giovedì 18 dicembre 2025

La genesi della valorizzazione dell' IT (Identità territoriale)

                                                                                                  NinoSutera

1985 Luigi Veronelli reinterpreta  il concetto del Genius Loci applicato ai giacimenti enogastronomici locali    1990 DeCo di Luigi Veronelli 

2010 Dieta mediterranea patrimon UNESCO  

2013 Legge Regionale del Born in Sicily  

2015 Expo di Milano 

2015 Legge n.194 sulla biodiversità

2025 Cucina italiana patrimonio UNESCO

 

 

Dal   “Born in Sicily” alla tutela della biodiversità agricola: quadro normativo, traiettorie di policy,  mission e vision   della Rete nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co.


 

Abstract
Il contributo analizza l’evoluzione delle politiche di tutela e valorizzazione dei territori rurali italiani, ponendo in relazione la legge regionale siciliana istitutiva del   “Born in Sicily” e la Legge n. 194 del 1° dicembre 2015 sulla tutela e valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Attraverso un approccio interdisciplinare, che integra dimensione giuridica, territoriale e socio‑culturale, il lavoro evidenzia come tali strumenti normativi concorrano alla salvaguardia delle risorse genetiche locali, dei saperi tradizionali e delle pratiche comunitarie, riconosciute come elementi costitutivi del patrimonio culturale immateriale.

In questo quadro si colloca l’esperienza della Rete nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co., interpretata come modello di governance territoriale partecipata e come infrastruttura culturale per la trasmissione intergenerazionale delle identità locali. La mission della Rete è analizzata in relazione agli obiettivi di sostenibilità, sicurezza alimentare e resilienza delle comunità rurali, mentre la vision propone i borghi come ecosistemi culturali viventi, in cui biodiversità, cultura e sviluppo locale si rafforzano reciprocamente. DEMARCAZIONE TRA TIPICO E IDENTITARIO

Il contributo si inserisce nel dibattito internazionale promosso da UNESCO e FAO sui sistemi alimentari sostenibili, sulla tutela della biodiversità agricola e sul ruolo delle comunità locali nei processi di salvaguardia del patrimonio culturale e naturale, offrendo un riferimento metodologico per reti territoriali orientate alla valorizzazione integrata del cibo, dei luoghi e delle identità.

 

 

1. Introduzione
Nel dibattito contemporaneo sulle politiche territoriali, agricole e culturali, emerge con crescente evidenza la necessità di adottare approcci integrati capaci di coniugare tutela delle risorse, valorizzazione delle identità locali e sviluppo sostenibile. In tale prospettiva, l’esperienza normativa e programmatica della Regione Siciliana, unitamente al quadro legislativo nazionale sulla biodiversità agricola, rappresenta un laboratorio avanzato di politiche pubbliche orientate al riconoscimento del territorio come sistema complesso di valori materiali e immateriali. Il presente contributo analizza il percorso che, a partire dalla legge regionale sul marchio “Born in Sicily” e dalla Legge n. 194 del 1° dicembre 2015, conduce alla definizione della mission e della vision della Rete nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co., intesa come infrastruttura culturale e istituzionale per la salvaguardia dei patrimoni identitari locali.

2. Il marchio regionale “Born in Sicily” come strumento di policy territoriale
La normativa regionale istitutiva del   “Born in Sicily” si colloca nell’alveo delle politiche di valorizzazione dell’origine geografica e dell’identità produttiva, configurandosi come dispositivo di riconoscimento del legame intrinseco tra prodotto, territorio e comunità. Dal punto di vista giuridico-amministrativo, il marchio assume la funzione di strumento di qualificazione dell’offerta territoriale, volto a rafforzare la competitività delle produzioni siciliane e a contrastare pratiche di appropriazione indebita dell’identità territoriale.

Sotto il profilo socio-economico, “Born in Sicily” supera la dimensione meramente commerciale per assumere un valore simbolico e culturale: esso veicola una narrazione fondata sulla storia agraria, sui saperi tradizionali e sul paesaggio culturale, riconoscendo alle produzioni locali lo status di beni collettivi e di espressione del patrimonio identitario regionale.

3. La Legge n. 194/2015: la biodiversità agricola come patrimonio della Nazione
La Legge n. 194 del 1° dicembre 2015 introduce un sistema organico di tutela e valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, segnando un passaggio paradigmatico nel riconoscimento delle risorse genetiche come patrimonio culturale, oltre che biologico. La legge istituisce strumenti quali l’Anagrafe nazionale della biodiversità, la Rete nazionale della biodiversità e le banche del germoplasma, attribuendo un ruolo centrale agli agricoltori e allevatori custodi.

