisce che nessun esperto esterno può validare l'identità di un luogo senza il coinvolgimento dei suoi abitanti.
Il rifiuto dell'omologazione commerciale: La DeCo viene sottratta alle sole logiche della grande distribuzione o del turismo di massa predatorio, per essere ricollocata nella sfera della salvaguardia culturale.
Appendice B: La Banca del GeniusLoci DeCo
La Banca del GeniusLoci DeCo è forse l'intuizione più dirompente del modello Sutera. Rompendo lo schema classico delle banche intese come istituti di deposito monetario, questa struttura si configura come un istituto di deposito del Capitale Identitario e Sociale del territorio.
La "Banca" non raccoglie denaro, ma accumula e valorizza "valore immateriale". Funziona attraverso meccanismi specifici:
Cassaforte della Memoria: Registra e cataloga le ricette tradizionali, i saperi artigiani in via d'estinzione, i racconti legati alla terra e le sementi antiche, proteggendoli dall'oblio.
Investimento Culturale: Genera "interessi" sotto forma di valore sociale, rimettendo in circolo la conoscenza per permettere alle nuove generazioni di fare impresa restando nel proprio borgo.
Moneta dell'Unicità: In antitesi con la finanza globale che tende a rendere tutto intercambiabile, la Banca del GeniusLoci investe sull'irripetibilità del borgo, trasformando la memoria storica in un asset di sviluppo economico sostenibile.
Appendice C: Custodi, Ambasciatori e Sentinelle del Futuro
Il percorso di Nino Sutera sostituisce la figura fredda e formale dei "membri della commissione tecnica" con un tessuto umano vivo, gerarchizzato non per potere amministrativo, ma per funzione e impegno etico.
I Custodi dell'Identità: Sono gli artigiani, gli agricoltori, le anziane che tramandano una ricetta, i ristoratori locali. Non certificano carte: custodiscono il gesto, difendono la purezza della materia prima e mantengono in vita il "giacimento" culturale scoperto da Veronelli.
Gli Ambasciatori: Sono i narratori del territorio all'esterno. Personalità della cultura, giornalisti o gli stessi produttori che viaggiano portando con sé non solo un paniere di prodotti, ma il racconto profondo dell'identità del borgo. Hanno il compito di convertire il consumatore distratto in un "viaggiatore consapevole".
Le Sentinelle del Futuro: Rappresentano la declinazione dinamica della DeCo. Sono i giovani, i ricercatori, gli innovatori che guardano al domani. Il loro compito è duplice: vigilare affinché il territorio non venga deturpato o svenduto, e trovare il modo di traghettare le tradizioni nel futuro attraverso le nuove tecnologie e la sostenibilità ambientale.
Appendice D: I Leader & Leader
La figura del leader nel percorso dei Borghi GeniusLoci DeCo si discosta nettamente dall'autorità gerarchica o dal burocrate d'ufficio. Il modello Sutera introduce il concetto cooperativo e orizzontale di Leader & Leader.
Nelle DeCo tradizionali si applica spesso lo schema Leader & Follower: un'istituzione o un tecnico decide le regole e i produttori si adeguano passivamente per ottenere il bollino. Nel percorso della Rete Nazionale, la governance è diffusa:
Autonomia e Responsabilità: Ogni attore della filiera identitaria (il Sindaco, il Custode, la Sentinella) è leader nel proprio ambito di competenza. Il Sindaco esercita la leadership politica e la tutela civile; l'agricoltore esercita la leadership sulla terra e sulla semente.
Intelligenza Collettiva: Questo approccio fa sì che lo sviluppo del borgo non dipenda dall'impulso di un singolo decisore, ma diventi un processo corale. Ciascun nodo della rete stimola gli altri, creando un'alleanza in cui il coordinamento nazionale di Nino Sutera funge da facilitatore e connettore, lasciando la piena sovranità d'azione alle singole comunità locali.
L’ultimo tassello che sancisce la distanza incolmabile tra la fredda burocrazia dei marchi e l'approccio dei Borghi GeniusLoci DeCo è la dimensione antropologica e relazionale. Nel modello istituzionale dell'ANCI, l'iter si conclude con la notifica di un atto amministrativo - tecnocrate inconcludente
Nel percorso ideato da Nino Sutera, invece, l'atto fondativo e la gestione della DeCo passano attraverso tre riti fisici e immutabili della civiltà contadina e comunitaria: la stretta di mano, il guardarsi negli occhi e l'abbraccio.
Appendice E: La Dimensione Umana — La Stretta di Mano, Guardarsi negli Occhi, l'Abbraccio
Questi tre elementi non sono semplici gesti di cortesia, ma rappresentano una vera e propria tecnologia relazionale che sostituisce il valore legale del timbro con il valore etico del patto d'onore.
1. La Stretta di Mano: Il Contratto della Terra
Nella tradizione rurale, la stretta di mano valeva più di una firma notarile; suggellava la vendita del bestiame, la parola data sul prezzo del grano, l'alleanza tra famiglie per la mietitura.
Nel percorso GeniusLoci: La stretta di mano tra il Sindaco (autorità civile), il produttore (custode) e il coordinamento della Rete sostituisce la rigidità del disciplinare. Con questo gesto ci si impegna reciprocamente: il produttore promette di non tradire la storia del prodotto omologandolo all'industria, e la comunità si impegna a difendere quel produttore. È l'accordo d'onore che precede e supera la carta bollata.
2. Guardarsi negli Occhi: La Trasparenza della Verità
Le commissioni tecniche analizzano scartoffie, tabelle chimiche e requisiti formali al chiuso di una stanza. Il percorso di Sutera rimette al centro lo sguardo.
La verifica dell'autenticità: Guardarsi negli occhi durante l'Audizione Pubblica significa assumersi la responsabilità della propria storia davanti a tutti. Non si può barare sull'origine di una ricetta o sulla provenienza di un ingrediente quando si guarda negli occhi il proprio vicino di casa, lo storico del paese o l'anziano che quel prodotto lo faceva cinquant'anni prima. Lo sguardo è il più potente strumento di certificazione partecipata: genera fiducia e azzera le furbizie commerciali.
3. L'Abbraccio: La Comunità Ritrovata
L'abbraccio è la sintesi emotiva del percorso, il momento in cui la DeCo si trasforma da progetto economico a festa comunitaria.
La celebrazione dell'identità: Quando un borgo riscopre una sua unicità, la codifica attraverso la memoria e la presenta al mondo, l'atto finale non è un brindisi formale, ma l'abbraccio collettivo di una comunità che si riconosce custode di un tesoro. È la declinazione più pura dell'anarchia veronelliana: l'emozione che vince sulla burocrazia, l'orgoglio di appartenere a un luogo e a una storia comune che si stringe e si protegge dal freddo dell'omologazione globale.
In sintesi:
Laddove la cassetta degli attrezzi dei marchi di tutela si fonda sulla diffidenza (controlli, sanzioni, burocrati), la Rete dei Borghi GeniusLoci si fonda sulla corrispondenza amorosa tra gli uomini e la loro terra. La stretta di mano, lo sguardo e l'abbraccio sono i veri "documenti" con cui i borghi d'Italia firmano il proprio diritto a esistere, a resistere e a camminare la terra, esattamente come voleva Luigi Veronelli.

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