domenica 8 febbraio 2026

IL TOTOMÈ DI RAVANUSA


Testo patrimoniale per  la candidatura Ravanusa Borgo GeniusLoci  De.Co.

Bene identitario della tradizione agroalimentare e culturale locale




1. Denominazione del prodotto

Totomè di Ravanusa

Dolce identitario fritto, appartenente alla cucina popolare e contadina del Comune di Ravanusa (AG), legato storicamente alle festività carnascialesche e ai momenti comunitari di condivisione.




2. Area geografica di riferimento

Comune di Ravanusa (Provincia di Agrigento)
Territorio della Sicilia centro-meridionale, caratterizzato storicamente da un’economia agricola cerealicola e da una forte cultura comunitaria rurale.


3. Descrizione del prodotto

Il Totomè di Ravanusa è una frittella dolce ottenuta da un impasto semplice a base di farina, acqua o latte, uova (non sempre presenti nelle versioni più antiche), zucchero e un pizzico di sale, fritta in olio o strutto e consumata calda, tradizionalmente condita con miele locale o zucchero a velo.

La forma è irregolare, volutamente non standardizzata, espressione di una preparazione domestica e rituale, tramandata oralmente e legata ai gesti quotidiani della cucina contadina.


4. Origine storica e contesto culturale

Il Totomè affonda le sue radici nella tradizione orale della civiltà contadina ravanusana, priva di attestazioni scritte antiche ma solidamente documentata nella memoria collettiva locale.

La sua origine è riconducibile:

  • alla disponibilità di ingredienti poveri e locali;
  • alla pratica diffusa della frittura rituale nei giorni di festa;
  • alla funzione sociale del cibo come strumento di condivisione comunitaria.

È verosimile collocare il consolidamento della ricetta tra il XVIII e il XIX secolo, in un contesto agricolo in cui il dolce non era consumo quotidiano ma evento straordinario, legato alle feste e in particolare al Carnevale, momento simbolico di abbondanza prima della Quaresima.


5. Legame con il Carnevale Storico di Ravanusa

Il Totomè è storicamente associato al Carnevale ravanusano, oggi riconosciuto tra i Carnevali Storici d’Italia.
In questo contesto il dolce assume una funzione:

  • rituale (pre-quaresimale),
  • sociale (condivisione tra famiglie),
  • identitaria (riconoscimento comunitario).

La preparazione del Totomè avveniva tradizionalmente nelle case, con il coinvolgimento di più generazioni, rafforzando il senso di appartenenza e continuità culturale.


6. Trasmissione del sapere

La ricetta del Totomè:

  • non deriva da testi scritti;
  • è stata trasmessa per via orale e pratica;
  • presenta varianti familiari, tutte riconducibili a un nucleo identitario comune.

Questa pluralità controllata è un elemento distintivo del prodotto, che non perde identità pur mantenendo una naturale flessibilità artigianale.


7. Valore identitario e simbolico

Il Totomè di Ravanusa rappresenta:

  • un bene immateriale della memoria collettiva;
  • un’espressione della cultura materiale contadina;
  • un simbolo della gastronomia di comunità, non mercificata.

Non è un dolce “da vetrina”, ma un cibo di relazione, preparato per essere condiviso, consumato caldo, nel tempo della festa.


8. Motivazioni per il riconoscimento De.Co.

Il riconoscimento De.Co. del Totomè di Ravanusa è motivato da:

  • il radicamento storico locale;
  • l’assenza di standardizzazione industriale;
  • la forte connessione con il territorio e le tradizioni festive;
  • il valore di patrimonio culturale immateriale.

La Denominazione Comunale  tutela la trasmissione e valorizzazione di un sapere gastronomico autentico, rafforzando l’identità locale e promuovendo una cultura del cibo legata alla storia e non alla sola commercializzazione.


9. Conclusione

Il Totomè di Ravanusa non è solo un dolce tradizionale, ma una forma di memoria commestibile, un gesto collettivo che attraversa il tempo e restituisce senso alla comunità.

Riconoscerlo come De.Co. significa custodire il fuoco della tradizione, non le sue ceneri.

 

 


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