Il dispositivo normativo afferma un principio di particolare rilevanza teorica: la biodiversità agricola è il risultato di un processo storico di coevoluzione tra comunità umane e ambiente naturale. Ne deriva una concezione della tutela che integra dimensioni ecologiche, culturali ed economiche, inscrivendo la biodiversità all’interno delle strategie di sviluppo rurale sostenibile, di sicurezza alimentare e di resilienza territoriale. 

4. Convergenze tra tutela normativa e valorizzazione identitaria
L’analisi comparata tra la legge regionale sul “Born in Sicily” e la Legge n. 194/2015 evidenzia una significativa convergenza di finalità e strumenti. Entrambe le normative pongono al centro il territorio come spazio relazionale, in cui le risorse naturali, i saperi locali e le pratiche produttive concorrono alla costruzione dell’identità collettiva. Se la normativa regionale opera prevalentemente sul piano della promozione e della riconoscibilità, la legge nazionale fornisce il quadro di salvaguardia delle basi genetiche e culturali delle produzioni.

Tale integrazione apre a modelli di governance multilivello e partecipata, nei quali gli enti locali, le comunità e gli attori economici cooperano per trasformare la tutela in leva di sviluppo territoriale.


 

Il GeniusLoci secondo Veronelli 

 Luigi Veronelli  ha definito il "Genius Loci" come il legame profondo e unico tra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva, cioè l'anima di un territorio che si manifesta nel suo vino, nel suo cibo, nella sua arte e nelle sue tradizioni, distinguendolo da altri luoghi. Per Veronelli, il Genius Loci non è solo un concetto astratto, ma la realtà concreta del saper fare locale, che conferisce valore e identità specifica a ciò che quel luogo produce, specialmente nel mondo del vino e del cibo, un'idea che ha influenzato profondamente il pensiero sull'enogastronomia italiana e la valorizzazione dei borghi. 

Concetti chiave nel pensiero di Veronelli
  • Identità Territoriale: Il Genius Loci è ciò che rende un luogo unico e irripetibile, un'atmosfera speciale che si percepisce e che è frutto dell'interazione tra natura e intervento umano.
  • Autenticità: Sottolinea l'importanza di prodotti (come i vini) che esprimano fedelmente la loro origine, attraverso vitigni autoctoni, tecniche tradizionali e un forte legame con la terra.
  • Valore Culturale: Vede il territorio e i suoi prodotti come espressione di una storia, di un popolo e di un modo di vivere, un'eredità da difendere e promuovere.
  • Unicità e Sostenibilità: Il concetto si lega alla valorizzazione dei borghi e dei prodotti De.Co. (Denominazione Comunale), promuovendo principi come storicità, unicità e interesse collettivo, in opposizione alla globalizzazione indifferenziata. 

5. La Rete nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co.: fondamenti concettuali e istituzionali
L'esperienza
(2004) della  Rete nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. si fonda sul concetto di genius loci, inteso come sintesi dei valori storici, culturali, ambientali e produttivi che definiscono l’identità territoriale profonda di un luogo. La Denominazione Comunale (De.Co.) viene assunta quale strumento di riconoscimento istituzionale delle eccellenze locali, esteso non solo alle produzioni agroalimentari, ma anche ai saperi, alle pratiche sociali e alle espressioni del patrimonio immateriale.

In coerenza con    la Legge n. 194/2015, la Rete promuove la salvaguardia delle risorse genetiche locali e delle pratiche tradizionali, mentre, in continuità con il   “Born in Sicily”, valorizza l’origine territoriale e la narrazione identitaria come elementi distintivi delle comunità locali.


 

6. Mission della Rete nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co.
La mission della Rete nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. consiste nella tutela, valorizzazione e trasmissione dei patrimoni identitari dei borghi italiani, attraverso strategie di sviluppo territoriale sostenibile fondate sulla partecipazione delle comunità. La Rete opera come piattaforma di cooperazione istituzionale e sociale, favorendo l’integrazione tra politiche agricole, culturali e di coesione territoriale.


 

7. Vision: i borghi come ecosistemi culturali viventi
La vision della Rete configura i borghi come ecosistemi culturali viventi, capaci di coniugare continuità e innovazione, tradizione e contemporaneità. In questa prospettiva, i dispositivi normativi relativi al marchio “Born in Sicily” e alla tutela della biodiversità agricola assumono il ruolo di leve strategiche per un modello di sviluppo in cui l’identità territoriale diviene fattore di resilienza, coesione sociale e competitività sostenibile.


 

8. Conclusioni
Il percorso che dalla legge regionale sul “Born in Sicily” conduce alla Legge n. 194/2015 e alla mission e vision della Rete nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. delinea una traiettoria coerente di politiche pubbliche orientate alla centralità dei territori. La tutela delle risorse genetiche, la valorizzazione delle produzioni locali e il riconoscimento del ruolo delle comunità locali emergono come pilastri di un modello di sviluppo fondato sull’identità quale bene comune e risorsa strategica per il futuro.






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