domenica 29 marzo 2026

Caso studio: il Borgo Genius Loci DeCo di Ravanusa

 



NinoSutera



Tipico, Tradizionale, Identitario 



1. Introduzione

La distinzione tra tipico, tradizionale e identitario costituisce oggi una delle questioni più rilevanti negli studi sul patrimonio culturale e sulle politiche di sviluppo locale. La crescente attenzione verso i territori, unita alla pressione turistica e commerciale, ha generato un uso improprio di queste categorie, spesso sovrapposte nel discorso pubblico.
La Denominazione Comunale (De.Co.), introdotta da Luigi Veronelli, nasce come strumento politico-culturale per riconoscere ciò che appartiene in modo esclusivo a una comunità. Tuttavia, la sua progressiva commercializzazione ha prodotto una perdita di senso e un indebolimento del valore identitario.
In questo scenario, la Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo rappresenta un modello alternativo che restituisce alla De.Co. la sua funzione originaria. Il caso di Ravanusa, recentemente riconosciuto Borgo Genius Loci DeCo, costituisce un esempio paradigmatico di applicazione del metodo.



2. Tipico, tradizionale, identitario: quadro teorico

2.1 Tipico

Il tipico è ciò che si ripete, ciò che appartiene a un’area vasta e può essere codificato attraverso disciplinari (DOP, IGP, ect,ect).
Come osserva Grasseni (2005), la tipicità risponde alla domanda di autenticità del consumatore più che a un reale radicamento comunitario.
È una categoria economica, non identitaria, tutelata dalle regole UE

2.2 Tradizionale

La tradizione è un patrimonio vivente (UNESCO, 2003): pratiche, saperi, ritualità trasmesse nel tempo.
È dinamica, non necessariamente unica.
Hobsbawm (1983) ricorda che molte tradizioni sono “inventate” o rielaborate per rispondere a esigenze contemporanee.

2.3 Identitario

L’identitario è ciò che appartiene solo a una comunità, ciò che non può essere replicato altrove senza perdere significato.
È la categoria più alta, nobile  e più fragile: riguarda il genius loci, l’intimo legame tra uomo, ambiente e cultura produttiva . 



3. La deriva commerciale della De.Co.

Negli ultimi anni, taluni improvvisati esperti,  hanno utilizzato la DeCo come marchetto commerciale, attribuendola a prodotti tipici o generici, spesso già certificati altrove.
Questa deriva ha prodotto:

  • inflazione dei riconoscimenti
  • confusione tra identità e marketing
  • perdita di valore culturale
  • omologazione dei territori

La DeCo è stata ridotta a un luogo comune della confusione, perdendo la sua natura di atto politico-culturale.



4. La Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo: un modello alternativo

La Rete propone una metodologia fondata su:

4.1 Centralità dell’identitario

Solo ciò che è irripetibile e radicato nella comunità può essere riconosciuto.(pochi ma buoni, in tutti i sensi)

4.2 Processi partecipativi

Il riconoscimento non è un atto amministrativo isolato, ma un percorso comunitario del Borgo.

4.3 Vocabolario nazionale non omologante

La Rete costruisce relazioni tra borghi senza uniformarne le identità.




5. Caso studio: il Borgo Genius Loci di Ravanusa

Il riconoscimento di Ravanusa come Borgo Genius Loci DeCo (febbraio 2026) voluta dal Sindaco Salvatore Petrolo,  rappresenta un caso emblematico di applicazione del modello identitario.
L’Audizione Pubblica, documentata da più fonti esemp.( "a tiempo bellu" di Carmela Savarino) e (“I totomè del Barone”) ha messo in luce un patrimonio complesso fatto di ritualità, saperi gastronomici, memoria collettiva e narrazioni locali.

5.1 Gli elementi identitari riconosciuti

a) La Raviola di Ravanusa

  • Dolce fritto ripieno di ricotta, legato alle feste popolari.
  • Diffuso in varianti nell’area agrigentina, ma con una specifica genealogia ravanusana.
  • La ricerca storica ha ricostruito il percorso identitario del dolce, dalle origini nelle famiglie contadine fino alla trasmissione nel tempo.  
  • Il Comune ha adottato il percorso della Rete nazionale  come documento identitario.

b) Il Totomè

  • Frittella dolce carnevalesca, ricoperta di miele o zucchero.
  • Legata al Carnevale Storico Ravanusano.
  • È un prodotto che ha   Ravanusa assume valore simbolico grazie alla narrazione locale, alle letture pubbliche  e alla ritualità comunitaria.

c) Il Carnevale Storico Ravanusano

  • Non solo evento festivo, ma dispositivo identitario.
  • La comunità partecipa attivamente attraverso associazioni, pasticceri, operatori culturali, lettori, chef e artigiani.
  • La festa diventa spazio di riconoscimento collettivo e trasmissione intergenerazionale.

d) Il paesaggio culturale

  • Monte Saraceno e l’area archeologica costituiscono un ulteriore elemento identitario, integrando patrimonio materiale e immateriale.


5.2 La metodologia applicata a Ravanusa

Il percorso di Ravanusa segue fedelmente il modello della Rete:

a) Audizione Pubblica

Momento centrale in cui la comunità ha  presentato testimonianze, narrazioni, ricerche, memorie.
Interventi di studiosi, gastronomi, operatori culturali e cittadini.

b) Firma del Memorandum del Borgo

Documento che impegna il Comune alla tutela dell’identità e alla continuità del percorso.

d) Riconoscimenti alle associazioni

Le associazioni enogastronomiche e culturali vengono riconosciute come custodi del patrimonio.

e) L’inserimento nell’Atlante locale del Cibo valorizza il genius loci come patrimonio immateriale della comunità, e non come marchio commerciale.


5.3 Perché Ravanusa è un caso esemplare

Ravanusa dimostra che:

  • l’identità non è un prodotto, ma un processo comunitario
  • la DeCo non è un marchio, ma un atto politico
  • la narrazione locale è parte integrante del patrimonio
  • la ricerca storica può rafforzare la legittimazione identitaria
  • la comunità è protagonista, non destinataria

Il caso di Ravanusa mostra come la DeCo possa tornare a essere strumento di tutela culturale a vantaggio collettivo e mai di una singola azienda.



6. Conclusioni

La distinzione tra tipico, tradizionale e identitario è fondamentale per costruire politiche territoriali efficaci.
La Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo offre un modello metodologico che restituisce centralità alle comunità e al loro patrimonio irripetibile.
Ravanusa, con il suo percorso partecipato e documentato, rappresenta un caso studio esemplare di come la DeCo possa essere recuperata nella sua dimensione originaria: un atto di riconoscimento identitario, non un’etichetta commerciale.
 




Riferimenti bibliografici essenziali

  • Grasseni, C. (2005). Communities of Practice and the Construction of Locality. Anthropological Quarterly.
  • Hobsbawm, E., Ranger, T. (1983). The Invention of Tradition. Cambridge University Press.
  • UNESCO (2003). Convention for the Safeguarding of the Intangible Cultural Heritage.
  • Veronelli, L. (2001–2004). Scritti sulla Denominazione Comunale.
  • De Varine, H. (2017). L’auto-patrimonialisation des communautés.
  • Documentazione  istituzionale della Rete Nazionale dei  Borghi Genius Loci  DeCo

 








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