.....La mia uva è DECO'
Ricevo diverse email inerenti le De.Co. chiaramente, anche se con un po’ di ritardo, cerco di rispondere a tutti o quasi…..
Singolare è l’ultima che ho letto, che merita di essere condivisa.
Egreg. Dott Sutera, la seguo da diverso tempo, riconosco e condivido molte delle cose che Lei asserisce. Ma veda lei secondo me è troppo integralista, a volte anche un pò filosofo Attribuisce alla De.Co. un valore che non hanno. Pensa davvero che il consumatore medio sappia la differenza tra la de.co e la doc, l’igp, dop, stg, ect? Il consumatore medio ha l’esigenza, che i media hanno esasperato troppo, che un prodotto necessariamente debba essere associato a qualche acronimo, a una dop, oppure ad una igt, oppure a una de.c.o. come dire si tranquillizza sapere che la mia uva e DECO' E’ io, come alcuni produttori che utilizziamo questo stratagemma, infondo siamo soddisfatti ,ci aiuta a vendere meglio, senza sottostare ai tecnicismi previsti dalle regole comunitarie, e dei costi per esempio del Consorzio, che minaccia di depennarci da soci. Ma noi del consorzio che c'è frega con il nostro marchio DECO' vendiamo lo stesso. Qualcuno ci può forse impedire di utilizzare l’acronimo che vogliamo? Infondo il comune ha istituita la de.c.o. con una commissione di esperti, approvato un disciplinare consono alle aspettative dei produttori, in perfetta regola d’arte. .....abbiamo anche il marchio. Mia nipote, appena laureata in agraria, sostiene proprio, come fa lei, che in Europa, non è possibile invadere campi già normati dalle regole EU Ma si sa, i giovani debbono crescere e fare esperienza.
Com’è che ho risposto? Veda, Sig XY ( produttore di uva da tavola e amministratore locale) quindi risposta doppia, di sicuro sua nipote si è meritata la Laurea, complimenti a Lei.!! L’ ascolti di più, perché i suoi “stratagemmi” prima o poi le porteranno solo guai.
Se proprio vuole un consiglio, la invito a leggere quest articolo,
Continui a seguirci, anzi consigli il blog anche ai suoi amici.
Cordialmente
p.s non sono integralista, ma semplicemente conosco, come tanti le regole, se c'è ancora gente che confonde i prodotti tipici per prodotti identitari, il problema non è mio, ma di chi non sa. Se poi è il Sindaco a fare confusione, in effetti un problema c'è!!!

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