Audizione Pubblica
Riconoscimento degli elementi identitari di una comunità
Dalla leggenda della Madonna del Fico all'area archeologica di Monte Saraceno,
Risorse materiali e immateriali concorrono a preservare e tramandare il Genius Loci, riconosciuto e apprezzato
1. Cornice teorica e
metodologica
1.1 Il cibo come
linguaggio dell’identità
Il cibo non è soltanto nutrimento o produzione economica: è racconto, memoria, appartenenza. Ogni preparazione tradizionale custodisce una relazione profonda tra uomo, ambiente, storia e comunità. In questa prospettiva, l’alimentazione diventa una vera e propria mappa culturale, capace di rendere visibili i processi sociali e simbolici che strutturano l’identità dei luoghi.
2. Ravanusa:
identità storica e stratificazione della memoria
2.1 Origini e paesaggio
storico
Ravanusa, nel
cuore della provincia di Agrigento, presenta una storia millenaria che affonda
le radici nella preistoria e si struttura attraverso successive stratificazioni
culturali. L’area archeologica di Monte Saraceno documenta la presenza
di insediamenti sicani ed ellenizzati tra l’VIII e il III secolo a.C.,
testimoniando una continuità antropica di lungo periodo.
Il toponimo
stesso riflette questa complessità: - possibile derivazione araba (Ravim,
fortezza); - interpretazioni di matrice greca, legate al paesaggio e alla
terra.
Questa
stratificazione costituisce una componente essenziale del Genius Loci
ravanusano.
3. Mito fondativo e
simboli religiosi
3.1 La leggenda del Fico
Il racconto del miracolo del Fico,
legato alla campagna normanna di Ruggero d’Altavilla, rappresenta il mito
fondativo della comunità. L’acqua sgorgata miracolosamente da sotto un fico,
secondo la tradizione, salvò l’esercito normanno e diede origine al culto della
Madonna del Fico.
Questo mito non è folklore residuale, ma
narrazione identitaria condivisa, che ancora oggi orienta il senso di
appartenenza al luogo.
3.2 Il patrimonio religioso
Le chiese di Ravanusa – dalla Chiesa
Madre di San Giacomo Apostolo al Santuario Maria SS.Assunta, non sono solo edifici di culto, ma archivi viventi di memoria collettiva,
nei quali si intrecciano riti religiosi, civili e sociali.
4. Il Carnevale Storico
di Ravanusa
Il Carnevale
Storico di Ravanusa, riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i
Carnevali Storici d’Italia, costituisce uno dei principali dispositivi
narrativi dell’identità locale.
Non è
semplice festa, ma: - spazio di satira e critica sociale; - laboratorio di
creatività collettiva; - momento di sintesi tra patrimonio materiale e
immateriale.
Nel
modello Borghi Genius Loci De.Co., il Carnevale diventa strumento di narrazione
territoriale integrata.
5. Gastronomia come
memoria collettiva
5.1 Il ruolo del cibo
nella comunità
A
Ravanusa, la gastronomia non è elemento accessorio ma asse portante
dell’identità. Il Totomè e la Raviola sono cibi di relazione, legati alla
festa, alla condivisione e alla memoria familiare.
Essi
rappresentano: - continuità intergenerazionale; - appartenenza comunitaria; -
riconoscibilità culturale.
6. Distinzione
concettuale nel settore gastronomico
6.1 Prodotti tradizionali PAT
Preparazioni
radicate nel tempo, trasmesse per consuetudine e memoria orale. La loro forza
risiede nella continuità storica, non nell’unicità territoriale, ed il caso
della Raviola
6.2 Prodotti tipici
Prodotti tradizionali con
un legame riconoscibile con un’area geografica più ampia, spesso valorizzati
attraverso strumenti normativi (DOP, IGP, ect).
6.3 Prodotti identitari
Prodotti che assumono
un valore simbolico e rappresentativo della comunità. Non sono solo
cibo, ma beni culturali immateriali, riconosciuti collettivamente come
“propri”. come il Totomè
Le tre categorie sono
progressive, non alternative: Tradizionale → Tipico → Identitario.
7. Applicazione al caso
di Ravanusa
· Totomè
o
Tradizionale per origine;
o
Tipico per caratteristiche
locali;
o
Identitario per valore
simbolico e comunitario.
· Raviola
o
Tradizionale e tipica;
o Non identitaria per mancanza di unicità, in senso stretto, per la diffusione sovraterritoriale della preparazione in areali diversi.
