NinoSutera
Tipico, Tradizionale, Identitario
1. Introduzione
2. Tipico, tradizionale, identitario: quadro teorico
2.1 Tipico
2.2 Tradizionale
2.3 Identitario
3. La deriva commerciale della De.Co.
- inflazione dei riconoscimenti
- confusione tra identità e marketing
- perdita di valore culturale
- omologazione dei territori
La DeCo è stata ridotta a un luogo comune della confusione, perdendo la sua natura di atto politico-culturale.
4. La Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo: un modello alternativo
La Rete propone una metodologia fondata su:
4.1 Centralità dell’identitario
Solo ciò che è irripetibile e radicato nella comunità può essere riconosciuto.(pochi ma buoni, in tutti i sensi)
4.2 Processi partecipativi
Il riconoscimento non è un atto amministrativo isolato, ma un percorso comunitario del Borgo.
4.3 Vocabolario nazionale non omologante
La Rete costruisce relazioni tra borghi senza uniformarne le identità.
5. Caso studio: il Borgo Genius Loci di Ravanusa
5.1 Gli elementi identitari riconosciuti
a) La Raviola di Ravanusa
- Dolce fritto ripieno di ricotta, legato alle feste popolari.
- Diffuso in varianti nell’area agrigentina, ma con una specifica genealogia ravanusana.
- La ricerca storica ha ricostruito il percorso identitario del dolce, dalle origini nelle famiglie contadine fino alla trasmissione nel tempo.
- Il Comune ha adottato il percorso della Rete nazionale come documento identitario.
b) Il Totomè
- Frittella dolce carnevalesca, ricoperta di miele o zucchero.
- Legata al Carnevale Storico Ravanusano.
- È un prodotto che ha Ravanusa assume valore simbolico grazie alla narrazione locale, alle letture pubbliche e alla ritualità comunitaria.
c) Il Carnevale Storico Ravanusano
- Non solo evento festivo, ma dispositivo identitario.
- La comunità partecipa attivamente attraverso associazioni, pasticceri, operatori culturali, lettori, chef e artigiani.
- La festa diventa spazio di riconoscimento collettivo e trasmissione intergenerazionale.
d) Il paesaggio culturale
- Monte Saraceno e l’area archeologica costituiscono un ulteriore elemento identitario, integrando patrimonio materiale e immateriale.
5.2 La metodologia applicata a Ravanusa
Il percorso di Ravanusa segue fedelmente il modello della Rete:
a) Audizione Pubblica
b) Firma del Memorandum del Borgo
Documento che impegna il Comune alla tutela dell’identità e alla continuità del percorso.
d) Riconoscimenti alle associazioni
Le associazioni enogastronomiche e culturali vengono riconosciute come custodi del patrimonio.
e) L’inserimento nell’Atlante locale del Cibo valorizza il genius loci come patrimonio immateriale della comunità, e non come marchio commerciale.
5.3 Perché Ravanusa è un caso esemplare
Ravanusa dimostra che:
- l’identità non è un prodotto, ma un processo comunitario
- la DeCo non è un marchio, ma un atto politico
- la narrazione locale è parte integrante del patrimonio
- la ricerca storica può rafforzare la legittimazione identitaria
- la comunità è protagonista, non destinataria
Il caso di Ravanusa mostra come la DeCo possa tornare a essere strumento di tutela culturale a vantaggio collettivo e mai di una singola azienda.
6. Conclusioni
Riferimenti bibliografici essenziali
- Grasseni, C. (2005). Communities of Practice and the Construction of Locality. Anthropological Quarterly.
- Hobsbawm, E., Ranger, T. (1983). The Invention of Tradition. Cambridge University Press.
- UNESCO (2003). Convention for the Safeguarding of the Intangible Cultural Heritage.
- Veronelli, L. (2001–2004). Scritti sulla Denominazione Comunale.
- De Varine, H. (2017). L’auto-patrimonialisation des communautés.
- Documentazione istituzionale della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo
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