lunedì 12 gennaio 2026

Non solo Mercosur

 Carlotta Petix

 Il deficit di politiche agricole lungimiranti  ha causato la perdita totale della sovranità alimentare, favorendo settori industriali e terziari, ormai da diversi decenni.  Certo gli accordi commerciali  Mercosur  contribuiranno a complicare una situazione già in sè molto critica, con copiosi  abbandoni delle campagne, se non supportate da adeguate politiche compensatorie a sostegno  


 

L’agroalimentare italiano vive un paradosso: l’export segna record storici (70 mld€ nel 2025), trainato da eccellenze ad alto valore aggiunto (vino, formaggi, pasta). Tuttavia, la sovranità alimentare vacilla: l’Italia è strutturalmente dipendente dall'estero per materie prime base (grano, mais, carni, legumi, frutta, spezie, agrumi, ect,ect), rendendosi vulnerabile a shock geopolitici. Il modello eccelle come "trasformatore" globale, ma soffre per un'insufficiente produzione agricola primaria interna per il fabbisogno nazionale. Inoltre nei settori con una produzione interna discreta, non riesce ad essere competitiva rispetto ai prodotti importati dal mondo, che come è noto non hanno i lacci e laccioli dell'europa.


 Ecco una panoramica dettagliata del tasso di autoapprovvigionamento (produzione interna rispetto al consumo) per i principali comparti dell'agroalimentare italiano. I dati evidenziano come l'Italia sia un'eccellenza nella trasformazione, ma resti strutturalmente dipendente dall'import per molte materie prime.

Tassi di Autoapprovvigionamento per Settore  anche senza accordi commerciali (Dati 2024-2025)

Comparto

Tasso di Autoapprovvigionamento

Stato della Dipendenza

Frumento Tenero

~28%

Critica: Forte dipendenza per pane e dolci.

Frumento Duro

~60%

Media: Importiamo per sostenere l'export di pasta.

Mais

~50%

Alta: Necessario per l'alimentazione zootecnica.

Carne Bovina

~52%

Alta: Oltre metà del fabbisogno è coperto dall'estero.

Carne Suina

~62%

Media: Importiamo cosce estere per salumi  

Carne Avicola

~106%

Piena: Unico settore zootecnico in surplus.

Latte e Derivati

~75-80%

Moderata: Importiamo latte "commodity" (sfuso).

Olio d'Oliva

~45%

Alta: Produzione insufficiente per consumo e export.


Analisi del Paradosso

I dati confermano che l'Italia opera come una "grande cucina del mondo":

  1. Deficit di base: Non abbiamo abbastanza materia prima per  soddisfare la domanda interna  
  2. Valore Aggiunto: Importiamo materie prime "povere" (grano, latte sfuso, ect, ect.) e le riesportiamo sotto forma di prodotti ad alto valore aggiunto (pasta, formaggi stagionati), compensando il deficit commerciale con la qualità.

 

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