8. Totomè – Bene identitario per la De.Co.
8.1 Denominazione
Totomè di Ravanusa – dolce
fritto identitario della tradizione popolare
8.2 Descrizione
Frittella dolce dalla forma
irregolare, ottenuta da impasto semplice, fritta e condita con miele locale o
zucchero a velo. La non standardizzazione è elemento identitario.
8.3 Origine e funzione sociale
Dolce della
civiltà contadina, legato al Carnevale e non solo, come rito di abbondanza pre-quaresimale
e strumento di condivisione comunitaria.
8.4 Trasmissione del sapere
Trasmissione
orale e pratica, con varianti familiari riconducibili a un nucleo comune.
8.5 Valore simbolico
Il Totomè è memoria
commestibile, cibo di relazione, non prodotto da vetrina.
9. Motivazioni
giuridico-culturali per il riconoscimento De.Co.
9.1 La De.Co.
come atto di sovranità culturale
Nel
solco del pensiero di Luigi Veronelli, la Denominazione Comunale
(De.Co.) non si configura come marchio commerciale né come certificazione
tecnica di qualità, ma come atto politico-culturale di sovranità locale.
Essa rappresenta il diritto–dovere della comunità di riconoscere, nominare e
tutelare ciò che la identifica storicamente e simbolicamente.
Nel
modello dei Borghi Genius Loci De.Co., la De.Co. assume una funzione
ancora più ampia: diventa strumento di narrazione territoriale, capace
di tradurre in forma istituzionale il patrimonio immateriale di un luogo.
9.2 Fondamento
giuridico-culturale
Il
riconoscimento De.Co. si fonda su: - l’autonomia regolamentare dei Comuni; - la
tutela dei beni culturali immateriali (art. 2 e 9 Cost.); - i principi UNESCO
sulla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale; - la valorizzazione
delle identità locali come interesse pubblico.
La De.Co. riconosce un legame storico e simbolico
tra bene e comunità, evitando sovrapposizioni con DOP, IGP, PAT o altri strumenti di
tutela economica.
9.3 Il Totomè
come espressione del Genius Loci
Il
Totomè di Ravanusa incarna pienamente il Genius Loci del territorio: -
nasce da ingredienti poveri e locali; - si consolida in un contesto agricolo e
carnascialesco; - è riconosciuto collettivamente come simbolo identitario; - è
indissolubilmente legato alla memoria comunitaria.
Il
suo valore non risiede nella riproducibilità, ma nella relazione viva tra
prodotto, rito e comunità.
9.4 Coerenza con
il modello Borghi Genius Loci De.Co.
Il
riconoscimento del Totomè è coerente con i principi fondanti della Rete Borghi
Genius Loci De.Co.: - centralità della comunità come soggetto riconoscente; -
valorizzazione dell’unicità non standardizzabile; - integrazione tra cultura,
paesaggio, storia e gastronomia; - uso della De.Co. come strumento di marketing
narrativo e promozionale.
9.5 Interesse
pubblico e finalità collettiva
Il
riconoscimento De.Co. del Totomè di Ravanusa risponde a un interesse
pubblico diffuso, in quanto: - tutela un bene immateriale a rischio di
banalizzazione; - rafforza la memoria collettiva e la trasmissione
intergenerazionale; - sostiene politiche di sviluppo locale sostenibile; -
contribuisce alla costruzione di un’identità territoriale consapevole.
10. Conclusione
Ravanusa esprime un sistema
simbolico coerente, in cui storia, mito, religione, festa e gastronomia
concorrono alla costruzione del Genius Loci.
Il Totomè, in particolare,
incarna l’essenza di questa identità: riconoscerlo come De.Co. significa custodire
il fuoco della tradizione, non le sue ceneri.
La Raviola mentre, verrà iscritta nell’elenco dei PAT Prodotti Agroalimentari Tradizionali del MISAF
Questa visione si intreccia organicamente con il percorso dei Borghi Genius Loci De.Co., che pone al centro: - il riconoscimento civico dell'unicità locale; - il concetto di Genius Loci come anima del luogo; - la Denominazione Comunale (De.Co.) come atto culturale e politico di sovranità territoriale.
Insieme, costruiscono un modello replicabile di governance culturale del cibo, fondato su memoria, comunità e futuro.
Tradizione non è culto
delle ceneri, ma custodia del fuoco.

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