🍝
Da Veronelli al prezzo sorgente, dalle filiere locali ai Borghi Genius Loci De.Co.
1. La Norma non è una ricetta: è un sistema
In questo senso, la Norma incarna un principio oggi tornato centrale nel dibattito agroalimentare: la sovranità alimentare.
Non dipendenza da mercati globali, ma capacità di un territorio di nutrirsi con ciò che produce, secondo i propri saperi e le proprie stagioni.
2. Veronelli e la Norma: il cibo come atto politico
Luigi Veronelli ci ha insegnato che:
“Il cibo non è merce, è cultura, libertà, responsabilità.”
La Norma è veronelliana per natura:
non nasce dall’industria;
non necessita di marchi;
non ammette scorciatoie tecnologiche.
👉 In questo, la Norma è una forma di disobbedienza gastronomica.
3. Il “prezzo sorgente”: quanto vale davvero una Norma?
Il concetto di prezzo sorgente, caro a Veronelli, invita a ribaltare la logica del mercato:
non quanto paga il consumatore,
ma quanto riceve chi produce.
Se applichiamo il prezzo sorgente alla Norma, emerge una verità scomoda:
il valore reale del piatto non è remunerato;
la melanzana è sottopagata;
il grano duro è svilito;
la ricotta è compressa dalla grande distribuzione.
La Norma, servita a basso costo, è una contraddizione politica.
📌 Senza giusto prezzo all’origine, la Norma diventa folklore svuotato.
4. Filiere locali: la Norma come economia circolare ante litteram
La Norma nasce in un ecosistema agricolo integrato:
orticoltura (melanzana, pomodoro, basilico);
cerealicoltura (grano duro);
pastorizia (ricotta salata);
trasformazione domestica e artigianale.
Tutto avviene entro un raggio territoriale ristretto.
Questo è il modello di filiera locale reale, non retorica:
meno trasporto,
meno intermediazione,
più reddito distribuito.
👉 La Norma è economia circolare prima che il termine esistesse.
5. Borghi Genius Loci De.Co.: la Norma come bene identitario territoriale
Nel quadro dei Borghi Genius Loci De.Co., la Pasta alla Norma può essere letta come:
espressione gastronomica del paesaggio;
sintesi di saperi agricoli locali;
racconto commestibile di una comunità.
La De.Co. non tutela una ricetta, ma:
il contesto,
la relazione tra prodotti e territorio,
la memoria produttiva.
📌 La Norma non appartiene a un ristorante, ma a un ecosistema culturale.
6. Contro l’estrattivismo gastronomico
Oggi la Norma è spesso:
replicata senza filiera;
svuotata di origine;
usata come brand senza territorio.
La risposta non è la nostalgia, ma:
governo del cibo,
politiche agricole territoriali,
tutela del lavoro contadino.
7. Conclusione: la Norma come manifesto
La Pasta alla Norma ci dice una cosa semplice e radicale:
un territorio esiste finché riesce a nutrirsi senza perdere dignità.
In essa convivono:
sovranità alimentare,
prezzo giusto,
filiera corta,
identità territoriale.
👉
Difendere la Norma significa difendere il diritto dei territori a restare vivi.



Nessun commento:
Posta un commento